{"id":27389,"date":"2016-05-07T18:10:18","date_gmt":"2016-05-07T17:10:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27389"},"modified":"2016-05-07T18:10:18","modified_gmt":"2016-05-07T17:10:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-dentro-anna-di-elena-panzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27389","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Dentro Anna&#8221; di Elena Panzera"},"content":{"rendered":"<p>Anna si guarda allo specchio. Ha venticinque anni. \u00c8 pallida, ha la pelle\u00a0come la luna. Si tocca la faccia. Ha una faccia pulita e fresca, morbida, rassicurante. Il trucco e l&#8217;et\u00e0 non l&#8217;hanno ancora stravolta. Rimane ferma cos\u00ec, con la sua faccia tra le mani. Si domanda che volto avranno i suoi quarant&#8217;anni, e poi i cinquanta. Si domanda se si ricorder\u00e0 ancora di questa faccia giovane e liscia, che fa compagnia alle mani, che si sposa a meraviglia con una giornata di sole. Forse diventer\u00e0 brutta. Sotto i suoi occhi si gonfier\u00e0 un cerchio verdognolo e stanco, e il suo sorriso sar\u00e0 incorniciato da due pieghette profonde, ai lati della bocca. Anna non vorrebbe mai conoscere quella donna; quella che avr\u00e0 dimenticato la faccia che tiene stretta tra le mani adesso, per non perderla. Vorrebbe evitarla come un cattivo incontro per strada, rigirarsi in fretta e non incrociare il suo sguardo. Invece lei la noter\u00e0, anche da lontano, la rincorrer\u00e0 per toccarle la spalla e le dir\u00e0 &#8216;Anna, io sono qui.&#8217;<br \/>\nAnna ha una bella faccia, oggi. Un giorno non l&#8217;avr\u00e0 pi\u00f9. La sua faccia potr\u00e0 solo ricordare la bellezza, come un libro che parla di poesia. Vorrebbe farsi una fotografia, immortalare i suoi occhi marroni e guizzanti, perfettamente vedenti, i denti un po&#8217; storti ma bianchissimi, i capelli neri e lucenti, corti, che le lasciano il collo scoperto. Vorrebbe ricordare il suo seno alto e bello, piccolo, immacolato, le gambe forti, la pancia candida e tesa. Ma non lo far\u00e0. Prevede gi\u00e0 lo schiaffo che le darebbe, quella foto, tra trent&#8217;anni.<br \/>\n\u201cChe cosa fai?\u201d<br \/>\nAnna si volta con calma. Non si vergogna di trovarsi nuda, in piedi, davanti allo specchio. Avanza sicura nella penombra fino al letto, conoscendo ogni centimetro di quella sua piccola stanza. Si stende sul letto con un gesto gentile, pieno di dolcezza, e si allunga a baciare le labbra di Giulia, la sua compagna. Il letto \u00e8 caldo e invitante ma Anna rimane sopra le coperte; il suo corpo ha un piccolo brivido, che le piace.<br \/>\n\u201cSei buffa\u201d dice Giulia. \u201cProprio buffa.&#8221;<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 sono buffa?\u201d<br \/>\n\u201cDa quanto tempo ti guardi allo specchio?\u201d<br \/>\n\u201cDa un pezzo.\u201d<br \/>\nGiulia sorride. Chiss\u00e0 cosa pensa, Anna non lo intuisce quasi mai.<br \/>\n\u201cVieni sotto le coperte, su.&#8221;<br \/>\nAnna ubbidisce. Giulia si stringe contro di lei col suo pigiama di pile rosso, troppo grande. Le piace dormire in quell&#8217;involucro spesso e bollente, anche se Anna dice che di notte la cuoce pian piano, come una patata. Giulia \u00e8 se stessa in modo splendido, con Anna, e Anna la ama disperatamente per questo. \u00c8 sempre stata cos\u00ec, raffreddata e perennemente stanca, coi capelli lasciati crescere a caso e un rossetto esagerato sulle labbra. \u00c8 bellissima e in qualche modo lo sa, perci\u00f2 si concede qualsiasi tipo di estrosit\u00e0 e trascuratezza.