{"id":27578,"date":"2016-05-12T12:21:38","date_gmt":"2016-05-12T11:21:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27578"},"modified":"2016-05-12T12:24:37","modified_gmt":"2016-05-12T11:24:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-sirene-di-marisa-cappelletti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27578","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Sirene&#8221; di Marisa Cappelletti"},"content":{"rendered":"<p>Il vento, come ogni anno, portava in regalo promesse di inizio d\u2019estate all\u2019Isola verde ed ancora gialla di ginestre, mentre il mare, con i suoi segreti, attendeva le emozioni di chi sarebbe arrivato fin l\u00ec.<br \/>\nSofia stava alla finestra, in attesa. Una sensazione strana, come se qualche cosa, qualche cosa d\u2019importante dovesse accadere, le si agitava dentro, rendendola inquieta.<br \/>\nIn quel giorno di una stagione appena nata Andrea si svegli\u00f2 all\u2019alba, impaziente a causa dell\u2019imminente imbarco per l&#8217;Isola, su cui avrebbe trascorso le sue vacanze da tredicenne.<br \/>\nUna grande isola, almeno per lui, tutta da scoprire. S\u00ec perch\u00e9, come per ogni ragazzino che si rispetti, le isole erano terre d&#8217;avventura e di mistero.<br \/>\nDurante il tempo della traversata se ne stette a poppa, ad osservare la scia luccicante lasciata dalla nave ed i gabbiani che la seguivano, divertendosi a planare per poi ritornare su in alto stridendo e sbattendo le ali. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Il vento lo accompagn\u00f2 per tutto il viaggio, giocando con gli uccelli, sollevandoli e lasciandoli cadere per poi riprenderli festoso pi\u00f9 in l\u00e0.<br \/>\nSofia corse fuori dalla casa rosa fino alla spiaggia, dove il maestrale soffiava libero ed allargando le braccia si lasci\u00f2 investire dalle folate tiepide che le sollevavano le ciocche bionde e la solleticavano facendola ridere.<br \/>\nL\u00e0 in fondo, tra le onde lunghe, stava arrivando il traghetto che avrebbe portato con s\u00e9 i primi turisti e quel qualche cosa di sconosciuto che stava inconsciamente aspettando.<br \/>\nArrivata in porto, la famiglia si fece portare alla casa affittata per il periodo estivo. Non era proprio in paese, era appena appena fuori. Quattro passi su un viottolo sterrato ed eccola l\u00ec: bassa, bianca, con un ampio giardino povero di fiori, ma con due alberi enormi che spandevano ombra tutt&#8217;intorno.<br \/>\nE l\u00ec se ne stava Andrea nel pomeriggio caldo. Tutto era fermo tranne i piccoli insetti e le cicale e lui si stava godendo in pace i sogni zeppi di esploratori, tesori e scoperte di animali sconosciuti.<br \/>\n&#8211; Ciao, stai dormendo? &#8211;<br \/>\nUna vocetta petulante lo fece sobbalzare. Apr\u00ec gli occhi e vide aggrappata al cancello di casa una ragazzetta bionda con le ginocchia ossute tutte graffiate che spuntavano da una gonna troppo corta .<br \/>\n&#8211; Certo che no! E tu chi sei? &#8211;<br \/>\nSi chiamava Sofia, aveva la sua stessa et\u00e0 ed era figlia dei vicini di casa. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Fecero amicizia, nonostante la reticenza di Andrea a condividere con una &#8220;femminuccia&#8221; il tempo del gioco e quello del mare.<br \/>\nI genitori del ragazzino la portavano con loro alla spiaggia, trattandola come una seconda figlia e condividendo con lei i pasti portati da casa. In cambio di questa gentilezza, ogni mattina la mamma di Sofia suonava il campanello e consegnava con un buongiorno un enorme cartoccio di pesce appena pescato dal marito, uomo scuro e taciturno che a volte sapeva aprirsi in un bianchissimo sorriso e che di mestiere faceva, appunto, il pescatore.