{"id":27832,"date":"2016-05-18T11:29:03","date_gmt":"2016-05-18T10:29:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27832"},"modified":"2016-05-18T11:29:03","modified_gmt":"2016-05-18T10:29:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-tema-di-italiano-di-maria-grazia-fidenzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27832","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il tema di italiano&#8221; di Maria Grazia Fidenzi"},"content":{"rendered":"<p>Erano arrivate a Monsummano, un paese della Toscana vicino Montecatini, alla fine dell\u2019estate. Due donne con un bambino.<br \/>\nMargherita e Luciana si somigliavano e avevano lo stesso cognome.<br \/>\nSi presentarono ai paesani come sorelle Rossetti. Il bambino, che si chiamava Carlo, era figlio di Margherita, la pi\u00f9 piccola.<br \/>\nSi erano stabilite in un villino appena fuori del paese: al primo piano ci vivevano e al pianoterra avevano aperto, sul fronte strada, un negozio di pasta fresca e piatti pronti.<br \/>\nVenendo da Bologna proponevano anche ricette emiliane e si erano fatte, in breve tempo, una buona clientela.<\/p>\n<p>Era una giornata di primavera e nella scuola elementare Baronti di Monsummano, classe terza C, la maestra aveva appena dato il tema in classe.<br \/>\nCarlo leggeva e rileggeva il titolo che era ben scritto sulla lavagna: \u201cDescrivi le emozioni che hai provato quando uno dei tuoi genitori ti ha fatto una sorpresa\u201d.<br \/>\nNon sapeva da dove iniziare e quando la maestra cominci\u00f2 a passare tra i banchi, non avendo ancora scritto nulla, si sent\u00ec soffocare.<br \/>\nAlla fine, si decise ed inizi\u00f2 a scrivere curando molto la calligrafia, dal momento che questo faceva molta impressione sulla maestra.<br \/>\nDopo circa due ore, Carlo aveva scritto il suo tema e, poco dopo, suon\u00f2 la campanella: il tempo assegnato era finito e tutti i compiti dovevano essere consegnati. La maestra raccolse i temi mentre gli scolari, uno ad uno, la salutavano uscendo dalla classe. Per qualcuno di loro quel giorno di scuola era finito, gli altri, si spostavano nella scuola vicina per usufruire del servizio mensa e rimanevano l\u00ec anche il pomeriggio, fin quando i genitori non li andavano a riprendere.<br \/>\nCarlo, con lo zainetto sulle spalle, dopo aver consegnato il suo tema alla maestra, se ne ritorn\u00f2 a casa, visto che dopo la scuola era libero.<\/p>\n<p>La signorina Andreina faceva la maestra da quarant&#8217;anni e, sebbene di occasioni ne avesse avute, non si era mai sposata. Adorava il suo lavoro, i suoi alunni la appagavano e la scuola era divenuta la sua famiglia.<br \/>\nQuel giorno, subito dopo la scuola, torn\u00f2 a casa, fece un pasto veloce e si mise a correggere i compiti.<br \/>\nQuando cominci\u00f2 a leggere il tema di Carlo, i suoi due occhietti dietro le lenti si ingrandirono e la sua bocca a poco a poco si spalanc\u00f2. Aveva letto qualcosa che le imponeva di prendere una decisione. Oh, certamente non era da lei far finta di niente! Cos\u00ec, il giorno dopo, arriv\u00f2 a scuola un po\u2019 in anticipo e si diresse velocemente verso la stanza del dirigente scolastico.<br \/>\nQuando entr\u00f2, lo trov\u00f2 seduto dietro la scrivania intento a leggere dei fogli.<br \/>\nEra un uomo non molto alto, per i gusti di Andreina per nulla attraente, ma faceva bene il suo lavoro e una delle sue doti migliori era quella di essere un ottimo mediatore capace, quasi sempre, a mettere d\u2019accordo tutti i docenti.