{"id":2732,"date":"2010-01-23T13:10:01","date_gmt":"2010-01-23T12:10:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2732"},"modified":"2010-01-23T13:10:01","modified_gmt":"2010-01-23T12:10:01","slug":"a-piedi-nudi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2732","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;A piedi nudi&#8221; di Rossella Lalli"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\" align=\"right\"><em><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\" align=\"right\"><em><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cPensa in questo momento quanto mi ami \u2013 mormor\u00f2. \u2013Non ti chiedo di amarmi sempre cos\u00ec, ma ti chiedo di ricordare. Nascosta dentro di me ci sar\u00e0 sempre la persona che sono stasera.\u201d<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\" align=\"right\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Francis Scott Fitzgerald \u2013 Tenera \u00e8 la notte<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\"><span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Aprire gli occhi. Muovere prima un piede, e poi un altro, e poi un braccio e poi anche l\u2019altro, perch\u00e9 in fondo sono semplici, quasi banali gesti in sincronia mattutina. Prendere coscienza di possedere un corpo e un cervello, i primi pensieri che iniziano a saettare per la testa come petardi impazziti, in attesa che qualche angolo della mente li rimetta pazientemente in ordine, nella loro fila ordinata, come il ticket in coda dal macellaio.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">In fondo tutte le cose hanno bisogno di ordine. O meglio, avrebbero\u2026dovrebbero essere ordinate, le cose. Cos\u00ec smetterebbero di attraversarti prepotenti la vita, scombinandotela senza un minimo di preavviso. E ci vorrebbe anche un preavviso. Prima di un cambiamento, intendo. E non un semplice cambiamento, no, non di quelli..\u201dmi metto il frontino rosso..anzi no cambio, meglio quello bianco\u201d\u2026no. Io parlo di cambiamenti veri, di quelli che quando accadono ti fanno sbattere le palpebre, balbettare forse s\u00ec e no due parole\u2026e poi te le tolgono, le parole. Lasciandoti in uno strano, misterioso e incomprensibile mutismo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Dove sono le mie parole?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Perch\u00e9 non riesco pi\u00f9 a trovarle?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola guard\u00f2 nel cesto della biancheria sporca. Nemmeno l\u00ec.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Accidenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cUn trinity \u00e8 per sempre.\u201d Bene, e allora perch\u00e9 gli slogan pubblicitari, cos\u00ec rassicuranti e invoglianti, non intervengono in questi casi e rendono quel trinity davvero \u201cper sempre\u201d\u2026.invece di disseminarlo in chiss\u00e0 quale recondito angolo della casa?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Mand\u00f2 mentalmente a quel paese i pubblicitari e si rimise a cercare l\u2019anello. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Luca se ne sarebbe accorto\u2026.e non avrebbe detto niente. Probabilmente no, non avrebbe detto nulla, assolutamente nulla. Si sarebbe limitato a chiudere gli occhi scuotendo la testa, come per dissentire a qualche pensiero che gli era venuto improvvisamente in mente\u2026e poi li avrebbe riaperti e le avrebbe sorriso. Tranquilla cara, riuscir\u00e0, le cose non spariscono mai\u2026e altrimenti pazienza\u2026c\u2019\u00e8 sempre la garanzia. E te ne regaler\u00f2 un altro pi\u00f9 bello.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">E lei avrebbe obiettato\u2026no. Non avrebbe obiettato. Si sarebbe semplicemente limitata a fare un cenno del capo, mesto e un po\u2019 sottomesso forse\u2026conscia di aver sbagliato. E dire che odiava sbagliare, soprattutto con lui che le perdonava tutto. Si sentiva impotente, quando si trovava di fronte a lui. Quando toppava e lui le dava ragione, quando aveva torto e lui non la rimproverava. Eccessivo buonismo, eccessivo amore\u2026eccessivo. La parola, l\u2019aggettivo il sostantivo giusto, per un qualcosa che lei non riusciva ancora a definire.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Avrebbe voluto avere qualcosa da obiettare, in quel caso, quando lui sarebbe tornato.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Avrebbe voluto potersi arrabbiare e dirgli \u201cti prego, sgridami..questa volta ne ho fatta una grossa, perch\u00e9\u2026.