{"id":28152,"date":"2016-05-24T21:59:09","date_gmt":"2016-05-24T20:59:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28152"},"modified":"2016-05-24T21:59:09","modified_gmt":"2016-05-24T20:59:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-geometra-e-pittor-penna-e-pennello-la-maddalena-di-piero-della-francesca-di-maria-luisa-ghianda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28152","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Geometra e pittor, penna e pennello. La Maddalena di Piero della Francesca&#8221; di Maria Luisa Ghianda"},"content":{"rendered":"<p>\u201cTu sei sposato, per la barba di Belzeb\u00f9! Te lo rammenti s\u00ec o no di essere sposato?\u201d insorse Piero strattonando il fratello per le spalle. \u201cE tua moglie ti ha dato due figli\u201d insistette al colmo dell\u2019indignazione.<\/p>\n<p>\u201cMa io \u2026\u201d balbett\u00f2 Marco contrito, ciondolando la testa, quindi se la afferr\u00f2 tra le mani e prese a singhiozzare. \u201cIo non riesco a togliermela dalla mente. Quando la vedo passare, con quel suo incedere lieve e sinuoso, le tempie mi pulsano, tant\u2019\u00e8 forte il desiderio di stringerla tra le braccia. Il fatto che tu l\u2019abbia presa come modella, poi, non migliora le cose. Ce l\u2019ho sempre davanti agli occhi. \u00c8 diventata un\u2019ossessione, un\u2019ossessione \u2026\u201d<\/p>\n<p>Marco di Benedetto dei Franceschi, altrimenti detto\u00a0Marco De la Francesca, fratello minore e procuratore del pi\u00f9 noto Piero, aveva trentotto anni e fino ad allora la sua condotta era stata irreprensibile. Era ad Arezzo per curare certi affari del fratello pittore, dei conti rimasti in sospeso coi committenti di un lavoro che questi tardavano a saldare, quando aveva visto la modella e se ne era perdutamente invaghito.<\/p>\n<p>Se Piero aveva scelto proprio madonna Bonanna Bacci come modella per l\u2019affresco che stava eseguendo nella cattedrale di Arezzo, non era soltanto perch\u00e9 costei incarnava l\u2019ideale di bellezza metafisica che lui perseguiva. Era, soprattutto, per una sottile rivalsa nei confronti del padre di lei &#8211; quel Luigi Giovanni Bacci, tra i pi\u00f9 facoltosi mercanti aretini, suo insolvente committente degli affreschi nella locale chiesa di san Francesco &#8211; che aveva deciso di ritrarne segretamente la figlia in veste di Maddalena peccatrice nel luogo pi\u00f9 frequentato della citt\u00e0. Ora il fatto che suo fratello se ne fosse incapricciato complicava le cose. Tanto pi\u00f9 che la fanciulla, consenziente a prestarsi come modella, sembrava anche gradirne le profferte, cui corrispondeva con mutua scambievolezza. Se lui non fosse intervenuto d\u2019urgenza sarebbe potuto scoppiare uno scandalo mandando a monte tanto l\u2019affresco, quanto il suo piano di vendetta.<\/p>\n<p>\u201cStasera stessa tornerai a Sansepolcro\u201d ingiunse quindi a Marco in un tono che non ammetteva replica. \u201cDevi consegnare subito questi disegni al carpentiere. Vi sono illustrati alcuni accorgimenti tecnici che potrebbero migliorare il processo di macerazione. Ma bisogna introdurli nella gualchiera al pi\u00f9 presto, prima che il guado giunga a maturazione. E la stagione \u00e8 alle porte. Perci\u00f2 prepara i bagagli e parti immediatamente. Delle tue pene d\u2019amore discuteremo un\u2019altra volta.\u201d<\/p>\n<p>La famiglia dei De la Francesca era piuttosto facoltosa. Possedeva appezzamenti di terra a vigne e diverse case a Borgo Sansepolcro, suo luogo d\u2019origine, di cui riscuoteva le rendite, pi\u00f9 una gualchiera per il guado. La ricchezza le era derivata proprio dalla produzione di guadi maceri, ovvero dalla preparazione per la tintura di panni con l\u2019indaco &#8211; impiegato anche dai pittori &#8211; in sostituzione di quello, costosissimo, importato da Bagdad. Il pigmento colorante era ottenuto per macero dal guado, appunto, una pianta a quel tempo intensamente coltivata sulle colline toscane, e Piero si interessava del lato tecnico del processo. Era anzi per merito dei suoi avveniristici progetti se gli affari di famiglia erano andati prosperando di tempo in tempo, al punto che i De la Francesca erano giunti a rivestire una posizione sociale piuttosto elevata in seno alla comunit\u00e0 borghigiana, divenendo anche membri autorevoli della locale Congregazione dell\u2019Arte della Lana, di cui l\u2019artista stesso era gonfaloniere.