<br \/>\n\u201cDevo studiare\u201d dice Giulia con un sospiro. \u201cDevo studiare tutto il giorno.\u201d<br \/>\nAnna le bacia gli occhi. \u201cPovera piccola.\u201d<br \/>\n\u201cNon ne ho nessuna voglia.\u201d<br \/>\n\u201cAllora non farlo.\u201d<br \/>\nGiulia la guarda col naso all&#8217;ins\u00f9. \u201cE tu resterai a casa con me?\u201d<br \/>\n\u201cNon posso, lo sai. Devo lavorare.\u201d<br \/>\nGiulia annuisce senza ribattere, ma Anna sa che quella frase la fa sempre arrabbiare. Non se la prende con lei per questo. Non le spiega che deve lavorare per vivere, n\u00e9 quanto sia ingiusto che lei gliene faccia una colpa. Giulia vive in un mondo parallelo e pieno di sogni, in cui tutti dovrebbero studiare letteratura e arte, affrontare spinosi argomenti sull&#8217;essenza della vita e su Dio, apprezzare la buona musica, parlare tre lingue. Anna lavora in un bar da quando ha sedici anni, e per i primi tre si \u00e8 sognata tazzine e bicchieri quasi ogni notte. Ha le mani bianche d&#8217;acqua e di saponi e un mal di schiena precoce e cronico. Il suo \u00e8 un lavoro monotono, in cui gli umori passano di volto in volto e si succedono a seconda della fascia oraria, ma sono quasi sempre li stessi. Forse \u00e8 frustrata per questo, ma ha bisogno che Giulia non ne sappia niente, che non lo capisca. Le lascer\u00e0 il suo spazio per costruire un mondo migliore, sorveglier\u00e0 la porta affinch\u00e9 nessuno possa disturbarla mentre assolve a questo compito divino: rimanere una giovane donna piena di speranze e di sogni. Le persone come lei non cambiano il mondo; le persone come lei osservano le persone come Giulia mentre lo fanno. Deve pur esserci un luogo in cui conservare un po&#8217; di leggerezza, di illusione; un luogo in cui spogliarsi della banale immanenza del mondo e immaginare che qualcosa di pi\u00f9 fantastico e illuminante sia ci\u00f2 che \u00e8 davvero importante, pi\u00f9 delle tazzine, pi\u00f9 dei calici allineati sugli scaffali di legno o dei cucchiaini lucidati ogni sera. Quel luogo, per lei, \u00e8 Giulia.<\/p>\n<p>Anna guarda l&#8217;orologio. Sono quasi le sette, ma fuori \u00e8 ancora buio. La stanza \u00e8 illuminata da una lampada a terra che manda una tenue luce rossastra. Il letto, addossato alla parete, \u00e8 morbido e grande. Anna l&#8217;ha comprato due anni prima, quando si \u00e8 trasferita in quella mansarda. La casa \u00e8 piccola, tutta spalmata sul sottotetto del quinto piano di una palazzina vecchia come il mondo. Una cucina, un bagno, una camera da letto, il soffitto coi grandi travi di legno. Il tetto \u00e8 troppo basso e c&#8217;\u00e8 una sola striscia al centro della casa, larga un paio di metri, in cui si pu\u00f2 davvero camminare eretti. A Anna \u00e8 piaciuta subito. Tutto quel legno le d\u00e0 l&#8217;idea di abitare in un nido.<br \/>\nQuasi le sette. Il bar aprir\u00e0 solo tra un&#8217;ora. C&#8217;\u00e8 tempo per fare l&#8217;amore, se Giulia vorr\u00e0. Anna le sorride coi suoi denti incasinati e belli, e Giulia sguscia fuori dal suo pigiama rosso. Ha freddo, all&#8217;inizio. Il corpo di Anna \u00e8 tiepido, pi\u00f9 freddo del suo. Anna le sfrega le braccia e la schiena, le avvolge la vita con una gamba. Si domanda cosa ci sia di pi\u00f9 bello del corpo di Giulia in una mattina d&#8217;inverno, cos\u00ec accogliente e soffice e caldo. Il suo corpo non \u00e8 asciutto come quello di Anna. \u00c8 generoso, pieno di curve ampie e tenere rotondit\u00e0 che si offrono ad essere accarezzate, morse ed amate. \u00c8 un rigoglioso corpo rosa e bianco. Anna lo ascolta e lo capisce perfettamente. Gli parla, anche. Sussurra in silenzio sul corpo di Giulia parole che Giulia non capirebbe. Lui le risponde inarcandosi e contraendosi, tremando un poco, risvegliandosi.