<br \/>\n\u201cBuongiorno Bruno, sempre intento a leggere circolari vedo\u2026\u201d<br \/>\n\u201cCara Andreina, sai meglio di me che tenersi aggiornati \u00e8 l\u2019aspetto fondamentale, anche se meno interessante, del nostro lavoro!\u201d<br \/>\nE cos\u00ec, dopo alcuni convenevoli, Andreina si decise ed affront\u00f2 l\u2019argomento:<br \/>\n\u201cSenti Bruno, sono qui perch\u00e9 sono venuta a conoscenza di un fatto importante che interessa la nostra comunit\u00e0. Si tratta di una faccenda delicata\u2026..\u201d<br \/>\nScrut\u00f2 il dirigente e quando fu certa di avere la sua piena attenzione, continu\u00f2: \u201c Insomma, ieri ai miei ragazzi ho dato un tema in classe, il titolo\u2026.. Oh! Non avrei mai pensato di chiedere cose cos\u00ec private con quel titolo! Hai presente Carlo Rossetti? Ecco, lui vive con due donne\u2026.ufficialmente sorelle, anche se i sospetti che quella fosse una copertura io li ho sempre avuti\u2026..<br \/>\nMa la verit\u00e0 non \u00e8 quella che si \u00e8 portati a pensare, no,no, \u00e8 ben pi\u00f9 fantastica! Diamine! Non me lo sarei mai aspettato!\u201d<br \/>\nLe parve di vedere negli occhi di Bruno un lampo di ironia, ma forse fu una sua impressione perch\u00e9 questi, serio in volto, le chiese maggiori dettagli.<br \/>\nE cos\u00ec, Andreina gli rifer\u00ec il titolo del tema e gli fece un riassunto di quello che Carlo aveva scritto. In breve, gli disse che il bambino aveva descritto molto bene le emozioni che aveva provato quando il pap\u00e0, accompagnato dalla mamma, era dovuto andare all&#8217;estero a fare una costosa operazione. L\u2019avevano lasciato dagli zii, era molto piccolo e all&#8217;inizio si era sentito abbandonato, ma gli avevano detto che presto sarebbero ritornati i genitori e non lo avrebbero mai pi\u00f9 lasciato. Gli avevano spiegato che il pap\u00e0 sarebbe cambiato un po\u2019 nell&#8217;aspetto, ma sarebbe rimasto sempre il suo pap\u00e0. E poi, la felicit\u00e0 che prov\u00f2 quando i suoi genitori ritornarono! Gli portarono un orsacchiotto morbidissimo da cui non si staccava mai. Ma la sorpresa pi\u00f9 grande fu quella in cui vide il suo pap\u00e0 cambiare non solo nell&#8217;aspetto, ma anche nel nome.<br \/>\nIl suo pap\u00e0 ora si chiamava Luciana, gli era cresciuto il seno e somigliava sempre di pi\u00f9 alla mamma. Ma Carlo aveva capito che nulla era cambiato, perch\u00e9 il suo pap\u00e0 era sempre il suo pap\u00e0. Continuava a giocare con lui, lo seguiva nei suoi compiti e con la mamma era sempre molto affettuoso.<br \/>\nConcluse cos\u00ec il suo racconto e Bruno, quando cap\u00ec che Andreina aveva finito di parlare, le disse: \u201cCosa proponi di fare?\u201d<br \/>\nLei, sconcertata, stringendosi nelle spalle, rispose: \u201cB\u00e9, penso che i genitori debbano essere messi al corrente. Se il bambino ha scritto quello che ha scritto \u00e8 perch\u00e9, forse, essendo orgoglioso del suo pap\u00e0, non vuole nasconderlo. D\u2019altra parte, se si venisse a sapere la verit\u00e0, molte chiacchiere cesserebbero.\u201d<br \/>\n\u201cVa bene, me ne occupo io\u201d disse il dirigente e rimasto solo, chiam\u00f2 la moglie: \u201cCiao Luisa, qui \u00e8 successo un fatto importante. Forse \u00e8 arrivato il momento di dire la verit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>Margherita e Luciana avevano chiuso il negozio e con il furgoncino si stavano dirigendo verso la scuola di Carlo. Continuavano a chiedersi cosa fosse accaduto, anche se si aspettavano che, prima o poi, qualcosa sarebbe successo. Il dirigente aveva parlato con Margherita, le aveva detto che si trattava di Carlo e che, se possibile, aveva bisogno di parlare con entrambi i genitori. Avevano deciso di andare insieme, perch\u00e9 insieme avevano sempre affrontato ogni cosa.