{"id":27516,"date":"2016-05-11T18:30:44","date_gmt":"2016-05-11T17:30:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27516"},"modified":"2016-05-11T18:30:44","modified_gmt":"2016-05-11T17:30:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-una-foto-sbiadita-di-katia-zuccarello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27516","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Una foto sbiadita&#8221; di Katia Zuccarello"},"content":{"rendered":"<p>Non cercavo quella foto. Ma forse lei cercava me, mentre rovistavo tra i vecchi libri della scuola. Un ragazzo in motorino. Sbiaditi i colori, non il suo sorriso.<\/p>\n<p>Era bello Giorgio, maledettamente bello. Tutte le volte che lo guardavo mi mancava il respiro. Stava in piazza Pio X tutto il pomeriggio, nella stessa panchina, con gli stessi amici. Tutte le volte che passavamo di l\u00e0 facevamo di tutto per farci notare. Ma lui amava solo le moto. Se le scambiavano tra amici, le provavano, facevano il giro della piazza anche venti, trenta volte. Noi li guardavano da dietro la fontanella, coperte dal ficus. Eravamo in tre, e tutte sbavavamo per Giorgio. Sentivo spesso parlare di lui anche in casa, ma solo perch\u00e9 era considerato un giovane da non frequentare. Mia madre ci aveva viste gironzolargli attorno ed era tornata a casa furibonda: &#8220;Ma tu lo sai chi \u00e8 lui? Sai di chi \u00e8 figlio? Non voglio vederti pi\u00f9 girargli attorno.&#8221;<\/p>\n<p>Figurati, che me ne frega a me di chi \u00e8 figlio&#8230; Che poi pare che viva con la nonna, la madre lo ha abbandonato ed il padre \u00e8 morto anni fa. A me fa pure pena, deve aver sofferto tanto. Ha bisogno d&#8217;affetto di sicuro. E io sono tanto affettuosa. Oggi mi ha vista, e mi ha fatto l&#8217;occhiolino. Ed era per me ne sono sicura, mi sono girata da tutte le parti e c&#8217;ero solo io.<br \/>\nL&#8217;ho detto alle mie amiche dell&#8217;occhiolino. Sono gelose, mi dicono sia figlio di Turi Sbannutu. L&#8217;ho sentito nominare da mia madre: era un mafioso, diceva, era stato ucciso dalla famiglia rivale quando Giorgio era ancora piccolo.<\/p>\n<p>Giorgio \u00e8 venuto davanti scuola, mi ha chiesto di salire sul motorino con lui, mi avrebbe riportato a casa. Avrei dovuto dire di no, mia madre mi aveva avvertita, ma mi sarei fatta lasciare un paio di metri pi\u00f9 in l\u00e0. Non se ne sarebbe accorta.<\/p>\n<p>E cos\u00ec eccomi in moto con lui. Parliamo, parliamo, dice che gli piaccio. Dice che ho un nome simpatico. Susanna \u00e8 il mio nome, me lo dicono tutti che \u00e8 simpatico. Rientro a casa felice. Ma come in quei film dove d&#8217;un tratto il suono del disco viene interrotto bruscamente, appena varco la soglia, senza pronunciare una parola, mio padre mi d\u00e0 un ceffone: ho disobbedito a mia madre. Lei dal terrazzo, insospettita dal mio ritardo, ha visto tutta la scena. Abbasso la testa e in silenzio vado a chiudermi in camera. Non voglio neppure dar loro il piacere delle mie lacrime, dei miei singhiozzi. Giorgio non si pu\u00f2 frequentare, Giorgio \u00e8 figlio di Turi Sbannutu, Giorgio \u00e8 figlio di un mafioso. Ma che colpa ne ha? Manco se lo ricorda pi\u00f9 suo padre. Che me ne frega della mafia? Io non ho intenzione di lasciar perdere.<\/p>\n<p>Ogni sabato pomeriggio, insieme alle ragazze, torno in piazza Pio X. Ci sistemiamo su una panchina vicina a quella di Giorgio. Non posso stargli accanto, ma nessuno pu\u00f2 impedirmi di guardarlo da lontano e sorridergli. La mente corre: prima o poi trover\u00f2 un modo per vederlo di nascosto, ma per ora mi accontento. Lo guardo.