{"id":27879,"date":"2016-05-19T22:08:10","date_gmt":"2016-05-19T21:08:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27879"},"modified":"2016-05-19T22:08:10","modified_gmt":"2016-05-19T21:08:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-la-vita-in-quella-notte-di-valeria-vergnano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27879","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;La vita in quella notte&#8221; di Valeria Vergnano"},"content":{"rendered":"<p><em>Sole alto, le 23, una forte stanchezza e tanta gente in movimento, le \u00a0gambe pesanti che avanzano a fatica, dei piatti pieni di cibo, ai miei piedi le ciabatte mentre salgo le scale e mi dirigo al colloquio. La scala mobile arriva al piano dei treni, due valigioni enormi per le vacanze, il mare scuro, la sensazione di aver vissuto 2 settimane senza essermene accorta, i saluti prima del rientro, dei piatti pieni di cibo, la stanchezza, una figura scura che sembra essere armata, il tentativo di scappare in ciabatte, la scrivania del colloquio in un edificio alto e pieno di vetri che si frantumano e uno squillo \u2026 Un altro squillo.<\/em><\/p>\n<p>Mi sono svegliata di soprassalto, 4.30 del mattino. Nella mente un garbuglio di pensieri, il battito accelerato. Sono corsa alla porta e dallo spioncino l\u2019ho vista, fradicia.\u00a0 Mi sono resa conto di aver chiuso la porta con il gancio interno pensando che fosse gi\u00e0 in casa.<br \/>\nLe ho chiesto cosa fosse successo e ho chiuso la porta. Guardandola bene ho visto che non era fradicia, ma il suo volto era rigato dalle lacrime e i suoi capelli schiacciati dall\u2019umidit\u00e0. Aveva un berretto, credo fosse arrivata correndo.<br \/>\nIn casa sembrava incapace di compiere qualsiasi movimento, i suoi muscoli erano tesi, tanto da vibrare, il respiro corto, gli occhi fissi. Io era sconvolta e terrorizzata ma non volevo agitarla ulteriormente. Non ho fatto pi\u00f9 domande, le ho tolto la giacca, ho preso una coperta e mi sono seduta con lei sul divano. Iniziava a diventare chiaro. Piano piano sembrava recuperare tranquillit\u00e0.<br \/>\nRimaneva per\u00f2 in silenzio e io non sapevo se forzarla o assecondare. Ho iniziato a ipotizzare cosa potesse essere successo ma non sapevo molto di lei. Diversamente da me, conduceva una vita frenetica. I nostri discorsi venivano sempre lasciati a met\u00e0 la mattina a colazione. Mi rispondeva correndo da una stanza all\u2019altra per poi lanciare nell\u2019aria un \u201c ciao, buona giornata\u201d.<\/p>\n<p>Un giorno uscendo mi aveva detto: \u201c Scusa, vado di corsa, devo entrare in ufficio un po\u2019 prima per una riunione importante! Sai, la stagista deve preparare la sala.\u201d Poi aveva aggiunto: \u201cNon hai idea di quanto queste riunioni siano assolutamente inutili, sono solo una gara tra frustrati che cercano di far prevalere il proprio progetto sul quale gli assistenti avranno passato le loro notti. Esco ogni volta con un senso di impotenza e di tristezza\u201d. \u201cLa vita va difesa\u201d, le avevo detto. Avrei voluto approfondire il concetto ma non me ne aveva dato il tempo.<br \/>\nCredo si sentisse poco considerata sul \u00a0lavoro, investiva un sacco di energie e non aveva un ritorno. Non mi aveva mai parlato della sua vita sentimentale ma avevo la sensazione che fosse innamorata di un collega.<br \/>\nPochi minuti dopo essere uscita rientr\u00f2 dicendo di aver dimenticato una cosa. Non avevo avuto quasi il tempo di risponderle, ero in camera da letto che mi vestivo. L\u2019ho vista poi dalla finestra, saliva su una moto che la stava aspettando e in mano aveva una busta grande, come quelle in cui si infilano gli esiti di esami ospedalieri.<br \/>\nPer tutta la giornata non l\u2019avevo pi\u00f9 vista e, tornata a casa la sera tardi, ero convinta fosse gi\u00e0 in camera. Mai avrei pensato di vivere una notte simile.<\/p>\n<p>Volevo prepararle un t\u00e9 ma appena cercavo di allontanarmi lei mi tratteneva. Era terrorizzata ma non parlava, cercava qualcuno che le facesse da scudo, ma da cosa?