{"id":28273,"date":"2016-05-30T22:03:09","date_gmt":"2016-05-30T21:03:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28273"},"modified":"2016-05-30T22:03:09","modified_gmt":"2016-05-30T21:03:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-volevo-solo-morire-e-invece-sono-morto-di-duediripicca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28273","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Volevo solo morire e invece sono morto&#8221; di DuediRipicca"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: large;\">Riponi il mezzo caschetto antinfortunistica sull&#8217;appendiabiti. La mezza tuta logora, mezza maglia e lo scarpone. Lasci il gabbiotto del cantiere senza salutare. Non \u00e8 che non ti piacciano i tuoi colleghi, o non ti piaccia parlare, \u00e8 che loro con la bocca per intero fanno troppo chiasso, e a te pizzica l&#8217;orecchio, quindi non hai mai dato confidenza a nessuno da quando il capo, Uno-Capo, carissimo amico d&#8217;infanzia di tuo padre, ti ha compassionevolmente assunto, e figuriamoci se da quel giorno Uno-Manovale-tra-i-tanti si sia mai avvicinato per scambiare una chiacchiera con te. Pure Uno-Capo in verit\u00e0 non riesce a parlarci con te, e la paga, mezzo salario ovviamente, te lo fa pervenire sul tuo conto tutti i primi del mese, puntuale alle ore 8:00. Quindi lasci il tuo posto di lavoro ogni sera cos\u00ec, senza nemmeno mezza parola. L&#8217;occhio destro puntato a terra, svelto, con la tua sola pedata destra, cammini lungo il bordo del marciapiede diretto a casa. Segui lo scolo delle fognature senza incontrare nessun Uno da cui divincolarti, ciononostante, avverti lo stesso lo sguardo dei passanti starti addosso. Soprattutto quello dei passanti piccini.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; Carini -, bisbigli,- piccoli Uno, loro sono solo un po&#8217; curiosi, tutto qui, mentre i grandi Uno\u2026davvero brutta gente.-<br \/>\n<\/span>\u201c<span style=\"font-size: large;\">Tutti si rovinano crescendo!\u201d, diceva sempre tuo padre quando tornavi dalla scuola deciso a non metterci pi\u00f9 piede. Prima ti squadrano in malo modo poi un brivido di disgusto li pervade storcendogli le labbra attorno le guance, e allora indispettito e dispettoso, in quei momenti quando proprio non ne puoi pi\u00f9.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; BUH!- esclami ancora oggi con rabbia, a volte mezzo divertito, fissandoli finch\u00e9 non se ne vanno per primi. Sai perfettamente cosa li mette a disagio. Non la tua parte destra praticamente identica alla loro, ma la nebulosa trasparente mancanza di quella sinistra.<br \/>\nMandi un giro di chiave. Trac. E mezzo. Ac. Sfili la chiave. Marci la suola della scarpa su mezzo zerbino leggendo LCE CASA . Sorpassi l&#8217;uscio. Mandi un giro di chiave. Trac. E mezzo. Ac. Finalmente a casa, al sicuro dalla confusione, dal traffico, dal caos della citt\u00e0, e Intero \u00e8 davvero una citt\u00e0 caotica. Ti sei voluto trasferire nella grande metropoli anni fa, ma ora vorresti sparisse inghiottita nel vuoto cosmico che aleggia color vermiglio tra i satelliti Terra e Giove, e con lei i suoi cittadini. Intanto li chiudi tutti fuori. Afferri mezzo telecomando che t&#8217;attende tutte le sere sulla mezza mensola mezza affissa sulla mezza parete. Premi il tastino gommoso e lo riponi dove l&#8217;avevi preso. Era una parete intera prima di prenderla a picconate per mozzarla, proprio appena traslocato, ed ora \u00e8 alta fino alla cinta del mezzo pantalone, cos\u00ec puoi vedere cosa c&#8217;\u00e8 nell&#8217;altro mezzo vano senza metterci piede. Nonostante sia passato tanto tempo, le briciole di polvere del foratino arancio, di tanto in tanto, precipitano nel nulla sottostante che ti separa proprio dal mezzo vano oltre la mezza parete mozzata al di qua del mezzo ingresso. Al di l\u00e0 filtra la luce della sera attraverso