{"id":27966,"date":"2016-05-21T21:18:07","date_gmt":"2016-05-21T20:18:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27966"},"modified":"2016-05-21T21:18:07","modified_gmt":"2016-05-21T20:18:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-fango-di-silvia-ruggeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27966","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Fango&#8221; di Silvia Ruggeri"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Continuo a fissare quella porta. E\u2019 familiare, \u00e8 la mia casa.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quel marciapiede lo conosco bene. Quanti momenti insieme sono iniziati e finiti davanti a quella porta. Aspetto il suo gesto fermo e lo sguardo dolce dei suoi occhi per potermi avvicinare. Avrei tanto voluto vederlo. Il desiderio del suo perdono rende teso il mio respiro, vorrei che mi desse un&#8217;altra possibilit\u00e0 e che mi facesse entrare ancora da quella porta. Ho pensato che potevo aspettare, che non avevo fretta. Lo avrei aspettato oltre ogni tempo, in attesa solo di quello sguardo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">E\u2019 una giornata mite, il vento leggero scompiglia i capelli dei passanti e le gonne delle signore svolazzano come le lenzuola nel cielo. Mi siedo davanti ad un bar che conosco bene ed il barista \u00e8 sorpreso di vedermi, rispondendo alla mia presenza con il solito sorriso gentile e con un po\u2019 di acqua fresca. In certi momenti mi sento osservata da occhi perplessi, occhi che si chiedono come mai aspetto immobile gi\u00e0 da qualche ora, con lo sguardo fisso verso la mia casa. Non me ne preoccupo, sono decisa a star l\u00ec tutto il tempo necessario in attesa del suo rientro, immagino di vederlo arrivare e di sentire il suo profumo. Ogni volta che vedo passare una macchina mi allerto, anche se non \u00e8 la sua. L\u2019ultima volta lo vidi nella sua auto qualche giorno fa. Quanta voglia di rivederlo! Chiss\u00e0 che reazione nel trovarmi l\u00ec davanti alla sua porta, nonostante ricordo bene la rabbia nel giorno in cui si \u00e8 allontanato da me. Inizio a passeggiare freneticamente lungo il marciapiede e vedo avvicinarsi la bambina della porta accanto. Qualche volta \u00e8 capitato che giocassimo al parco vicino casa e da allora si ricorda bene e vuole sempre salutarmi. I suoi boccoli biondi attirano sempre la mia attenzione per quel delicato<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">profumo di frutta e le sue mani sono spesso in movimento, come in una danza veloce e frenetica. Penso di incamminarmi con lei verso il parco ma torno indietro quasi subito. Il mio pensiero \u00e8 sempre a lui, all\u2019irresistibile desiderio di vederlo arrivare, di attenderlo davanti casa e di oltrepassare insieme a lui quella porta. Il sole tramonta, la stanchezza comincia a prendere il sopravvento, il bisogno di riposare cresce sempre pi\u00f9 e sento di non poterne fare a meno. Non ricordo l\u2019ultima volta che ho chiuso gli occhi davvero, senza aprirli per ogni stimolo o rumore, in un luogo fidato, silenzioso e calmo. Il veloce cammino non ha fatto spazio al riposo ma ha reso ogni mio passo pesante come l&#8217;acqua che si infrange nella roccia, alla ricerca convulsa di qualcosa che mi riportasse a casa. Decido che il mio corpo inerme e dormiente sarebbe diventato la protezione tra il resto del mondo e il desiderio di ritrovarlo. Aspetto qui, su questo gradino davanti alla porta di legno dall\u2019odore acre, immaginando il profumo delicato della sua pelle. Trovo in quel momento il coraggio di chiudere gli occhi, ritrovando la pace.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Qualche tempo prima, in una serata calda e umida, riposavo sul comodo divano. Sentivo il bisogno di rinfrescarmi, le mosche si appoggiavano su di me in modo insistente e irrefrenabile. Non vedevo l\u2019ora di uscire per respirare un\u2019altra aria, leggera e fresca. A volte mi chiedevo come facesse a leggermi nel pensiero e a rispondere ai miei bisogni con quella puntualit\u00e0. Vivere con lui era semplice e fino a quel giorno lo era stato davvero. Non sapevo dove voleva portarmi ma non mi importava. Ogni luogo in sua compagnia diventava speciale, magico. Anche solo arrivare fino al bar all\u2019angolo mi rendeva felice, bastava stare insieme e respirare aria nuova per sentirmi bene. Salimmo sulla sua macchina, i finestrini tirati gi\u00f9, il vento delicato ci accarezzava, gli odori delle strade si distinguevano chiaramente, il suo profumo rimaneva inebriante e preponderante rispetto a tutti gli altri. Non amavo particolarmente viaggiare ma era diventata un\u2019abitudine piacevole. Avevo caldo e sete ma sentivo l\u2019entusiasmo di quando ero piccola e scoprivo il mondo. Lo sguardo attento si divideva tra lui e le tante attrazioni intorno a me. La velocit\u00e0, il rumore e i colori mi confondevano. Sentivo il battito del cuore che accelerava insieme a tutto il resto, ero emozionata e mi sentivo viva. Guardarlo era per me fonte di sicurezza e fiducia, niente di terribile e pericoloso poteva succedermi se rimanevamo vicini. La curiosit\u00e0 di vedere dove voleva portarmi rendeva l\u2019attesa piena di aspettative. Il tempo passava, la velocit\u00e0 aumentava insieme alle frenate improvvise e brusche. Da un momento all\u2019altro aveva iniziato