{"id":27651,"date":"2016-05-16T21:45:44","date_gmt":"2016-05-16T20:45:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27651"},"modified":"2016-05-16T21:45:44","modified_gmt":"2016-05-16T20:45:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-semplicemente-vivendo-di-marco-conti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27651","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Semplicemente vivendo&#8230;&#8221; di Marco Conti"},"content":{"rendered":"<p>Michele \u00e8 un ragazzino come tanti. Ha in testa mille idee, mille sogni, mille desideri. Michele \u00e8 un ragazzino allegro e spensierato. La sua \u00e8 una famiglia molto unita, in cui i valori hanno ancora un posto importante. La sera ci si siede tutti a tavola, si parla e si scherza; \u00e8 un momento piacevole in cui tutti si possono raccontare. Mamma e pap\u00e0 ascoltano e ridono delle disavventure che Michele e Simona raccontano, arricchendole di dettagli inventati, giusto perch\u00e9 vederli ridere fa bene, d\u00e0 un senso di sicurezza impagabile. Per alcuni istanti i problemi e le difficolt\u00e0 svaniscono nel nulla. Eppure, la famiglia di Michele conosce bene le difficolt\u00e0; \u00e8 una famiglia speciale, ma lui la guarda con gli occhi di un ragazzino per il quale quelle stesse difficolt\u00e0, sono la normalit\u00e0, perch\u00e9 non ha provato altro. E\u2019 normale per lui vedere pap\u00e0 Franco, prepararsi la mattina per andare a lavorare indossando sotto gli indumenti, quelle grosse cinture di cuoio, che sorreggono la gamba artificiale con cui convive da ormai vent\u2019anni. E\u2019 normale che sia la mamma ad accompagnarlo a scuola a piedi e che sia sempre lei a seguirlo nelle gite, al corso di nuoto, alle feste dei compagni di classe.<\/p>\n<p>Sono gli anni ottanta e per chi \u00e8 portatore di handicap la vita \u00e8 dura. Ci sono pregiudizi e barriere architettoniche difficili da superare. Franco \u00e8 un uomo tenace, non si arrende facilmente. Ogni giorno guarda la vita dritta negli occhi e la sfida.<\/p>\n<p>Non sempre vince, ma non si arrende mai, neanche quando tutto sembra essere contro di lui. In casa l\u2019aria non \u00e8 pesante, Franco scherza spesso perfino sul suo handicap, dimenticando incredibilmente la sofferenza patita e le ambizioni e i sogni sfumati a soli ventisei anni. Michele sa per certo che pap\u00e0 Franco non gli far\u00e0 mai mancare il suo appoggio. I suoi figli sono ci\u00f2 che di meglio la vita gli abbia dato. Mamma Rita \u00e8 la colonna portante della famiglia. Il suo carattere forte le permette di accollarsi, oltre ai suoi doveri di mamma, anche tutto ci\u00f2 che nelle famiglie \u201cnormali\u201d spetta al pap\u00e0. Franco sa che deve molto a Rita e non manca mai di sottolinearlo.<\/p>\n<p>Michele frequenta la quarta elementare, ama giocare a pallone in cortile. Franco lo guarda dal balcone e sembra quasi dispiaciuto nel vedere che suo figlio non diventer\u00e0 mai un campione. Michele esce spesso da scuola con il suo migliore amico Mattia. Dopo aver percorso un tratto di strada insieme, Mattia lo saluta e sale in macchina con il padre, mentre Michele vedendo quella macchina allontanarsi,\u00a0 pensa che forse un giorno anche suo padre riuscir\u00e0 ad accompagnarlo a casa.<\/p>\n<p>I lunghi e nebbiosi inverni del nord, nascondono le difficolt\u00e0 di Franco. Le settimane scorrono scandite dai soliti gesti, dalle abitudini che si ripetono innumerevoli: il lavoro fino alle 17.30 seduto al banco di un&#8217;officina meccanica, poi il ritorno a casa e la serata davanti alla Tv. L&#8217;attesa della domenica da passare in famiglia, il profumo della torta e delle lasagne di mamma Rita, la Messa celebrata dal Papa da far vedere alla nonna che a casa non ha la Tv. Michele aspetta la partita di pallone da seguire con Franco con l&#8217;immancabile radio a transistor e la schedina sul tavolo. Per certi versi tutto sembra\u00a0 semplice. Pap\u00e0 Franco adora i suoi figli e nasconde spesso la sua sofferenza dietro sorrisi amari. La malattia di cui soffre da anni, non si \u00e8 ancora arresa a lui,\u00a0che ci convive in modo discreto, avendo cura che per i suoi figli, non sia un fardello troppo pesante da portare. Scherza spesso con loro e con mamma Rita. Per certi versi \u00e8 lui che fa forza agli altri, anche a quelli che non hanno problemi o che si arrendono alla minima difficolt\u00e0. Michele ama restare seduto sul divano ad ascoltare pap\u00e0 che racconta i soliti aneddoti divertenti a chiunque lo venga a trovare. Suo padre \u00e8 molto amato dalla gente che lo conosce.