le mezze persiane della mezza finestra, parla mezzo televisore prontamente adagiato su mezzo divano, mezzo tavolino soggiorna con gli angoli morti di sbieco svenuti su mezzo tappeto, con sopra poggiato mezzo vaso, con mezza acqua, e mezzo pesce morto a galla in fase di decomposizione avanzata. Al di qua mezzo corridoio. Due porte. Una mezza chiusa, una mezza aperta. Dalla mezza aperta s&#8217;affaccia la ceramica di un water, sporge quella di un mezzo lavandino e quella spigolosa di una porzione di vasca. Da quella mezza chiusa, non vedi niente. E&#8217; mezza chiusa dalla parte sinistra. Ti svesti della scarpa destra col nebuloso trasparente piede sinistro, abbandoni la calzatura in direzione dell&#8217;aldil\u00e0 osservando la curva liscia fronte mento collo della ceramica del water. Pensi che il tuo profilo ha un qualcosa di familiare a quel gabinetto, e che gli Uno vedano cos\u00ec la tua parte mancante, una verticale sinistra latrina di nebulosa trasparenza. T&#8217;incammini verso di lei lasciando una traccia umida a terra e il nulla dell&#8217;altra inesistente nebulosa trasparente pedata. Pisci mirando tutto a destra mentre osservi schizzi giallino sparpagliarsi a sinistra, e li vedi sbiadire e divenire nebulosa e poi trasparenti. Un giochetto che facevi gi\u00e0 da bambino, quando credevi che spostandoti troppo a sinistra ti saresti perso nella tua stessa nebulosa trasparente mancanza, e chiss\u00e0 dove saresti finito, forse ti saresti perso nel vuoto totale, e tuo padre non avrebbe pi\u00f9 saputo trovarti. Col passare del tempo ti sei reso conto che non saresti sparito proprio in nessun luogo spostandoti pi\u00f9 o meno a sinistra, perch\u00e9 a te manca proprio la parte sinistra, o meglio, c&#8217;\u00e8, ma \u00e8 di nebulosa trasparenza. Raddrizzi la mira e l&#8217;unico serio pensiero \u00e8:-Meno male che il pisello \u00e8 dalla parte destra del corpo,- perch\u00e9 pure se fino ad oggi \u00e8 sempre stato solo maneggiato da te &#8211; pensa che iella non averlo proprio .<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Lo riponi tutta a destra nelle mezze mutande alla \u201cnon si sa mai\u201d, e con un misto di orgoglio e arrendevolezza vai al lavandino, acciuffi spazzolino e dentifricio e spazzoli forte mezza arcata dentale superiore ed inferiore, sputi tutto diluito dalla sola saliva, poi storcendo le labbra ciucci un po&#8217; di liquido celeste da una bottiglietta di plastica, un gargarismo, due gargarismo, tre, <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>&#8211; Cos\u00ec ha deciso di morire, senza dolore alcuno, senza la presenza di parenti o amici. Solo.-<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\"><br \/>\nLe parole provenienti dal mezzo televisore ti fanno trasalire.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">T&#8217;asciughi la mezza bocca con la manica del mezzo cappotto che non hai ancora tolto e scivoli fuori dal bagno, senza degnarti di mezzo sguardo dato che lo specchio non c&#8217;\u00e8. L&#8217;hai frantumato. Raccolto i pezzi. E gettati. Non serve. In punta del piede, in bilico sull&#8217;uscio tra il bagno e il mezzo corridoio aguzzi l&#8217;udito.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>&#8211; In tutta serenit\u00e0, gi\u00e0 mille Uno hanno deciso di porre fine ai propri giorni. Il \u201cServizio della Dolce Morte\u201d, come l&#8217;hanno chiamata i ricercatori dell&#8217;azienda ospedaliera Sant&#8217;Uno, ha fatto molto per chi decide di lasciarsi andare in pace offrendo servizio di trasporto assicurato da tutte le grandi metropoli, biglietti a prezzi agevolati, volatreni diretti, unica fermata: il capolinea.-<br \/>\n<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">Le parole si ripetono nella tua mezza mente, sfuggono e tornano deliziose.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; Lasciarsi andare in pace. Possibile? Finalmente si pu\u00f2 morire senza sentire dolore?