{"id":27739,"date":"2016-05-19T22:20:19","date_gmt":"2016-05-19T21:20:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27739"},"modified":"2016-05-19T22:20:19","modified_gmt":"2016-05-19T21:20:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-la-maledizione-di-famiglia-di-luigi-giampetraglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27739","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;La Maledizione di famiglia&#8221; di Luigi Giampetraglia"},"content":{"rendered":"<p>Nonna Titina diceva sempre che la nostra famiglia teneva la calamita per le disgrazie.<br \/>\nEra una cosa che ti metteva l&#8217;ansia addosso e ti toglieva la voglia di fare le cose, pure le pi\u00f9 semplici.<br \/>\nE non potevi nemmeno darle torto!<br \/>\nNonna Titina aveva seppellito gi\u00e0 tre figli (<em>fino a m\u00f2<\/em>, come diceva sempre lei. E quando lo diceva, con quegli occhi velati dalla cataratta, faceva pi\u00f9 paura di un film di Dario Argento).<br \/>\nIn effetti i miei zii sono tutti morti in circostanze un po&#8217; strambe.<br \/>\nIl primo a fare una brutta fine fu zio Nino, che si spezz\u00f2 l&#8217;osso del collo mentre dava la caccia ai granchi fellone sugli scogli.<br \/>\nPoi tocc\u00f2 a zio Luca, lo <em>sciupafemmine<\/em> della famiglia, morto strozzato da uno gnocco.<br \/>\nUltima, venne zia Rosa, che fece la morte pi\u00f9 scema di tutti: fin\u00ec sotto a un<em> treruote<\/em> nel tentativo di scansare un gatto nero che le stava attraversando la strada.<br \/>\nCiro e Carmela sono gli unici sopravvissuti.<br \/>\nCarmela \u00e8 mia madre e io penso che si sia salvata solo perch\u00e9 lei, a certe cose, semplicemente non ci credeva.<br \/>\nZio Ciro, che viveva con noi perch\u00e9 era ancora giovane, era tutto il contrario di Mamma ed era sicurissimo che sarebbe stato il prossimo.<br \/>\nZio Ciro si faceva gli esami tutti i mesi e ammosciava tutti quanti con questa storia della maledizione di famiglia. Mamma diceva sempre che si era preso una brutta fissazione e che se non si decideva a sentire uno psicologo c\u2019era il rischio che lo dovessimo far chiudere.<\/p>\n<p>A San Giovanni ci conoscono tutti. Anche se la nostra \u00e8 una fama di riflesso.<br \/>\nSiamo l&#8217;emanazione naturale dell\u2019unica celebrit\u00e0 di famiglia: la nonna.<br \/>\nNonna Titina tiene una tabaccheria alla Croce al Lagno che \u00e8 la pi\u00f9 antica del quartiere.<br \/>\nE guai a chi gliela tocca! Dice sempre che la sua Tabaccheria ha resistito a tutto, al contrabbando, alle scommesse clandestine, alle tasse, al pizzo e pure al terremoto!<br \/>\nPer quelli di San Giovanni lei \u00e8 semplicemente: <em>&#8216;A Tabaccara<\/em>.<br \/>\nPer associazione zio Ciro e la mamma sono <em>&#8216;e figli d&#8217; &#8216;a Tabaccara<\/em> e io, mia sorella Katia e i nostri sei cugini siamo tutti, indistintamente, <em>&#8216;e nepute d&#8217; &#8216;a Tabaccara<\/em>. Mamma dice che non ci sta niente da fare, che pure se mi laureo in ingegneria astronautica e vado sulla Luna, per la gente del quartiere rimarr\u00f2 sempre <em>&#8216;o nepote d&#8217; &#8216;a Tabaccara<\/em>.<br \/>\nQuando sono morti zio Nino e zio Luca l&#8217;hanno scritto pure sui manifesti funebri:<br \/>\n<em>E&#8217; mancato all&#8217;affetto dei suoi cari Nino Rea, di anni 19, detto &#8216;o figlio d&#8217; &#8216;a Tabaccara.<\/em><br \/>\nStessa sorte tocc\u00f2, due anni dopo, a zio Luca.<br \/>\nZia Rosa, per evitare di essere identificata per l&#8217;eternit\u00e0 con l&#8217;attivit\u00e0 di famiglia, pare avesse dato esplicitate indicazioni a Tonino &#8216;O Stuorto, titolare dell&#8217;unica agenzia funebre del quartiere.