\u201d\u2026perch\u00e9 sei l\u00ec e non parli, e mi guardi, e non dici niente?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Serve perdonare sempre?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola si sedette sulla sedia del tavolo della sua nuova cucina consegnata da appena una settimana, e scoppi\u00f2 a piangere.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">E mentre una lacrima le scendeva intorpidendole le ciglia, in controluce vide la superficie del trinity profilarsi sul tavolo di noce.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Il vagone del treno puzzava di alcool e merendina ammuffita. Tipico di un vagone di terza classe. Eppure lei questo non riusciva nemmeno a notarlo, bench\u00e8 quasi tutti i restanti passeggeri cercassero di trattenere una smorfia di disgusto. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Tornare al suo paesino le faceva sempre uno strano effetto. Cerc\u00f2 di ricordarsi dei dettagli, dei ricordi non pi\u00f9 ricordati e dei suoni non pi\u00f9 ascoltati. Degli odori non pi\u00f9 sentiti da tanto, troppo tempo\u2026 .<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Luca aveva insistito per farle prendere la sua macchina d\u2019azienda privata, ma lei non aveva voluto. Avrebbe fatto il viaggio in treno come tutti, come aveva fatto la prima volta che era andata a Roma a cercare un appartamento, quando aveva diciotto anni, e non era pi\u00f9 tornata. La valigia blu sbiadita, la ricordava come se fosse adesso, spinta su quella retina incerta sopra la sua testa, il finestrino mezzo aperto perch\u00e9 era rotto e tutto non si apriva. Il caldo, le mamme che portavano i figli urlanti e rossi in viso al mare, i cestini del pranzo che odoravano di speck e emmenthal. E tante, troppe cose stipate in una valigia di ricordi e sensazioni, che aveva deciso di abbandonare quando era scesa da quel treno e aveva respirato l\u2019aria di una stazione Termini sul far della sera, in una placida e remissiva domenica di settembre. Quando tutto sembrava incerto, eppure cos\u00ec inebriante e diverso, nuovo, colorato e splendente.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Le cose da giovane le sembravano sempre colorate. Le avevano insegnato a guardare il mondo come filtrato attraverso un caleidoscopio, e si era abituata a vedere il colore anche nei momenti pi\u00f9 bui, di quelli dove ti sentivi pi\u00f9 persa e senza boe a cui aggrapparti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Roma le era sembrata colorata. E adesso che la stava lentamente lasciando, per tornare a casa nel suo dolce e collinoso paesetto, le sembrava sempre pi\u00f9 bianca e nera. Che le stava succedendo? Dove erano finiti i suoi colori?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Guard\u00f2 l\u2019anello al suo dito e pens\u00f2 a Luca. Lo immaginava l\u00ec, nel suo ufficio, nel vestito importante circondato da persone con vestiti altrettanto importanti, che contemplava compiaciuto il progetto di qualche fabbrica o centro commerciale che sarebbe stato costruito di l\u00ec a poco. E non avrebbe guardato fuori dalla finestra, l\u2019enorme finestrone che aveva alle sue spalle, da cui c\u2019era una stupenda visuale di una Roma di inizio luned\u00ec, che si agitava frenetica e impaziente nel traffico e nei fumi, nel via vai e nel trambusto delle undici di mattina. Lui non guardava mai dalle finestre, diceva che la contemplazione di<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>un paesaggio gli impediva di concentrarsi come avrebbe dovuto.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Gli sarebbe piaciuto il paese? Quando sarebbe arrivato, di l\u00ec a due giorni, con la sua Rolls-Royce carica di progetti e valigie, di un vestito nuziale e polsini inamidati, l\u2019avrebbe amato? Pensato e ripensato come lei, desiderato, come aveva fatto lei i primi anni di vita romana, prima di incontrare lui, quando viveva in un monolocale in affitto in un angolo di Via Bologna?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">L\u2019avrebbe ricercato con la mente, come faceva lei adesso, guardando dal finestrino verso un ammasso di colline, sole e nuvole?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">E lei, la quasi-sposa di un ricco e noto industriale romano\u2026l\u2019avrebbero riconosciuta dopo dieci anni?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Che cos\u2019erano dieci anni di ricordi e nostalgie?