{"id":27749,"date":"2016-05-18T22:11:37","date_gmt":"2016-05-18T21:11:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27749"},"modified":"2016-05-18T22:11:37","modified_gmt":"2016-05-18T21:11:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-piccolo-fiore-di-arian-percallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27749","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il piccolo fiore&#8221; di Arian Percallo"},"content":{"rendered":"<p>Qualche anno fa, all\u2019alba dei miei primi quarant\u2019anni, vissi un momento particolarmente difficile della mia vita. Nonostante avessi il lavoro che avevo sempre sognato sin da bambino, il reporter, conducevo una vita libera e avventurosa, avevo tantissime amicizie sparse in tutto il mondo, un giorno mi svegliai assalito da un\u2019inquietante percezione di inutilit\u00e0 della mia esistenza; non riuscivo pi\u00f9 a dare un senso a i miei giorni e soprattutto non trovavo pi\u00f9 valide motivazioni per proseguire nel mio lavoro che sempre mi aveva entusiasmato. Decisi di prendermi un anno sabbatico per rivedere e rielaborare il mio vissuto, e seguendo il suggerimento di un amico mi ritirai in piccolo monastero situato nel centro Italia. I monaci accettarono di darmi ospitalit\u00e0 in cambio del mio aiuto nei lavori necessari per il buon andamento del monastero. Non fu semplice adattarsi agli orari che imponevano le rigide regole dei monaci, ma dopo poche settimane sentivo che il rispetto della luce e del buio port\u00f2 dei benefici al mio stato di salute che per troppi anni avevo trascurato. Il mattino mi svegliavo con le prime luci dell\u2019aurora e la sera non appena il sole scompariva, per rischiarare l\u2019altra parte del mondo, andavo a dormire. Dopo qualche mese, nonostante il duro lavoro di cura dell\u2019orto che i monaci mi avevano assegnato, mi sentivo fisicamente forte e sano; ci\u00f2 che stentava a sanarsi era il mio malessere mentale. Sorridevo di continuo, come mai avevo fatto prima, e anche se, dopo tanto tempo, i miei occhi tornarono a brillare, persisteva nel mio sguardo una sottile linea d\u2019ombra; non riuscivo ancora a dare un senso alla mia esistenza. Un giorno un monaco mi chiese di accompagnarlo nel piccolo vigneto del monastero per verificare lo stato di maturazione dell\u2019uva. Non mi parl\u00f2 durante il tragitto e nemmeno io osai spezzare il silenzio della natura che ci circondava. Fu lui che, accarezzando con la sua voce la quieta di quel luogo, chiese la parola al silenzio.<br \/>\n&#8211; Conosci la storia del soffione?<br \/>\nGli risposi di no. Non la conoscevo e mai ne avevo sentito parlare.<br \/>\n&#8211; All\u2019inizio di tutti i tempi, quando il mondo era stato appena creato, ogni creatura viveva in armonia con la Natura che la circondava; ognuna di esse aveva un ruolo importante, anche la pi\u00f9 insignificante era indispensabile affinch\u00e9 il cerchio magico della vita potesse chiudersi e rigenerasi. Dio aveva plasmato creature perfette, ognuna con la propria particolarit\u00e0 e specificit\u00e0, e per tutto ci\u00f2 era molto orgoglioso perch\u00e9 pensava che tra i suoi figli non vi fosse nessuno di infelice. Le api si rendevano utili nell\u2019impollinare i fiori. I fiori fecondati donavano frutti all\u2019uomo con i quali si nutriva. I fiori che non producevano cibo, addolcivano lo sguardo di chi li guardava, oppure emanavano note aromatiche che avvolgevano le abitazioni. Il cane serviva l\u2019uomo facendo la guardia. Il gatto catturava i topi, e cos\u00ec via \u2026 Ogni creatura aveva il proprio posto nel mondo. Tutte erano felici. Tutte tranne una. Nell\u2019immensa vastit\u00e0 dei prati viveva un piccolo fiore dallo stelo verde e spoglio, e dalla corolla gialla. Il piccolo fiore fu chiamato, dagli altri fiori, dente di leone a causa della forma dentata delle sue foglioline. Il fiore si sentiva triste perch\u00e9 le altre creature lo schernivano per il suo aspetto, e anche lui non si piaceva. Non era bello, non era profumato