<br \/>\nCon la spiacevole conseguenza che, quando fu il suo turno, davanti al suo manifesto funebre c&#8217;era sempre una crocchia di gente che si domandava chi cavolo fosse questa Rosa Rea.<br \/>\nE c&#8217;era sempre qualcun altro che rispondeva: \u201cComme? &#8216;A figlia d&#8217; &#8216;a Tabaccara!\u201d<\/p>\n<p>Era gi\u00e0 da un po\u2019 di tempo che sospettavo ci fosse qualcosa di vero nelle farneticazioni di zio.<br \/>\nUna sera, mentre eravamo in camera mia, mi fiss\u00f2 attraverso quei suoi occhialoni spessi come vetrocemento e mi chiese:<br \/>\n\u201cMa tu cu \u2018na fattura \u2018nguollo, che faresti?\u201d<br \/>\nIo allargai le braccia.<br \/>\n\u201cNon lo so, andrei da un prete o\u2026 da un mago!\u201d<br \/>\n\u201cCome quelli della tiv\u00f9?\u201d<br \/>\n\u201cQuelli sono degli imbroglioni\u201d<br \/>\n\u201cE da chi?\u201d<br \/>\nAndai alla finestra e indicai il palazzo della banca dall\u2019altra parte del Corso.<br \/>\n\u201cL\u00e0 abita una vecchia che toglie i malocchi, forse ti pu\u00f2 aiutare!\u201d<br \/>\n\u201cE tu come \u2018e saje \u2018sti cose?\u201d<br \/>\n\u201c\u2019O sanno tutti quanti zio Ci\u2019!\u201d<\/p>\n<p>La signora Pace era una vecchietta artritica, con un grugno da pirata stitico e rughe tanto profonde da sembrare tracciate con una forchetta.<br \/>\n\u201cChe ve serve?\u201d<br \/>\nZio Ciro mi diede un colpetto col gomito.<br \/>\n\u201cMio zio \u00e8 convinto di avere una fattura addosso\u201d spiegai.<br \/>\nLa vecchia annu\u00ec facendo ciondolare i grandi orecchini da zingara aggrappati ai lobi come scimmiette, quindi vers\u00f2 dell\u2019acqua in una ciotolina butterata di ruggine e la piazz\u00f2 sulla testa di zio.<br \/>\n\u201cState fermo!\u201d<br \/>\nZio Ciro assunse una posa da visita militare, petto in fuori, pancia in dentro, collo dritto.<br \/>\n\u201cVedete qualcosa?\u201d<br \/>\nLa vecchia fece ondeggiare l\u2019acqua nella ciotola, poi la pos\u00f2 sul tavolo davanti a noi e indic\u00f2 le bolle semitrasparenti che galleggiavano in superficie.<br \/>\n\u201cFiglio mio, tu stai \u2018nguaiato: guarda quante uocchje!\u201d<br \/>\nZio Ciro si pass\u00f2 una mano sulla fronte.<br \/>\n\u201cIo \u2018o ssapevo!\u201d piagnucol\u00f2. \u201cVe prego: aiutateme!\u201d<br \/>\nLa signora Pace guard\u00f2 zio Ciro come se lo vedesse per la prima volta.<br \/>\n\u201cMa voi nun site \u2018o figlio \u2018d \u2018a Tabaccara?\u201d<br \/>\n\u201cE allora?\u201d<br \/>\n\u201cAllora ce sta poco \u2018a f\u00e0\u201d<br \/>\nMi alzai e picchiai un pugno sul tavolo.<br \/>\n\u201cVoi non ci state dicendo tutto!\u201d<br \/>\nLa vecchia sollev\u00f2 un sopracciglio spoglio e si rigir\u00f2 la dentiera in bocca.<br \/>\n\u201cMa comme: nun cunuscite \u2018a storia?\u201d<\/p>\n<p>\u201cFu Alina a fare la fattura!\u201d<br \/>\n\u201cChi?\u201d<br \/>\n\u201c\u2019Na figlia d\u2019 \u2018a Madonna!\u201d<br \/>\nScossi la testa elemosinando chiarimenti.<br \/>\n\u201cUn\u2019orfana,\u201d tradusse la signora Pace \u201cche fu adottata dalla famiglia di tuo Nonno Peppe per tener fede a un voto. Alina e tuo Nonno crebbero insieme, come frato e sora. Solo che non erano fratello e sorella e succedette quello che non doveva succedere!\u201d<br \/>\n\u201cCio\u00e8?