-<br \/>\nIl dolore. Gi\u00e0 la parola stessa \u00e8 terribile, figuriamoci il provarlo. Tutto qui. Non \u00e8 che si deve avere chiss\u00e0 quale terrificante motivo o segreto indicibile o malattia incurabile per decidere di voler morire, Uno \u00e8 libero di fare ci\u00f2 che vuole, figuriamoci Mezzo. Cos\u00ec con mezzo sorriso lasci il mezzo corridoio, mentre dal mezzo televisore continua a trillare la presentatrice a figura intera del TgUno. Passi alla destra della mezza sinistra porta chiusa, ti sdrai sul mezzo letto attaccato alla parete e afferri solo mezze parole, con la testa, tutta, persa lontano.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>&#8211; Ancora rivendicazioni. Paladini della vita contro la Dolce Morte.-<br \/>\n<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">Continui a sorridere mentre mezza pila di mezzi panni ammucchiati \u00e8 l\u00ec l\u00ec per cedere al suo mezzo peso, il problema \u00e8 che non sopporti gli armadi pieni di sportelli, e allora meglio che i mezzi indumenti stiano a terra, vicino la mezza fila delle scarpe. Destro, il mocassino, destro, lo scarponcino da lavoro, destra , la scarpa da jogging, destra, quella nera elegante mai indossata.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; Ecco perch\u00e9 quel giorno t&#8217;ho acquistata, allora io non lo sapevo ancora, ma ora lo so!-<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>&#8211; Minacce di nuovi attentati. Allarmi bomba nelle stazioni e sui volatreni.-<br \/>\n<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">Ignorando la mezza tv, e continuando sempre di pi\u00f9 a mezzo sorridere t&#8217;alzi in fretta, frughi tra i panni mezza giacca nera, la gamba destra del pantalone di velluto nero, mezza camicia bianca, e prendi lei, la scarpa destra elegante mai messa.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; Ecco, cos\u00ec mi vestir\u00f2 per quando andr\u00f2 a morire .<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Riponi tutto sul letto e osservi la tua sagoma di stoffa mentre la pila crolla cadendo rovinosamente sulle calzature.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">-Perfetto. Domani partir\u00f2.-<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">La mezza tv, continua a sproloquiare, ma ormai non ci fai neanche pi\u00f9 mezzo caso.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; <\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Numero d\u2019emergenza\u2026Adesso passiamo alla FormulaUno.-<br \/>\n<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">Ti volti, t&#8217;avvicini alla mezza cucina a gas e dalla busta di carta del pane aperto prendi un grissino,vai alla mezza scrivania adagiata prima del mezzo letto alla stessa parete, ti siedi sul mezzo cuscino, ingurgiti il grissino, apri il cassettino destro, prendi carta e penna e. E il mezzo sorriso si chiude in una mezza \u201co\u201d di disapprovazione, diciamo una \u201cc\u201d.<br \/>\nSi mostra in bianco e nero mezza capigliatura pettinata all&#8217;indietro, un occhio, destro, narice, destra, labbro superiore ed inferiore carnoso, destro, un puntino nero su mezzo mento, mezza faccia destra insomma, una fotografia stampata tagliata verticalmente e relegata in mezza cornice. Il regalo di tuo padre per i tuoi diciotto anni, o almeno secondo lui quello era il tuo diciottesimo compleanno. Perch\u00e9 Uno Pap\u00e0 ti ha trovato sulla spiaggia abbandonato. In un primo momento gli eri parso un corallo gettavo sulla riva dalle onde, e siccome Uno Pap\u00e0 ha una collezione infinita di conchiglie e frutti del mare ormai estinti, nell&#8217;affrettarsi a reperire quel piccolo tesoro si \u00e8 accorto di te Mezzo, essere di non si sa quale specie, solo quando gi\u00e0 ti aveva preso tra le mani. Cos\u00ec questa la tua prima fotografia dei tuoi probabili