{"id":27472,"date":"2016-05-07T23:09:19","date_gmt":"2016-05-07T22:09:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27472"},"modified":"2016-05-10T18:15:46","modified_gmt":"2016-05-10T17:15:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-merlo-di-matilde-di-bruno-volpi-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27472","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il merlo di Matilde&#8221; di Bruno Volpi (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p><strong>La capanna delle mille scoperte<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNonno, nonno, guarda! Che bello, ha il becco giallo!\u201d<\/p>\n<p>Il merlo era arrivato, inaspettato, all\u2019improvviso, mentre Matilde stava provando, con grande impegno, a far addormentare Ciccio, il suo bambolotto preferito. L\u2019uccello si era accostato pian piano ad un cespuglio, davanti alla capanna che il nonno aveva costruito per Matilde laggi\u00f9, in fondo all\u2019aia, dove iniziavano i campi di grano.<\/p>\n<p>\u201cNonno, nonno, guarda!\u201d con tutto lo stupore e l\u2019entusiasmo che la vita regala alla nascita e giorno dopo giorno, lentamente, ma inesorabilmente, torna a riprendersi. \u201cChe bello! Ha il becco giallo!&#8230; \u2026Guarda, nonno! C\u2019\u00e8 anche un cuore bianco sulla coda!\u201d. In effetti il merlo aveva, sulle penne della coda, una macchia bianca simile ad un cuore.<\/p>\n<p>\u201cSssh! Non gridare, altrimenti lo spaventi e scappa. E\u2019 un merlo, dovresti sentire come fischia!\u201d<\/p>\n<p>\u201cDai, nonno facciamolo fischiare!\u201d. Matilde era eccitatissima per questo nuovo amico. Il merlo, per\u00f2, dopo qualche saltello, torn\u00f2 da dove era venuto, sparendo alla vista di entrambi.<\/p>\n<p>Matilde si fiond\u00f2 fuori dalla capanna: \u201cMerlo, merletto, non andare via, aspetta!\u201d. Tutto inutile. Il bel viso di Matilde si fece imbronciato. Il sorriso svan\u00ec, come il merlo poco prima, e nessuna merenda, n\u00e9 coccola di nonna Maria, fu in grado di farlo tornare.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 sempre una seconda volta!<\/strong><\/p>\n<p>Il giorno successivo, appena scesa dall\u2019auto di mamma, che, dopo la scuola materna, era solita affidarla ai nonni, Matilde era corsa verso la capanna, con tutto il fiato che aveva nei suoi piccoli polmoni. Quell\u2019aia non le era mai sembrata cos\u00ec lunga.<\/p>\n<p>Giunta vicino alla capanna, aveva scrutato tutto intorno, col cuore colmo di attesa. Aveva guardato dietro, di lato, persino dentro. Aveva frugato nei cespugli, curiosato con lo sguardo tra i rami dei gelsi. Aveva provato a chiamarlo, a fischiare, anche se non ne era capace.<\/p>\n<p>Il merlo, l\u2019amico del giorno prima, quello col cuore bianco sulla coda, non era tornato.<\/p>\n<p>Per tutto il pomeriggio nonno e nipote si erano guardati intorno, nel tentativo di vederlo. Quando ormai avevano riposto ogni speranza, uno strano sibilo entr\u00f2 all\u2019interno della capanna dalla finestrella laterale. Matilde fu la prima a voltarsi. Al secondo fischio lo videro. Era appollaiato sul ramo pi\u00f9 basso del gelso, a poco pi\u00f9 di un metro dalla finestrella.<\/p>\n<p>Matilde, avvicinandosi silenziosamente, come le aveva insegnato il nonno, pot\u00e9 osservarlo in ogni dettaglio. Lo trov\u00f2 bellissimo. Elegante, nel suo abito lungo, nero. Simpatico, per quel becco giallo come il pastello con cui aveva colorato il sole, all\u2019asilo, quella stessa mattina. Amico, perch\u00e9 quel cuore bianco sulla coda era un messaggio di affetto per lei, ne era sicura. Si accost\u00f2 all\u2019orecchio del nonno: \u201cNonno, io gli voglio bene, al merlo! E anche a te, che l\u2019hai fatto venire!\u201d E, cingendogli la vita con le sue piccole braccia, gli diede un bacio sulla pancia prominente.