\u201d<br \/>\n\u201cSe \u2018nnamurarono! Donna Maria, che era la tua bisnonna, se ne accurgette, ma facette finta \u2018e niente perch\u00e9 nun vuleva fa parla\u2019 \u2018a ggente. Poi, furbescamente, prese una ragazza a servizio, \u2018na bella guagliona, della stessa et\u00e0 di Peppe, che si chiamava Titina\u201d<br \/>\n\u201cNonna Titina?\u201d<br \/>\nLa signora Pace annu\u00ec ancora.<br \/>\n\u201cTitina era \u2018na figlia \u2018e \u2018ntrocchia e nun se puteva permettere \u2018e perdere \u2018o treno. Alla fine, con l\u2019aiuto della futura suocera, riusc\u00ec a far perdere la testa a Peppe. Alina si sent\u00ec tradita da tutti, era giovane e fragile e, alla fine, si butt\u00f2 dal terzo piano, con la foto del suo amore stretta in petto!\u201d<br \/>\nZio Ciro si fece il segno della croce.<br \/>\n\u201cDa questo punto \u2019a storia se complica: qualcuno dice che Alina aveva scritto una maledizione dietro la foto, \u2018na fattura contro Titina e i figli che avrebbe avuto da Peppe, altri invece che la fattura la disse a voce, poco prima di morire\u201d<br \/>\n\u201cE questa foto che fine ha fatto?\u201d<br \/>\n\u201cFa parte d\u2019 \u2018o mistero: nisciuno \u2018o sape!\u201d<br \/>\n\u201cMa \u2018sta fattura non si pu\u00f2 togliere?\u201d<br \/>\nLa vecchia sospir\u00f2 liberando un olezzo di cipolla fritta.<br \/>\n\u201cLe fatture fatte in punto di morte songo \u2018e cchi\u00f9 \u2018mpicciose, per\u00f2\u2026\u201d<br \/>\nIo e zio Ciro allungammo il collo come tacchini curiosi.<br \/>\n\u201c\u2026 Se Titina chiedesse scusa ad Alina\u2026\u201d<\/p>\n<p>Se avesse dovuto, che ne so, bere un infuso di sangue di drago o rubare un uovo d\u2019oro a un gigante, sono quasi certo che zio Ciro non si sarebbe dato per vinto\u2026 ma quello era troppo!<br \/>\nA memoria d\u2019uomo nessuno ricordava di aver visto la nonna scusarsi con qualcuno.<br \/>\nNonna Titina era una di quelle persone a cui non importava se l\u2019altro avesse o meno ragione\u2026 era l\u2019altro e, quindi, aveva torto!<br \/>\nNon so come mi venne in mente.<br \/>\nFatto sta che, prima che potessi pentirmene, cedetti all\u2019entusiasmo incosciente dell\u2019et\u00e0 e proclamai:<br \/>\n\u201cZio Ci\u2019 non ti preoccupare: ci parlo io con la nonna!\u201d<\/p>\n<p>Nonna Titina era un mezzo busto di cartapesta ammuffito, incastrato tra l\u2019espositore di caramelle e il minibar della Pepsi.<br \/>\nQuando entrai nella Tabaccheria mi scrut\u00f2 con sdegno, come se la infastidissi gi\u00e0 a sufficienza con la mia presenza.<br \/>\n\u201cChe ce fai cc\u00e0?\u201d<br \/>\n\u201cNonna dobbiamo parlare!\u201d<br \/>\n\u201cVeramente?\u201d fece lei appoggiando gli avambracci flaccidi sul bancone. \u201cE di che cosa?\u201d<br \/>\n\u201cDi Alina\u201d<br \/>\nCal\u00f2 un silenzio teso.<br \/>\nEbbi la fugace visione di un bambino identico a me che scappava dalla Tabaccheria come un piccolo ladro.<br \/>\n\u201cSiamo stati dalla signora Pace,\u201d dissi tutto d\u2019un fiato \u201ce lei ci ha raccontato tutta la storia\u201d<br \/>\nLa nonna sospir\u00f2. Quando era agitata trasudava una nota acuta di sigari all\u2019anice che quasi azzerava i bassi persistenti di ascelle sudate.<br \/>\n\u201cParla, parla\u201d disse sparendo sotto al bancone.<br \/>\n\u201cLa signora Pace dice che per togliere la fattura dovresti scusarti con Alina. Mamma dice che \u00e8 dei nostri peccati che ci dovremmo vergognare e non di chiedere scusa per essi\u2026\u201d<br \/>\nRise. Una risata da strega delle fiabe, strafottente e maligna.<br \/>\n\u201cNon c\u2019\u00e8 nessuna fattura!\u201d disse riemergendo e allungandomi una scatola di sigari impolverata.