<br \/>\nSofia nuotava meglio e pi\u00f9 di un pesce: correva in acqua, si tuffava dalle rocce, faceva piroette, mai stanca! Andrea l&#8217;ammirava di nascosto, intimidito da tutta quell&#8217;energia e dalla capacit\u00e0 della ragazzina di muoversi nell\u2019acqua quasi fosse il suo elemento naturale.<br \/>\nUn giorno, a met\u00e0 delle vacanze, il padre prese in disparte Andrea e serio gli disse:<br \/>\n&#8211; Ho una fantastica notizia per te, non so se ne sarai felice, ma credo proprio di s\u00ec. Lorenzo, il nostro vicino, a volte di notte va a pesca di aragoste e si \u00e9 offerto di portarti con s\u00e9, naturalmente se sei interessato e prometti di startene fermo e buono-.<br \/>\n&#8211; Oh s\u00ec certo, il babbo di notte va l\u00e0, sul mare magico dell&#8217;isola deserta a pescare aragoste!-<br \/>\nSofia, quando Andrea glielo disse, assunse un fare circospetto e misterioso ed il ragazzino si sent\u00ec rimescolare dentro: ecco finalmente l\u2019Avventura!<br \/>\n&#8211; Devi sapere- Sofia gli stava parlando all\u2019orecchio, il profumo di mare e di sole a stordirlo, -che a volte, quando la notte \u00e9 illuminata dalla luna, l\u00e0 le onde si fanno d&#8217;argento ed una voce canta canzoni dolcissime che trattengono i marinai , facendo loro dimenticare la pesca ed il ritorno. Poi, quando l\u2019aurora cambia il colore dell\u2019acqua, tutto ritorna come prima e, come sempre, le barche volgono la prua verso casa. &#8211;<br \/>\nIl buio stava scendendo veloce, come veloce era sceso il sole nella calma marina e la barca di Lorenzo scivolava, con a bordo un Andrea emozionatissimo, verso l&#8217;ombra scura dell&#8217;isola misteriosa. Quando l\u2019imbarcazione si ferm\u00f2 le prime stelle erano gi\u00e0 arrivate ed un&#8217;aria leggera rinfrescava le guance accaldate del ragazzino.<br \/>\nLe nasse erano state posate il giorno precedente a circa sessanta metri di profondit\u00e0 e mentre le lunghe lance per ripescarle venivano tolte dai loro alloggiamenti, Andrea si sedette stanco\u00a0per le emozioni ,\u00a0appoggiandosi alla sponda della barca.<br \/>\nAll&#8217;improvviso lass\u00f9 la luna sorrise in modo strano e le onde si riempirono d&#8217;increspature d&#8217;argento.<br \/>\nIl ragazzino si spavent\u00f2, ma una voce che pareva salire dal profondo del mare lo chiam\u00f2 in un modo cos\u00ec dolce e materno che lui si tranquillizz\u00f2 immediatamente.<br \/>\nUn canto straordinario lo raggiunse e lo avvolse in un sicuro grande abbraccio, aprendogli la mente a visioni impensate di una esistenza a venire, in un mondo diverso e pi\u00f9 umano, popolato da persone felici.<br \/>\nCos\u00ec cullato e protetto non si accorse delle aragoste n\u00e9 di Lorenzo che trafficava nelle vicinanze. Se ne stava l\u00ec, librato tra il cielo ed il mare, senza peso n\u00e9 pensiero, particella sognante ed integrata del tutto.<br \/>\nImprovvisamente, cosi\u2019 come era arrivata, la musica suadente eppur crudele come la vita che d\u00e0 e toglie, cess\u00f2, obbligandolo alla realt\u00e0 concitata della pesca, alle necessit\u00e0 del momento.<br \/>\nSi sent\u00ec toccare leggermente il braccio, apr\u00ec gli occhi e si trov\u00f2 immerso nell&#8217;alba che illuminava il porto. Sorridendo il babbo di Sofia gli porse la grande mano calda, lo fece alzare e lo accompagn\u00f2 a casa senza dirgli nulla.<br \/>\nEsausto e frastornato dorm\u00ec di un sonno profondo fino a pomeriggio inoltrato.<br \/>\n&#8211; Allora dimmi, com&#8217;\u00e9 andata? Ti sei divertito? Hai visto le aragoste?<br \/>\nSofia lo aveva raggiunto in giardino e, seduta davanti a lui, le ginocchia eternamente sbucciate e lo sguardo azzurro serio e curioso, aspettava con ansia una risposta.