{"id":27600,"date":"2016-05-16T22:32:04","date_gmt":"2016-05-16T21:32:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27600"},"modified":"2016-05-16T22:32:04","modified_gmt":"2016-05-16T21:32:04","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-baby-blue-di-elena-panzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27600","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Baby blue&#8221; di Elena Panzera"},"content":{"rendered":"<p>\u201cChe cosa abbiamo fatto, Guido?\u201d<br \/>\n\u201cEmma?\u201d<br \/>\nGuido abbassa la voce e stringe una mano intorno alla cornetta.<br \/>\n\u201cLo so, \u00e8 tardi. Scusa.\u201d<br \/>\n\u201cSono le tre del mattino, cristo santo.\u201d<br \/>\n\u201cSi \u00e8 svegliata?\u201d<br \/>\nGuido guarda verso la porta socchiusa di camera sua, in fondo al corridoio.<br \/>\n\u201cNo, credo di no\u201d sospira. \u201cMa se resto ancora al telefono lo far\u00e0 di certo.\u201d<br \/>\nEmma avverte\u00a0un formicolio allo stomaco; lo sente vuoto e bruciante. \u201cAllora scendi. Sono sotto casa tua.\u201d<br \/>\nGuido si porta una mano alla fronte. \u00a0\u201cEmma&#8230;\u201d<br \/>\nOra la vede, fuori dalla finestra, infreddolita dentro una cabina telefonica mezzo scassata, l\u2019ultima superstite del quartiere. Chi altro, a parte lei, usa ancora le cabine telefoniche? Possibile che non si arrenda a comprarsi un cellulare come si deve? Lui gliene ha regalati a decine, ma lei ha sempre trovato nuovi e insospettabili sistemi per mandarli tutti in frantumi.<br \/>\n\u201cEmma, torna a casa. Che cosa ci fai in giro da sola a quest\u2019ora?\u201d<br \/>\nLa vede abbassare la testa. Indovina il suo labbro inferiore che trema nello sforzo di non piangere.<br \/>\n\u201cNon riuscivo a dormire. Non riesco a dormire senza di te.\u201d<br \/>\nGuido stringe un pugno e lo morde per chiudersi la bocca; per non accusare, per non gridare. Quel tempo \u00e8 passato.<br \/>\n\u201cNon posso. Se Marta si sveglia e non mi trova d\u00e0 di matto. Non \u00e8 disposta a perdonare altre incertezze.\u201d<br \/>\n\u201cHa ragione.\u201d<br \/>\n\u201cNon fare la spiritosa.\u201d<br \/>\n\u201cDico sul serio: ha ragione.\u201d<br \/>\nGuido la guarda dall\u2019alto, guarda i suoi capelli biondi sparsi sulle spalle, sul cappotto lungo e ampio che la avvolge morbidamente, come una coperta. Non una a caso: la <em>loro<\/em> coperta, quella color panna vecchia come il mondo che ha campeggiato per anni sul loro divano. La coperta di Emma. Entro cui l\u2019ha vista sprofondare tante volte, di sera, stretta a lui sotto quella soffice soglia del mondo; la coperta che si \u00e8 tenuta addosso per una settimana intera quando ha avuto quella bronchite <em>impossibile<\/em>, su cui hanno fatto l\u2019amore per terra <em>come succede nei film<\/em>.<br \/>\n\u201cBene, allora per una volta siamo d\u2019accordo. Vai a casa, Emma, non farmi preoccupare. Ti chiamo un taxi.\u201d<br \/>\nEmma appoggia la schiena a un lato della cabina e tira la testa all\u2019indietro, toccando la nuca contro la parete di plastica rossa. \u00c8 un gesto smanioso e esasperato, di rabbia infantile.<br \/>\n\u201cGuido\u201d mugola nella cornetta. \u201cGuido, cosa abbiamo fatto?