<br \/>\nUn istante dopo nell\u2019aria vibr\u00f2 la voce di mia madre che mi chiamava sulla frequenza a ultrasuoni del rione.<br \/>\n\u201cGigginooo\u2026\u201d<\/p>\n<p>Dopo cena mi chiusi in camera e aprii la scatola. Dentro c\u2019era un foto di Nonno Peppe.<br \/>\nLo riconobbi perch\u00e9 nel salone Mamma ne teneva una identica.<br \/>\nSolo che questa aveva una costellazione di goccioline brune che emergevano dalla superficie.<br \/>\n<em>Sangue<\/em>, pensai.<br \/>\nQuella era <em>la<\/em> foto, quella di cui ci aveva parlato la signora Pace e che Alina stringeva a s\u00e9 quando si era uccisa.<br \/>\nMi spostai vicino alla finestra, la voltai e cominciai a leggere.<\/p>\n<p><em>Alina sei il mio unico amore, Titina \u00e8 solo la donna che sono costretto a sposare, per mettere a tacere le chiacchiere della gente. Non provo niente per lei. Il mio amore \u00e8 solo per te e sar\u00e0 per sempre cos\u00ec. Ti amo<\/em><\/p>\n<p>Peppe<\/p>\n<p>Dunque \u00e8 cos\u00ec che stavano le cose. Ma perch\u00e9 la Nonna aveva voluto che leggessi quella lettera?<\/p>\n<p>\u201cNon servir\u00e0 a niente. La signora Pace ha detto che deve essere mamma a chiedere scusa ad Alina!\u201d<br \/>\nProbabilmente zio Ciro aveva ragione, ma non mi andava di alimentare il suo pessimismo.<br \/>\n\u201cMamma dice che una buona azione non \u00e8 mai sprecata!\u201d<br \/>\n\u201cMammeta dice nu sacco \u2018e cose\u201d si lagn\u00f2 Zio Ciro varcando per primo la soglia del cimitero.<\/p>\n<p>La tomba di Alina era spoglia e senza fiori. C\u2019era solo un cero rosso, solitario e scolorito.<br \/>\nZio Ciro si chin\u00f2 sulla lapide e adagi\u00f2 il crisantemo proprio sotto la cornice ottonata della foto.<br \/>\nNel ritratto Alina aveva lineamenti regolari e occhi di un azzurro cos\u00ec intenso da sembrare dipinti.<br \/>\n\u201cDa giovane doveva essere veramente bella!\u201d dissi.<br \/>\nZio Ciro mi diede un pizzicotto affettuoso su una guancia.<br \/>\n\u201cM\u00f2 per\u00f2 lasciaci soli!\u201d<br \/>\nEra giusto cos\u00ec, avevano tanto di cui parlare.<br \/>\nMi allontanai e mi riparai all\u2019ombra di un salice dai rami ritorti. Mi appoggiai contro il tronco, chiusi gli occhi e annusai l\u2019aria.<br \/>\nC\u2019era un piacevole odore di gelsomino, di erba bagnata e\u2026 di sigari all\u2019anice e ascelle sudate.<br \/>\n\u201cNonna! Che ci fai qua?\u201d<br \/>\n\u201cChhi\u00f9 luntano fuje dai peccati e cchi\u00f9 sarrai stanco quando te acchiapperanno. E io so\u2019 stanca Gig\u00ec, stanca assai\u201d<br \/>\nNon c\u2019era bisogno di aggiungere altro, la abbracciai come non avevo mai fatto prima, lei mi diede qualche buffetto sulla testa e poi raggiunse zio Ciro sulla tomba di Alina.<\/p>\n<p>Nonna ha lasciato la gestione della Tabaccheria a zio Ciro. Adesso, passiamo molto pi\u00f9 tempo insieme. Tutte le domeniche andiamo a trovare Alina al cimitero. Prima per\u00f2 passiamo da zio Nino, zio Luca, zia Rosa e il Nonno.<br \/>\nTeniamo mezza famiglia in quel cimitero e Mamma dice che pe\u2019 m\u00f2 basta.<br \/>\nLa storia della maledizione forse era vera e forse no\u2026 Ma ormai importa poco. Ci siamo liberati da un peso, questo conta.<br \/>\nE adesso possiamo finalmente provare ad essere una famiglia normale.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27739\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27739\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonna Titina diceva sempre che la nostra famiglia teneva la calamita per le disgrazie. 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