{"id":27947,"date":"2016-05-21T20:50:28","date_gmt":"2016-05-21T19:50:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27947"},"modified":"2016-05-21T20:50:28","modified_gmt":"2016-05-21T19:50:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-i-cacciatori-di-annamaria-albertini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27947","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;I cacciatori&#8221; di Annamaria Albertini"},"content":{"rendered":"<p>I cacciatori, quando rientravano, trovavano gi\u00e0 pronte le bacinelle e le vaschette di zinco per pediluvi e lavaggi, dei quali erano davvero desiderosi, dopo il lungo e, spesso, faticoso camminare.<\/p>\n<p>Era la solerte Adelaide che provvedeva a tutto e predisponeva con cura l\u2019occorrente in terrazza, sotto la pergola, d\u2019estate, e in cucina, accanto al focolare, nei mesi pi\u00f9 rigidi. E lei rimaneva l\u00ec, pronta, con salviette, panni e spugne, a prevenire ogni richiesta. Poi sedeva, poco discosta, perch\u00e9 le piaceva ascoltare le considerazioni e i commenti dei due cacciatori e la divertivano, soprattutto i racconti e le descrizioni di Gaetanino, il pi\u00f9 loquace, in quelle circostanze e, specialmente quando era giovanissimo, il pi\u00f9 entusiasta.<\/p>\n<p>La donna, a cui non erano noti che i fondaci, l\u2019orto e la cucina, si lasciava andare all\u2019immaginazione di quegli spazi, di quei luoghi nei quali la sua anzianit\u00e0 mai l\u2019avrebbe portata. Si metteva rispettosamente discosta dai fratelli, accovacciata, pi\u00f9 che seduta, su di una bassa sediola di paglia e legno, l\u2019ampia veste scura fino a terra e fra le ginocchia il macinino con il quale tritava il caff\u00e8, compiendo gesti misurati e lenti.<\/p>\n<p>Sulla fornacella gi\u00e0 bollivano acqua e fondi nella cuccuma di smalto blu. Talvolta sopraggiungeva Maria di Trusulina, l\u2019altra dei \u201cfamigli\u201d, in bilico sulla testa le tavole con pagnottelle, focacce, taralli; la fragranza del pane si mescolava all\u2019aroma del caff\u00e8. Adelaide non si scomponeva all\u2019arrivo della ragazza; temeva di interrompere le chiacchere di Michele e di Gaetano, dei quali era ascoltatrice interessata. Essi lo sapevano, fingevano di non curarsi della sua presenza e insistevano sui particolari, spesso anche frutto di fantasia, che l\u2019avrebbero fatta uscire dal silenzio, per chiedere: \u201cDavvero? Dici davvero, Gaetanino? Il cielo era proprio nero di quaglie?\u201d \u201cS\u00ec, \u00e8 vero! Se te lo dico io!\u201d, rispondeva il ragazzo. Difatti, da quando Michele le aveva detto che la caccia non doveva interessare le donne, si era sempre rifiutata di aprire qualsiasi discorso sull\u2019attivit\u00e0 venatoria dei due fratelli, proprio lei che riteneva di poter controllare tutto e tutti.<\/p>\n<p>Completati i lavaggi e sorbito lentamente il caff\u00e8, le cure pi\u00f9 attente di Michele erano per il fucile, che puliva e oliava scrupolosamente, con una meticolosit\u00e0 e una precisione particolari. Lo smontava, liberava ogni pezzo dai residui della polvere da sparo, passava l\u2019olio nei punti che potevano essere intaccati dalla ruggine e lo rimetteva al posto, accanto al suo letto.<\/p>\n<p>Quando rientravano, dovevano attraversare al primo piano una cameretta di passaggio, una specie di salottino dove, di solito, la zia Giuseppina cuciva a macchina. Si sentiva, da basso, il rumore ritmato del pedale di ferro che lei muoveva con uno spostamento del piede destro, misurato e preciso. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Si interrompeva all\u2019arrivo dei fratelli. Allora, con la testa piegata appena da un lato, ella si fingeva intenta ad infilare nell\u2019ago una guglia di cotone che ogni tanto inumidiva, passandola fra le labbra, e con il quale doveva cucire i teli di iuta per i sacchi destinati a contenere granaglie. Di sottecchi e senza parlare guardava gli scarponi infangati, i pantaloni di velluto impolverati, il carniere gonfio, un uccellino penzoloni.