{"id":27562,"date":"2016-05-11T22:27:23","date_gmt":"2016-05-11T21:27:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27562"},"modified":"2016-05-11T22:27:23","modified_gmt":"2016-05-11T21:27:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-solo-una-leggera-stretta-al-cuore-di-davide-ceraso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27562","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Solo una leggera stretta al cuore&#8230;&#8221; di Davide Ceraso"},"content":{"rendered":"<p>Corre sotto la pioggia. A perdifiato.<\/p>\n<p>Sente il vento gelido pungergli la pelle nuda. Senza piet\u00e0.<\/p>\n<p>Un brivido lungo la schiena bagnata.<\/p>\n<p>Alla sua destra il fiume scorre lento. Silenzioso.<\/p>\n<p>Vede la luce fioca del vecchio ormeggio di legno in disuso.<\/p>\n<p>Attraversa la strada deserta.<\/p>\n<p>S\u2019infila nel portone spalancato. Senza fermarsi.<\/p>\n<p>Urla un nome di donna. A squarciagola.<\/p>\n<p>I passi riecheggiano dentro lo spoglio cortile di ciottoli.<\/p>\n<p>Sale i gradini a due a due. In un lampo.<\/p>\n<p>Rimane immobile sul ballatoio. Il fiato \u00e8 corto. Ansima.<\/p>\n<p>Bussa. Prima piano, poi sempre pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Una ragazza apre la porta adagio e si ferma sull\u2019uscio.<\/p>\n<p>\u00c8 vestita soltanto con una maglietta bianca. Informe.<\/p>\n<p>Le arriva appena sopra le ginocchia. Gambe e piedi sono nudi.<\/p>\n<p>La mano destra stringe il candido indumento all\u2019altezza dello sterno.<\/p>\n<p>Le cicatrici sulle dita appaiono pi\u00f9 marcate, in rilievo.<\/p>\n<p>Lui la guarda negli occhi scuri come la notte.<\/p>\n<p>Vede che ha pianto.<\/p>\n<p>Sul viso pallido ha macchie nere di mascara. I capelli scompigliati.<\/p>\n<p>All\u2019improvviso lui si avvicina e la bacia. D\u2019istinto.<\/p>\n<p>Lei rimane in silenzio. Una singola lacrima riga la sua guancia.<\/p>\n<p>Si abbracciano.<\/p>\n<p>Si stringono sempre di pi\u00f9, fino a quando non sembrano sparire uno dentro l\u2019altra, fino a quando i due respiri non si fondono insieme, fino a quando i loro cuori non iniziano a battere all\u2019unisono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il parto \u00e8 programmato per la mattina presto. Martina ha dormito poco. L\u2019agitazione. La paura. Ora \u00e8 accucciata su di un letto freddo. Nuda. Trema. Un medico le inserisce un ago nella spina dorsale. Il dolore dura solo un attimo. Poi pi\u00f9 nulla dall\u2019ombelico in gi\u00f9. La voltano supina. Sente che qualcuno le premere la pancia. Socchiude gli occhi.<\/p>\n<p>Un lieve vagito\u2026<\/p>\n<p>Subito un altro pi\u00f9 fioco\u2026<\/p>\n<p>Un\u2019infermiera le porge un lenzuolo caldo. Ci sono due neonate avvolte all\u2019interno. Le osserva. Sono le sue figlie. Le sue bambine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiudo gli occhi e lascio che i raggi del sole mi scaldino la pelle. Sento in sottofondo lo sciacquio soporifero delle onde che si frangono sugli scogli. All\u2019orizzonte s\u2019intravvedono barche dalle vele bianche. Se non avessi viaggiato da Torino fin qua, potrei quasi confondere la spiaggia in cui mi trovo con il paradiso\u2026 Indosso il costume nuovo, quello rosa con le stelline luccicanti. Al polso ho un braccialetto di fili intrecciati. Al centro c\u2019\u00e8 il mio nome, <em>Alice<\/em>. Mi alzo. La sabbia soffice e fine mi titilla la pianta dei piedi. Mi tuffo