diciotto anni e sapendo che lui aveva buone intenzioni, non l&#8217;hai mai gettata. Ti era bastato nasconderlo quel dono, in fondo al cassetto, sotto fogli di carta che solitamente non usi. Perch\u00e9 odi scrivere pure se l&#8217;ami profondamente, il problema \u00e8 che sei mancino. Non destrorso, e quindi non ne sei capace, non ne sei mai stato capace di raddrizzare la calligrafia d&#8217;illeggibile nebulosa trasparenza, neanche con l&#8217;aiuto del tuo Uno Pap\u00e0 che si metteva l\u00ec vicino a te e ti faceva scrivere infinite volte, sono destrorso sono destrorso, fino a che tu poi esasperato: -E no!- Gli urlavi.- E no Uno Pap\u00e0, non lo sono!-<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Perci\u00f2 finite le scuole, se non proprio per un esigente esigenza, hai smesso di scrivere. Ora invece, due parole di saluti e ringraziamenti al tuo Uno Pap\u00e0 vorresti proprio scrivergliele. Ma ti blocchi di nuovo. Osservi quei lineamenti. Appartengono a te. Tu sei Mezzo. Sei il mezzo di ogni cosa. L&#8217;altra met\u00e0? L&#8217;altra met\u00e0 di ogni cosa? Sei nato senza. Hai imparato a vivere senza, quindi non serve.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Non ti serve?<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Ancora te lo domandi.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">E ancora non trovando risposte n\u00e9 soluzioni quando c&#8217;\u00e8 di troppo attorno a te, lo tagli via.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Gli altri sono Uno. Quelli che vivono facendo caos nel caos. E tu invece sei solo Mezzo. Mezzo nella terra degli Uno che vive nella caotica citt\u00e0 di Intero.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">E fa male.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Fa male nella mezza mente, tra le mezze parole che non ti escono, come le lacrime che non piangi, forse perch\u00e9 il cuore non \u00e8 come il pisello, non lo puoi ripiegare da un lato, lui sta tutto a sinistra, e forse tu neanche ce l\u2019hai un cuore, o forse \u00e8 solo nebulosa trasparenza.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Passi mezza nottata in bianco, ad arrovellarti su questo quesito, ma quando spunta mezza alba, per carit\u00e0, basta, e mezzo eccitato infili la chiave. Ne mandi un giro. Trac. E mezzo. Ac. Osservi la tua \u201cLCE CASA\u201d , pensi alle forbici, ai coltelli, alle accette e alle seghe e che grazie al \u201cServizio della Dolce Morte\u201d non ne avrai pi\u00f9 bisogno. Poi mezzo sorridi, di nuovo, perch\u00e9 il pensiero che tutto stia per finire indolore \u00e8 cos\u00ec leggero e confortante da sognare che la \u201cDolce Morte\u201d sia una bella ragazza, e sempre sorridendo pensi che con la iella che hai sar\u00e0 Una-Stronza, ciononostante sei pronto per la partenza. E t&#8217;incammini alla stazione del volatreno.<br \/>\nLa carrozza \u00e8 mezza vuota, l\u2019altra met\u00e0 \u00e8 occupata da Uni e Une nei loro splendidi abiti interi sfoggiando sorrisi completi di chi ha una vita che \u00e8 Una. Raggiungi il tuo posto vicino al finestrino. Punti l&#8217;occhio fuori. Guardi in alto perch\u00e9 sotto \u00e8 un precipizio di binari e ti da&#8217; il voltastomaco.<br \/>\nFuori ha iniziato a piovere. Bella la pioggia. Quando piove provi un gran gusto nel camminarci sotto. Che cada fitta e sottile, grossolana ed impetuosa, \u00e8 comunque tiepida la pioggia. Ti lasci colpire dalle gocce che si spaccano librandone altre pi\u00f9 piccine. Ti piacciono le cose piccine. Un picchiettio che t&#8217;accarezza spargendosi dappertutto e dappertutto ti bagna scivola e si mescola alla tua nebulosa trasparenza, e un brivido ti percuote lungo mezzo collo fino a sotto il mezzo mento e ancora pi\u00f9 su. E\u2019 come ricevere un mezzo bacio. A volte credi che dare un mezzo bacio possa essere bello come riceverlo della pioggia.<br \/>\n&#8211; Ciao.