{"id":278,"date":"2008-12-12T18:29:18","date_gmt":"2008-12-12T17:29:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=278"},"modified":"2008-12-12T18:29:18","modified_gmt":"2008-12-12T17:29:18","slug":"strego-streghino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=278","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Strego Streghino&#8230;&#8221; di Patrizio Pecchi (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Aveva sempre saputo, fin da ragazzo di poter fare cose che gli altri non potevano fare.<\/p>\n<p>Sentiva i sussurri delle foglie quando si parlavano accarezzate dal vento o quando, timorose per un temporale in arrivo, si salutavano come se fosse l&#8217;ultima volta.<\/p>\n<p>Sentiva i frutti del bosco che lo invitavano a raccoglierli perch\u00e8, gi\u00e0 maturi, sarebbero inesorabilmente marciti e sprecati.<\/p>\n<p>Sapeva tradurre il cinguettio degli uccelli, il canto delle rondini in volo e il richiamo delle poiane, alte nel cielo, che sembravano volerlo salutare. E quando candidamente raccontava agli amichetti quello che gli succedeva, loro si mettevano a ridere e lo canzonavano.<\/p>\n<p>Questa situazione dur\u00f2 per qualche tempo; ogni volta che li incontrava cominciavano a cantare &#8220;Strego streghino sei solo uno sciocchino&#8221;. Bene decise che non avrebbe pi\u00f9, mai pi\u00f9 detto niente ad anima viva. Sarebbe diventato, daquel momento, un suo segreto. E quando gli amici gli chiedevano, ghignando, se faceva ancora le cose, &#8220;se sentiva sempre le voci&#8221; rispondeva che aveva scherzato e cambiava discorso. E la cosa fin\u00ec l\u00ec.<\/p>\n<p>Ma lui\u00a0andava sempre meno con loro e sempre pi\u00f9 spesso nei boschi, sul monte, a passeggiare, a vedere, ad\u00a0\u00a0ascoltare i suoni ed i rumori, muovendosi come aveva visto fare dagli indiani dei film in televisione, senza far rumore,scivolando sui rami caduti per non romperli,passando sui cumuli\u00a0di foglie secche quasi senza spezzarle e,soprattutto,aveva imparato a non parlare o cantare o fischiare di gioia per quella grandiosa sensazione di felice libert\u00e0 che si vive solo cos\u00ec. Sua madre gli aveva regalato una tuta tutta macchiata di tanti colori; &#8220;mimetica&#8221; la chiamava e lui ne andava fiero.<\/p>\n<p>Poteva sedersi sotto un albero e gli animali non lo avrebbero visto. Stava ore fermo nel\u00a0\u00a0bosco a guardare gli alberi, le foglie che,appena si alzava un alito di vento, cominciavano a chiaccherare fra loro; e cos\u00ec lui, pian piano, aveva cominciato a capire i loro discorsi. Se camminando, gli capitava\u00a0 di rompere accidentalmente un ramo di un albero, subito gli chiedeva scusa e lo accarezzava, percependo un fremito di risposta come a tranquillizarlo; in fondo non era poi un gran danno.<\/p>\n<p>La pianta avrebbe in fretta suturato la ferita e tutto sarebbe stato dimenticato. Lo studio lo prendeva molto; voleva diventare un botanico, un geologo, qualcuno insomma che potesse dore alla gente ci\u00f2 che la terra gli diceva. Nei momenti liberi, quando sentiva il bisogno di riprendere fiato, andava a sedersi vicino agli uomini che picchiavano i sassi per squadrarli e ottenerne pietre che poi servivano a costruire case. E aveva imparato a fare gli scalpelli temprandoli nelle fucina: &#8220;si dovevano portare al rosso ciliegia e si battevano sull&#8217;incudine fino a fargli assumere la forma voluta, poi si raffreddavano velocemente con acqua e olio e diventavano duri&#8221;, e il sasso era costretto a subire mutilazioni e lacerazioni. Si rese conto di essere stranamente attratto da tutto questo. Comici\u00f2 astare sempre pi\u00f9 in mezzo agli scalpellini e sempremeno nei boschi; ogni tanto, sentendo uno strano impulso, un richiamo, si metteva la tuta e partiva alla ricerca dei vecchi rumori e dei suoni dei ricordi.