{"id":28297,"date":"2016-05-27T23:17:48","date_gmt":"2016-05-27T22:17:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28297"},"modified":"2016-05-27T23:17:48","modified_gmt":"2016-05-27T22:17:48","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-nero-vuoto-della-morte-di-erica-marafon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28297","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il nero vuoto della morte&#8221; di Erica Marafon"},"content":{"rendered":"<p>Per la prima volta da tempo si sentiva sereno. Davanti all&#8217;oscurit\u00e0 turbata solo dal lontano baluginare delle stelle e al silenzio quasi totale anche le voci nella sua testa si attutirono. Era bello avere finalmente la mente libera da quei pensieri che lo tormentavano incessantemente dall&#8217;anno prima. Si lasci\u00f3 andare osservando il cielo, in confronto al quale tutto sembrava stupido e poco importante<\/p>\n<p>Chiuse gli occhi e fece un respiro profondo. La pace e la tranquillit\u00e0 che lo pervadevano stavano pian piano svanendo, lasciando spazio a una sensazione di vuoto, come se mancasse qualcosa. Si concentr\u00f2, tentando di tendere l\u2019orecchio il pi\u00f9 possibile. Non sentiva niente, se non il rombo lontano delle auto nella citt\u00e0. Per la prima volta da tempo sorrise, era finalmente solo con i suoi pensieri. Le voci che gli avevano sussurrato, parlato, addirittura urlato nelle orecchie erano improvvisamente svanite, con la stessa rapidit\u00e0 con cui erano giunte circa un anno prima, subito dopo l\u2019incendio. Rabbrivid\u00ec al solo pensiero di quel momento, non era ancora riuscito a superare il trauma. Rivedeva ciascun istante nella sua mente ogni volta che tentava di dormire, divertirsi o semplicemente di rilassarsi. Torn\u00f2 con la mente all&#8217;evento che aveva scatenato tutto. Era pomeriggio inoltrato e fuori pioveva. Il freddo pungente entrava fin nelle ossa, perci\u00f2 i suoi genitori avevano deciso di accendere il camino. Ne avevano uno molto grande ed imponente, che era in grado da solo di riscaldare i piani superiori della villetta in cui vivevano e davanti al quale amavano stare per leggere, parlare o guardare la televisione. Suo padre aveva approfittato del brutto tempo per rimodernare la casa e in quel momento si trovava al piano di sopra con la madre per montare un grazioso mobile di legno appena acquistato. Il ragazzo non era mai stato particolarmente abile dal punto di vista della manualit\u00e0, quindi aveva deciso di non aiutarlo e di restare in camera sua a riposarsi. Questo suo intento era difficile da perseguire a causa del rumore fastidioso e persistente del martello del padre, quindi decise di chiudere a chiave la porta e indossare le cuffie per ascoltare la musica, isolandosi completamente dal mondo esterno. Stava per addormentarsi quando inizi\u00f2 a sentire un odore strano, ma non si preoccup\u00f2 molto: non era la prima volta che suo padre alzando il vetro che copriva l\u2019imboccatura del camino per mettere la legna riempiva la casa di un lieve sentore di bruciato. Si rigir\u00f2 tra le coperte e tent\u00f2 di riaddormentarsi, ma non ci riusciva per il troppo caldo. Neanche questo lo stup\u00ec, perch\u00e9 era sempre stato molto caloroso, specialmente mentre era sul punto di dormire. Si alz\u00f2 dal letto leggermente intontito per cambiare la coperta pesante con una pi\u00f9 leggera, quando l\u2019odore lo colp\u00ec pi\u00f9 forte e fastidioso di \u00a0prima. Inizi\u00f2 a venirgli una leggera ansia, ma \u00a0si ripet\u00e9 che non poteva essere successo nulla di grave, altrimenti lo avrebbero certamente chiamato. Si ricord\u00f2 allora in quel momento delle cuffie che aveva sulle orecchie. Preso da un brutto presentimento le abbass\u00f2. Passi, tonfi, grida. Pugni sbattuti sulla porta, pianti, altre grida. Corse ad aprire la porta. Un muro invalicabile di fuoco lo sovrastava, facendolo soffocare per il fumo e ustionandogli la pelle. Dall&#8217;altra parte, i suoi genitori, che \u00a0tentavano di raggiungerlo. Poi, pi\u00f9 niente. Dei giorni seguenti aveva ricordi molto confusi. Scopr\u00ec pi\u00f9 avanti di essere svenuto e di esser stato portato fuori da dei pompieri, mentre i genitori, purtroppo, non ce l\u2019avevano fatta, lasciandolo orfano con un dolore incolmabile. Poco dopo, erano iniziate. Le voci. Le sentiva ovunque, qualunque cosa facesse. Gli parlavano, lo chiamavano, piangevano sommessamente, urlavano. La cosa peggiore non era tanto l\u2019insistenza, ma a chi appartenevano: sembravano proprio quelle della madre e del padre che aveva perso. Pens\u00f2 di essere pazzo, tent\u00f2 in tutti i modi di liberarsene, ma non ci riusciva. Erano perennemente l\u00ec a confonderlo, spaventarlo e ricordargli la sua perdita. Il suo fu un lutto tremendo, acuito dalla presenza delle voci dei morti, che lo illudevano di poter avere ancora qualche contatto con loro. A volte li sognava e per brevissimi istanti gli sembrava di averli intorno a s\u00e9 o avvertiva la loro presenza, ma non era mai vero. Apriva gli occhi e si trovava davanti solamente il buio pi\u00f9 assoluto, vuoto come la sua vita senza di loro.