{"id":27305,"date":"2016-05-04T21:29:42","date_gmt":"2016-05-04T20:29:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27305"},"modified":"2016-05-04T21:29:42","modified_gmt":"2016-05-04T20:29:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-la-prova-ardimentosa-di-antonio-fresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27305","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;La prova ardimentosa&#8221; di Antonio Fresa"},"content":{"rendered":"<p>Non mi bagna questa pioggia; cade leggera, come a coprire il mio dolore e a fondersi con le mie lacrime.<br \/>\nMi avvolge, come la coperta di una notte di mezz\u2019estate in cui ci cullammo, fratello mio speciale, vicini, tu ed io.<br \/>\nEra bello il cielo quella sera, e veniva gi\u00f9 amore dalle stelle, quell\u2019amore che non ho mai pi\u00f9 ritrovato, cos\u00ec semplice come allora.<br \/>\nLe traiettorie nel cielo sono sempre ordinate e nette; le nostre, sulla terra, sono assai pi\u00f9 complesse. Anche la mia vita ha percorso strade contorte che, per\u00f2, mi hanno riportato qui, al punto di partenza. In fondo si dice che la meta \u00e8 l\u2019origine.<br \/>\nSono seduta, qui, in questo giardino che conoscevi bene; qui, dove abbiamo vissuto forse gli unici veri momenti di serenit\u00e0 della nostra esistenza.<br \/>\nIn ogni angolo ho celato un ricordo e una voce; conosco le ombre e non ho paura, anche se sono desolatamente sola, qui. Adesso tu non ci sei pi\u00f9 e non ho pi\u00f9 da portarti a spasso spingendo la carrozzina su cui la malattia ti aveva costretto.<br \/>\n* * *<br \/>\nTutto \u00e8 iniziato nel tardo pomeriggio. Dopo una giornata di sole, all\u2019orizzonte il mondo si \u00e8 chiuso in una morsa grigia e i colori sono cambiati.<br \/>\nFolate di vento ci hanno urlato che l\u2019estate volge alla fine, ed \u00e8 tempo di chiudere la casa e tornare in citt\u00e0.<br \/>\nUn rito che un tempo ci faceva intristire, ricordi? Era il segnale che la scuola si avvicinava e che la libert\u00e0 estiva sarebbe stata sostituita da giornate ordinate e ripetitive. Tu amavi questa vita senza troppi orari che la casa di campagna ci concedeva; non ti sono mai piaciuti gli orari e le scadenze. Per svegliarti abbiamo inventato tanti trucchi e riti, E ti arrabbiavi, sempre.<br \/>\nPoco prima che la pioggia scatenasse la sua ira caricando il mondo a testa bassa, c\u2019\u00e8 stato quell\u2019attimo di sospensione che tu avevi battezzato con un nome aulico e pomposo: \u201cla prova ardimentosa\u201d.<br \/>\nLa \u201cprova ardimentosa\u201d era la tua; poi divenne la mia, quindi di nostro padre e infine della mamma.<br \/>\nLa \u201cprova ardimentosa\u201d \u00e8 la differenza fra quelli che portano tutto dentro perch\u00e9 \u201ctra poco piover\u00e0 a dirotto\u201d, e quelli che restano l\u00ec, in attesa di incontrare la pioggia e il vento, senza paura, senza tremare.<br \/>\nLa \u201cprova ardimentosa\u201d fin\u00ec con l\u2019unire tutta la famiglia, in un colossale, universale, meraviglioso abbraccio: tutti sapemmo per un istante di essere te.<br \/>\nNoi eravamo perch\u00e9 tu eri, perch\u00e9 tu eri un essere speciale che ci riconsegnava alla gioia della vita. Il mio fratello perduto che accompagnava la mia vita: occhi aperti sulla mia anima.<br \/>\n* * *<br \/>\nLa prima volta che ti vidi sotto l\u2019acquazzone, che quasi senza avvisaglie si era scatenato sulla villa, non compresi subito quello che facevi.<br \/>\nTi vidi, a mani aperte e a bocca spalancata, bere l\u2019acqua e cibarti dell\u2019aria fresca. Sembravi un pazzo, un pazzo bellissimo che attinge alla vita, mentre tutti intorno a lui fuggono per mettere in salvo cose e averi. Tu eri quello diverso da tutti noi, che ti guardavamo quasi con disperazione.<br \/>\nSulle prime, con l\u2019arroganza di quelli che non conoscono il dolore, pensai che stavi l\u00ec, perch\u00e9 non eri in grado di muoverti da solo e che, per mettere in salvo tante cose, avevamo dimenticato proprio te. Mi preoccupavo di quello che poteva accaderti.<br \/>\nPoi vidi quel sorriso che conoscevo, nascere sul tuo viso; quel sorriso che tu solo mi hai saputo mostrare; il sorriso perduto e bellissimo di chi accetta la vita fino in fondo senza se e senza ma.<br \/>\nI capelli incollati alla testa, le mani alzate a imbuto e il tuo gracile corpo rilucevano come un arcobaleno mistico. Tu mi stavi guidando a te e accettai la sfida. Tu non eri stato dimenticato; tu avevi scelto di restare ad attendere la pioggia.<br \/>\nTu eri l\u00ec magicamente enorme, in quel tuo corpo piagato dal male che ti costringeva sulla tua carrozzina; eri un eroe moderno che urla il suo atto d\u2019amore alla vita.<br \/>\nFinalmente compresi. Corsi da te e ti abbracciai e divenimmo una cosa sola, come solo un fratello e una sorella possono essere: e capii di amarti, di non vergognarmi pi\u00f9 di te, di non aver pi\u00f9 paura degli sguardi degli uomini stupidi e cattivi.