<\/p>\n<p>E&#8217; l&#8217;anima del gruppo degli amici di sempre. Sono gli amici di una vita e Franco lo sottolinea spesso, quasi come fosse un monito per il futuro dei suoi figli. Michele guarda mamma e pap\u00e0 ridere ed il peggio sembra alle spalle : sembra che pap\u00e0 Franco finalmente stia bene, ma sono solo istanti, che lasciano subito\u00a0il posto alle difficolt\u00e0 di sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi nevica,\u00a0Michele gioca nel cortile della scuola dove ogni cosa perde la sua dimensione reale. Persino i rumori ed il vociare dei ragazzini,\u00a0vengono svuotati della\u00a0loro naturale consistenza. In questo scenario ovattato e candido, Michele rincorre i compagni di classe nella neve che arriva ormai al ginocchio e che non sembra voler smettere di cadere.<\/p>\n<p>Guardando verso l&#8217;alto, ha l&#8217;impressione che i fiocchi arrivino tutti da un unico punto lontanissimo. E&#8217; infinito quello spazio che lo sovrasta, all&#8217;interno del quale si sente un puntino piccolo piccolo. Apre la bocca lasciando che la neve si sciolga sulla lingua ed allargando le braccia si lascia cadere. A Michele, come a tutti i suoi compagni, piace giocare nella neve, ma Michele sa che per suo padre oggi \u00e8 una giornata pi\u00f9 difficile delle altre, sa che avr\u00e0 grosse difficolt\u00e0 di equilibrio con la sua gamba artificiale, sa che la sera dovr\u00e0 aspettarlo davanti al cancello per accompagnarlo in casa.<\/p>\n<p>Un senso di ansia e di inquietudine si fa largo, ma subito\u00a0viene ridimensionata\u00a0dalla leggerezza dei suoi anni che lo porta a pensare che\u00a0dopo tutto, \u00e8 gi\u00e0\u00a0successo in passato e che tutto andr\u00e0 bene anche questa volta. Si rialza e torna a correre con i compagni, al resto penser\u00e0 pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il ruvido e lungo inverno, lascia silenziosamente il posto alla primavera. Michele, seduto in terra con le gambe incrociate, respira a pieni polmoni\u00a0godendosi la pace di quel momento. E\u2019 bello stare fino a tardi sotto il portico prospiciente la casa dei nonni, dove le prime rondini fanno capolino, alla ricerca di un posto sicuro per i loro piccoli. Ha da poco smesso di piovere, Michele guarda il cielo cercando l&#8217;arcobaleno che non tarda ad arrivare. Si alza e calcia il\u00a0pallone. Pap\u00e0 Franco, seduto sotto il porticato, grida :<\/p>\n<p>&#8211; Dai Miky corri, tira quella palla!-<\/p>\n<p>Michele lo guarda e sente la carne tremagli addosso tanta \u00e8 \u00a0la voglia di urlare e di correre verso quel pallone. Suo padre lo segue con lo sguardo e Michele si gira continuamente verso di lui, lo vorrebbe vedere l\u00ec al suo fianco a lottare per arrivare per primo. Correndo verso il muro di cinta del grande prato, calcia il pallone con tutta la forza che gli \u00e8 rimasta. Purtroppo la palla schizza\u00a0come impazzita oltre il muro, creando in Michele un&#8217;angoscia che subito viene spazzata via dall&#8217;urlo di incoraggiamento ormai lontano, ma ancora perfettamente udibile, di pap\u00e0 Franco.\u00a0Ora che \u00e8 arrivato fino infondo al prato, ora che la stanchezza lo ha piegato in due, Michele si gira verso Franco con le mani appoggiate alle ginocchia e lo guarda da sopra gli occhiali, quasi a voler chiedere un altro incoraggiamento. Franco sorride e applaude.<\/p>\n<p>Michele con tutto il fiato che gli \u00e8 rimasto, corre verso il porticato, gettandosi fra le sue braccia.<\/p>\n<p>&#8211; Che succede Miky ? Ti ho visto, sai? Era come se fossi al tuo fianco quando hai tirato e devo dire che hai calciato davvero bene, bravo!-<\/p>\n<p>Quelle parole arrivate al momento giusto, squarciano il cielo denso di nubi dell\u2019anima ferita di Michele. Franco lo abbraccia e accarezza i suoi capelli, mentre Michele lo stringe forte pensando che suo padre ha ragione, che per un attimo lo ha davvero visto al suo fianco, correre pi\u00f9 di lui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Michele ama la primavera, i suoi colori, i suoi profumi. Maggio \u00e8 uno dei suoi mesi preferiti. Aspetta con ansia la gita annuale che la compagnia di amici di Franco, puntualmente, organizzata con i soldi avanzati o vinti con la schedina. E\u2019 una giornata stupenda, una giornata da trascorrere tutti insieme. Sul pullman, Michele, si siede al fianco di Franco, mentre dietro ci sono mamma Rita e Simona. Gli amici di Franco sono uno spasso, c\u2019\u00e8 chi canta, chi racconta barzellette e naturalmente anche qualcuno che dorme.