e nuoto sott\u2019acqua finch\u00e9 ho ossigeno nei polmoni. Quando riemergo, osservo la spiaggia e i monti stagliarsi subito dietro. Non vedo nuvole. L\u2019acqua intorno a me \u00e8 cristallina, di un blu intenso e\u2026<\/p>\n<p>\u2026gelida. Non so perch\u00e9 mi sono fatta convincere a immergere i piedi. Odio il mare. Fin da bambina. Tremo. I raggi del sole non riescono a scaldarmi. Il rumore delle onde, un brusio costante e monotono, mi fa impazzire. Torino \u00e8 un miraggio lontano\u2026 Voglio arrivi la sera per raggomitolarmi nel piumone. Al caldo. Uno stupido braccialetto legato al polso urla al mondo il mio nome. <em>Erica<\/em>. Me l\u2019ha regalato mia sorella. Siamo gemelle. La osservo in lontananza mentre gioca con la mamma sul bagnasciuga. Non capisco il motivo della sua allegria. La vita \u00e8 grigia. La vita \u00e8 solo tristezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il referto \u00e8 secco come lo schiocco di un ramo spezzato dalla neve.<\/p>\n<p><em>Gravidanza monocoriale monoamniotica con divisione tardiva dell\u2019embrione dopo il tredicesimo giorno dalla fecondazione.<\/em><\/p>\n<p>Martina lo rilegge attraverso lacrime salate. Lo consegna al medico. Poi si spoglia. Serra gli occhi mentre una sostanza gelatinosa si posa sulla sua pelle. \u00c8 sola. Non ha voluto suo marito con lei. Il dolore di una mamma non pu\u00f2 essere condiviso\u2026<\/p>\n<p>&lt;&lt; Hanno le dita delle mani unite fra loro\u2026 sono gemelle siamesi\u2026 una delle due ha un cuore poco sviluppato\u2026 l\u2019altra, di contro, ha un cuore grande quasi il doppio del normale\u2026 mi dispiace signora, non so se riuscir\u00e0 a portare a termine la gravidanza\u2026 &gt;&gt;<\/p>\n<p>Martina apre gli occhi. Osserva in silenzio l\u2019immagine nel monitor davanti a lei. Vede due sorelle abbracciate aiutarsi a vicenda.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Sono forti, dottore\u2026 vivranno\u2026 tutte e due\u2026 &gt;&gt;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il pupazzo di neve si sta sciogliendo. Lo vedo piegato su se stesso, intento in un profondo inchino verso i bambini del parco giochi. Mi osserva dall\u2019unico occhio di bottone rimasto. Il naso carota \u00e8 in procinto di cadere. Lo saluto alzando una mano. Lui ricambia non appena il vento scuote il suo braccio di legno. Mi rattrista pensare che a breve sparir\u00e0 per sempre. Ricordo quanto mi sia divertita a giocare con lui. Ero con mia sorella\u2026 Mi volto. Erica cammina accanto a me. La prendo per mano. Il brivido che provoca il contatto tra le cicatrici mi fa comprendere quanto sia forte il nostro legame. Sento il cuore battere forte\u2026 Saliamo sull\u2019altalena. Mi spingo muovendo ritmicamente le gambe. Adoro sentire l\u2019aria sul viso. Erica guarda in terra. Mogia. Vorrei farle capire quanto sia splendido il mondo\u2026 Sospiro. Pronuncio sottovoce il suo nome. Dondolo pi\u00f9 veloce che posso e osservo i rami\u2026<\/p>\n<p>\u2026far filtrare anemici raggi di sole che mi abbagliano fastidiosi. \u00c8 il primo giorno di primavera. Nel Parco del Valentino aleggia il profumo dei fiori. Per me \u00e8 solo un fastidioso effluvio dolciastro. Se potessi, rimarrei chiusa in casa fino a sera. Invece devo accompagnare Alice ai giardini, tra bambini ululanti e neonati in lacrime. Mi guardo attorno. Osservo un solitario pupazzo di neve dissolversi adagio. Vorrei