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. A dirlo era Montale, ma il pensiero le ritorn\u00f2 in mente come un fotogramma improvviso e freddo, le scivol\u00f2 tra i nervi e le puls\u00f2 nelle vene. Le era sempre piaciuto Montale, lo trovava..cos\u00ec vicino. Cos\u00ec simile. Lo capiva, la capiva, si capivano, e anche in una semplice parola di una poesia di \u201cOssa di seppia\u201d aperta a caso, aveva sempre saputo ritrovare qualche cosa di se stessa.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Stava perdendo ogni capacit\u00e0 contemplativa ormai. Una volta le piaceva sedersi su un sasso, chinarsi e raccogliere le ginocchia tra le braccia, e poi guardare fisso davanti a se. Sterminate pianure verdeggianti, con il grano giallo e dorato che lambiva le gonne di qualche contadina che portava a spasso il nipote tra le spighe. La sua prima passeggiata tra le spighe l\u2019aveva portata a perdersi, a finire nel campo di un vicino e a smarrirsi dopo qualche metro nel recinto di una casa diversa dalla sua. Ma il vicino aveva un figlio, un figlio dolce, un figlio gentile anche se a prima vista un po\u2019 scorbutico e silenzioso, quasi imbronciato, ma che in alcuni imprecisati, indefiniti e quanto mai improvvisi attimi, le sorrideva e non parlava. La guardava e basta. E a lei bastava per capire che anche nelle persone all\u2019apparenza pi\u00f9 fredde e distanti, si nasconde qualcosa che ce le fa sembrare pi\u00f9 vicina. Che ce le rende amiche. Che ce le rende simili,e amate.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Avevano passato il pomeriggio a bere latte e a mangiare biscotti al cioccolato appena sfornati, guardando Tom e Jerry in tv, senza parole, senza sillabe vocali o lettere, solo con gli sguardi. Sguardi, cioccolato, e un po\u2019 di strana complicit\u00e0; di quelle che nascono quando c\u2019\u00e8 affinit\u00e0 elettiva.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">E poi il padre finalmente l\u2019aveva ritrovata e riportata a casa, sgridandola per essersi persa cos\u00ec scioccamente, e per non aver chiesto subito il telefono per chiamare a casa, lasciando i suoi in una strana, molle e fiacca preoccupazione.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola guard\u00f2 fuori dalla finestra della sua camera. Come era strano ritrovarsi l\u00ec, dopo dieci anni, agli esordi di una nuova e futura, felice vita\u2026e pensare a Guido.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Guido, il vicino dei biscotti al cioccolato, Guido, quello che l\u2019aiutava con i problemi di algebra, quel Guido che ogni fine settimana la passava a prendere con la Panda per andare in citt\u00e0 a vedere qualche strano balordo horror appena uscito al cinema. Quel Guido l\u00ec insomma, quello che non capivi perch\u00e9 non potevi capirlo, perch\u00e9 non si lasciava capire. Perch\u00e9 agiva in modi che sempre e comunque ti sfuggivano, a volte spariva per settimane intere lasciandoti l\u00ec a chiederti\u2026ma dove sar\u00e0? Come sta?, e poi riappariva improvvisamente con la sua Panda e ti diceva se avevi voglia di andarti a vedere Venerd\u00ec 13 al cinema.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Un Guido che a tratti svaniva, evanescente e vago, il Guido che per\u00f2, quando stavano insieme, la fissava e la calmava con un solo semplice sguardo. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Gli sguardi servono quando non bastano le parole.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Ma\u2026quando non bastano pi\u00f9 nemmeno quelli?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Inizi\u00f2 a piovere, e Paola chiuse la finestra, mentre una fila di donne e uomini eterogenei e colorati scorreva nel giardino di casa e si avvicinava sempre di pi\u00f9, venuti a trovare la sposa.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">La sposa\u2026.quale sposa?Ah gi\u00e0\u2026me.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Guardando una fotografia, scorgi persone e bagliori, riflessi di persone che erano e che magari hai dimenticato, profili di persone che credevi di aver perso e di persone che speravi di non perdere mai, e che invece magari, chiss\u00e0 come, erano sparite lasciando dietro di s\u00e9 solo una scia di polvere e un\u2019immagine sbiadita in un riquadro di carta scovato in un vecchio album delle superiori.