<br \/>\nLe sette e quarantacinque. Anna tuffa le gambe in un paio di jeans, si infila una felpa, un cappello e una sciarpa. Giulia \u00e8 in cucina con una tazza di caff\u00e8 bollente che tiene con entrambe le mani. Ha di nuovo il pigiama di pile. Se lo terr\u00e0 addosso tutto il giorno, non studier\u00e0, perder\u00e0 tempo. Anna ci spera. Ogni volta che Giulia resta a casa, ogni volta che ritarda la sua uscita dal nido, Anna tira un sospiro di sollievo. \u00c8 un giorno pi\u00f9 per lei. Anna sa che un giorno Giulia uscir\u00e0 di fretta, coi libri tirati in borsa alla rinfusa, i capelli biondi sparsi sulla fronte, le gote arrossate; dir\u00e0 qualcosa di appena poco originale durante una delle sue lezioni di letteratura, o di filosofia; senza nemmeno pensarci si fermer\u00e0 fuori dall&#8217;aula, dopo, a parlare col ragazzo carino che ricorder\u00e0 quella frase che ha detto, che le dir\u00e0 quanto \u00e8 intelligente, e bella, e piena di vita. Si fermer\u00e0 solo cinque minuti, la prima volta. Poi si fermer\u00e0 di nuovo, molto pi\u00f9 a lungo. Neanche allora Anna ce l&#8217;avr\u00e0 con lei. \u00c8 giusto che Giulia viva, che faccia l&#8217;amore, che abbia dei figli. Sarebbe un delitto non farle avere dei figli, impedirle di cullarli tra le sue belle braccia, di cantare loro una canzone assurda. Quando si sar\u00e0 stancata di sentirsi libera di fare tutto, di amare gli uomini come le donne, di dormire dalla sua ragazza un po&#8217; pi\u00f9 grande che abita in una mansarda e le d\u00e0 un piacere lancinante, quando l&#8217;elettrizzante scoperta del poter fare tutto avr\u00e0 perduto il suo fascino di novit\u00e0, allora Giulia asseconder\u00e0 la sua vera natura di donna che ama gli uomini e la normalit\u00e0, che ama sentirsi protetta e venerata da un sesso pi\u00f9 forte, di una sensibilit\u00e0 meno pungente. Sar\u00e0 languida e bellissima, lo sar\u00e0 sempre. Ma per adesso, fino a quel giorno, Anna godr\u00e0 delle sue carezze, delle sue parole cos\u00ec erudite e infantili, dei fianchi e del suo seno che un giorno saranno di un altro, ma che oggi, cos\u00ec ferocemente e brevemente giovani, sono solo suoi. Giulia le sorride con uno sguardo colpevole mentre soffia dentro la tazza.<br \/>\n\u201cMi sa che oggi sto a casa\u201d dice.<br \/>\nAnna le prende la mano, sforzandosi di non ridere.<br \/>\n\u201cDomani per\u00f2 devi andare. Senn\u00f2 rimani indietro.\u201d<br \/>\n\u201cDomani vado.\u201d<br \/>\nMentre esce di casa Anna si ferma un istante davanti allo specchio. Le sembra gi\u00e0 di essere un&#8217;altra. Il suo viso \u00e8 cambiato, non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso di poco prima. Forse, dopotutto, non sar\u00e0 cos\u00ec male, tra trent&#8217;anni.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27389\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27389\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anna si guarda allo specchio. 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