\u201d<\/p>\n<p>Scoppia a piangere, e lui la vede. Acquattato come un ladro dietro la finestra buia della sua nuova casa (in stile <em>country-chic,<\/em> con le sedie di vimini e una cucina color lavanda <em>davvero azzeccatissima<\/em>) vede la bocca di Emma socchiudersi, il petto contrarsi e una piccola mano triste salire ai capelli. Vorrebbe essere l\u00ec, al freddo, accovacciato con lei dentro la cabina telefonica; baciarla fino ad asciugare il suo pianto, fino a cancellare gli ultimi due anni della loro vita. Invece se ne sta in piedi al primo piano di una palazzina <em>centralissima<\/em> e <em>recentemente ristrutturata<\/em> nel suo pigiama di seta nero, con i piedi conficcati in un paio di ciabatte pi\u00f9 soffici di un gatto persiano che <em>oltretutto aiutano a mantenere una postura corretta<\/em>. Emma riderebbe di lui, se lo vedesse ridotto cos\u00ec. Gli chiederebbe dov\u2019\u00e8 finita la maglia dei Nirvana con le maniche strappate che per dieci anni \u00e8 stata il suo pigiama preferito; dove sono le infradito blu di una plastica <em>che prender\u00e0 fuoco di certo, prima o poi<\/em>, con cui \u00e8 andato in piscina, al mare, in vacanza e ha trascinato i piedi per casa anche a dicembre, eleggendole al rango di <em>sole ciabatte di cui ci sar\u00e0 mai bisogno<\/em>. Non le aveva mai detto che le teneva solo per vederle indossare a lei. Guardarla attraversare la camera coi capelli scarmigliati dall\u2019amore e indosso solo le sue ciabatte fuori misura era quanto di pi\u00f9 tenero ci fosse a questo mondo.<br \/>\n\u201cEmma, vai a casa\u201d riesce a sussurrare. \u201cDevo tornare da Marta.\u201d<br \/>\nEmma piange a dirotto, ora. Queste ultime parole hanno sciolto ogni residuo di orgogliosa tenacia.<br \/>\n\u201cTi ricordi, Guido? Te lo ricordi quanto ci siamo amati?\u201d<br \/>\nGuido incassa in silenzio. Non ha alcun bisogno di ricordare. Le uniche dimenticanze sono i brevi momenti in cui quell\u2019amore lo lascia respirare; la normalit\u00e0 \u00e8 costituita dal resto.<br \/>\n\u201cNon farmi questo, Emma.\u201d<br \/>\n\u201cLo so, scusami. Ma sto cos\u00ec male, Guido. Non passa. <em>E io non riesco a dormire senza di te<\/em>.\u201d<br \/>\n\u201cStringiti a lui. All\u2019altro.\u201d<br \/>\nPerch\u00e9 lo ha detto? Perch\u00e9 deve essere sempre cos\u00ec crudele e stupido?\u201d<br \/>\n\u201cVaffanculo, Guido.\u201d<\/p>\n<p>Guido si volta verso il muro. Deve smettere di guardarla, distogliere gli occhi dalla bambina di un biondo abbagliante che lo difende a suon di pugni dai compagni di scuola che lo prendono in giro perch\u00e9 \u00e8 goffo e grassoccio e non parla con nessuno; dalla sedicenne pallida e un po\u2019 pazza che una notte d\u2019agosto &#8211; in un campo d\u2019erba e alberi di fico che profumavano di zucchero &#8211; si \u00e8 spogliata davanti a lui e gli ha detto\u00a0<em>Guido, dobbiamo essere coraggiosi<\/em>; dall\u2019unica donna che abbia mai desiderato da quando per la prima volta ha scoperto di desiderare una donna.<br \/>\n\u201cBuonanotte, Emma.\u201d<br \/>\n\u201cNoi due non smetteremo mai di conoscerci. Se anche non ti vedessi pi\u00f9 e non sentissi pi\u00f9 la tua voce, saprei esattamente chi sei e cosa stai pensando.\u201d<br \/>\n\u201cBasta, Emma.\u201d<br \/>\n\u201cTi amo, Guido. Stanotte penso che siamo stati folli, completamente folli, e io ti amer\u00f2 per tutta la vita come ti amo stanotte. Adesso lo so, stanotte \u00e8 tutta la vita.