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Guardando quella fotografia, Paola chiuse per un attimo gli occhi, come nella vana speranza di poter riafferrare ombre di passato da un misterioso cilindro e farle rivivere, farle danzare davanti a lei per farsi dire che no, non aveva sprecato quegli anni inseguendo una chimera della giovent\u00f9, non era arrivata a ventott\u2019anni senza passato, senza futuro e, la cosa peggiore\u2026senza presente. Ma dov\u2019era il suo presente?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cCos\u2019\u00e8\u2026insonnia da matrimonio imminente?\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola si volt\u00f2 e lo guard\u00f2. E le sembr\u00f2 naturale che in quell\u2019esatto momento lui fosse l\u00ec. Come se non fossero passati dieci anni, come se fosse stato solo ieri che lui l\u2019aveva accompagnata con la sua panda davanti la porta di casa, l\u2019aveva guardata con quell\u2019ultimo sguardo che si rivolge a chi hai la certezza non rivedrai mai pi\u00f9, e l\u2019aveva baciata.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Le sembr\u00f2\u2026ovvio. Che lui fosse l\u00ec per reggerla, per non farla cadere, per non farla annaspare e affogare in quel mare di incertezze e personaggi sbiaditi di una vecchia foto abbandonata.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cSei qui.\u201d Gli sorrise. E poi corse in un lampo ad abbracciarlo. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Guido la strinse respirando i suoi capelli, con quell\u2019odore di balsamo alle pesche che lei usava sempre. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">La allontan\u00f2 un attimo da s\u00e9 e la fiss\u00f2 per un minuto, cercando di rintracciare in quel volto i tratti che cos\u00ec bene ricordava, che gli erano rimasti impressi nella mente per tutti quegli anni come un bassorilievo scolpito, come un disegno indelebile. Era proprio lei,non era cambiata di una virgola, la citt\u00e0 eterna e cosmopolita non ce l\u2019aveva fatta a farle sbiadire quel sorriso aperto, quegli occhi accesi e azzurri, quei ricci castani che non volevano saperne n\u00e9 di lacch\u00e8 e n\u00e9 di balsami, e che andavano un po\u2019 come volevano di qua e di l\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cSono qui.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Si guardarono per un po\u2019 in silenzio, tenendosi per mano come due ragazzi delle medie, e poi si sedettero sui gradini di pietra della casa di Paola.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cAllora, neo-sposina\u2026dopodomani ti sposi. Come ti senti? Su, regalami una delle tue adorate \u201cfirst impressions.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola rise pensando a come lui si ricordasse ancora la sua fissa per Jane Austin, e a come lo avesse costretto a mandar gi\u00f9 Mansfield Park in una sola settimana. Impressa che rasentava l\u2019impossibile per ogni ragazzo\u2026specialmente se quel ragazzo era lui.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cB\u00e8\u2026direi che\u2026mi sento. Mi sento come se dovessi buttarmi da un fosso ma questa volta senza paracadute o laccio elastico.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cB\u00e8..allora ti senti perfettamente normale.\u201d Guido rise e la guard\u00f2 negli occhi, che brillavano di impazienza e felicit\u00e0 per qualcosa di ritrovato, come di atteso da tanto tempo e finalmente ripescato dal passato.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cSeriamente\u2026stai bene?Dimmi solo questo, e star\u00f2 bene anche io.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cSto bene.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cOk.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cOk.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Silenzio. Un silenzio ovattato, fatto di tante e troppe cose, indicibili e a volte magari anche strane\u2026ma loro. Era un mondo che solo loro conoscevano, che si creava tra loro due non appena il silenzio calava. Un mondo in cui lui poteva trasmetterle qualsiasi suo pensiero senza parole, senza cenni, senza movimenti o impacciati balbettii. Un mondo in cui lei lo capiva appieno, senza riserve, senza dubbi o cedimenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Era loro\u2026lo era stato. Ma adesso?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201c\u2026perch\u00e9 sei partita?\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Era quella la domanda che lei stava aspettando. Inevitabile, eppure certa. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Lo guard\u00f2, e nel suo sguardo si perse, come se avesse atteso solo quello smarrimento per poter capire pienamente se stessa\u2026.le ragioni delle sue scelte, dei suoi tanti troppi sbagli, delle sue paure. In quello sguardo si era sempre ritrovata, lei e le soluzioni ai suoi mutevoli problemi. Cap\u00ec che doveva rispondere.