<\/p>\n<p>Nonno Luigi, attraversando l\u2019aia con la nipotina per mano, pens\u00f2 a quanto pu\u00f2 essere contagiosa l\u2019innocenza dei bimbi. Si sent\u00ec felice. E, soprattutto, un po\u2019 pi\u00f9 giovane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019occasione rende il merlo amico<\/strong><\/p>\n<p>Il merlo era tornato anche il giorno successivo. Cos\u00ec, via via che passavano i giorni, l\u2019appuntamento col merlo era diventato l\u2019evento clou del pomeriggio di Matilde. Arrivava sempre verso sera. Si faceva annunciare da due fischi, intervallati da una pausa. Gironzolava un po\u2019 intorno alla capanna, beccando qua e l\u00e0. I primi tempi Matilde rimaneva ad osservarlo immobile. Un giorno decise di provare ad avvicinarsi. Riusc\u00ec ad arrivargli vicino vicino, ma, sul pi\u00f9 bello, il merlo, fischiando, vol\u00f2 via.<\/p>\n<p>\u201cNonno, nonno, vorrei tanto prendere il merlo! Ma scappa sempre!\u201d un velo di delusione.<\/p>\n<p>\u201cNon bisogna prendere il merlo! Altrimenti gli fai male!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa io non voglio fargli male, \u00e8 mio amico! Voglio solo accarezzarlo!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMatilde, i merli non si lasciano accarezzare! Ascoltami, domani gli portiamo qualcosa da mangiare, cos\u00ec magari rimane un po\u2019 di pi\u00f9!\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec\u00ec\u00ec\u00ec! Che bello!\u201d<\/p>\n<p>Il giorno dopo, appena fuori dall\u2019ingresso della capanna, una ciotola d\u2019acqua e un piattino con un po\u2018 di granaglie erano l\u00ec ad attendere l\u2019arrivo del merlo. Verso sera, come sempre, il piccolo amico di Matilde avvis\u00f2 con i due fischi che stava arrivando. Mangi\u00f2, bevve, scrutando sempre i movimenti della bimba. Poi, appena Matilde tent\u00f2 di avvicinarsi, ancora una volta il merlo vol\u00f2 via.<\/p>\n<p>\u201cUffa, nonno, ma scappa sempre!\u201d<\/p>\n<p>\u201cProviamo a dargli un nome. Magari se lo chiami per nome, lui rimane! Come lo chiamiamo?\u201d<\/p>\n<p>Matilde si fece seria, come per concentrarsi su quel compito di responsabilit\u00e0. \u201cPongo, si chiama Pongo, come l\u2019orso di peluche che dorme con me!\u201d<\/p>\n<p>Nei giorni successivi Matilde si sforz\u00f2 in ogni modo di chiamarlo, ma Pongo sembrava non capire: beccava i semi, beveva un po\u2019, poi un fischio e via. Il nonno aveva fatto una targhetta di cuoio, simile ad un piccolo collare, con scritto il nome del merlo e Matilde l\u2019aveva sistemata vicino alla ciotola dell\u2019acqua.<\/p>\n<p>Un pomeriggio di fine agosto, il rumore della pioggia sul tetto della capanna annunci\u00f2 un imminente temporale. Visto che il nonno era lontano, Matilde corse a ritirare il piatto con il cibo per Pongo. Mentre osservava dalla finestrella il nonno che si avvicinava a rapidi passi, avvert\u00ec un fruscio alle sue spalle. Si volt\u00f2 e rimase a bocca aperta: il merlo era l\u00ec, dentro la tenda, vicino al piattino con le granaglie.<\/p>\n<p>Quando nonno Luigi arriv\u00f2 alla tenda dovette strabuzzare gli occhi pi\u00f9 volte per la scena che aveva di fronte: Matilde, chinata vicino al piattino coi semi, teneva tra le mani il piccolo merlo, accarezzandolo come fosse un gattino. Al collo il merlo portava la targhetta di cuoio col nome Pongo, quella che lui stesso aveva fatto per la sua amata nipote.