{"id":27536,"date":"2016-05-11T21:38:55","date_gmt":"2016-05-11T20:38:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27536"},"modified":"2016-05-11T21:38:55","modified_gmt":"2016-05-11T20:38:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-noe-di-anna-laura-bobbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27536","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;No\u00e8&#8221; di Anna Laura Bobbi"},"content":{"rendered":"<p>15 febbraio 2009<\/p>\n<p>Cara mamma che stai in cielo<\/p>\n<p>sono due mesi che te ne sei andata e ancora non ho sparecchiato la tavola del pranzo. Nel momento in cui \u00e8 successo non ci ho pensato, capirai dovevo correre via dietro all\u2019ambulanza che ti trasportava in ospedale. Dopo poi non ho avuto il coraggio di spostare niente. C\u2019\u00e8 una collanina di formiche che passeggia intorno alle \u00a0briciole di pane cadute in terra, mi ci incanto a guardarle e, a volte, mi scopro a parlarci.<\/p>\n<p>La solitudine non mi pesa, mi cucino qualche minestra di cipolle e ci intingo dentro il pane. Poi lascio l\u00ec le stoviglie per fare compagnia al piatto e al bicchiere che hai adoperato tu prima di partire. Anche la bottiglia del vino \u00e8 finita, ma vicino a lei, tutte in fila c\u2019\u00e8 una processione di bottiglie vuote.<\/p>\n<p>Il tavolo \u00e8 stracolmo e ho detto a Giuseppina che non \u00e8 pi\u00f9 necessario che venga a pulire. Non ti preoccupare, le ho detto, capiscimi senza la pensione di mamma non ce la faccio a pagarti e poi da solo me la cavo. Non sai neanche lavare un piatto, ha replicato, o cuocere un uovo; non pensare ai soldi, ci vengo lo stesso anche per onorare la tua povera\u00a0 mamma che chiss\u00e0 come star\u00e0 in pena pensandoti tutto solo in questo mondo. Ma no, non ci pensare, ho risposto, mi prendo un gattino per farmi compagnia e i panni da lavare li porto in tintoria che i soldi della pensione me li faccio bastare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>15 marzo 2009<\/p>\n<p>Cara mamma che stai in cielo<\/p>\n<p>adesso non sono pi\u00f9 solo. Ho preso per strada un gattino randagio, \u00e8 grigio col pelo folto e ha due meravigliosi occhietti azzurri che mi fanno pensare al foulard che indossavi per andare a messa. Mangio poco poco e cerco di fare economia perch\u00e9 adesso deve mangiare anche il gatto e ho smesso di portare i panni in lavanderia. Pensa cara mamma ho imparato a fare il bucato, che ci vuole: metto i panni a bagno, ce li lascio un po\u2019 e poi li risciacquo facendo attenzione a non sprecare l\u2019acqua che mi sono arrivate certe bollette! Ho staccato il frigorifero \u2013 che ci faccio- e la lavatrice e di tutte le lampadine che avevamo nei lampadari\u00a0 ne ho lasciate attive una per lumiera.\u00a0 Mi sono fatto crescere la barba, esco pochissimo, giusto per comprare quelle quattro cose che mi servono e i croccantini per Lucetta, la mia gattina.<\/p>\n<p>22 maggio 2009<\/p>\n<p>Cara mamma che stai in cielo<\/p>\n<p>ho venduto la tua fede, gli orecchini, e il bracciale a maglie grandi, che me ne facevo io? Li lasciavo per i ladri? Invece ho trovato un gatto nero dietro la porta di casa, miagolava disperato e aveva il pelo tutto arruffato. L\u2019ho lasciato fuori un attimo e sono entrato a parlare con Lucetta. Che dici Lucetta, ce lo portiamo dentro? le ho chiesto. I suoi miagolii di approvazione mi hanno convinto\u00a0 e allora ho fatto entrare quello che poi ho chiamato Baffotorto. Sono immediatamente diventati amici e adesso giocano per casa come due compagni inseparabili. Naturalmente dormono con me sul lettone e la notte, a volte, allungo la mano e, accarezzandoli, mi sembra di sentire i tuoi capelli. No, non ci vado pi\u00f9 al bar, gli amici mi annoiano e poi non posso spendere neanche un euro in pi\u00f9 adesso che la famiglia \u00e8 cresciuta.