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cPerch\u00e9\u2026perch\u00e9 ero in trappola. Me lo sentivo..c\u2019era qualcosa intorno a me che mi soffocava, che non mi faceva respirare. Stavo cadendo\u2026\u201d <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cE io, che c\u2019ero a fare?Perch\u00e8 non hai chiesto aiuto\u2026a me?\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201c..perch\u00e8\u2026avevo paura.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cE di cosa?\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cDei tuoi silenzi. Di perdermici\u2026ancora di pi\u00f9. Io dovevo andarmene e vedere cosa c\u2019era oltre questo paese, oltre\u2026oltre questo.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cOltre noi.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cNon ho detto questo.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cE hai trovato lui\u2026questo Luca.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cNon ho detto nemmeno questo.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cS\u00ec che l\u2019hai detto\u2026lo dici tuttora stando qui, lo dici sposandoti con lui.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Si alz\u00f2 di scatto, lasciandole la mano che aveva tenuto tra le sue per tutto quel tempo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cGuido\u2026\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201c\u2026rientra\u2026qui fuori si sta facendo freddo.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Lo guard\u00f2 allontanarsi e cap\u00ec che anche quel silenzio tra di loro si era rotto, lasciando frammenti di amore e rimpianto a fondersi in una fredda e disarmonica nostalgia.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cPaola, muoviti, \u00e8 gi\u00e0 mezz\u2019ora che la sarta aspetta di sopra!\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola si tolse il trench azzurro e lo attacc\u00f2 nell\u2019appendiabiti all\u2019entrata, mentre sua madre scendeva le scale rapida, a passetti svelti. Sua madre era sempre stata cos\u00ec; la ricordava muoversi con quei suoi passetti svelti,tenaci e sempre pronti a correre in aiuto di qualcuno che lo chiedesse, senza aspettare ed esigere niente. Era veterinaria in un piccolo ambulatorio di un paese l\u00ec vicino, e da piccola Paola si vedeva di tanto in tanto arrivare bestiole del pi\u00f9 diverso tipo a casa, bisognose di aiuto e affetto. Paola si era sempre chiesta se anche Guido fosse qualcosa di simile\u2026una bestiola bisognosa di aiuto. E se sua mamma, sempre cos\u00ec dolce e materna con cani, gatti e ricci trovati per strada, lo sarebbe stata anche con Guido, che non le piaceva neanche un po\u2019.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Lo giudicava freddo, distaccato e anche un po\u2019 snob. Ma era quello il problema, che lei lo giudicava. Mentre Paola\u2026.b\u00e8, lei lo capiva. Era qualcosa alla Goethe. Erano affinit\u00e0 elettive. Inspiegabili, ma potenti, misteriose ma determinanti nel dirigere la vita di un individuo verso scelte diverse da quelle a cui aveva puntato in partenza, scelte che non aveva incluso quando aveva pianificato la sua vita fin nei minimi dettagli.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Ma sua madre l\u2019aveva sempre capita, anche quando aveva soltanto giudicato. E adesso, chiss\u00e0 se la capiva. Chiss\u00e0 se si chiedeva il perch\u00e9 dello sguardo smarrito della figlia, il perch\u00e9 di quell\u2019espressione malinconica dopo essersi incontrata con il futuro sposo appena arrivato in paese, con quel Luca che era piombato nella sua vita e gliel\u2019aveva stravolta\u2026e cambiata. In meglio. Ma secondo chi?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola le sorrise, un sorriso teso e stanco, e sal\u00ec al piano di sopra con lei per la prova finale dell\u2019abito da sposa. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Quando la sarta se ne and\u00f2, facendo i suoi migliori auguri e tante care cose a sposa e famiglia,e la mamma l\u2019accompagn\u00f2 tentando di bloccarla ogni due metri per offrirle un t\u00e8, un pasticcino, un crodino o anche un semplice confetto, quando tutto questo fu finito e i convenevoli abbandonati con un sospiro quasi di sollievo, Paola si guard\u00f2 allo specchio.