<br \/>\nArrivarono davanti alla scuola dopo pochi minuti.<br \/>\nFurono subito ricevute dal dirigente che le fece accomodare e, dal momento che era l\u00ec anche una donna, gliela present\u00f2: \u201cSignore, questa \u00e8 Luisa, mia moglie\u201d<br \/>\nE poi, rivolgendosi a Margherita: \u201cAnzitutto signora lei \u00e8 mamma di un bambino molto intelligente, che si \u00e8 integrato con facilit\u00e0 e in breve tempo, inoltre, \u00e8 molto bravo a scrivere. A proposito di questo, ho qui il suo ultimo tema\u201d e cos\u00ec dicendo, le porse il foglio. Margherita e Luciana lessero il tema e alla fine si guardarono.<br \/>\nNel loro sguardo d\u2019intesa c\u2019era un certo imbarazzo e Bruno, intervenne prontamente: \u201cBadate, in questa stanza nessuno vuole mettervi in difficolt\u00e0, in fondo siete una famiglia pi\u00f9 di quanto lo siamo io e mia moglie.\u201d e cos\u00ec dicendo, guard\u00f2 Luisa.<br \/>\nEra accanto alla finestra, il sole illuminava i riflessi dei suoi capelli color cenere che le scendevano lungo le spalle. Aveva due occhi color nocciola con piccoli bagliori verdi e una figura sottile, quasi eterea.<br \/>\nSi avvicin\u00f2 alle signore e guardando dolcemente il marito, disse:<br \/>\n\u201cIo e Bruna ci siamo conosciute all&#8217;universit\u00e0 e non ci siamo pi\u00f9 lasciate. Potevamo amarci cos\u00ec, ma \u00e8 stato suo il desiderio di sentirsi uomo a tutti gli effetti. Quando ci siamo trasferite qui, Bruna aveva gi\u00e0 fatto l\u2019operazione e siccome nessuno ci ha fatto domande, lo abbiamo tenuto per noi\u201d<br \/>\nBruno riprese: \u201cPertanto, se volete continuare a tenerlo per voi, rispetteremo la vostra scelta, altrimenti, si potrebbe organizzare un Consiglio di classe e, in quella sede, avreste il nostro sostegno perch\u00e9 anche noi diremo la nostra verit\u00e0\u201d<br \/>\nA quel punto, Luciana guard\u00f2 la moglie con grande tenerezza, e poi disse:<br \/>\n\u201cVi ringrazio della vostra sincerit\u00e0. In questi tempi dove il tema delle unioni civili \u00e8 sul tavolo del Parlamento, pi\u00f9 che mai sarebbe lecito fare dichiarazioni, eppure, penso che non ci sia nulla da dichiarare perch\u00e9 ciascuno, nel rispetto altrui e di se stesso, dovrebbe essere lasciato libero di vivere la propria vita come vuole. Credo che sia giusto vivere in mezzo agli altri senza nasconderci, ma non ho alcuna voglia di fare dichiarazioni. D\u2019altra parte, possiamo essere giudicati per qualsiasi cosa; io ringrazio di non essere giudicata un cattivo genitore e sono fiera di mio figlio perch\u00e9, leggendo il suo tema, ho capito che l\u2019innocenza di un bambino non fa distinzioni di sesso quando c\u2019\u00e8 l\u2019amore\u201d<br \/>\nE detto questo, accenn\u00f2 un sorriso sul suo volto ora sereno, mise un braccio attorno alla vita della moglie e insieme, uscirono dalla stanza del dirigente scolastico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27832\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27832\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erano arrivate a Monsummano, un paese della Toscana vicino Montecatini, alla fine dell\u2019estate. 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