-<br \/>\nTrasali dal dolce pensiero. Infastidito ti volti. Una-Bambina \u00e8 seduta al posto libero affianco al tuo. Non le rispondi, torni a guardare fuori attendendo che si accorga del tuo essere Mezzo e che se ne vada spaventata o in lacrime o terrorizzata, scegliesse lei.<br \/>\n&#8211; Ciao.-<br \/>\nInsiste. Prendi aria dalla narice e pensi ma questa Una-Bambina non ce l&#8217;ha una Una-Mamma, o un Uno-Pap\u00e0? E nel mentre dei tuoi pensieri la senti lasciare il sedile piano piano. Deve averti visto ed \u00e8 fuggita pensi.<br \/>\n&#8211; Ohi, t&#8217;ho detto \u201cciao\u201d, ma che sei sordo?-<br \/>\nDavanti il tuo unico destro occhio Una-Bambina ti guarda con l&#8217;arcata sopraccigliare incurvata come un punto interrogativo, il naso arricciato, le labbra in una smorfia buffa e ti tiene la mezza bocca tra la sue piccole dita scuotendoti il mezzo viso.<br \/>\n&#8211; Ohi? Ma che sei morto?-<br \/>\nTi scosti come impaurito, atterrito, no, di pi\u00f9, terrorizzato, e qualcosa prende a scombussolarsi tutto nella mezza nebulosa trasparenza, rimbombando nella mezza mente.<br \/>\nLei scivola a terra. Si ritira su. Sale di nuovo sulla tua gamba destra, si siede sul tuo ginocchio, ti squadra da capo a piede tutta la mezza sinistra, poi storcendosi tutta osserva la mezza parte destra.<br \/>\nTu sei immobile spaventatissimo ed incredulo.<br \/>\nLei fissa con le mani sulle sue ginocchia e la testa curvata a guardarti nell&#8217;occhio. S&#8217;avvicina, piano piano, e: &#8211; Buh!-<br \/>\nTu sobbalzi.<br \/>\nLei ride ricadendo indietro ma l&#8217;afferri per il braccio giusto in tempo.<br \/>\n&#8211; Allora sei vivo!- Esclama.- E perch\u00e9 non mi rispondi? Sei sordo?- Ti strilla nell&#8217;orecchio che a momenti non ti ci rende lei, mezzo sordo.<br \/>\nScuoti la mezza testa ancora sconvolto accennando un velocissimo \u201cno\u201d.<br \/>\n&#8211; Ho capito! Allora sei muto?.-<br \/>\nAgiti lo stesso \u201cno\u201d, ma lentissimo questa volta.<br \/>\n&#8211; Mmh, strano per\u00f2, perch\u00e9 non parli allora?- Poi si sistema di nuovo cavalcioni e si riavvicina piano piano al tuo occhio.<br \/>\n&#8211; Il tuo occhio \u00e8 grigio come il tempo fuori, io ho gli occhi castani guarda.-<br \/>\nE si spiaccica le mani sulle palpebre e stira la pelle gi\u00f9 sulle guance e ti fa pure la linguaccia.<br \/>\n&#8211; Vedi?-<br \/>\nAccenni un s\u00ec col mezzo volto.<br \/>\n&#8211; A scuola un compagno, il pi\u00f9 antipatico di tutti, e pure il pi\u00f9 brutto, mi dice sempre che sono marroni color cacarella, e allora io gli do un pugno sul naso .<br \/>\nE mima la scena e ti tiri indietro non sia mai ti colpisca.<br \/>\n&#8211; Io mi chiamo Luce di Luna, come la stella, quella famosa, che \u00e8 morta quando \u00e8 morto pure la stella di nome Sole che faceva la luce. Io so tutta la storia. Tu la conosci?-<br \/>\nLo ammetti, sempre senza proferire mezza parola.<br \/>\nTre Uni in lunghi cappotti neri entrano trafilati nella carrozza un attimo prima che il<br \/>\ndondolio anticipi la partenza del volatreno. Tossiscono, bisbigliano l\u2019Uno nell\u2019orecchio dell\u2019altro Uno.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">La voce stereofonica avvisa di sedersi ed allacciare le cinture. Tu osservi la Una-Bambina di nome Luce di Luna seduta sulla tua gamba. Lei ti strizza l&#8217;occhio e sguscia a velocit\u00e0 di biscia sul sedile di fianco che gi\u00e0 s&#8217;\u00e8 allacciata le cinture, abbassa il bracciolo che vi separa, afferra la tua cinta, l&#8217;allaccia avendo cura di racchiudere al suo interno la tua nebulosa trasparenza che oscilla al dondolio della pre-partenza. Tu non fai mezza mossa. T&#8217;accorgi che sulla testa indossa un occhiale con le lenti scure e un po&#8217; arancio, a mo\u2019 di ferma capelli. Luce ti osserva non facendo altro che sorridere che quasi fa fare mezzo sorriso pure a te, se non fossi preoccupato per tutto quell\u2019agitarsi nella nebulosa trasparenza, che lo senti pulsare anche in gola, nelle tempie.