<br \/>\nBagnati, ci incollammo l\u2019uno all\u2019altro, e sperammo che potesse essere per sempre cos\u00ec; e lo comprese nostro padre; e lo comprese nostra madre, che, dopo urla inutili per farci rientrare, vennero verso di noi e si strinsero a noi. Benedetta fu quella pioggia.<br \/>\n* * *<br \/>\nMi guardo intorno e vedo la siepe e gli alberi che nostro nonno aveva piantato e poi nostro padre aveva curato; guardo quelle linee colorate di fiori che la mamma amava rimpiazzare e rinvigorire; risento il correre frenetico di noi bambini con i cugini nelle lunghe giornate estive.<br \/>\nQuesta grande casa di campagna, legata al nome di qualche avo assai ricco, \u00e8 stato per noi un luogo mitico; oggi \u00e8 pieno di ricordi, e di persone e situazioni perdute.<br \/>\nIn nome di tutto ci\u00f2, siedo oggi, ancora una volta almeno, sotto questa pioggia che mi avvolge.<br \/>\nTi ricordi quando capitavano tutti qui, gli zii, le zie e i cugini? Sorridevi sereno allora. O almeno cos\u00ec ricordo oggi, perch\u00e9 allora non capivo o non sapevo capire il tuo stato d\u2019animo. Allora ero distratta; forse semplicemente non pensavo a te come a una persona particolare.<br \/>\nEri mio fratello e basta; lo eri da sempre, lo eri per sempre.<br \/>\nForse era il compleanno di nonna l\u2019occasione migliore per stare insieme, qui, in questa casa che ci conteneva tutti, accogliente e avvolgente; ci sentivamo davvero a casa e davvero una grande famiglia. I preparativi per la festa ci sono sempre piaciuti e ci siamo sentiti tutti uniti nel custodire il segreto con la nonna che fingeva di non capire quello che stavamo preparando.<br \/>\nRicordi le risate franche e coinvolgenti di zia Marisa quando, con il solito ritardo, capiva le battute di Gino e Lanfranco?<br \/>\nE i goffi movimenti di nostro cugino Piero, bambino di citt\u00e0, come lo chiamava la mamma?<br \/>\nRicordi quante volte \u00e8 caduto? Quante volte ha avuto bisogno dei punti al pronto soccorso? Quante volte lo abbiamo trovato piangente per qualche semplice ammaccatura?<br \/>\nA quell\u2019epoca era lui quello strano non certo tu e la tua carrozzina. Tu eri e basta; eri mio fratello.<br \/>\nE ora piango, piango e piango ancora. Le lacrime mi rigano il volto e scendono aiutate dalla pioggia.<br \/>\nOra piango perch\u00e9 tu non ci sei pi\u00f9. Ora piango perch\u00e9 sei morto ed io sono sola, davvero sola adesso, senza di te, senza il tuo sorriso, senza il tuo corpo speciale e unico, senza il tuo attaccamento alla vita.<br \/>\nNon avevamo pi\u00f9 un padre e una madre, ma eravamo ancora insieme ed eravamo una famiglia, come sempre; un po\u2019 pi\u00f9 soli, ma eravamo l\u2019uno con l\u2019altro.<br \/>\nTu non ci sei pi\u00f9 e solo adesso capisco quanto tu sia stato sempre pi\u00f9 di me, pi\u00f9 per me, pi\u00f9 per la vita: tu eri la vita, lo eri in modo particolare e pi\u00f9 vero. Tu s\u00ec, tu davvero, tu unico, tu mio fratello, quello con la carrozzina.<br \/>\nHo vissuto la mia vita come sai. Mi sento, in fondo, serena delle mie scelte, anche se oggi sono sola in questo enorme prato che un tempo fu pieno di volti cari.<br \/>\nNon ho creato una mia famiglia; non ho scelto qualcuno con cui vivere. Eppure ho vissuto e ho viaggiato; sono andata perch\u00e9 sapevo dove tornare.<br \/>\nHo sfiorato appena un amore come quello di un tempo e non l\u2019ho saputo afferrare come avresti fatto tu.<br \/>\nLa mia prova ardimentosa l\u2019ho fallita per un pelo, perch\u00e9 non ho avuto il tuo coraggio e non ho voluto rischiare le mie poche certezze. E cos\u00ec che accade, potresti farcela, ma ti metti al riparo alle prime gocce di pioggia e non fai in tempo a sentire la voce di chi ti chiama. Hai avuto paura e hai gi\u00e0 chiuso la tua finestra, la finestra della tua casa. Cos\u00ec ho fatto io, fratello mio. Oggi quest\u2019immensa casa sembra perdere senso; sola non ho modo di viverla.<br \/>\n* * *<br \/>\nTu, come disse il piccolo Lamberto, eri il ragazzo magico che non lasciava orme; tu lasciavi solchi con le tue ruote.<br \/>\nE in quei solchi si stendevano le mie impronte nel prato e poi nella terra: c\u2019ero io dietro di te, perch\u00e9 ti spingevo e andavamo; andavamo verso il fiume a guardare i pescatori e i barconi; ti spingevo e andavamo verso le radure a guardare il tramonto. Eravamo tanti cugini; tanti bambini, poi adolescenti, e infine adulti.<br \/>\nLe mie orme erano l\u00ec, fra i solchi delle tue ruote; un piede dopo l\u2019altro, ti spingevo.<br \/>\nE oggi, sotto questa pioggia che non bagna, piango perch\u00e9 ho perso i tuoi solchi, ho perso i miei solchi e non so pi\u00f9, dove le mie orme camminano.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27305\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27305\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non mi bagna questa pioggia; cade leggera, come a coprire il mio dolore e a fondersi con le mie lacrime. 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