e non avrebbe mai dato frutti e tutto ci\u00f2 lo rendeva estremamente infelice. Il piccolo fiore ogni giorno che passava si sentiva sempre pi\u00f9 solo perch\u00e9 nessuno si occupava di lui: le api lo ignoravano, l\u2019uomo non lo coglieva e gli altri fiori poich\u00e9 era bruttino non gli parlavano. Tutti aveva un ruolo del mondo, solo il dente di leone non riusciva a dare alcun significato alla propria esistenza. Si chiedeva che senso avesse vivere poich\u00e9 la sua presenza sulla Terra era totalmente inutile. Passarono altri giorni e le altre creature si rivolgevano raramente al piccolo fiore; i primi tempi qualche uccello incuriosito dal suo aspetto gli poneva qualche domanda, ma in seguito, quando si sparse la voce che si trattava di un fiore inutile nessuno pi\u00f9 si avvicin\u00f2. Il piccolo fiore sentendosi impotente di fronte alla sua inutilit\u00e0 decise di far appassire la sua giovane vita e smise di nutrirsi. Le sue radici, che prima scavavano nel terreno per trovare i nutrimenti, cessarono di estendersi in cerca della Vita. Il piccolo fiore trascorreva i giorni, che pensava fossero gli ultimi, piangendo e rammaricandosi di essere stato tanto ostinato nel voler germogliare quando era ancora un seme. Il suo dolore era cos\u00ec grande che il pianto non si placava nemmeno la notte. Voleva appassire, per poi seccarsi cos\u00ec che, almeno da morto, sarebbe stato utile fertilizzando il terreno in cui era vissuto. Passarono altri giorni e il piccolo fiore non era ancora morto, anzi il suo stelo divenne pi\u00f9 verde e la sua corolla si tinse di un giallo ancor pi\u00f9 brillante. Il piccolo fiore non aveva ancora capito che il suo dolore lo stava mantenendo in vita; le sue lacrime cadendo sul terreno lo nutrivano e gli davano forza, e finch\u00e9 avrebbe sentito e provato una qualsiasi emozione sarebbe rimasto in vita. Un giorno Dio udendo il pianto del piccolo fiore decise di scendere sulla Terra; voleva capire perch\u00e9 una delle sue creature fosse tanto infelice.<br \/>\nIl piccolo fiore confid\u00f2 a Dio di come si sentisse brutto e inutile; gli altri fiori, graziosi e profumati, si prendevano gioco del suo aspetto goffo e lo schernivano perch\u00e8 non aveva alcun ruolo nella Natura. Dio si rammaric\u00f2 per tutto ci\u00f2 e poich\u00e9 il piccolo fiore aveva sofferto cos\u00ec tanto decise di ricompensarlo affidandogli un compito importantissimo.<br \/>\n\u201cTu fiorirai e il tuo aspetto si modificher\u00e0. La tua corolla gialla si trasformer\u00e0 in una sfera bianca, morbida e soffice. Quando un uomo ti passer\u00e0 accanto e nel suo cuore sentir\u00e0 la nostalgia per una persona lontana ti coglier\u00e0, penser\u00e0 intensamente a quella persona e a ci\u00f2 che vorrebbe dirle e soffier\u00e0 su di te. Tu sarei il Messaggero dell\u2019Amore. I tuoi piccoli peli avranno la missione di portare il messaggio a chi \u00e8 lontano\u201d.<br \/>\nIl piccolo fiore fu profondamente toccato dall\u2019attenzione che Dio gli riserv\u00f2, e si sentii indegno e inadeguato al compito che gli fu affidato. A coloro che pi\u00f9 soffrono la ricompensa appare sempre pi\u00f9 grande di quanto credono di meritare.<br \/>\nIl piccolo fiore torn\u00f2 a sorridere, ringrazi\u00f2 Dio per la missione che gli aveva assegnato e chiese perdono per aver tentato di appassire. Il piccolo fiore, dopo aver sofferto molto, aveva trovato il suo posto nel mondo ed era riuscito a dare un senso ai suoi giorni e scopr\u00ec il dolce sapore della felicit\u00e0 tanto agognata.<\/p>\n<p>Il monaco smise di parlare, mi guardo negli occhi e sorrise.<br \/>\n-Ora hai capito, qual \u00e8 il senso dell\u2019esistenza?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27749\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27749\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche anno fa, all\u2019alba dei miei primi quarant\u2019anni, vissi un momento particolarmente difficile della mia vita. 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