{"id":27945,"date":"2016-05-21T20:44:23","date_gmt":"2016-05-21T19:44:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27945"},"modified":"2016-05-21T20:44:23","modified_gmt":"2016-05-21T19:44:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-drago-e-lo-spaventapasseri-di-michela-masci-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27945","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il drago e lo spaventapasseri&#8221; di Michela Masci (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un drago imponente e maestoso, ricoperto di dure scaglie, lucenti e coloratissime. Sapeva di avere dentro di s\u00e9 un fuoco potente, ma non l\u2019aveva mai usato. Aveva visto altri della sua specie seminare distruzione, paura e dolore con il loro fuoco e, essendo un drago dal cuore gentile, non voleva assolutamente rischiare di fare altrettanto. Dunque si manteneva quanto pi\u00f9 possibile lontano da tutto e da tutti, controllava ogni emissione di fiato, ed evitava di aprire bocca se non fosse strettamente necessario. Conduceva dunque una vita abbastanza solitaria, ma non se ne crucciava troppo, convinto che il rischio di fare del male fosse troppo grande.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un giorno se ne volava per le distese celesti, contemplando le nuvole e inseguendo i suoi pensieri, quando sent\u00ec una vocina chiamare dal basso: \u201cDrago! Drago!\u201d. \u201cChi \u00e8, chi mi chiama?\u201d, rispose guardando in gi\u00f9, non vedendo altro che una distesa uniforme di campi infiniti. \u201cSono io, quaggi\u00f9, non mi vedi? Sono lo spaventapasseri!\u201d Finalmente il drago vide un puntino agitato dal vento. \u201cChe cosa vuoi? Non posso venire da te, potrei farti del male&#8230;\u201d \u201cTi prego, scendi, \u00e8 da tanto che ti ho osservo, e ho imparato ad amare i tuoi stupendi colori e il tuo ampio volo, ma sei cos\u00ec lontano e desidero toccare le tue lucide scaglie, sentire il suono della tua voce!\u201d \u201cNo, \u00e8 troppo pericoloso, io stesso non conosco la potenza del mio fuoco, e se perdessi controllo del mio fiato per un solo attimo mentre sono accanto a te, potrebbe essere un disastro&#8230;\u201d \u201cAvvicinati un po\u2019, ti prego. Il tuo animo \u00e8 troppo gentile e generoso per permetterti di nuocere davvero. A una certa distanza non potrai farmi niente, e potrai farmi un po\u2019 di compagnia. Sono triste e solo, condannato all\u2019immobilit\u00e0 in questo campo deserto, e se qualcuno si avvicina riesco solo a spaventarlo col mio aspetto orribile. Tu voli e vedi il mondo, ti prego, parlamene, allarga i miei orizzonti.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il drago finalmente acconsent\u00ec e, sempre mantenendosi a debita distanza, cominci\u00f2 a far visita regolarmente allo spaventapasseri, raccontandogli del suo vagabondare e poi, pian piano, dei suoi pensieri, e del suo grande timore del fuoco che aveva dentro. Lo spaventapasseri lo ascoltava, assetato di ogni sua parola, e ne traeva grande gioia, ma anche si rattristava sempre pi\u00f9 per la propria situazione di immobilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si avvicinava l\u2019inverno, e nuvoloni grigi riempivano il cielo, mentre un vento gelido squassava le membra stanche e intirizzite del povero spaventapasseri. Un giorno, quando arriv\u00f2 il drago, lo spaventapasseri gli disse: \u201cSenti, ho da rivolgerti una preghiera: ho bisogno di un po\u2019 del tuo fuoco, ho sempre pi\u00f9 freddo.\u201d Il drago indietreggi\u00f2 sconvolto: \u201cMa cosa dici, sei impazzito, chiss\u00e0 che cosa potrebbe succedere!\u201d Lo spaventapasseri era ben deciso: \u201cCi ho pensato, e se non avr\u00f2 un po\u2019 di calore al pi\u00f9 presto, davvero morir\u00f2 marcendo nell\u2019umidit\u00e0 e nel freddo. Tu puoi riscaldarmi. E sono comunque disposto ad affrontare il rischio di bruciare, di consumarmi per sempre nel tuo fuoco, pur di sfuggire a questa fine inevitabile.\u201d Il drago aveva una gran paura, ma tanto lo implor\u00f2 lo spaventapasseri, che cominci\u00f2 pian piano a soffiare, e una lieve, brillante fiamma, usc\u00ec dalle sue fauci e ravviv\u00f2 il grigiore circostante. \u201cChe bello, come mi piace questo calore! Ancora, dammene ancora, e vieni pi\u00f9 vicino, ti prego&#8230;\u201d Il drago, sia pure titubante, si avvicin\u00f2, e da lui divamp\u00f2 una fiamma caldissima che illumin\u00f2 di una luce diversa tutto quanto era intorno. \u201cMi sento vivo, finalmente, e il mondo sembra diverso, stupendo, in questa tua luce; ma ancora, dammi ancora il tuo fuoco, te ne supplico!\u201d Il drago esitava&#8230; Guardandolo negli occhi, lo spaventapasseri gli disse: \u201cCon te ho conosciuto il mondo e la vita, con te ho sperimentato il calore e la gioia. Io non ho niente da darti, se non qualcosa di molto fugace, ma ti prego, accetta il dono che desidero farti. Devo chiederti per\u00f2 di fidarti di me, e di chiudere gli occhi.\u201d Il drago era un po\u2019 turbato, ma decise di accontentare lo spaventapasseri e chiuse gli occhi. \u201cDammi il tuo fuoco, dunque, mio drago gentile, soffia, soffia, e ti sorprender\u00f2&#8230;\u201d E il drago soffiava. \u201cAncora, ancora, ancora un po\u2019&#8230; e ora s\u00ec, \u00e8 giunto il momento: apri gli occhi e guarda, mio drago, guarda come mi hai trasformato, guarda come mi hai reso bello!\u201d Il drago apr\u00ec gli occhi e con sgomento vide che lo spaventapasseri ardeva, ardeva del suo fuoco. In quel momento lo spaventapasseri si stacc\u00f2 da terra e si innalz\u00f2 nel cielo tra le fiamme divampanti. \u201cMi vedi, drago, sono bellissimo, vero? Non ho altro da darti per ringraziarti del tuo dono, se non questo spettacolo di vita e di morte. Devo lasciarti ora, ma ti prego, ricorda questo sorriso sulle mia bocca ardente, ricorda come hai fatto volare me, che ero ancorato a terra. E non temere mai pi\u00f9 il tuo fuoco, che brucia s\u00ec, ma pu\u00f2 dare vita e gioia. Addio&#8230;\u201d E il drago attonito, guardando lo spaventapasseri, sent\u00ec qualcosa di umido ed amaro scivolargli dagli occhi gi\u00f9 fino in gola, e andare a spegnere per sempre il suo fuoco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Torn\u00f2 a volare sopra i campi, solitario e pensoso, e ogni tanto guardava in gi\u00f9, alla ricerca di un puntino sventolante. E ogni tanto il ricordo di un sorriso tra le vampe gli riempiva ancora la gola ormai spenta di qualcosa di umido e di amaro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27945\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27945\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un drago imponente e maestoso, ricoperto di dure scaglie, lucenti e coloratissime. 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