<\/p>\n<p>Partito finalmente il fratello, non senza lagnanze, Piero si rimise all\u2019opera. Aveva messo a punto, durante il ciclo della <a href=\"http:\/\/www.pierodellafrancesca.it\/93\/ITA\/La-Leggenda-della-Vera-Croce\"><em>Leggenda della vera Croce<\/em><\/a><em>, <\/em>un sistema di pittura murale che gli permetteva di ottenere colori eccezionalmente vivi, saturi e splendenti e di raggiungere negli incarnati volume e luminosit\u00e0 mediante lievi velature chiare. Ancora qualche tocco e la sua Maddalena sarebbe stata ultimata, brillando quasi di luce propria sotto le buie volte del duomo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.google.it\/search?q=maddalena+piero+della+francesca&amp;biw=911&amp;bih=429&amp;tbm=isch&amp;imgil=qaXOvdRaz7B98M%253A%253BdPz6bUMXNIr4DM%253Bhttp%25253A%25252F%25252Fstoriedellarte.com%25252F2013%25252F11%25252Fpiero-della-francesca-santa-maria-maddalena.html&amp;\">La santa, racchiusa<\/a> in una nicchia aperta su un cielo di un tenue azzurro, indossava un abito verde piuttosto elaborato, dal cui collo spuntava una candida camicia di seta trasparente. Lo guarniva una cappa rossa, foderata di un colore bianco d\u2019una tonalit\u00e0 pi\u00f9 chiara rispetto a quella della camicia e stretto, un po\u2019 sopra la vita, da una cintura anch\u2019essa bianca, ma pi\u00f9 scura. Reggeva in mano una pisside di cristallo, la cui trasparenza sembrava rilucere, come colpita da un invisibile raggio di sole. Parco nell\u2019uso delle gamme cromatiche, com\u2019era suo costume, Piero aveva ottenuto gli effetti del suo volume e della sua rotondit\u00e0 col solo impiego del bianco e del grigio-azzurro, applicandovi con estremo rigore le leggi della prospettiva. Era, questa pisside, un solido geometrico simile a quelli oggetto dei suoi recenti studi &#8211; condotti insieme all\u2019amico matematico, e borghigiano come lui, fra\u2019 Luca Pacioli &#8211;\u00a0 sulla \u201c<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9CB_GmzmvqQ\"><em>Divina proporzione<\/em><\/a>\u201d, i cui esiti avrebbero trovato collocazione nel trattato intitolato \u201c<a href=\"http:\/\/digilib.netribe.it\/bdr01\/visore\/index.php?pidCollection=De-prospectiva-pingendi:889&amp;v=-1&amp;pidObject=De-prospectiva-pingendi:889&amp;page=001%20R\"><em>De prospectiva pingendi<\/em><\/a>\u201d, ch\u2019egli aveva intenzione di completare a breve.<\/p>\n<p>Dato l\u2019ultimo tocco di colore alle guance della Maddalena, l\u2019artista smont\u00f2 dal trabatello e lo allontan\u00f2 dal muro per poter contemplare con agio il lavoro appena eseguito.<\/p>\n<p>La pisside era cos\u00ec consustanziale allo spazio in cui era immersa, cos\u00ec vera, che pareva avanzasse verso chi la guardava, come sospinta dalla mano che la reggeva. L\u2019intera figura della santa, poi, le cui misure erano quasi il doppio del naturale, collocata non gi\u00e0 sulla soglia dell\u2019arco in cui era inserita ma un poco al di l\u00e0 di essa, sembrava in procinto di attraversarla definendo cos\u00ec i gradienti di profondit\u00e0 in modo quasi tangibile. La sua monumentalit\u00e0 aulica, ieratica, per non dire liturgica, si stemperava nella pacata mestizia del volto, ritratto lievemente di scorcio e perfettamente costruito secondo il modulo delle tre parti &#8211; la lunghezza del naso presa a unit\u00e0 di misura &#8211; sul quale il realismo si combinava all\u2019astrazione, la sensualit\u00e0 alla ragione, il concetto alla poesia. E sebbene il registro cromatico fosse, come d\u2019uso in lui, volutamente basso, limitandosi al ritmo binario dei complementari &#8211; il verde e il rosso &#8211; creava, grazie al marcato contrappunto della luce con l\u2019ombra, l\u2019illusione di un colorismo diffuso e paradossalmente emozionante, animato dal frastagliato disordine delle ciocche dei capelli a serpentello, che aveva dapprima tracciate a compasso.