<br \/>\nAd un certo punto, nel silenzio dell\u2019alba, abbiamo sentito il rombo di una moto che arrivava a gran velocit\u00e0, e poi una frenata, proprio sotto casa. Lei si \u00e8 sollevata di scatto, le ho chiesto cosa la spaventasse cos\u00ec tanto ma non rispondeva e fissava la porta, come se stesse aspettando qualcuno. Non ho avuto il tempo di realizzare e d\u2019un tratto ho sentito che qualcuno stava inserendo la chiave nella serratura. Mi sono buttata verso la porta per inserire il gancio interno che avevo dimenticato di mettere al suo arrivo.<br \/>\nPurtroppo non sono riuscita ad arrivare in tempo e la persona che aveva inserito la chiave era entrata.<br \/>\nEra un uomo alto, vestito di scuro.<br \/>\nHo fatto un balzo indietro, se aveva le chiavi probabilmente si conoscevano. Per un attimo che mi \u00e8 sembrato eterno, nessuno parlava, si fissavano.<br \/>\nDopo qualche istante per\u00f2, qualcosa si \u00e8 sbloccato, forse lui aveva superato quella linea che la faceva ancora sentire protetta\u2026<br \/>\n\u201cVattene, io non voglio, non voglio!\u201d. Lei urlava in continuazione \u201cNon voglio\u201d. E lui ripeteva \u201cLo farai, lo farai\u201d. Sembravano entrambi un disco rotto. L\u2019aveva ormai presa per i polsi e cercava di trascinarla via. Li osservavo come fossi stata davanti alla tv, impietrita, incapace di ragionare e agire.<br \/>\nLei si dimenava e cercava di colpirlo. \u00a0\u201cLo farai, viva o morta\u201d. In quel momento un silenzio di 5 secondi ha cristallizzato la scena, mi sono sentita svenire. Poi un rumore fortissimo di vetro che si infrange,\u00a0 frammenti dappertutto e sangue \u2026 vicino alla testa di lui e tra le gambe di lei.<br \/>\nHo perso conoscenza, forse per 5 minuti.<br \/>\nAl mio risveglio lei era sdraiata su una barella, la stavano sollevando per portarla di corsa in ambulanza e al primo ospedale. Intanto un poliziotto e un medico cercavano di rianimarmi, io vedevo\u00a0 tanta gente, sangue, e credevo di svenire di nuovo. L\u2019uomo a terra gi\u00e0 non c\u2019era pi\u00f9.<br \/>\nAvevano portato anche me in ospedale; ero frastornata e facevo fatica a rispondere alla lunga serie di domande che mi facevano. Intanto avevo realizzato quante cose non sapessi di lei \u2026 di certo non avrei mai potuto immaginare che\u00a0 fosse incinta. \u00a0Sono state ore terribili, nessuno mi dava notizie e io credevo di impazzire.\u00a0 Anche l\u2019uomo che avevo visto a terra rischiava la vita.<\/p>\n<p>Non ricordavo molto di quella notte, un serie sconnessa di scene, facevo fatica a ricostruire la sequenza di ci\u00f2 che era avvenuto.<br \/>\nAncora adesso, dopo dieci anni, cerco di ricordare quei momenti, eppure non ci riesco \u2026<br \/>\n&#8211; Mamma, sei stata cos\u00ec coraggiosa!<br \/>\n&#8211; Avrei potuto ucciderlo.<br \/>\n&#8211; Non sai pi\u00f9 nulla di lui?<br \/>\n&#8211; Si \u00e8 ripreso quasi subito, la ferita era superficiale \u2026 L\u2019ho incontrato pi\u00f9 volte in tribunale, ma dopo la morte di Simona \u00e8 sparito e non ho pi\u00f9 avuto sue notizie.<br \/>\n&#8211; Chi \u00e8 Simona?<br \/>\n&#8211; La ragazza che ho salvato quella notte.<br \/>\n&#8211; Ma se l\u2019hai salvata perch\u00e9 dici che \u00e8 morta?<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 la vita a volte gioca sporco. La gravidanza \u00e8 stata per lei molto dura e al momento del parto si \u00e8 verificata una nuova emorragia. I medici sono riusciti a salvare il bambino ma per lei non c\u2019\u00e8 stato nulla da fare.<br \/>\nE\u2019 stato terribile, mi sono sentita nuovamente responsabile, della sua morte e di quella nuova vita \u2026 la vita va difesa.<br \/>\n&#8211; Non mi hai mai parlato di lui, l\u2019hai conosciuto? Sai dov\u2019\u00e8 adesso? Se sta bene o se si sente solo?<\/p>\n<p>&#8211; \u2026 ti senti solo Simone?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27879\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27879\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sole alto, le 23, una forte stanchezza e tanta gente in movimento, le \u00a0gambe pesanti che avanzano a fatica, dei piatti pieni di cibo, ai miei piedi le ciabatte mentre salgo le scale e mi dirigo al colloquio. 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