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Guard\u00f2 il lungo abito di seta bianco, stretto al seno da una filo di perle, guard\u00f2 i lunghi guanti di pizzo affusolati, e guard\u00f2 il velo di raso trasparente che le copriva il volto come a mascherare i suoi difetti e le sue paure.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Si avvicin\u00f2 lentamente alla finestra e guard\u00f2 fuori, verso un oltre indefinito e lontano, e poi pi\u00f9 gi\u00f9, pi\u00f9 in basso, cercando qualcosa su cui focalizzare gli occhi per evitare di far vagare il pensiero troppo liberamente, disarcionato e senza controllo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Guido la fiss\u00f2 di rimando, seduto sul recinto che separava i giardini delle loro rispettive case, e si perse oltre quel velo bianco, troppo intimidito da tutta quella bellezza e radiosit\u00e0 per poter articolare anche solo una parola. Lei gli sorrise, come a rispondere ad un suo sorriso non mostrato, ma pensato. Perch\u00e9 la sua mente era per lei un libro aperto, lo era sempre stato.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola sospir\u00f2, e and\u00f2 a togliersi il velo per tornare alla realt\u00e0 che c\u2019era oltre.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Dopo il secondo giro di grappa, che aveva gentilmente rifiutato per evitare di svegliarsi con un\u2019emicrania lancinante il giorno del suo matrimonio, e dopo aver guardato con un mezzo sorriso Luca che giocava con il suo cugino di appena due anni pensando a che tipo particolare di padre ne sarebbe venuto fuori, Paola usc\u00ec fuori in veranda a prendere una boccata d\u2019aria.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Il cielo era terso e blu, splendente di milioni di puntini gialli pi\u00f9 o meno luminosi, con qualche nuvola che si radunava a branchi e si sfilacciava verso un orizzonte pallido e distante. Lasci\u00f2 le scarpe sul tappetino della porta d\u2019ingresso e fece qualche passo sul prato a piedi nudi, come faceva sempre quando era piccola e suo padre aveva innaffiato tutto il giardino, dopo aver passato il tagliaerba.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cDove sei?\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cSono qui.\u201d Guido usc\u00ec da dietro un albero di fichi, quello da cui lei lo aveva visto uscire in<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>tante sere di dieci anni prima, quando si davano alla fuga sulla sua Panda verso la citt\u00e0, ovviamente il tutto all\u2019insaputa dei suoi, che la credevano a casa di Maria a fare la versione di latino.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cCome stai?\u201d La sua domanda la colse di sorpresa, come se non se l\u2019aspettasse.<br \/>\n\u201cTi interessa?Ieri non sembrava.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cA me interessa sempre\u2026solo sapere come stai tu.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cPerch\u00e9 non mi hai mai cercato\u2026non mi hai mai chiamato quando\u2026\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cOgni volta che facevo il tuo numero era come\u2026come se non riuscissi pi\u00f9 a respirare. Mi si annebbiava la vista, era come non vedere pi\u00f9. Era non voler vedere, ora che ci ho ragionato dopo tutto questo tempo. Non volevo vedere, non volevo capire che te ne eri andata per chiss\u00e0 quanto tempo e sentire la tua voce\u2026altrove. Preferivo continuare a pensare che eri l\u00ec, a fianco a me, e che quando avrei voluto sarei potuto passare e darti un colpo di clacson e tu saresti scesa, e tutto sarebbe stato come prima\u2026come sempre. E riattaccavo il telefono. Abbastanza stupido vero?\u201d Fece una mezza risata e la guard\u00f2, ma Paola non parlava. Solo, lo fissava ed era come se capisse qualcosa a cui neppure lui era arrivato.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cIo ti voglio bene.\u201d Lo disse all\u2019improvviso, come se fosse stata la cosa pi\u00f9 naturale del mondo da dire in quel momento, in quell\u2019esatto momento in cui lui era l\u00ec, il cielo era blu e le stelle brillavano come nelle loro nottate di tanti anni prima.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cIo no. Io ti amo. Ma lo hai sempre saputo.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola spalanc\u00f2 gli occhi, ma poi torn\u00f2 a fissarlo e prov\u00f2 a dire qualcosa. Solo che non ci riusciva, perch\u00e9 tutto quello che c\u2019era da dire, come al solito, l\u2019aveva detto prima lui, in quelle tre semplici parole che li avevano sempre legati e che costituivano la parte pi\u00f9 bella, la pi\u00f9 dolce e la pi\u00f9 intima di quel silenzio che c\u2019era sempre stato tra loro.