<\/p>\n<p>Passavano gli anni, i giorni erano sempre pi\u00f9 corti vincolati dal lavoro e dalla famiglia che ormai si era costruito; aveva cercato di condurre i figli sul suo cammino, ad amare la natura in ogni sua manifestazione, ma iragazzi moderni, tutti con l&#8217;auto, non avevano tempo per queste cose; dovevano correre a conoscere, oggi, il loro domani e ancora pi\u00f9 in l\u00e0!<\/p>\n<p>Ricominci\u00f2 ad andare con assiduit\u00e0 a vedere boschi, su e gi\u00f9 per torrenti, toccando legni limati dalla corrente, sassi con impronte di rami e carbone. Niente poteva sfuggire al suo sguardo, saltava da un sasso all&#8217;altro, apriva i laghetti naturali e costruiva piccoli sbarramenti per farne altri, come faceva da ragazzino. Non era riuscito a diventare il traduttore simultaneo delle natura, ma aveva ricominciato a vivere per cercare le sensazioni e i colori che tanto lo avevano attirato. Sotto la guida del padre aveva cominciato a conoscere i funghi\u00a0e ne aveva scoperto l&#8217;importanza nella natura; li raccoglieva tutti, quelli buoni naturalmente, senza badare alle classificazioni dei libri. Ogni fungo era prelibato se cucinato\u00a0in un certo modo; non esistevano i pi\u00f9 buoni e quelli senza sapore, tutti avevanp un posto privilegiato alla sua tavola.<\/p>\n<p>Raccoglieva le more e gli altri frutti che la terra ci d\u00e0 in quantit\u00e0 e, pian piano, tornava indietro nel suo tempo; viveva per questi momenti!\u00a0Non perdeva l&#8217;occasione di rifare le stesse cose e risentire le stesse sensazioni di tanti anni passati.<\/p>\n<p>Fu un giorno di agosto, un giorno speciale, limpido con un sole che splendeva senza ritegno, che decise di andare a raccogliere more per la solita marmellata che piaceva a tutti. Pass\u00f2 per lo stradello fin sotto la borgata\u00a0e arriv\u00f2 in mezzo al prato dove due enormi massi uscivano dalla terra contornati da rovi carichi di more grosse come noci. Bellissimo! Avrebbe riempito il secchio in poco tempo; cominci\u00f2 a raccoglierle facendo attenzione a non pungersi con le spine, che sono tremende; un grappolo era particolarmente grosso, velocemente lo ripul\u00ec e si volt\u00f2 per raggiungerne un altro ancora pi\u00f9 carico. Ovviamente, tutto preso dalla dimensione di quei frutti che aveva visto, pens\u00f2 che non valesse la pena di raccogliere gli altri, quelli pi\u00f9 piccoli. Continu\u00f2 cos\u00ec a spostarsi da un grappolo all&#8217;altro; solo naturalmente, considerando i pi\u00f9 belli. E il secchio si riempiva velocemente. Per la gioia che lo prese, cominci\u00f2 perfino a cantare, pian piano per\u00f2 per non disturbare il prato che sonnecchiava sotto il sole, la canzoncina del film&#8230;.&#8221;i ciclamini sono some le ciliegie&#8230;&#8221;, avrebbero potuto scrivere\u00a0 la stessa canzone con le more come protagoniste e non sarebbe cambiato nulla.\u00a0Mentre ripensava a quelle parole, gli venne in mente che Biancaneve raccoglie tutti i ciclamini enon solo i pi\u00f9 belli; e allora ritorn\u00f2 indietro\u00a0a raccogliere anche i frutti che aveva scartato perch\u00e8 piccoli. Fu in quel momento che un fremito deciso percorse l&#8217;erba del prato. Fu in quel momento che nella sua mente riaffior\u00f2 la capacit\u00e0 di udire la voce della natura che gli parlava!<\/p>\n<p>&#8230;.E improvvisamente i fruscii deirami degli alberi, lo scalpiccio delle foglie secche sotto i piedi, che sentiv aquando andava in giro, ripresero a vivere nella sua mente nella loro reale essenza&#8230;.erano &#8220;le voci&#8221;! Ne fu turbato e per qualche istante rimase come inebetito; quando si riprese, si accorse dell&#8217;attenzione che aveva riservato anche ai frutti pi\u00f9 piccoli e si allontan\u00f2. Si era riaperta laporta datanti anni chiusa e ne fu spaventato; gli si erano riaperte le orecchie del cuore e il suo spirito era di nuovo libero.<\/p>\n<p>Cominciava cos\u00ec una nuova esperienza, vecchia ma nuova, perch\u00e8 mediata dall&#8217;eta diversa e dalla consapevolezza che, anche se gli uomini non lo sanno, tutto in natura ha voce.