a parlare in modo agitato e turbato, i suoi movimenti erano nervosi e il tono delle voce particolarmente alto e irritato. Tante le parole dette, sembrava arrabbiato con qualcuno, forse proprio con me. Avevo pensato fosse colpa mia perch\u00e9 anche quel giorno mi aveva rimproverato. Speravo lo avesse gi\u00e0 dimenticato. Si era fermato per scendere dalla macchina e risalire poco dopo. Non sapevo dove fosse andato. Sentivo caldo. L\u2019aria era ancora addosso, lui ancora teso e immobile. Iniziavo a sentirmi irrequieta come lui, i battiti acceleravano e mi mancava il respiro. Anche l\u2019aria, che prima mi accarezzava piacevolmente, era diventata troppo forte infastidendomi come non mai. Non vedevo l\u2019ora di scendere da quella macchina e avevo iniziato a muovermi con agitazione. Lui arrabbiato urlava violentemente. Avevo bisogno di scendere e non riuscivo a trattenere un pianto disperato. Perch\u00e9 non voleva fermarsi? Perch\u00e9 non capiva che mi stavo sentendo male? Continuavo a fissarlo con la speranza che si rendesse conto del mio malessere ma non mi guardava neanche pi\u00f9. Volevo scendere, volevo tornare sul mio comodo divano insieme alle mosche giocose intorno. Desideravo bere perch\u00e9 la gola era secca come l\u2019aria che mi scompigliava tutta. Non capivo perch\u00e9 non mi guardava e continuava solo ad urlare. Passavano i minuti. Finalmente solo il silenzio. Anche io non piangevo pi\u00f9 ma continuavo a cercare un suo sguardo. Si era calmato e io con lui. Non so cosa fosse successo ma era tornato ad essere teso e immobile. Mi ero fermata pensando sempre all\u2019intenso bisogno di scendere, anche solo per poco. Non avevo fatto in tempo a pensarlo che la velocit\u00e0 della macchina diminuiva fino ad arrestarsi completamente. Era l\u2019ora che capisse! Non avevo dubbi che mi avrebbe accontentata perch\u00e9 da parte sua non passava mai inosservata una mia dimostrazione di disagio. Mi guardavo intorno ma non capivo in quale luogo fossimo e non mi pareva di averlo mai visitato prima. Sembrava un parco con gli alberi alti e fitti, il cielo grigio e cupo e l&#8217;aria fresca ma pesante. Per qualche istante era rimasto immobile, con gli occhi fissi sul volante e le mani aggrappate come se stesse ancora in corsa. Neanche uno sguardo, n\u00e9 tanto meno una parola. Decise di scendere. Rigido e teso come mai prima, venne verso di me aprendo la portiera della macchina. Un enorme prato verde davanti a noi, tanti profumi e odori. Che bella sorpresa mi aveva fatto! Un viaggio in macchina ben ripagato, avevo pensato. Non potevo desiderare di pi\u00f9 che una giornata insieme immersi nel verde. Lui continuava a guardarsi intorno, forse per scegliere da che parte andare e quale direzione prendere. Io lo guardavo in attesa di una sua indicazione. Provavo a proporre di addentrarci in un sentiero poco pi\u00f9 in l\u00e0 ma non avevo la sua approvazione. Ci incamminammo nella direzione opposta, pi\u00f9 arida e desolata. Pochi metri dalla macchina e ci fermammo ancora. Iniziava a guardarsi intorno di nuovo con attenzione e irrequietezza; lo sguardo rivolto a me era sfuggente e io iniziavo ad inquietarmi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ricordo: pochi secondi, gira le spalle e va via. I suoi passi erano veloci mentre io non potevo muovermi. Ero legata a qualcosa ma non capivo e in quel momento non aveva alcuna importanza. Iniziai a piangere e ad urlare. Come mai ero l\u00ec e lui se ne andava cos\u00ec velocemente? Come mai mi disperavo cos\u00ec tanto e lui non si voltava per aiutarmi? Pi\u00f9 mi muovevo e pi\u00f9 sentivo di essere ancorata al terreno fangoso. Non riuscivo a vederlo&#8230; Se ne era andato ed io ero rimasta l\u00ec, disperata e sporca. Non ricordo dopo quanto tempo riusc\u00ec a calmarmi. Doveva esserci un motivo per tutto ci\u00f2, forse sarebbe bastato stare ferma per aspettare il suo ritorno! Cos\u00ec feci&#8230; ma lui non torn\u00f2.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Continuo a fissare quella porta. E\u2019 familiare, \u00e8 la mia casa. Vorrei tanto che lui mi vedesse e mi venisse incontro come sempre. Ogni sua carezza \u00e8 per me una gioia. A volte mi coccola se rispondo nel modo adeguato ad una sua richiesta, altre volte le sue mani mi toccano senza che ne comprenda il motivo. Mi mancano i nostri momenti di pura felicit\u00e0, quelli per i quali il corpo inizia a ballare senza sosta ed a muoversi tutto. Il desiderio del suo perdono rende teso il mio respiro, vorrei che mi desse un&#8217;altra possibilit\u00e0, che mi facesse entrare ancora da quella porta. Ho pensato che potevo aspettare, che non avevo fretta. Lo avrei aspettato oltre ogni tempo, in attesa solo di quello sguardo. Immagino gi\u00e0 quando arriver\u00e0 e danzeremo insieme. Lo avrei aspettato davanti a quella porta per l&#8217;eternit\u00e0, per entrare dentro casa e riposare sopra il divano con intorno le mosche giocose. Lo avrei aspettato davanti a quella porta per la gioia di saltargli addosso, leccargli il volto e sporcargli il petto con le mie lunghe zampe piene di fango.<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27966\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27966\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuo a fissare quella porta. 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