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Luce, cala l&#8217;occhiale sul naso, prende aria, ci gonfia le guance e stringe i braccioli con forza. Tu le copi le movenze, prendi aria, ci gonfi la mezza guancia e niente, il bracciolo a sinistra non lo puoi stringere, \u00e8 come il cuore, nel lato sbagliato di un essere mezzo sbagliato. I denti di Luce battono fortissimo e fanno volontariamente confusione. Tu serri la tua mezza bocca e ci tieni i denti chiusi dentro e silenziosi. La discesa ad altissima velocit\u00e0 vi spiaccica i corpi sui sedili. Le guance di Luce sventolano lasciando libere praline di saliva, la nebulosa trasparenza s&#8217;allarga scontrandosi con tutto ci\u00f2 che incontra. Il lancio. Partiti.<br \/>\n&#8211; Figooooo.- La voce di Luce irrompe nell&#8217;aria e nel tuo voltastomaco che s&#8217;agita volendo mezzo scapparti fuori . E ride forte \u201cAHRAHRAHRAHRA\u201d di quella risata di tutte le note allegre e gutturali, e mezzo ridi di cuore anche tu, respingendo in dentro il conato, con le note dell&#8217;aria che entra ed esce in un \u201cHSHSHSHSHS\u201d.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">E la guardi con l&#8217;occhio che t&#8217;inizia a luccicare bagnandosi, e non capisci il perch\u00e9, ci si sar\u00e0 cacciata un po\u2019 di polvere dentro, ma lei continua a ridere e non ha idea di quanto ti ricorda Brio. Brio, Una-Amichetta del cuore. Brio Una-Compagna di giochi, l\u2019unica che aveva avuto il coraggio di sederti di fianco, allo stesso Uno-Banco vuoto per met\u00e0, quella sinistra. Brio che giocava sempre con te, e ti stava sempre appiccicata anche se gli Uno-Genitori non volevano. O almeno, ti era rimasta vicina fino al giorno dell\u2019incidente, fino al giorno in cui volle essere come te, il giorno in cui per la prima volta Uno-Pap\u00e0 ti guard\u00f2 con lo sguardo inevitabile.<br \/>\nEra triste, arrabbiato, ma tu non lo potevi sapere che Una non diventa mezza, neanche se la seghi per verticale. Uno-Pap\u00e0 di Brio, nonch\u00e9 Uno-avvocato, non si era fatto mezzo scrupolo, e adesso Uno-Pap\u00e0 campava con sola mezza pensione in una mezza pensione. L&#8217;incidente. Avrai avuto probabilmente cinque anni, perch\u00e9 quanti anni hai veramente nessuno lo sa, all\u2019epoca iniziasti a tagliare a met\u00e0 ogni cosa intera, creando non pochi disastri e disagi al povero e buono tuo Uno Pap\u00e0. E lui che esasperato t&#8217;urlava dietro<br \/>\n&#8211; Mai una volta che ti venisse in mente di ricostruirle le cose!-<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Povero Uno-Pap\u00e0 che si ritrovava per casa mezzo litro di latte, mezzo chinotto, mezza passata di pomodoro su mezza fetta biscottata e sul pavimento della cucina appariva a fine giornata un&#8217;opera d&#8217;arte astratta. Mezzi libri uguale mezzi voti. Cercavi d&#8217;assomigliare alle cose o almeno che loro somigliassero a te. Ma niente. La difficolt\u00e0 poi aumentava dal tuo incaponirti che l&#8217;unico verso giusto era quello verticale. Nessuno ti capiva. Ormai neanche pi\u00f9 il tuo Uno-Pap\u00e0, sempre pi\u00f9 stanco e demoralizzato. Ma lei, Brio, sembrava avesse una risposta per tutto. La sapeva lunga lei, figlia di Uno-Avvocato e Una-Chirurgo. Un giorno durante la ricreazione ti si piazz\u00f2 davanti con la pagina strappata della rivista di medicina a cui era abbonata la sua Una-Mamma. Riportava l&#8217;immagine di due Una-Sorelle-Gemelle-Siamesi, in un riquadro erano attaccate, in un altro staccate. Sotto la scritta POST OPERATORIO la descrizione dell&#8217;intervento nei minimi particolari pi\u00f9 gli strumenti utilizzati. E Brio, che la sapeva proprio proprio lunga, da dietro la schiena ti mostr\u00f2 la valigetta della Una-Mamma con tutti gli attrezzi chirurgici.