essere come lui\u2026 poter svanire, diventare acqua e perdermi nella vastit\u00e0 di un mare lontano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un leggero chiarore si riflette sui palloncini colorati appesi al muro. Martina posa la torta sul tavolo e si fa da parte. Il proscenio \u00e8 per Alice ed Erica. Le rivede distese nelle culle. Sono passati dieci anni da quel giorno\u2026 L\u2019operazione \u00e8 appena terminata. I chirurghi hanno separato le loro mani. Rimarranno vistose cicatrici. I cuori, invece, non possono essere curati. Hanno battiti irregolari e sono diversi tra loro. Come le due bimbe\u2026 Gli occhi di Alice, contornati da lunghi capelli biondi, irradiano gioia. Erica \u00e8 pallida e silenziosa. Ciuffi corvini ricadono su spalle magre e ossute. \u00c8 malata\u2026 Martina ripete che sar\u00e0 l\u2019amore a farla vivere\u2026 Poi, trattenendo una lacrima, si avvicina al tavolo e inizia a tagliare la dolce torta di cioccolato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il fiume scorre quieto. Questa notte non ho dormito. Erica sta male. Si spegne a poco a poco, come la luna piena davanti a me mentre s\u2019immerge silenziosa nel Monte dei Cappuccini. Mia madre \u00e8 convinta che il nostro amore la possa curare ma ora serve qualcosa di pi\u00f9\u2026 e lei ha solo vent\u2019anni\u2026 Mentre sussurro il nome di mia sorella cos\u00ec come facevo sempre da bambina, mi sento toccare una spalla. Mi volto. Un ragazzo mi sorride. Poi china il viso puntinato di acne.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Sei la sorella di Erica? &gt;&gt;<\/p>\n<p>Annuisco. \u00c8 bellissimo nella sua infinita timidezza.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Credo\u2026 credo di essermi innamorato di lei\u2026 &gt;&gt;<\/p>\n<p>La luna ci osserva. Cerca di rimanere aggrappata alla notte per ascoltare ancora qualche minuto le nostre parole.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Come ti chiami? &gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt; Francesco. Ho conosciuto tua sorella a scuola\u2026 &gt;&gt;<\/p>\n<p>Gli chiedo perch\u00e9 ami Erica. Lui mi guarda con occhi verdi e risponde d\u2019un fiato. Le poche frasi mi fanno battere forte il cuore\u2026 Forse Francesco \u00e8 l\u2019antidoto che pu\u00f2 sconfiggere la tristezza di Erica. Sorrido pensando a quel grande e profondo\u2026<\/p>\n<p>\u2026amore? Al solo pensiero cerco di non vomitare. Accanto a Alice c\u2019\u00e8 un ragazzo. Dice di amarmi\u2026 amarmi? Che follia\u2026 Gli grido contro che l\u2019amore \u00e8 solo una bugia creata per farci credere di vivere in un\u2019illusoria felicit\u00e0, un espediente senza una spiegazione razionale\u2026 l\u2019amore non esiste, l\u2019amore \u00e8 finzione\u2026 Lui mi guarda senza dire una parola. Mia sorella mi abbraccia, dice che sto male\u2026\u00a0Mi scosto e la spingo via.\u00a0Io non voglio aiuto, n\u00e9 tantomeno commiserazione.\u00a0Voglio annegare nell\u2019oblio della mia vita. Sola\u2026 sola\u2026 sola!