<\/p>\n<p>E&#8217; una giornata dal valore unico e Michele se\u00a0la vuol godere a \u00a0pieno. Guarda Franco Rita e Simona da dietro i suoi occhiali da sole e tutto sembra migliore. Con il sole in faccia ed il paesaggio che scappa via veloce risucchiato dalla corsa del pullman, appoggia la testa allo schienale e si lascia cullare dal suo irregolare movimento.\u00a0Il viaggio non \u00e8 mai lungo, si va al lago, in montagna, o comunque verso mete vicine in modo che tutta la compagnia possa partecipare senza problemi. La giornata vola via fra risate, musica e l&#8217;immancabile visita\u00a0al museo locale. \u00a0Sulla strada del ritorno, il lento morire del sole, racconta di una giornata che \u00e8 ormai solo da ricordare per sempre; racconta di amicizie vere, di affetti, di speranze e di fotografie che sbiadiranno, ma che custodiranno per sempre quegli istanti, proteggendoli dallo scorrere inesorabile del tempo. Michele guarda Franco dormire serenamente \u00a0accanto a s\u00e9 e sogna ad occhi aperti.\u00a0Sogna il mare, la spiaggia e suo padre che gli corre\u00a0incontro con il vento fra i capelli. In lontananza scorge mamma Rita e Simona che preparano i panini da mangiare sotto l&#8217;ombrellone, tutti insieme. Michele racconta di quanto abbia corso veloce pap\u00e0 Franco e di quanto sia stato bravo a calciare quel pallone&#8230;..\u00a0\u00e8 bello sognare perch\u00e9 tutto \u00e8 possibile. Anche Franco pu\u00f2 correre, anche Franco pu\u00f2 passare una giornata con la sua famiglia in riva al mare respirando il profumo della salsedine ed ascoltando il rumore del vento e delle onde. Michele sorride, si appoggia alla spalla di Franco e si addormenta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un giorno non molto lontano da quei momenti sereni, Franco in punta di piedi, senza disturbare ne&#8217; angosciare nessuno, esce per sempre di scena. In quel letto d&#8217;ospedale, dove il suo cuore stanco ha deciso che per lui il tempo su questa terra\u00a0fosse finito,\u00a0dove non c&#8217;e&#8217; stato nemmeno il tempo per dirsi addio, Franco stringe per l&#8217;ultima volta la mano di Rita.<\/p>\n<p>Mentre fuori la frenesia della vita sembra fermarsi per alcuni istanti e tutto sembra irreale e banale,\u00a0Michele abbraccia per l&#8217;ultima volta suo padre.<\/p>\n<p>Oggi che anche Michele\u00a0\u00e8 padre, guardandosi indietro capisce di essere una persona fortunata.\u00a0Oggi che corre con suo figlio sulla spiaggia, oggi che sente forte quel vento fra i capelli,\u00a0capisce che suo padre gli ha lasciato\u00a0qualcosa\u00a0di immenso che sente esplodere dentro; capisce che suo padre gli ha insegnato tante cose senza troppi discorsi, senza frasi fatte o banali luoghi comuni, ma <em>semplicemente vivendo\u00a0. <\/em><\/p>\n<p>Ora davvero capisce il valore dei suoi gesti, del suo coraggio e correndo dietro a quel pallone, lo calcia con forza senza paura di deludere nessuno.\u00a0Suo figlio \u00e8 l\u00ec che aspetta solo di esser alzato al cielo in un abbraccio. Mentre il sole rosso che si tuffa nell&#8217;immensit\u00e0 del mare e la spiaggia che si riempie delle loro impronte vicine, fanno da cornice a quel momento, Michele guarda sereno verso il futuro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27651\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27651\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michele \u00e8 un ragazzino come tanti. Ha in testa mille idee, mille sogni, mille desideri. Michele \u00e8 un ragazzino allegro e spensierato. La sua \u00e8 una famiglia molto unita, in cui i valori hanno ancora un posto importante. La sera ci si siede tutti a tavola, si parla e si scherza; \u00e8 un momento piacevole [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27651\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27651\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":8701,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[359],"tags":[],"class_list":["post-27651","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27651"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8701"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27651"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27651\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27784,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27651\/revisions\/27784"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}