{"id":27286,"date":"2016-05-04T21:16:12","date_gmt":"2016-05-04T20:16:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27286"},"modified":"2016-05-05T15:36:30","modified_gmt":"2016-05-05T14:36:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-piacevole-rito-domenicale-di-giulia-vigano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27286","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il piacevole rito domenicale&#8221; di Giulia Vigan\u00f2"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come ogni domenica, Claudio si era alzato di buon\u2019ora. Si era preparato una tazza di caff\u00e8 latte, pane tostato e marmellata di more; poi era andato in sala da pranzo. L\u00ec si sarebbe gustato la sua colazione con tutta calma, davanti a un libro: quello era il suo piacevole rito domenicale. Stava leggendo una storiella piuttosto divertente quando aveva alzato gli occhi, e all\u2019improvviso si era accorto di quanto fosse bianca, troppo bianca, la parete davanti a s\u00e9. Viveva in quella casa da tempo immemore &#8211; era strano che l\u2019avesse notata solo adesso, che era domenica e voleva leggere il suo libro. Eppure non riusciva a staccare gli occhi da quell\u2019angolo cos\u00ec fastidiosamente vuoto. \u201cFinir\u00e0 per rovinarmi la giornata\u201d pens\u00f2 \u201cBisogna fare qualcosa; comprare un quadro, una stampa, un poster\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Si ricord\u00f2 della bancarella di quadri di cui gli aveva parlato sua sorella. Era da anni che non andava al mercato. Quando era bambino, sua madre lo portava sempre con<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">s\u00e9 &#8211; a quei tempi era di sabato, non la domenica. Si ricordava ancora di come gli teneva la mano stretta, quasi da fargli male, con quelle dita ossute e spigolose, perch\u00e9 era un attimo perdersi tra la folla e le cianfrusaglie. La mamma andava a passo spedito e sicuro. Quattro figli e un marito operaio: non c\u2019erano n\u00e9 soldi n\u00e9 tempo da perdere. A Claudio piaceva guardare quell\u2019ammasso di cose &#8211; specchi, metalli, gioielli di rame, piume d\u2019uccelli, borsette e vecchi bauli &#8211; disposte in un ordine tutto loro che non riusciva a decifrare. Poi aveva cominciato ad andare a scuola di sabato, e la mamma aveva iniziato a portarsi appresso sua sorella.<\/span><\/p>\n<p>Era una giornata mite, gi\u00e0 primaverile. \u201cIl cappotto leggero sarebbe bastato\u201d, aveva pensato tra s\u00e9 e s\u00e9. A met\u00e0 scale era invece tornato indietro a prendere la sciarpa, perch\u00e9 si sa che il tempo gioca sempre strani scherzi, soprattutto a primavera. Sua sorella gli aveva spiegato per filo e per segno come arrivare alla bancarella di Mario. Doveva svoltare alla prima a sinistra, continuare dritto, e poi girare a destra, subito dopo le panchine dove si sedevano quei vecchi ormai stanchi anche di parlare. Non poteva sbagliarsi &#8211; in fondo alla via c\u2019erano tre sole bancarelle che restavano un poco defilate dal caos della piazza principale. In quella ad angolo avrebbe trovato Mario, con tutte le sue stampe, quadri e fotografie.<\/p>\n<p>A quell\u2019ora c\u2019era ancora poca gente in giro; avrebbe potuto scegliere la sua stampa senza nessuno intorno, e tornarsene velocemente a casa. La bancarella di Mario era vuota, e lui se ne stava seduto su una vecchia sedia in legno scuro, di quelle pieghevoli, in mezzo alla strada. Claudio si era avvicinato e aveva preso a sfogliare i dipinti, uno per uno, soffermandosi su quelli dalle tinte pi\u00f9 leggere, che sarebbero andati a nozze con i colori pastello delle tende di casa.<\/p>\n<p>\u201cSta cercando qualcosa in particolare?\u201d gli aveva chiesto Mario, dalla sua postazione.<br \/>\n<span style=\"font-weight: 400;\">\u201cSi. Cio\u00e8, no, nulla in particolare. Solo un bel quadro per la mia sala.\u201d<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cMa che immagine cercava?\u201d<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cGlie l\u2019ho detto, nulla in particolare. Ho ancora le idee confuse. Stavo ora guardando queste immagini di tramonti&#8230;\u201d<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Mario gli consigli\u00f2 di dare un occhio anche alle fotografie in bianco e nero, ce n\u2019erano alcune davvero suggestive. Poi torn\u00f2 a guardarsi intorno silenzioso. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Claudio continu\u00f2 la sua ricerca, e prese a sfogliare la pila di fotografie che Mario aveva indicato. Si perse in quelle immagini di un passato sbiadito: numerose famiglie in spiaggia, secchielli e costumi a righe; vecchi borghi abbandonati; mondine con cappelli di paglia nelle risaie; e soldati in trincea, sigaretta tra le labbra. Claudio le osservava una per una, con cura, cercando di immaginarle appese in sala. <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Ma queste figure tanto intense, sarebbero poi state bene con i mobili? O forse avrebbero appesantito e basta?<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> Pensava e sfogliava, sfogliava e pensava, ed era arrivato ai ritratti: donne dai volti raffinati e sguardi intensi, bambini dall\u2019aria monella, con le ginocchia sbucciate, i sorrisi sfrontati di certe ragazze. La pila di immagini sembrava non finire mai. Claudio iniziava a confondersi, tratti e colori che si sovrapponevano l\u2019uno all\u2019altro &#8211; <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">ma questa donna non l\u2019ho appena vista?<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> &#8211; mescolati a ricordi, voci, e paesaggi, reali o solo sognati. Ci si era pure messa la signora della bancarella a fianco, lei che vendeva soprammobili troppo ingombranti e polverosi, a dirgli che le stampe pi\u00f9 belle erano quelle nel mucchio alla sua sinistra.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Claudio avrebbe voluto sfogliare pure quelle, e quelle altre ancora, aveva intravisto uno scatolone sotto il banco, pieno zeppo di vecchie locandine cinematografiche. All\u2019ennesima fotografia di un orizzonte esotico &#8211; <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">eppure mi sembra cos\u00ec famigliare <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Claudio si accorse che il mercato si stava affollando. Voleva tornare a casa. Borbott\u00f2 qualcosa a Mario, veloce, disse che sarebbe ripassato con sua moglie &#8211; \u201csa com\u2019\u00e8, sono sempre le donne a avere l\u2019ultima parola\u201d.<\/span><\/p>\n<p>E cos\u00ec, a mani vuote, torn\u00f2 a casa, vuota come l\u2019aveva lasciata. Di quel muro bianco non ne fece mai niente. Si limit\u00f2 a girare la sedia di un poco, cos\u00ec da poter fare le sue belle colazioni senza che quella parete cos\u00ec fastidiosamente bianca gli rovinasse il piacevole rituale domenicale. Cominci\u00f2 a crescere un poco di muffa; lui, di spalle, continuava a leggere beato.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27286\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27286\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ogni domenica, Claudio si era alzato di buon\u2019ora. 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