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La scomparsa di Pongo<\/strong><\/p>\n<p>Pongo e Matilde erano ormai diventati inseparabili. Il piattino col cibo dimorava stabilmente all\u2019interno della tenda. Pongo arrivava, preceduto dalla coppia di fischi, e Matilde se lo accarezzava a lungo. Ogni tanto avvicinava il viso al suo lucido manto di piume e faceva come per baciarlo. Nonno Luigi aveva preparato una piccola cesta con un po\u2019 di paglia dentro. Appena il merlo si affacciava all\u2019ingresso della tenda, Matilde lo prendeva con cura e lo depositava in questa specie di nido. Poi iniziava a raccontargli le favole che pap\u00e0 e mamma le leggevano per farla addormentare. Parlava a raffica, gesticolava, si avvicinava e si allontanava, entrava ed usciva dalla tenda, ogni tanto gli faceva una carezza. E lui, Pongo, stava sempre l\u00ec, fermo, nel suo nido improvvisato. Seguiva l\u2019affannarsi della sua giovane amica con piccoli movimenti del capo. Talvolta emetteva un fischio. Allora Matilde se lo prendeva in braccio e lo coccolava.<\/p>\n<p>Un giorno di ottobre, senza apparente motivo, l\u2019incantesimo si ruppe. Era tutto pronto, come nei giorni precedenti. Il piatto era l\u00ec, al solito posto. La cesta con la paglia anche.<\/p>\n<p>Pongo, per\u00f2, non venne. E non venne neppure nei giorni seguenti.<\/p>\n<p>Matilde era disperata. Nonno Luigi le aveva provate tutte. Si era persino procurato da un cacciatore un richiamo per uccelli. Nulla. Avevano provato a cercarlo nei dintorni, fino al limitare del bosco. Del merlo nessuna traccia.<\/p>\n<p>Natale era ormai dietro l\u2019angolo e le maestre a scuola avevano proposto ad ogni bambino di scrivere, con l\u2019aiuto di qualche adulto, una lettera a Babbo Natale. Matilde pens\u00f2 che poteva essere l\u2019ultima speranza. Convinse i nonni ad aiutarla a scrivere la lettera. Si sa che i nonni si comprano anche solo con un sorriso o una lacrimuccia.<\/p>\n<p>Ne scatur\u00ec quasi un romanzo. Matilde voleva che Babbo Natale conoscesse tutti i risvolti della sua amicizia con Pongo. Cos\u00ec, pens\u00f2, capir\u00e0 quanto ci tengo. Il colloquio con l\u2019improvvisato Babbo Natale della scuola materna dur\u00f2 quasi dieci minuti. Matilde gli raccont\u00f2 tutto nei minimi dettagli. Prima di allontanarsi, guard\u00f2 dritto negli occhi il vecchio con la barba bianca: \u201c\u2026e non sbagliarti! Il mio merlo \u00e8 quello col cuore bianco sulla coda!\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un mattino speciale<\/strong><\/p>\n<p>La mattina di Natale Matilde si svegli\u00f2 prestissimo. A dire il vero, non aveva chiuso occhio per l\u2019agitazione. Al Babbo Natale, quello che passa a casa, aveva chiesto la solita bambola. Era stato quasi un pro-forma, per non allarmare mamma e pap\u00e0. Tutta la sua attenzione l\u2019aveva dedicata all\u2019altro Babbo Natale, quello che sarebbe passato alla cascina dei nonni, l\u00e0, in fondo all\u2019aia, dove c\u2019era la capanna. Aveva preparato la tazza con il latte e i biscotti, quelli al cioccolato, i suoi preferiti. E anche alcune carote per le renne.<\/p>\n<p>Apr\u00ec i regali di casa fingendo eccitazione, ringrazio pap\u00e0 e mamma, che avevano aiutato Babbo, raccont\u00f2 a tutti coloro che telefonavano per gli auguri che aveva ricevuto una bambola bellissima. Poi, finalmente, venne l\u2019ora di andare dai nonni. Appena giunti alla cascina, Matilde bacio nonna Maria e nonno Luigi, poi si avvi\u00f2 di corsa verso la capanna. Osserv\u00f2 sulla neve fresca tre paia di impronte di scarpe che creavano un lungo serpentone verso la capanna. \u201cSono Babbo e le renne, con le scarpe per non aver freddo alle zampe\u201d pens\u00f2.<\/p>\n<p>Arrivata davanti alla capanna, li vide. L\u00e0, dove si arrestavano le impronte di scarpe, sulla neve fresca si vedevano solo dei piccoli segni, che il suo sguardo segu\u00ec fino all\u2019ingresso della capanna. Avevano la forma delle zampine di Pongo. Matilde senti il cuore scoppiare di gioia. Si lanci\u00f2 dentro la tenda. Pongo era l\u00ec, nella sua cesta con la paglia. La stava aspettando.<\/p>\n<p>\u201cPongo, Pongo, che bello sei tornato! Non andare via mai pi\u00f9, ero cos\u00ec triste, sai!