{"id":28067,"date":"2016-05-23T19:07:07","date_gmt":"2016-05-23T18:07:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28067"},"modified":"2016-05-28T18:28:35","modified_gmt":"2016-05-28T17:28:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-dietro-le-tende-di-fiorella-malchiodi-albedi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28067","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Dietro le tende&#8221; di Fiorella Malchiodi Albedi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi accorgo con stupore che l\u2019attesa in questa stanza disadorna e la forzata inattivit\u00e0, che pensavo sarebbero state causa di noia e di fastidio, stanno invece inaspettatamente nutrendo per il mio spirito, e sento crescere dentro di me quella che potrebbe diventare l\u2019idea di un racconto. Colgo per ora solo immagini disordinate, dettagli troppo vaghi che non potrei tradurre in parole e soprattutto che non riuscirei a fissare sulla carta. D\u2019altra parte \u00e8 ci\u00f2 che accade sempre: in principio \u00e8 solo l\u2019ombra di un\u2019intuizione, come il movimento di una forma indistinta dietro ad una tenda, avverto la sua esistenza, ma non riesco a darle concretezza. Devo coltivare con pazienza questo barlume di idea, ed attendere senza scoraggiarmi, come quando affondiamo nel terreno un ramo tagliato di fresco, sperando che da esso nasca una nuova pianta. All\u2019inizio \u00e8 solo uno stelo nudo, ma dobbiamo innaffiarlo e curarlo con perseveranza, e credere fiduciosi che anche se in superficie continua a sembrarci solo uno zeppo privo di vita, le radici stanno allargandosi, invisibili, sotto il terreno. E quando sar\u00e0 il momento, quando avr\u00e0 attecchito e preso sufficiente vigore, lo stelo germoglier\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E intanto attendo, dietro alle tende, che la donna amata si mostri nel vano delle finestre di fronte. Mi chiedo se sia stata un\u2019idea malsana, se sia la nuova beffa di quello spirito maligno che spesso governa le mie azioni. L\u2019ho chiamato maligno? Dovrei chiamarlo salvifico, so bene che \u00e8 ad esso che devo la mia ispirazione alla scrittura, quell\u2019estro un po\u2019 satanico che sa tradurre in narrazione tanti miei incubi. Non ho saputo resistere. Avevo scorto il cartello riaccompagnandola a casa, ma non avevo potuto leggerlo con attenzione. Ridiscendendo, ho attraversato la strada, e mi sono fermato davanti al esso, fingendo di sostare per indossare i guanti. E mentre facevo scivolare con lentezza la seta lungo le mie dita, ho scoperto che un appartamento veniva affittato al terzo piano della casa di fronte a quella della mia fidanzata, e che affacciava sulla strada, proprio nella collocazione ideale per sorvegliare le sue finestre, che sono al secondo piano. Mi sono reso conto che mi si presentava, inaspettatamente, l\u2019occasione di scoprire il vero volto della donna che sto per sposare. La tentazione, fortissima, \u00e8 nata dentro di me. Mi ha colto per un attimo il dubbio che fosse una cosa sconveniente, ma l\u2019ho subito fugato. Io ho il diritto di sapere quello che alberga nell\u2019animo della donna che sar\u00e0 mia moglie, e come posso essere sicuro di cogliere la sua reale natura se non osservandola quando ella \u00e8 sola, quando le sue azioni si spogliano dagli atteggiamenti forzati, dai gesti obbligati che la presenza altrui, fosse anche quella della persona amata, le impone? E\u2019 l\u2019ansia di conoscenza, che mi ha portato ad indossare questa inusuale veste di spettatore nascosto, null\u2019altro. Voglio osservarla nell\u2019intimit\u00e0 delle sue stanze, nella spontaneit\u00e0 della solitudine. E\u2019 un piano rischioso, ne sono cosciente, se venisse scoperto certo tutto andrebbe all\u2019aria, il fidanzamento e quindi il matrimonio. Ma io devo scoprire chi \u00e8 lei davvero, se qualcosa di ignoto si cela nel suo animo, coperto dall\u2019inganno delle convenzioni. Solo cos\u00ec avr\u00f2 la certezza che il passo che sto per compiere \u00e8 quello giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma \u00e8 il secondo giorno che sosto, inattivo, davanti a questa finestra, spiando attraverso il sottile spiraglio che ho lasciato tra le tende tirate, ma nulla sembra accadere nell\u2019appartamento di fronte. Oggi, riaccompagnandola, le ho chiesto cosa avrebbe fatto, salita in casa. Lei mi ha risposto che si sarebbe esercitata al piano prima di cena. Ne sono stato molto felice, perch\u00e9 da tempo desidero ascoltare la sua musica. Cos\u00ec, mentre lei saliva, accertatomi che le tende della sua casa fossero ben tirate in tutte le finestre e che nessuno osservasse i miei