\u201d<\/p>\n<p>Marta si affaccia dalla porta socchiusa. \u00c8 stato quel nome a svegliarla. Emma, Emma, <em>Emma<\/em>. Come un lamento, una preghiera, un atto d\u2019amore. Emma nella loro vita, ancora; un\u2019ombra negli occhi di Guido che non si dirada mai. Guido non si \u00e8 accorto di lei. Se ne sta schiacciato contro il muro. Un metro e novantacinque di uomo dissolto in una manciata di sospiri, scomparso dietro quell\u2019espressione da eterno adolescente che gli si dipinge sul viso quando pensa a lei, a quell\u2019Emma che non se ne vuole andare. Tiene la testa bassa come un cucciolo messo in punizione, si preme le dita sugli occhi per impedirsi di piangere. Ma anche cos\u00ec, disfatto, Marta non riesce a non trovarlo bellissimo. Le ha provate tutte, per quelle spalle pacifiche e forti; per quelle mani gentili e impacciate; per il suo grande corpo dinoccolato e accogliente. Si \u00e8 rimboccata le maniche, lo ha curato e risollevato da terra quando sarebbe bastato un soffio a spazzarlo via come una nube di polvere. Guido si \u00e8 comportato bene, ha fatto tutto quello che ha voluto lei. Ha persino smesso di mangiare la carne per farla felice, e Marta sa bene che gli brillano ancora gli occhi ogni volta che vede\u00a0una bistecca. Ma non funziona. Quando Emma riappare, quando per caso spunta fuori una foto o la incrociano per strada Guido si accartoccia dentro, l\u2019uomo scompare e ne rimane un involucro triste e assorto che sorride per tutto il tempo solo per nascondersi da qualche parte. Eccolo, adesso, quello che le sue amiche hanno definito &#8216;<em>un ragazzo impossibile da trovare&#8217;<\/em>.<br \/>\nLo sente dire: \u201cEmma, tu continui a capire tutto in ritardo.\u201d<br \/>\nGi\u00e0, Emma, \u00e8 proprio vero, tu capisci tutto in ritardo, pensa Marta. Forse anche adesso hai questo problema: non riesci ad afferrare l\u2019idea che Guido non ti appartenga pi\u00f9, che abbia una vita tutta nuova, una casa nuova, una macchina nuova, una donna nuova, <em>e che donna. <\/em>Non una ragazzina volubile e mezza matta con le punte dei capelli colorate di rosa e quella faccia slavata piena di rossetto, ma una donna adulta e seria, con un lavoro ben retribuito e delle <em>res-pon-sa-bi-li-t\u00e0<\/em>; una che sa sempre quello di cui Guido ha bisogno, che non lo lascerebbe mai andare in giro con quei cappotti improbabili che gli regalavi e scolarsi una bottiglia di vino tutte le sere. Tu l\u2019hai rotto, io l\u2019ho aggiustato. <em>Tu<\/em>. <em>Tu, Emma, continui a capire tutto con un dannato ritardo!<br \/>\n<\/em>\u201cVuoi davvero sapere cosa ci \u00e8 successo, Emma?\u201d<br \/>\nBravo, Guido. Digliene quattro. Spiegale che \u00e8 questa la vita che vuoi, che sono io la donna che fa per te; dille che avremo dei figli, dei bellissimi bambini castani (che andranno alla scuola steineriana, su questo non si discute!) e che il nostro cane (rigorosamente a pelo corto, s&#8217;intende!)\u00a0ti correr\u00e0 incontro quando tornerai da lavoro (uno vero, perch\u00e9 con questa storia della musica nei pub hai chiuso, sia chiaro. Non sei pi\u00f9 un ragazzino).<br \/>\n\u201c\u00c8 successo che eravamo felici e volevamo un bambino. Ma il bambino non voleva noi, evidentemente. Non si decideva a venire. \u00c8 successo che siamo andati da quel dottore <em>bravissimo<\/em> che ci ha assicurato che non c\u2019era niente che non andava, in noi, e che dovevamo solo continuare a provare. Abbiamo provato e riprovato. Abbiamo provato tanto che abbiamo smesso di fare l\u2019amore. Stavamo solo <em>provando<\/em>. Abbiamo provato tanto che abbiamo smesso di parlare. Parlavamo solo di quello. Poi tu hai iniziato ad arrabbiarti. Non era colpa di nessuno, ma tu ce l\u2019avevi con me per qualsiasi cosa. Allora\u00a0non c\u2019\u00e8 stato altro: solo quel bambino che non c\u2019era. Io e te eravamo scomparsi.