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Non c\u2019era mai stato bisogno di tante parole, perch\u00e9 le parole troppo spesso confondono, le parole annebbiano. L\u2019avevano capito dal primo momento che si erano incontrati, in quel campo di grano tanti anni prima, e non erano mai venuti meno a quel silenzioso patto di silenzi e sguardi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cTi voglio bene.\u201d <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cMa ami lui.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cE\u2019\u2026.complicato.\u201d E lo era davvero, perch\u00e9 lei realmente amava Luca. Lo amava dalla mattina, quando lui entrava in punta di piedi con il caff\u00e8 e puntualmente ne rovesciava met\u00e0 sul piumino nell\u2019inutile tentativo di non fare troppo rumore con le ciabatte; lo amava quando era arrabbiato o deluso per qualche motivo di lavoro, lo amava quando sorrideva e gli venivano quelle due rughette attorno alle labbra; lo amava quando la baciava e le diceva che non l\u2019avrebbe lasciata mai, e che avrebbe pensato lui a smacchiare quel piumino al caff\u00e8. Lo amava come si ama una persona, lo amava come si ama qualcuno che hai deciso di sposare e con cui passare il resto della tua vita. Semplice.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cNon lo \u00e8 in fondo\u2026hai scelto.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cNo.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cNo?\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cNo. Non potevo scegliere. Tu me l\u2019hai impedito\u2026con la tua lontananza. Con i tuoi silenzi, con quel freddo che a volte ti prendeva e non ti lasciava pi\u00f9, con quei brividi che mi davi. Con il tuo non parlarmi, con le tue scomparse improvvise, con le tue stranezze. Ma\u2026\u00e8 complicato. Perch\u00e9\u2026io lo amo, \u00e8 vero. Ma tu\u2026tu sei me, pi\u00f9 di quanto lo possa essere lui. Siamo troppo simili per poter amarci come si amano le persone normali.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Guido la guard\u00f2 per un attimo e poi, come se d\u2019improvviso tutto fosse chiaro, come se tutto fosse tornato a essere semplice e naturale, le sorrise. \u201cQuesto l\u2019ho sempre saputo.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Che sei sempre stata l\u2019unica e la sola a poter dire di conoscermi davvero. L\u2019unica che mi capiva con uno sguardo. Semplicemente\u2026l\u2019unica parte di me con cui stavo davvero bene.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Lo abbracci\u00f2, e lui la strinse forte, come l\u2019ultima volta che si erano visti, e poi la baci\u00f2.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cPaola\u2026sono malato.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cLei lo guard\u00f2 senza capire. Non poteva capire. Non c\u2019era niente da capire.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201c\u2026come?\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cHo il cancro\u2026me l\u2019hanno diagnosticato qualche mese fa. Stadio avanzato\u2026.dicono che ci sia poco da fare. Sei l\u2019unica a cui l\u2019ho detto, non lo sanno nemmeno i miei.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cNo. Non \u00e8 vero.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cPaola, guardami\u2026\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cNo, non pu\u00f2 essere, tu non puoi\u2026.\u201d Lo allontan\u00f2 mentre cercava di prenderle la mano, si copr\u00ec gli occhi mentre le lacrime scorrevano impazzite, impossibili da frenare.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cPaola\u2026guardami.\u201d Lei si sforz\u00f2 di rivolgergli lo sguardo, tiepido e perso. \u201cDomani ti sposerai. Non puoi stare cos\u00ec, non devi.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cIo\u2026\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cDomani mattina parto. Ho il treno alle otto\u2026vado a Zurigo, mi hanno mandato in una specie di clinica privata in cui dicono mi potranno tenere meglio sotto controllo\u2026.bah. Ci credo poco\u2026ma uno sforzo devo pur farlo. Ascoltami. \u201c Le alz\u00f2 il mento con una mano e le sorrise, asciugandole le lacrime. \u201cDomani dovrai essere la sposa pi\u00f9 bella che ci sia mai stata in questo posto, capito? Fammi pentire per bene di non poter essere presente al matrimonio della persona a cui tengo di pi\u00f9 al mondo.