<\/p>\n<p>Il vuoto era ci\u00f2 che aveva caratterizzato la sua esistenza fino a quel momento. Niente riusciva a suscitargli alcuna emozione, ogni sforzo di rallegrarsi veniva inghiottito in quell&#8217;abisso aperto dall&#8217;incendio e reso sempre pi\u00f9 profondo dalle parole che gli rimbombavano in testa. Ogni giorno si accorgeva che stava perdendo un pezzetto di s\u00e9, che stava diventando sempre pi\u00f9 diverso dalla persona che era e sempre pi\u00f9 simile a un automa. Ogni emozione era intorpidita e gli pareva falsa, come se lui non la stesse provando veramente. L\u2019unico barlume di carattere che gli restava era ci\u00f2 che lo spingeva a lottare contro le voci, sperando in questo modo di poter ritornare qual era. Purtroppo, col passare del tempo, il bisbiglio nella sua testa \u00a0che continuava a chiedergli di raggiungere i genitori diventava pi\u00f9 difficile da sopportare. Quante volte si era ritrovato a guardare la strada sotto di s\u00e9 cercando la forza di lasciarsi andare e mettere fine alla propria sofferenza, senza mai riuscirci. Per questo, stava sprofondando sempre di pi\u00f9, allontanandosi progressivamente da ogni possibilit\u00e0 di riacquistare la gioia che aveva perduto. Eppure, quella sera, lui si sentiva bene. La pace che lo pervadeva riusciva a far riaffiorare la speranza di poter un \u00a0giorno riprendere a trascorrere una vita normale, libero dal torpore che si era impossessato di lui e dal tormento delle voci. Sorrise di nuovo e prov\u00f2 a testare la sua rinnovata fiducia avvicinandosi al balcone e guardando sotto si s\u00e9. La strada, lunga, nera e vuota che si estendeva vicino alla casa non lo attraeva pi\u00f9. Sollevato e felice, torn\u00f2 in casa. Si rilass\u00f2 sul divano, godendosi ogni attimo della ritrovata libert\u00e0. Pian piano, per\u00f2, inizi\u00f2 a pensare al motivo della scomparsa dei richiami. Non riusciva a capacitarsi della novit\u00e0, cos\u00ec come non comprendeva che cosa avesse potuto cancellare i suoi problemi. Aveva tentato cos\u00ec a lungo di ottenere questo risultato senza riuscirci, per poi ritrovare tutto risolto improvvisamente, senza alcun motivo comprensibile. Magari era riuscito a superare definitivamente il trauma e non avrebbe pi\u00f9 dovuto temere la sua mente. \u00a0Inizi\u00f2 a diventare leggermente ansioso. Temeva che la sua tranquillit\u00e0 non sarebbe durata molto e, soprattutto, che a questo momento di silenzio sarebbe potuto seguire qualcosa di ancora peggiore. Tent\u00f2 di tranquillizzarsi dicendosi che le sue paure, oltre a essere infondate, erano anche senza senso: dopotutto non c\u2019era alcun motivo per cui sarebbero dovute tornare o aggravarsi. In questo modo, riusc\u00ec ad autoconvincersi che sarebbe andato tutto bene. Si mise pi\u00f9 comodo e prese un libro da leggere. Pian piano inizi\u00f2 a sentire le sue forze venir meno, come se fosse particolarmente stanco. Faticava a muoversi, si sentiva intorpidito e tutti i pensieri che formulava erano confusi. La testa inizi\u00f2 a girargli, la vista ad annebbiarsi, il respiro divenne lento e poco stabile. Si appoggi\u00f2 ai cuscini e chiuse gli occhi.<\/p>\n<p>Sul monitor una linea continua. Un rumore continuo e terribile attravers\u00f2 la fredda stanza 4 del reparto di terapia intensiva. Un pianto straziante si alz\u00f2 e si diffuse per tutto il terzo piano del silenzioso ospedale. Accanto al monitor, di fronte a un medico impassibile, una coppia sulla cinquantina singhiozzava disperata. Le loro mani, sfregiate da cicatrici di vecchie bruciature, erano avvolte intorno a quelle affusolate e pallide di un ragazzo, disteso sul lettino. Le preghiere, le parole dell\u2019uomo e della donna, che avevano tentato di risvegliare il proprio unico figlio dal coma in cui si trovava, erano state inutili. Con il volto rigato di lacrime, guardarono per l\u2019ultima volta il loro bambino, che dopo un anno di lotta per svegliarsi, aveva deciso di arrendersi, abbandonandosi al nero vuoto della morte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28297\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28297\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta da tempo si sentiva sereno. 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