<\/p>\n<p>30 Giugno 2009<\/p>\n<p>Cara mamma che stai in cielo<\/p>\n<p>un avvenimento straordinario \u00e8 successo in casa nostra: tre giorni fa Lucetta ha partorito sei mici. Non sto nella pelle, il loro miagolio ha sostituito il suono della televisione che ho venduto e veramente \u00e8 come avere un\u2019orchestra. Mamma gatta e Baffotorto non li perdono mai di vista, li leccano, li annusano e io mi incanto a guardarli tanto che ci sono giorni che mi dimentico pure di mangiare. Certo, sono un po\u2019 preoccupato: come far\u00f2 a dar da mangiare a tutte queste boccucce? Per\u00f2 in qualche modo trover\u00f2 una soluzione. Intanto con i soldi del televisore, poche decine di euro che mi ha dato un rigattiere, ho comprato un bel saccone di croccantini per i gatti e qualche scatoletta di carne per me. Per qualche giorno andremo avanti, poi mi far\u00f2 venire un\u2019idea. Ieri ha suonato una vicina per dirmi che davanti alla mia porta si sentiva un odoraccio. Quando ho aperto e le sono comparso davanti mi ha guardato con gli occhi stralunati. No\u00e8, mi fa, ti senti bene? Sei magro come uno spaventapasseri , hai due cerchi blu intorno agli occhi, i capelli e la barba sembrano due foreste. Chi si occupa di te, adesso che la tua povera mamma non c\u2019\u00e8 pi\u00f9? Non si preoccupi signora, ho mentito, c\u2019\u00e8 la cugina della mamma che viene tutti i giorni a farmi da mangiare\u00a0 e a dare una sistemata alla casa. Poi a farmi compagnia ho i gatti, entri che le faccio vedere quanto sono belli. Mi danno tante di quelle soddisfazioni! Entra e si guarda intorno,\u00a0 vedo che gli occhi le diventano due fessure e assume un\u2019espressione di raccapriccio. Ma No\u00e8, dice, non senti la puzza che c\u2019\u00e8 qua dentro? E quelle povere bestiole sono rinsecchite e sporche peggio di te. Se continui cos\u00ec morirete tutti. L\u2019ho mandata via in modo sgarbato, quella brutta impicciona. Come si permette di dire che i miei gatti sono rinsecchiti? Vivo solo per loro, come sarebbe che non gli do da mangiare, pensasse a lei che \u00e8 grassa come una botola!<\/p>\n<p>7Luglio 2009<\/p>\n<p>Cara mamma che stai in cielo<\/p>\n<p>La grassona ha avvertito l\u2019assistente sociale che si \u00e8 presentata qui e ha cominciato a ispezionare tutto scuotendo la testa. Poi ha cominciato a farmi uno strano discorso sulla possibilit\u00e0 di vendere la casa e di essere ospitato in una struttura familiare in cui sono assistiti disabili adulti. Disabile sar\u00e0 lei, le ho detto, io di qui non mi muovo che questa \u00e8 casa mia, me l\u2019ha lasciata mia mamma e guai a chi la tocca. Sto bene da solo, non ho bisogno di niente, solo di essere lasciato in pace insieme ai miei gatti. Se avverto la protezione animali, ha detto lei, i gatti te li puoi sognare, te li levano tutti e li danno in adozione o li portano in un gattile. A quel punto, beata te mamma che stai in cielo, non ci ho visto pi\u00f9 e ho cominciato a urlare e a sbattere la testa contro il muro, come quando ero piccolo che mi prendevano le crisi quando mi spostavi le cose in camera mia. Lei ha cercato di calmarmi, voleva che la guardassi negli occhi, lo sai mamma che non riesco a guardare negli occhi le persone, mi ha detto che una soluzione l\u2019avremmo trovata e che lei stava agendo solo per aiutarmi. Bell\u2019aiuto, ho detto io, portarmi via i gatti e mandarmi fuori da casa mia. E\u2019 andata via, io ho tirato un bel sospiro di sollievo e per qualche giorno sono stato tranquillo.