<br \/>\n&#8211; Io s\u00ec- rispose incerto -ho guardato i marinai tirare a bordo le nasse, mi son goduto il viaggio e non ho visto nulla di strano &#8211;<br \/>\n&#8211; Davvero? Sei sicuro? Niente canti, niente argento? &#8211;<br \/>\nIl sorriso solitamente dolce dell\u2019amica gli pareva diventato ironico e quegli occhi cos\u00ec blu lo scrutavano con sospetto.<br \/>\nSofia sapeva. Glielo stava leggendo sul viso abbronzato e liscio da bambino, negli occhi che faticavano e reggere il suo sguardo, nelle mani che non riuscivano a stare quiete. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Lei lo sapeva.<br \/>\nE venne il giorno della partenza.<br \/>\nLa vacanza era finita, il tempo volato e l&#8217;Isola verde sarebbe rimasta sempre l\u00ec anche dopo il suo addio, come l\u00ec avrebbe continuato a vivere Sofia o Etta, come la chiamava dolcemente la madre, con il suo sorriso e la sua gioia di vivere.<br \/>\nAndrea non aveva parlato con nessuno della sua avventura all&#8217;isola misteriosa, non l&#8217;avrebbero creduto, faticava a crederci persino lui stesso! Ma qualche cosa gli era rimasta dentro: uno strano senso di vuoto, di abbandono, una malinconia profonda. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Il canto della sirena continuava a raccontargli di una vita diversa, di sentimenti sconosciuti, di promesse future.<br \/>\nAveva abbracciato Sofia. Per la prima volta nella sua vita da maschio aveva stretto volentieri una bambina, perch\u00e9 lei non era una ragazzina qualunque, lei era Etta, era tutti i graffi che si procurava in continuazione, i capelli biondi spettinati, gli occhi cos\u00ec chiari da illuminare le ombre del giardino. Era il profumo del sole e del mare.\u00a0Era quello strano languore gi\u00f9 nello stomaco, quello che ti viene quando hai fame ed \u00e8 ora di merenda, quello struggimento che provi quando vuoi fare il generoso e regali il tuo cowboy pi\u00f9 bello e poi subito dopo ti manca da morire!<br \/>\nSofia aveva pianto di nascosto, sotto la coperta al buio, nella notte piena di lucciole e rumori conosciuti. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Aveva pianto per l\u2019amico che se ne andava via e che non avrebbe ritrovato, per la solitudine che sentiva dentro, per il vento che le aveva portato il primo amore e che ora glielo strappava via cos\u00ec, come con indifferenza da maestrale strappava i soffioni di tarassaco e li disperdeva tutt\u2019intorno.<br \/>\nPiangeva per s\u00e9, per Andrea, per il mare, per le sirene e per i sogni che se ne vanno via con la fine dell\u2019estate. Sempre, a qualsiasi et\u00e0.<br \/>\nLa nave lo stava riportando al porto da cui era partito gli pareva tanto tempo fa. I gabbiani stridevano ancora, ma il vento non partecipava pi\u00f9 ai loro giochi, li spingeva con cattiveria gi\u00f9, verso le onde che si sollevavano dietro la poppa.<br \/>\nD\u2019un tratto, forse per un dispetto del sole, la schiuma bianca della scia divenne d\u2019argento e ad Andrea parve di sentire una nenia distante, gli sembr\u00f2 di vedere qualche cosa guizzare l\u00e0 in mezzo, una sirena trasformarsi nel fanciullo che era stato, un sorriso d\u2019addio.<br \/>\nVolt\u00f2 le spalle al mare, alz\u00f2 la testa e, con in cuore il primo rimpianto, and\u00f2 incontro all\u2019adolescenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27578\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27578\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vento, come ogni anno, portava in regalo promesse di inizio d\u2019estate all\u2019Isola verde ed ancora gialla di ginestre, mentre il mare, con i suoi segreti, attendeva le emozioni di chi sarebbe arrivato fin l\u00ec. 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