<br \/>\n&#8211; Ta tannnn!-, esclam\u00f2.<br \/>\nCerto \u00e8 che non c&#8217;erano proprio tutti tutti gli strumenti medici, ma almeno i pi\u00f9 importanti. Gocce di Dormibenventiquattrore, pinze, ovatta, disinfettante, garze, filo per sutura, ago e grappette ma soprattutto il bisturi. Ricordi perfettamente la convinta risposta alla tua domanda.<br \/>\n&#8211; Ma sei sicura?-<br \/>\n&#8211; S\u00ec! Voglio essere come te. Mezza.-<br \/>\nPrimo.<br \/>\nLe passasti la soluzione disinfettante dalla testa ai piedi con le garze dal liquido rossastro imbevuto. Ovviamente, verticale.<br \/>\n&#8211; Ahi mi pizzica l&#8217;occhio!-<br \/>\n&#8211; E tanto non ti servir\u00e0 pi\u00f9 tra poco. Brio fai ancora in tempo a ripensarci.-<br \/>\n&#8211; Ti ho detto che voglio essere Mezza! E non chiamarmi pi\u00f9 Brio. Comincia a chiamarmi Io e passami le goccine per favore.-<br \/>\n&#8211; Pensi che sentirai tanto dolore?-<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; No, non credo. Qui c&#8217;\u00e8 scritto che hanno somministrato gocce tranquillanti pre-operazione.-<br \/>\n&#8211; E poi?-<br \/>\n&#8211; E poi boh, non lo so. Segue sull&#8217;altra pagina, ma io non ho fatto in tempo a strapparla via questa mattina, ma ho letto ieri. Iniziata la conta si sono subito addormentate per un po&#8217; di ore, le hanno tagliate, e quando si sono svegliate erano divise. Quindi tu conta, taglia e sbrighiamoci!-<br \/>\n&#8211; Scusa di quante ore di sonno si parla?-<br \/>\n&#8211; Non me lo ricordo, uffa quante domande, facciamo che appena hai fatto mi dai due pizzicotti e mi svegli, e ce ne andiamo a casa da te!-<br \/>\n&#8211; Va bene. Allora conto: Uno, uno-due, uno- tre, uno-quattro.-<br \/>\nInspirasti col bisturi stretto tra le dita tremolanti, lo infilzasti al centro della tenera testolina di Brio. Tutto quello che accadde dopo \u00e8 un avvolgersi di figure sul nastro a righe bianche e rosse del gelataio.<br \/>\n<em>&#8211; Luce? Luce dove sei?-<\/em><br \/>\n&#8211; Sono qui mamma.-<br \/>\n<em>&#8211; Lascia stare in pace il signore, mi scusi se le ha creato. &#8211;<\/em><br \/>\nLa Una-Mamma s&#8217;interrompe all&#8217;istante. T&#8217;osserva mentre spalanca bocca e occhi all&#8217;unisono e caccia un urlo cos\u00ec forte di terrore che nemmeno stesse per finire il mondo, e Intero, o stesse assistendo all&#8217;implosione di Sole e Luna, o allo zampillare di sangue fuori dal cranio di Brio. Forte cos\u00ec forte che a te, Luce e a tutti i presenti vi tocca tapparvi gli orecchi.<br \/>\nTranne i tre Uno-con-la-giacca-nera. Quelli se ne stano l\u00ec in piedi, alla testa del vagone a controllare l\u2019ora sull\u2019orologio. A battere i piedi a terra. Ad asciugarsi la fronte.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; Mamma, cosa urli?- Chiede Luce.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\"><em>&#8211; Allontanati da quel\u2026quel\u2026quel mezzo coso.-<\/em> Implora Una-Mamma portandosi le mani al volto.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Te lo eri promesso alla maggiore et\u00e0 che te ne saresti andato lontano a crearti la tua giusta mezza vita, proprio per non sentire mai pi\u00f9 urla disperate come queste.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Luce ti guarda, guarda tutta la tua mezza figura, e pure l\u2019altra di nebulosa trasparenza, come se ti stesse valutando per la prima volta. E dal sorriso che le riempie il visino, non deve essere una brutta valutazione.<br \/>\n&#8211; Ma mamma, non \u00e8 un \u201cmezzo coso\u201d, \u00e8 un Uno-Mezzo. &#8211;<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">La madre rimane pietrificata. Luce ti sorride e stringe il tuo braccio sinistro, o quello che dovrebbe esserci sotto la nebulosa trasparenza, e quella cosa che strepitava tanto nel tuo mezzo nulla sinistro, ora ha aumentato il volume. E senti che si stringe, e rimbomba, e qualcosa di caldo scivola via dall\u2019occhio destro, e pure da quello che dovrebbe essere il sinistro.