\u201d<br \/>\nEmma singhiozza nella cornetta. \u201cTi ricordi quella notte sul molo? Siamo saltati sopra una barca e abbiamo fatto l\u2019amore. Avevamo quel vino fresco e tu mi hai detto che un giorno mi avresti sposato. Aveva un nome orribile, la\u00a0barca: si chiamava <em>baby blue<\/em>. Da allora non hai mai smesso, con quel nomignolo. E non \u00e8 vero che lo detestavo.\u201d<br \/>\n\u201cLo so che non lo detestavi.\u201d<br \/>\n\u201cGuido. Come abbiamo fatto a perderci tutto questo?\u201d<br \/>\n\u201cCi siamo dimenticati come si faceva a essere felici.\u201d<br \/>\nLa guarda di nuovo, fuori dalla finestra. La vede annuire. La sua figura gli \u00e8 familiare come un bicchiere d\u2019acqua, come il cielo sopra la sua testa.<br \/>\n\u201cVolevo solo un figlio con i tuoi capelli, Guido. Che digrignasse i denti la notte e mi facesse ridere ogni volta che dice <em>ramarro <\/em>con la tua \u2018r\u2019.\u201d<br \/>\n\u201cLo volevo anch\u2019io. Ma mi bastavi anche tu.\u201d<br \/>\nMarta sgrana gli occhi nella penombra, sgomenta, ma quel verbo al passato la rincuora un poco. <em>Gli bastavi. Ora non ha pi\u00f9 bisogno di te<\/em>.<br \/>\nEmma si stringe nelle spalle. \u201cSono incinta, Guido.\u201d<br \/>\nLa faccia di Guido ha un guizzo incontrollato. \u201cCosa?\u201d<br \/>\nMarta fa un silenzioso passo in avanti per sentire meglio. <em>Che cosa gli hai detto? Che cosa gli hai fatto, stavolta, maledetta Emma?<br \/>\n<\/em>\u201c\u00c8 di Stefano?\u201d<br \/>\n\u201cE di chi altro, senn\u00f2?\u201d<\/p>\n<p>Guido vorrebbe morire. Vorrebbe accasciarsi sul suo\u00a0<em>parquet <\/em>di faggio &#8211; lucido,\u00a0senza un graffio &#8211; e non rialzarsi pi\u00f9. Pensa al ragazzone bruno che scalda il letto di Emma, alle sue mani rozze che attraversano quel corpo delicato e fresco; pensa a lui che gioca con un bambino biondo, il figlio di Emma.<br \/>\n\u201cTanti auguri\u201d dice.<br \/>\nAvrebbe potuto dire qualcosa di pi\u00f9 lontano dai suoi pensieri, di pi\u00f9 insensato?<br \/>\n\u201cNon lo voglio, Guido. Non voglio un bambino qualunque. Voglio il <em>tuo<\/em> bambino. Non posso immaginarne uno che non sia tuo.\u201d<br \/>\n\u201cCredevo fosse tutto quello che volevi.\u201d<br \/>\n\u201cLo credevo anch\u2019io. Avevo perso la testa.\u201d<br \/>\n\u201cDa quanto lo sai?\u201d<br \/>\n\u201cDa stasera. Ma domani sar\u00e0 tutto finito. Me lo faccio togliere.\u201d<br \/>\n\u201cChe stai dicendo?\u201d<br \/>\nEmma si tocca la pancia. \u201cCiao Guido.\u201d<br \/>\nGuido si volta verso la porta di camera, ma Marta si ritrae prima\u00a0che lui riesca a vederla. Attacca il telefono e guarda un istante verso la direzione della sua nuova vita, verso una notte tranquilla nel letto ortopedico che lo aspetta per coccolargli la schiena, accanto a una donna tutto sommato bella; una che rispetta il pianeta, gli animali, i bambini, gli anziani, il lavoro, lo Stato, i diritti, i doveri, la biodiversit\u00e0, la razza, la religione, l\u2019orientamento politico. S\u00ec, una che <em>rispetta<\/em>. Una persona <em>attenta<\/em>, <em>corretta, affidabile<\/em>, che accoglie gli ospiti con un t\u00e8 al bergamotto e biscottini fatti in casa. Una persona con tutte le carte in regola per definirsi <em>splendida<\/em>. Sar\u00e0 per questo che afferra un cappotto a caso e scende le scale di corsa. Lui non lo \u00e8 mai stato, splendido.