<\/p>\n<p>Ogni volta che andava a cercare\u00a0i frutti del bosco, stava ben attento a raccoglierli tutti grandi e piccoli ed i fruscii di approvazione continuarono. Furono questi eventi che lo convinsero a ricercare le sensazioni che aveva provato da bambino e,spinto anche da una forza misteriosa, volle ripercorrere la sua infanzia facendo tutto ci\u00f2 che aveva imparato. E decise di cimentarsi a picchiare sassi, con l&#8217;intento per\u00f2 di creare qualcosa di pi\u00f9 di una pietra angolare. Era interessato all&#8217;arte degli scalpellini d&#8217;altri tempi,cosciente che i mezzi\u00a0che avevano\u00a0erano decisamente meno tecnologici di ora e quindi dovevano essere dei veri artisti.<\/p>\n<p>Aveva trovato e comperato atrezzi moderni: scalpelli grandi e piccoli con punte durissime e cominci\u00f2 a lavorare. Il percorso dur\u00f2 qualche anno, dai lavori facili a cose sempre pi\u00f9 difficili; picchiava e gli rimbombava in testa l&#8217;aneddoto che racconta Michelangelo&#8221;tirar fuori dal marmo ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 dentro&#8221; e cos\u00ec si illudeva di fare.<\/p>\n<p>Un giorno decise di cominciare a fare un&#8217;edicola grande, bella, del &#8220;700 tanto per essere chiaro! Avrebbe contenuto l&#8217;immagine della Madonna col bimbo in braccio. Avvis\u00f2 a casa dove andava e si avvi\u00f2; il bosco era pieno di pietre nuove, l&#8217;altr&#8217;anno non c&#8217;erano! Evidentemente durante l&#8217;inverno le pioggie avevano scavato la montagna. Pass\u00f2 da una pietra all&#8217;altra, mentre tutto il bosco, intuito il suo desiderio, si dava da fare per indicargli questa o quella pietra; l\u00ec la montagna aveva scaricato un&#8217;arenaria bellissima, grana\u00a0 un p\u00f2 pi\u00f9 grossa ma compatta senza vene ne infiltrazioni di cristallo. Allora abbandon\u00f2\u00a0\u00a0ogni titubanza e disse al bosco &#8220;devo trovare un sasso abbastanza grande che possa contenere la Madre di Dio e suo figlio, ma allo stesso tempo che si possa caricare in spalla e portarlo a casa&#8221;; detto questo si mise in silenzio ed ascolt\u00f2. Allora sent\u00ec come un bisbiglio e una voce sottile ma sicura disse: &#8220;io ho dentro tutto questo&#8221; si volt\u00f2 e la vide, bella gi\u00e0 quasi squadrata. Cos\u00ec a occhio poteva starci un&#8217;edicola grande a sufficienza per contenere l&#8217;immagine che aveva visto il giorno prima in quella chiesina di campagna.<\/p>\n<p>Si sedette sulla pietra vicina e cominci\u00f2 a\u00a0scolpire con la mente la bella e cominci\u00f2 a vedere dove colpirla e con quale scalpello; se fosse stato meglio il diamante per sgrossarla; ma no il diamante \u00e8 troppo tecnologico, toglierebbe amore al risultato. E guardava,\u00a0la girava, la rigirava\u00a0 e risent\u00ec il fremito delle foglie\u00a0degli alberi che annuivano per approvare, sent\u00ec le vibrazioni delle altre pietre che si complimentavano con la loro sorella prescelta per un incarico cos\u00ec importante. E lui continuava ad accarezzarla, la toccava e le parlava; stette cos\u00ec molto tempo senza curarsi dell&#8217;apprensione dei familiari che non lo vedevano di ritorno.<\/p>\n<p>Cos\u00ec questi decisero di chiedere adamici di andarlo a cercare. Lo trovarono dopo qualche tempo, ancora seduto l\u00ec, con le mani sulla pietra, gli occhi sorridenti persi nel suo passato; sul viso le lacrime, ormai asciugate, avevano riscritto, come in un diario, il ricordo di come, lui\u00a0fin da ragazzo, poteva ascoltare le voci della natura!<\/p>\n<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.&#8221;strego streghino, sei proprio uno sciocchino&#8221;&#8230;&#8230;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_278\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"278\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aveva sempre saputo, fin da ragazzo di poter fare cose che gli altri non potevano fare. 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