<\/p>\n<p>14 Luglio 2009<\/p>\n<p>Si \u00e8 ripresentata in pompa magna, cara mamma che stai in cielo. Non volevo aprire la porta e lei da fuori mi diceva: dai No\u00e8, ti abbiamo portato un bel pranzetto, c\u2019\u00e8 il barbiere che ti sistema la barba e i capelli e ti ho comprato anche un paio di pantaloni e una bella camicia. C\u2019\u00e8 Giuseppina che dar\u00e0 una sistemata alla tua casa, si possono ammalare i tuoi gatti in mezzo a tutto quel letamaio. Quale letamaio, ho detto io, ho messo i giornali in terra, li cambio tutti i giorni, me li regala Attilio il giornalaio che sta vicino al supermercato. Dai apri, ha affermato lei, bisogna vaccinare i gatti, mettere le gocce nelle orecchie che altrimenti si riempiranno di acari e pulire gli occhi. Non fare il testone, vogliamo solo aiutarti. Tanto bene mi era capitato di trovare due gattini rossi proprio due giorni prima, sperduti in mezzo alla strada, buttati via come spazzatura da qualche farabutto. Erano raffreddati e non avevo il becco di un quattrino per farli visitare da un veterinario. Gli avevo gi\u00e0 dato il nome: Rosso e Malpelo. Allora ho aperto la porta a quella sorta di esercito della salvezza. Mi tremavano le mani e mi era tornato il tic sugli occhi, li battevo continuamente, sembravano partiti in quarta e non potevo fare niente per fermarli.\u00a0 L\u2019assistente sociale mi ha fatto sedere, con lei c\u2019era una donna giovane e molto carina, con la voce melodiosa\u00a0 che ha iniziato a spiegarmi che non potevo stare da solo ma che comprendevano il mio bisogno di rimanere nell\u2019ambiente in cui sono nato e vissuto. Dove sta l\u2019inganno, mi chiedevo, figurati se questi pensano a me, che cosa mi vogliono fregare? Quei quattro spiccioli di pensione? La casa? I gatti? Mamma mia al pensiero dei gatti mi sono volati da dentro alla testa migliaia di nuvoloni neri e minacciosi che mi hanno offuscato la vista e sentivo di nuovo tutti quei rumori rombarmi dentro. Sono scappato dalla sedia e mi sono accostato al muro. Battevo la testa contro il muro per far tacere i rumori ma loro si sono spaventate e la dottoressa giovane ha tirato fuori dalla tasca una siringa e mi ha iniettato un liquido sulla coscia. Finalmente silenzio!<\/p>\n<p>25 luglio 2009<\/p>\n<p>Non ci crederai, mamma cara che stai in cielo, ma un pezzettino di paradiso pu\u00f2 starci pure qui. Sono seduto in poltrona, Giuseppina ha appena spolverato e lavato il pavimento, mi ha preparato pastasciutta per pranzo e una bella frittata per cena. Sono stato in ospedale pi\u00f9 di una settimana, i nuvoloni e i rumori nella testa non ci sono pi\u00f9. Devo prendere le pasticche tutti i giorni, ma tanto le prendevo anche quando c\u2019eri tu. Ricordi? Non ci credevo neanche io ma \u00e8 cos\u00ec: mi hanno permesso di rimanere a casa a patto che venga Giuseppina tutti i giorni ad accudirmi e a controllare che prenda i farmaci. Hanno sterilizzato Lucetta e Baffotorto e mi hanno consentito di tenerli con me. Rosso e Malpelo sono stati adottati dalla vicina <em>botolona<\/em> e gli altri sei gatti hanno trovato collocazione, con tanto di giardino, nel villino di una signora danarosa che abita poco lontano da qui. Cos\u00ec tutti i giorni mi faccio una passeggiata, in due tappe vado a trovare i gatti che sono diventati splendidi e scambio quattro chiacchiere con le loro nuove padrone.<\/p>\n<p>Sembra una fiaba, vero mamma cara che stai in cielo?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27536\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27536\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>15 febbraio 2009 Cara mamma che stai in cielo sono due mesi che te ne sei andata e ancora non ho sparecchiato la tavola del pranzo. 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