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La verit\u00e0, il pi\u00f9 delle volte, ha mille sfaccettature. Martina lo sa bene\u2026 lei e suo marito erano inseparabili, ma \u00e8 altrettanto vero che non hanno resistito a una gravidanza cos\u00ec difficile. L\u2019amore \u00e8 un vaso dal contenuto limitato, diceva sempre sua nonna, e Martina quando sono nate Alice ed Erica aveva bisogno di ogni goccia d\u2019amore possibile. Ora, molti anni dopo, ripensa al passato nel buio della stanza. Le sembra ancora di sentire dei rumori. Come allora\u2026 Si alza preoccupata. La cameretta di Alice ed Erica \u00e8 rischiarata da una tenue lucina. Uno dei due lettini \u00e8 vuoto. Un tuffo al cuore. Quando i suoi occhi si abituano al chiarore, nota che Alice ha scavalcato le sbarre e dorme nel letto di sua sorella. Abbracciate. Insieme. Come prima di nascere. Si avvicina. Alice pronuncia nel sonno il nome di Erica. La protegge a suo modo dalla notte\u2026 Avrebbe dovuto capire gi\u00e0 tutto quella notte\u2026 Sorride. Adesso che \u00e8 lei stessa nonna, comprende che sua nonna aveva torto\u2026 l\u2019amore, a volte, non ha limiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alice ha deciso. Non potrebbe essere pi\u00f9 pronta di cos\u00ec\u2026 \u00c8 l\u2019unico modo\u2026 non ci sono altre possibilit\u00e0. Non ha paura.<\/p>\n<p>Solo\u2026 solo una leggera stretta al cuore\u2026<\/p>\n<p>Sale sul parapetto. Il vento le scompiglia i capelli. Il fiume scorre impetuoso. Ne sente il fragore. Si volta spalle al baratro e\u2026<\/p>\n<p>\u2026osserva la sua schiena nuda davanti allo specchio. Erica \u00e8 pallida come non mai. Apre il cassetto e indossa una lunga maglietta bianca. Informe. Si corica sul letto avviluppandosi stretta nel caldo del piumone, come una farfalla dentro la sua crisalide. Socchiude\u2026<\/p>\n<p>\u2026gli occhi e fissa la pista di tartan. Francesco ha i muscoli tesi allo spasimo. Allo sparo scatta in avanti. Corre rapido, osservando\u2026<\/p>\n<p>\u2026il sole coprirsi di nuvole. Alice allarga lentamente le braccia. Sembrano grandi ali dorate. Chiude gli occhi. <em>Sar\u00f2 per sempre sua sorella\u2026<\/em> Poi il buio l\u2019abbraccia e lei si lascia cadere all\u2019indietro. La pioggia le graffia il viso. Urla a squarciagola la sua gioia\u2026<\/p>\n<p>\u2026svegliandosi di soprassalto. Erica si muove nervosamente. Scalcia. Sbuffa. D\u2019improvviso allarga le braccia e fuoriesce dal piumone. Gli occhi sgranati. La pelle macchiata da lacrime nere. Urla di dolore. Il ticchettio improvviso della pioggia invade il suo mondo\u2026<\/p>\n<p>\u2026e il cielo si fa scuro. Francesco sente l\u2019applauso del pubblico. L\u2019arrivo \u00e8 vicino. Allarga le braccia. Urla per lo sforzo\u2026<\/p>\n<p>\u2026mentre la pioggia lava via i ricordi di occhi senza vita\u2026<\/p>\n<p>\u2026mentre un cuore cresce dentro un petto e batte come gocce su asfalto\u2026<\/p>\n<p>\u2026mentre lui, tagliato il traguardo, si avvia verso l\u2019uscita e corre veloce nella strada deserta. Sotto la pioggia. A perdifiato\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le note di un pianoforte arrivano da lontano. Erica le ascolta in bagno. Sola. A occhi chiusi. Quando li riapre, la linea blu \u00e8 evidente. Urla di felicit\u00e0. In silenzio. Esce dalla stanza e Francesco \u00e8 l\u00ec. Non hanno bisogno di parole. Si abbracciano. Quello che riserver\u00e0 la vita \u00e8 un mistero. Hanno una sola certezza\u2026\u00a0Sar\u00e0 una bambina\u2026\u00a0Alice\u2026\u00a0Si chiamer\u00e0 Alice\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27562\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27562\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corre sotto la pioggia. 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