\u201d<\/p>\n<p>La scena che si mostr\u00f2 a nonno Luigi, al suo arrivo alla capanna, fu di quelle davanti alle quali \u00e8 difficile trattenere le lacrime: Matilde stringeva forte il suo piccolo merlo dal cuore bianco sulla coda, lo riempiva di baci, e rideva e piangeva nel medesimo tempo. E nonno Luigi, le lacrime, non riusc\u00ec proprio a trattenerle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Epilogo: tra favola e realt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Ivana, insegnante di scuola materna, aveva appena brindato al nuovo anno con gli amici Fausto e Gloria, che lavoravano presso il Parco Fluviale del Po. Gloria si occupava della didattica con le scuole e i visitatori. Fausto era veterinario nella clinica di recupero volatili, dove venivano curati uccelli malati o feriti, per poi rimetterli in libert\u00e0.<\/p>\n<p>Era accaduto che, una sera di ottobre, nel cortile della cascina dove abitavano alcuni parenti, appena fuori paese, Ivana avesse sentito un gemito insistente provenire dalla zona del fienile. Intrappolato in una tagliola per topi, con un\u2019ala ed una zampa spezzate, vi era un piccolo merlo, con un bellissimo piumaggio nero lucente, una macchia bianca sulla coda e al collo una specie di piccolo collare con la scritta \u201cPongo\u201d. Ivana aveva chiamato Fausto al cellulare. Giunto alla cascina in un batter d\u2019occhio, Fausto aveva subito liberato il merlo dalla tagliola. \u201cLo salveremo!\u201d aveva esclamato dopo averne controllato le condizioni generali.<\/p>\n<p>Quando, poco prima di Natale, le maestre dell\u2019asilo avevano iniziato a leggere le richieste a Babbo Natale, arrivata alla letterina di Matilde, Ivana era quasi saltata sulla sedia. Non c\u2019erano dubbi. Quello ferito era proprio il merlo di Matilde. Aveva subito telefonato a Fausto, pregando in cuor suo che il merlo fosse guarito, e che fosse ancora l\u00ec, nella clinica del parco. Saputo che Pongo aveva recuperato un ottimo stato di forma e poteva essere \u201cdimesso\u201d, Ivana aveva contattato il signor Luigi, il nonno di Matilde, con l\u2019idea pazza di tentare di assecondare la richiesta della bimba.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la mattina di Natale, lei, Fausto e nonno Luigi, con il merlo all\u2019interno di una gabbietta protettiva, avevano attraversato l\u2019aia ricoperta da un leggero strato di neve. Arrivati in prossimit\u00e0 della capanna, avevano liberato il merlo, che, dopo qualche tentennamento, con loro grande stupore, si era avviato spedito verso piccola cesta di paglia, come aveva fatto decine di volte, prima dell\u2019incidente. E l\u00ec aveva atteso, fiducioso, la sua piccola amica, certo che, prima o poi, Matilde sarebbe arrivata.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27472\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27472\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La capanna delle mille scoperte \u201cNonno, nonno, guarda! Che bello, ha il becco giallo!\u201d Il merlo era arrivato, inaspettato, all\u2019improvviso, mentre Matilde stava provando, con grande impegno, a far addormentare Ciccio, il suo bambolotto preferito. L\u2019uccello si era accostato pian piano ad un cespuglio, davanti alla capanna che il nonno aveva costruito per Matilde laggi\u00f9, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27472\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27472\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":8594,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[359],"tags":[],"class_list":["post-27472","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27472"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8594"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27472"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27472\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27479,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27472\/revisions\/27479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}