<\/p>\n<p>Marta esce dalla camera giusto in tempo per vedere la porta d&#8217;ingresso che si chiude con un rumore sordo. Le batte il cuore di rabbia. <em>E allora f<\/em><em>ottiti, Guido. Sei un caso perso. Corri, corri cagnolino, corri dalla tua padrona; nascondi la coda tra le gambe. Siete due buffoni, due bambini bizzosi. Io voglio un uomo vero, uno con-le-cosiddette. Domani ti lascio. Domani vado in ufficio e invito a cena Mauro. Lui s\u00ec, che sa che cosa vuole. \u00c8 un tipo\u00a0raffinato, ha gusto, ha persino smesso di usare la macchina e adesso gira solo in bicicletta per non contribuire all\u2019emissione di gas tossici. Mauro non ha mai fumato, sai Guido? Non \u00e8 come te, che a trentasei anni ti fai ancora le canne di nascosto e pensi che non me ne accorga. Vattene. Non tornare. Non me ne faccio niente\u00a0di te.<br \/>\n<\/em>Ma piange, Marta, nella sua camicia da notte azzurra in coordinato con le lenzuola.<\/p>\n<p>\u201cEmma!\u201d<br \/>\nEmma si volta, minuscola dentro quel cappotto enorme. \u00c8 gi\u00e0 in fondo alla strada quando vede Guido\u00a0coi piedi nudi dentro le ciabatte, spettinato, stravolto.\u00a0Gli sorride tra le lacrime. \u201cAmore mio.\u201d<br \/>\nGuido le barcolla incontro e la abbraccia. Se la stringe contro il petto come se potesse attraversarla, entrare dentro di lei e divenire un tutt\u2019uno con la sua pelle, col suo sangue. Sente l\u2019odore acre dei suoi capelli biondi e di un rosa scolorito. Sente la pelle fredda del suo viso contro la barba, la sua pelle che profuma di casa loro, del loro letto. \u00c8 Emma. \u00c8 la <em>sua <\/em>Emma. \u00c8 sua madre, sua figlia, la sua unica amante.<br \/>\nNon importa che cosa accadr\u00e0 adesso. Non importa se ci sar\u00e0 ancora un mondo, dopo quell\u2019abbraccio. Certi amori sono\u00a0come i giorni, non smettono di sorgere, e ogni\u00a0tramonto \u00e8 un&#8217;alba, da qualche parte.<br \/>\nEmma ha\u00a0ragione: stanotte \u00e8 tutta la vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27600\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27600\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cChe cosa abbiamo fatto, Guido?\u201d \u201cEmma?\u201d Guido abbassa la voce e stringe una mano intorno alla cornetta. \u201cLo so, \u00e8 tardi. Scusa.\u201d \u201cSono le tre del mattino, cristo santo.\u201d \u201cSi \u00e8 svegliata?\u201d Guido guarda verso la porta socchiusa di camera sua, in fondo al corridoio. \u201cNo, credo di no\u201d sospira. \u201cMa se resto ancora al [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27600\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27600\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":8624,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[359],"tags":[],"class_list":["post-27600","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27600"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8624"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27600"}],"version-history":[{"count":21,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27600\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27803,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27600\/revisions\/27803"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27600"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27600"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27600"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}