movimenti, sono sgattaiolato nel mio nascondiglio. Ma \u00e8 passata ormai un\u2019ora e nulla \u00e8 accaduto. E\u2019 molto strano, perch\u00e9 la finestra che ho di fronte \u00e8 proprio quella del salotto in cui \u00e8 posto il piano, di fianco alla finestra, nella giusta collocazione perch\u00e9 la luce illumini lo spartito. Ne intravedo la sagoma dietro la tenda chiusa, ma nessuno siede sullo sgabello, e il coperchio della tastiera \u00e8 abbassato. Quale altra attivit\u00e0, pi\u00f9 urgente, la sta trattenendo? Perch\u00e9 non me ne ha parlato? Mi ha spesso raccontato della sua passione per la musica, di come passi ore ed ore ad esercitarsi al piano, dei suoi brani preferiti e ho scoperto con piacere, commentandoli con i miei amici, che denotano un gusto colto ed alquanto originale. Ma non ho mai avuto occasione di ascoltarla. E\u2019 sempre stata schiva, in questo, ha detto di vergognarsi, di temere il mio giudizio. Ma come potrei criticarla, proprio io, che ho abbandonato lo studio del piano cos\u00ec presto, che non ho mai avuto alcun talento in questo campo, e che non ho alcun senso della musicalit\u00e0, come dicono i miei amici? Ed \u00e8 invece proprio per questo, che sono cos\u00ec ansioso di ascoltarla. Spero che attraverso il suo affetto io sia contagiato dalla passione per la musica, e riesca ad entrare in quel mondo che osservo in punta di piedi, dal di fuori, incapace di comprenderlo. Ha detto che sta esercitandosi sulla partitura per piano del trio opera 100 di Schubert. Ne ho sentito parlare come di un\u2019opera di una bellezza sublime, e di una modernit\u00e0 emozionante. Io attendo con ansia il momento che lei mi sveli i segreti di questa musica, ma lei indugia, sostiene che non vorrebbe mai darmi una delusione. Io non le credo, penso ad una ritrosia di maniera, al desiderio di essere pregata, ma sono ormai mesi che continua a negarsi. Come mai?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Improvvisamente, un gesto veloce e risoluto apre le tende della finestra di fronte. Faccio un salto indietro, come se fossi stato scoperto. Poi mi riprendo, nessuno pu\u00f2 vedermi, e torno ad avvicinare con attenzione l\u2019occhio allo spiraglio tra le tende, ben attento a non farle muovere. La mia fidanzata \u00e8 vicina al piano, sua madre \u00e8 con lei; ho lasciato aperti i vetri, per sentire il suono del piano, ma non sono abbastanza vicino, dubito che riuscir\u00f2 a sentire le note, e certamente non riesco a cogliere le parole delle donne, che discutono vicino allo strumento. Non capisco cosa dicono, ma il loro atteggiamento \u00e8 inequivocabile: la donna pi\u00f9 anziana sta sgridando la giovane, che ha il capo chino, nell\u2019atteggiamento che si conf\u00e0 a quello di una figlia rimproverata. Me ne compiaccio, apprezzando la sua remissivit\u00e0 di figlia rispettosa. Ma la piacevole sorpresa dura poco. Ecco che la figlia rialza la testa, e ora sembra stia ribattendo con durezza alle accuse della madre. Questa dapprima sembra arretrare di fronte all\u2019inaspettata violenza, poi si riprende, le due donne ora si affrontano, l\u2019una gridando contro l\u2019altra, con asprezza. Alla fine, \u00e8 la giovane ad arrendersi. La madre tace e con un gesto autoritario le indica lo sgabello del piano. La figlia sospira, e, apparentemente con grande sacrificio, si siede e apre la tastiera. Non riesco a sentire le note, ma distinguo con precisione il movimento delle sue mani e vedo le sue dita articolarsi rigidamente, con difficolt\u00e0, eseguendo in maniera lenta e incerta quella che sembra una banalissima scala di do.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ieri ho rotto il fidanzamento, ma che importanza ha? E\u2019 come se la sofferenza della scoperta dell\u2019inganno e della conseguente rottura, e il ritrovato senso di solitudine, siano stati il giusto alimento per la mia anima. L\u2019idea che vagava indistinta nella mia testa \u00e8 sbocciata e l\u2019incubo che mi tormentava ha preso la forma di un racconto. Questa \u00e8 la prima riga:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si trov\u00f2 trasformato in un enorme insetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28067\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28067\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi accorgo con stupore che l\u2019attesa in questa stanza disadorna e la forzata inattivit\u00e0, che pensavo sarebbero state causa di noia e di fastidio, stanno invece inaspettatamente nutrendo per il mio spirito, e sento crescere dentro di me quella che potrebbe diventare l\u2019idea di un racconto. 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