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; Scusa, ma Una-Mamma \u00e8 un po\u2019 nervosa, stiamo andando a salutare Una-Nonnina. Sai, \u00e8 molto malata, e vuole andare in un posto dove star\u00e0 meglio, almeno cos\u00ec dice.-<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">I tre Uno-in-giacca-nera si lasciano scivolare via le giacche mentre pensi che questa Una-Bambina \u00e8 proprio simpatica.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Ti asciughi la guancia destra, ma lei non ha finito.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; E tu, vuoi andare anche tu nel posto dove si sta meglio?<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Gli altri viaggiatori iniziano ad urlare, ma tu non te ne curi, quella domanda ti \u00e8 esplosa dentro, e lo spostamento d\u2019aria ti scombussola la mezza mente.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; S\u00ec. Forse. Non lo so.- Sussurri appena, che qualcosa ti blocca la mezza gola, t\u2019inchioda le parole al mezzo palato.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; Allora se non ci vai, dopo ti va di giocare un po\u2019 con me?<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Le senti appena quelle parole. La carrozza \u00e8 tutto un urlo e un battere di mani sul vetro e la sirena del freno d\u2019emergenza che qualche Uno ha tirato.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">&#8211; Certo.- Ti sorprendi delle tue stesse parole, mentre segui Luce scivolare dal sedile, prendere la madre per mano e sedersi con lei qualche fila pi\u00f9 in l\u00e0.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Proprio a pochi metri dai tre Uno-con-la-giacca-nera che non hanno pi\u00f9 la giacca, ma uno strano gil\u00e8 pieno di fili e lucine.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">Le mezzo sorridi mentre il pi\u00f9 alto fa un passo in avanti stringendo nelle mani quello che sembra un telecomando, mentre fuori Intero oscilla sotto il vagone del volatreno, mentre quella morsa a sinistra si scioglie irradiandosi in tutto il corpo, visibile e nebulosa trasparenza. E ancora le mezzo s<\/span><span style=\"font-size: large;\">orridi mentre Uno-con-il-telecomando urla: &#8211; Viva la vita, a morte la Dolce Morte.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: large;\">E Mezzo, sorridi, mentre pensi che volevi solo morire e invece\u2026l\u2019esplosione ti strappa dal tuo Mezzo pensiero.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28273\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28273\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riponi il mezzo caschetto antinfortunistica sull&#8217;appendiabiti. La mezza tuta logora, mezza maglia e lo scarpone. Lasci il gabbiotto del cantiere senza salutare. Non \u00e8 che non ti piacciano i tuoi colleghi, o non ti piaccia parlare, \u00e8 che loro con la bocca per intero fanno troppo chiasso, e a te pizzica l&#8217;orecchio, quindi non hai [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28273\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28273\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":8888,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[359],"tags":[],"class_list":["post-28273","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28273"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8888"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28273"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28273\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28591,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28273\/revisions\/28591"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28273"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}