<\/p>\n<p>Siamo in piazza anche quel pomeriggio, quando arrivano i poliziotti in borghese. Ci chiedono i documenti. Mi spavento un po&#8217;, \u00e8 la prima volta che dei poliziotti mi avvicinano, tesi e sgarbati. Vanno anche alla panchina dei ragazzi, chiedono i documenti anche a loro. Appena Giorgio d\u00e0 il suo, gli ordinano di andare con loro. Lui si stupisce e chiede il motivo. In stazione glielo avrebbero detto. Lui mi guarda, ha gli occhi di un animale stupito, dolci e ingenui. Che pu\u00f2 aver fatto di male? Mi fa l&#8217;occhiolino. Sono agitata, seguo tutta la scena da lontano. Troppo lontano. Lo fanno salire in macchina, un&#8217;auto blu, grande. Un poliziotto piazza un lampeggiante sul tettuccio\u00a0e la macchina sgomma via cos\u00ec, lasciandoci tutti sgomenti. Ho paura per Giorgio. Che avr\u00e0 combinato? Nessuno sa cosa sia successo. Cinque minuti dopo, gli altri stanno gi\u00e0 pensando ad organizzarsi la serata.<\/p>\n<p>L&#8217;indomani alla panchina ci sono tutti, tranne Giorgio. Si dice che non sia rientrato la sera. L&#8217;hanno trattenuto. Ha combinato qualcosa di grosso, \u00e8 chiaro. La cosa comincia a farsi seria. Il pomeriggio successivo ci sono tanti ragazzi vicino alla panchina, un vero assembramento. Capiamo che c&#8217;\u00e8 qualcosa di strano. Mi avvicino anch&#8217;io, insieme alle mie amiche. Giorgio non \u00e8 tornato. La nonna l&#8217;ha cercato dappertutto e ha chiamato tutte le stazioni di polizia. Ha chiamato pure i carabinieri. Tutti negano di aver portato Giorgio in caserma. Non risulta neppure la registrazione dell&#8217;accertamento. Le forze dell&#8217;ordine escludono di averlo &#8220;preso&#8221;.<\/p>\n<p>Ne parlano i telegiornali, la nonna lancia appelli. \u00c8 scappato? \u00c8 stato rapito? Il paese si mobilita, cominciano le ricerche. Io non dormo pi\u00f9 la notte. Tutte le mattine, andando a scuola penso a lui. Mi chiedo cosa star\u00e0 facendo, dove vive, se mi pensa ancora. Perch\u00e9 \u00e8 scappato? In paese se ne parla molto, tutti si fanno le stesse domande. La nonna non si d\u00e0 pace. Non smette mai di cercarlo.<\/p>\n<p>Mi inchiodo all&#8217;improvviso, calamitata dalla voce di un telegiornale: dicono che un pentito ha parlato di Giorgio. Ha fatto nuova luce sul fatto. Non dicono altro. Quale fatto? Quale nuova luce? Mio padre cambia canale. Inghiotto le mie angosce in silenzio, il cuore a mille. Devo aspettare il telegiornale della sera. E arriva. Implacabile. Tutto chiaro. Mi sento male. Un dolore immenso mi assale. Parlano di un pentito&#8230; di una svolta. Giorgio era stato rapito da finti poliziotti, mandati da una famiglia mafiosa. Il padre aveva portato con s\u00e9 nella tomba dei segreti ingombranti. Forse il figlio poteva conoscerli. Avevano solo un dubbio. Ma l&#8217;hanno preso e torturato. L&#8217;hanno infilato in una pila di pneumatici al centro di una buca. Ce l&#8217;hanno lasciato per giorni. Lui urlava che non sapeva niente. Alla fine si sono resi conto che diceva la verit\u00e0. Ma era tardi. L&#8217;hanno cosparso di benzina e gli hanno dato fuoco. Cos\u00ec \u00e8 morto Giorgio. Il mio Giorgio. Ha pagato colpe e segreti che neppure conosceva. Era figlio di Turi Sbannutu e questo \u00e8 stato sufficiente a bruciare per sempre quel suo sorriso.<\/p>\n<p>Fisso la fotografia per qualche istante ancora. La infilo di nuovo nel cassetto.<br \/>\nHo i brividi, sar\u00e0 il freddo. La mafia fa schifo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27516\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27516\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non cercavo quella foto. 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