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola stette in silenzio, guardando quegli occhi nocciola che non avrebbe mai pi\u00f9 scordato. E poi, lentamente, fece un debole sorriso.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cCi prover\u00f2.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cBrava.\u201d La abbracci\u00f2, e stettero cos\u00ec per un po\u2019, senza dir niente, senza parole, navigando in quel loro silenzio che non avrebbero scordato mai, perch\u00e9 gli aveva dato tutto.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cB\u00e8\u2026.che ne dici di andarci a vedere \u201cVenerd\u00ec 13, atto due?\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola sorrise e guard\u00f2 la Panda nera parcheggiata nel vialetto.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cTi voglio bene.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Tutte le cose che portiamo nel cuore sono, saranno sempre legate a qualcun altro. Le persone, le storie, i multiformi e cangianti spazi ed essenze, le sensazioni ed emozioni che proviamo, si intrecceranno sempre e porteranno le nostre vite a incontrarsi e, perch\u00e9 no, anche a scontrarsi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Ma nello scontro c\u2019\u00e8 sempre qualcosa che ci riporta in vita, in superficie, che ci impedisce di annegare nel buio che a volte sembra troppo forte persino per noi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola guard\u00f2 fuori dal finestrino della macchina, verso un cielo azzurro e limpido inondato di sole e speranze mattutine. Strinse il libro di Mansfield Park che teneva tra le mani e pos\u00f2 lo sguardo sulla dedica di Guido, il disegno di un panda davanti ad un cinema, con due ragazzi appoggiati sulle sue zampe che ridevano mangiando biscotti e con gli occhi alzati al cielo stellato.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Luca ingran\u00f2 la terza e imbocc\u00f2 l\u2019uscita dell\u2019aeroporto di Fiumicino , poi la guard\u00f2 e le sorrise, prendendole la mano. \u201cSei radiosa.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Lei gli sorrise di rimando. \u201cE\u2019 una bella giornata.\u201d <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cE\u2019 la nostra prima giornata, direi.\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Paola tocc\u00f2 la fede sul dito; alz\u00f2 lo sguardo e gli strinse la mano tra la sua, per poi posarla sulla copertina del libro chiudendola.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Una panda verde li super\u00f2 e si allontan\u00f2 sulla corsia e, mentre Luca borbottava qualcosa sui guidatori irresponsabili, lei sorrise e guard\u00f2 il cielo oltre il finestrino.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Lui non sarebbe scomparso mai, non poteva. Ci sarebbe stata sempre una parte di Guido che lei avrebbe portato con s\u00e8, nel suo cuore.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">Un aereo sfrecci\u00f2 nel cielo, lasciando dietro di s\u00e9 una lunga scia di fumo bianco, speranze e dolce silenzio.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\" align=\"right\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"10.5pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2732\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2732\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPensa in questo momento quanto mi ami \u2013 mormor\u00f2. \u2013Non ti chiedo di amarmi sempre cos\u00ec, ma ti chiedo di ricordare. Nascosta dentro di me ci sar\u00e0 sempre la persona che sono stasera.\u201d Francis Scott Fitzgerald \u2013 Tenera \u00e8 la notte \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Aprire gli occhi. Muovere prima un piede, e poi un altro, e poi [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2732\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2732\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":722,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-2732","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2010"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2732"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/722"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2732"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2732\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2732"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2732"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}