<\/p>\n<p>La sera, poi, specialmente quando l\u2019afa estiva invogliava ad attardarsi all\u2019aperto, i fratelli e qualche amico, seduti in circolo davanti alla farmacia dello zio Cesare, indugiavano nel racconto delle loro imprese venatorie, soffermandosi compiaciuti su episodi che esaltavano la loro bravura. Piaceva molto anche all\u2019anziano farmacista inserirsi nei loro discorsi e ricordava la giovinezza, la sua abilit\u00e0 come cacciatore, compagno ardimentoso del cugino, Giovanni De Angelis, oppure interveniva con le sue osservazioni, testimonianza di una competenza sulla quale nessuno osava discutere, pur nutrendo in cuor proprio qualche perplessit\u00e0.<\/p>\n<p>Diceva spesso, dimenticando di aver offerto altre volte lo stesso racconto, che fin da piccolo aveva imparato a distinguere il richiamo delle starne e che, talvolta, nonostante il divieto dei suoi genitori, aveva portato a casa quelle che cacciava con un vecchio archibugio trovato, rovistando in soffitta e appartenuto a qualcuno della famiglia e usato all\u2019epoca delle cospirazioni e delle battaglie per l\u2019indipendenza.<\/p>\n<p>Adulto era diventato espertissimo nella caccia di questi volatili che, una volta fermati dal cane, si levavano in volo, quasi contemporaneamente, e con forte rumore di ali andavano ad acquattarsi sulle sponde dei fossati, ricche di vegetazione, per nascondersi.<\/p>\n<p>L\u2019anziano farmacista, abile e divertente narratore, si lasciava andare volentieri ai ricordi tenendo fra le labbra un mezzo sigaro che mordicchiava e assaporava nelle brevi pause che si concedeva.<\/p>\n<p>Un tipo di caccia che lo aveva appassionato era stato quello ai fringuelli che, all\u2019imbrunire, emettendo il loro particolare verso di richiamo, si rifugiavano sui rami pi\u00f9 alti degli alberi, sotto i quali lui e i compagni stavano appostati. Appena cominciavano a sparare, gli uccelletti svolazzavano impauriti, nel tentativo di nascondersi tra i rami pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p>Il vecchio cacciatore ricordava e si vantava come, mentre era in attesa di fringuelli, aveva fatto spesso anche buona caccia di gazze e di ghiandaie.<\/p>\n<p>Una volta si accese una accanita discussione fra lui e Michele sulla natura caratteristica della poiana. Uccello utile o dannoso?<\/p>\n<p>Michele, infatti sosteneva, al contrario di altri, che i vantaggi di questo volatile per l\u2019agricoltura erano maggiori dei danni, perch\u00e9 vorace di insetti nocivi e di topi.<\/p>\n<p>I cacciatori rivivevano ogni volta la gradevole sensazione di sentirsi asciugare dall\u2019aria fresca la pelle madida di sudore e il piacere di gustare, all\u2019ombra accogliente degli alberi, raggiunti dopo lunghe marce, le grosse fette di pane fresco intrise degli umori e dell\u2019odore delle frittate alla menta o alle zucchine: un pasto sobrio e sempre uguale, ma assai gradito per i suoi semplici sapori. Mentre gli adulti disponevano a terra vivande e bottiglie, estraendole con mosse accorte dal cesto, Luigino, il fratello minore, quando era con loro, finalmente libero dagli impegni impostigli e che avevano troppo a lungo frenato i suoi impulsi, cominciava a correre fra gli alberi, si abbracciava ai tronchi, si chinava a raccogliere sassi e funghi, poi, all\u2019improvviso, si stendeva per terra, esausto, mentre Fido impazzito per i suoi giochi, correva, gli saltava addosso, gli leccava il viso, abbaiava quando lo vedeva sostare.<\/p>\n<p>Il silenzio, odoroso di terra e di foglie, era rotto dai richiami del ragazzo e dall\u2019abbaiare del cane.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27947\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27947\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I cacciatori, quando rientravano, trovavano gi\u00e0 pronte le bacinelle e le vaschette di zinco per pediluvi e lavaggi, dei quali erano davvero desiderosi, dopo il lungo e, spesso, faticoso camminare. 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