<\/p>\n<p>Se a colpo d\u2019occhio la composizione poteva apparire misteriosa ed esoterica, ad una lettura pi\u00f9 attenta essa si rivelava nella sua innocente trasparenza. Priva di sottintesi e di metafore, non celava enigmi n\u00e9 astruse sottigliezze, era pittura pura, pittura per antonomasia, espressa nel linguaggio diretto del colore, del segno, delle simmetrie e delle asimmetrie, della luce e dell\u2019ombra, sul fondamento della prospettiva, cos\u00ec come piaceva a lui.<\/p>\n<p>Abbastanza soddisfatto del risultato ottenuto, Piero radun\u00f2 i pennelli, li ripul\u00ec dalle tracce di pigmento pittorico e, sistemati i vasetti dei colori nell\u2019ampia bisaccia, si apprest\u00f2 a fare ritorno a Sansepolcro. Prima di tutto sarebbe andato a controllare la gualchiera per verificare se vi fossero state apportate le modifiche che aveva suggerite. Ormai il guado doveva essere maturo. Era il tempo della raccolta e per nessuna ragione al mondo avrebbe mancato di assistervi. A recuperare i denari dovutigli dai Bacci avrebbe provveduto Marco. L\u2019affresco era terminato e la modella era stata congedata, perci\u00f2 il pericolo era cessato e suo fratello avrebbe potuto rimetter piede ad Arezzo anche l\u2019indomani.<\/p>\n<p>Quando, un\u2019ottantina d\u2019anni dopo, il pittore, architetto e scrittore aretino Giorgio Vasari celebr\u00f2, nel duomo della sua citt\u00e0, le proprie nozze con <a href=\"http:\/\/www.arezzocultura.com\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=80:la-casa-museo-di-giorgio-vasari-&amp;catid=38:musei&amp;Itemid=55\">Niccolosa Bacci,<\/a> pronipote di quella Bonanna di cui si disse e fu reso edotto sulla storia dell\u2019antenata che aveva posato per l\u2019affresco della Maddalena, rimase profondamente colpito dalla rivalsa messa in atto da Piero della Francesca contro i parenti ch\u2019egli aveva test\u00e9 acquisiti e subito medit\u00f2 una contro-vendetta. Perci\u00f2, non appena ebbe fatto ritorno a Firenze, riprese in mano il testo del libro che stava per dare alle stampe &#8211; dedicato a \u201c<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Le_vite_de%27_pi%C3%B9_eccellenti_pittori,_scultori_e_architettori\"><em>Le vite de&#8217; pi\u00f9 eccellenti pittori, scultori e architettori<\/em><\/a>\u201d &#8211; e apport\u00f2 radicali correzioni alla menzione dell\u2019artista borghigiano inserendovi cos\u00ec tante inesattezze sulle sue opere e sulla sua biografia da recar danno alla sua memoria per molti secoli a venire. Non pago, vi incluse alcune strofe che un tal Galasso Galassi, pittore-rimatore ferrarese (cui la notoriet\u00e0 avrebbe arriso solo in virt\u00f9 di questi versi) aveva dedicate a Piero:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/books.google.it\/books?id=F8IhAQAAMAAJ&amp;pg=PA245&amp;lpg=PA245&amp;dq=Geometra+%26+pittor%E2%80%99,+penna+%26+pennello+Cos%C3%AC+ben+misi+in+opra;+che+natura&amp;source=bl&amp;ots=c8gOt_30ht&amp;sig=aBJ0dKHrZh2_QKsRs-EIefmlFQg&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=2uUiUuLQA4bPhAf--oHgAQ&amp;ved=0CE\"><em>Geometra e pittor\u2019, penna e pennello<\/em><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Cos\u00ec ben misi in opra; che natura<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Condann\u00f2 le mie luci a notte scura<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Mossa da invidia: e de le mie fatiche<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Che le carte allumar dotte &amp; antiche,<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>l\u2019empio discepol mio fatto si \u00e8 bello.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Giorgio Vasari, <em>Le vite<\/em>, Edizione Lorenzo Torrentino, Firenze, 1550)<\/p>\n<p><strong>Post Scriptum:<\/strong> sembra incredibile ma l\u2019opera di Piero della Francesca rest\u00f2 pressoch\u00e9 sconosciuta fino agli inizi del XIX secolo, quando Stendhal la riscopr\u00ec menzionandola nella sua <em>Storia della pittura in Italia<\/em> (Parigi, 1817); da allora\u00a0 essa pot\u00e9 finalmente godere di una sempre crescente e meritata e fama. Che sia stato Giorgio Vasari a contribuire al suo oblio \u00e8 una licenza narrativa piuttosto seducente.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28152\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28152\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTu sei sposato, per la barba di Belzeb\u00f9! 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