{"id":27216,"date":"2016-04-29T17:07:57","date_gmt":"2016-04-29T16:07:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27216"},"modified":"2016-04-29T17:07:57","modified_gmt":"2016-04-29T16:07:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-bar-del-parco-di-paola-salino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27216","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il bar del parco&#8221; di Paola Salino"},"content":{"rendered":"<p>Si era seduta al tavolino di un bar: da l\u00ec poteva guardare all\u2019esterno al di l\u00e0 della grande vetrina. Nel parco i rami degli alberi si piegavano sotto il vento dell\u2019autunno, le foglie colorate roteavano nell\u2019aria e scendevano coprendo tutto il terreno e confondendo aiuole e sentieri.<\/p>\n<p>Federica aveva ordinato un caff\u00e8: a lungo aveva girato il cucchiaino nella tazzina. Quando si era decisa a berlo era quasi freddo.<\/p>\n<p>Lei si fermava spesso in quel bar mentre aspettava che la figlia uscisse da scuola. Quel giorno era arrivata con molto anticipo, ma si sentiva cos\u00ec stanca che aveva pensato di potersi fermare e riposare un momento.<\/p>\n<p>Il marted\u00ec Luigi, il suo figlio pi\u00f9 piccolo, era a pallavolo e sua figlia Carlotta restava a scuola fino alle 18,30.<\/p>\n<p>Le piaceva quel bar: era al centro di Vercelli in una piazza piccola e tranquilla, laterale alle vie importanti e che pochi conoscevano. Il piccolo parco con gli alberi e le aiuole facevano immaginare di essere in campagna.<\/p>\n<p>Davanti ai suoi occhi un\u2019immagine netta e chiara di tre anni prima.<\/p>\n<p>Sedeva allo stesso tavolino, stava bevendo un caff\u00e8 e aspettava con ansia che suo marito la raggiungesse.<\/p>\n<p>Finalmente lo aveva visto arrivare dall\u2019altra parte della strada e parcheggiare veloce infilando la macchina in un piccolo spazio libero con una ruota sul marciapiede.<\/p>\n<p>Lo aveva visto scendere dall\u2019auto, prendere la giacca dal sedile dietro e indossarla con un movimento lento, quasi di danza, girando su se stesso. Sul viso un sorriso accennato, gli aveva ricordato quando tanti anni prima lo aveva conosciuto, giovane scanzonato e allegro. Aveva pensato che da tanto non lo vedeva cos\u00ec. In realt\u00e0 da tempo non le capitava di osservarlo.<\/p>\n<p>La vita di tutti i giorni, il lavoro, i figli l\u2019avevano fatta correre da un impegno all\u2019altro\u2026<\/p>\n<p>Questa immagine tante volte in quei giorni le si era ripresentata alla mente. Ne aveva capito solo in seguito il motivo.<\/p>\n<p>Massimo aveva guardato verso i tavolini del bar, lei aveva alzato la mano e lui l\u2019aveva vista subito. Quando le si era avvicinato era tornato l\u2019uomo di sempre: serio, preciso, pensieroso.<\/p>\n<p>Insieme si erano incamminati per giungere alla scuola e per partecipare alla riunione di presentazione ai genitori del piano didattico proposto alle classi prime.<\/p>\n<p>Suo marito era stato come al solito sicuro di s\u00e9, attento, interessato. I dubbi rimanevano a lei: si chiedeva se avevano fatto la scelta giusta, se sua figlia si sarebbe trovata bene in quel liceo privato.<\/p>\n<p>&#8211; \u00a0Ero una donna felice a quei tempi! Lavoravo, badavo ai figli, alla casa\u2026- Si era ritrovata a pensare Federica.<\/p>\n<p>Era davvero riuscita ad organizzarsi bene: aveva due figli, lavorava \u00a0come segretaria in uno studio medico, gestiva la casa e la famiglia. Gli spazi per lei erano pochi ma aveva da sempre sognato di far famiglia e di occuparsene. Ogni tanto era stanca, presa dai tanti impegni, ma si sentiva contenta e realizzata. Era questo il suo ruolo: quello per cui si sentiva importante, soddisfatta di se stessa, riconosciuta dal marito.<\/p>\n<p>Lui si era laureato a pieni voti. Il suo lavoro di commercialista lo impegnava parecchio: professionista capace aveva avuto una carriera veloce ed era, insieme ad un collega, responsabile di uno studio riconosciuto e stimato. Tutto questo per\u00f2 non lo ostacolava eccessivamente dal dare una mano in casa, dallo stare con i figli.<\/p>\n<p>Lei, che era riuscita a fatica a finire ragioneria, si sentiva spesso in soggezione di fronte a lui, si zittiva, non discuteva.<\/p>\n<p>I figli erano tutto per lei, riempivano la sua vita, i suoi pensieri. Era una madre apprensiva e attenta che si preoccupava tanto per loro -a volte troppo- si diceva ogni tanto.<\/p>\n<p>Il marito in casa accettava quanto da lei organizzato.<\/p>\n<p>Tante volte si era detta che era stata fortunata a trovare un uomo come il suo, lo amava ma gli impegni difficilmente lasciavano spazi a loro come coppia.<\/p>\n<p>In quell\u2019anno la vita di Federica sembrava procedere velocemente da un impegno all\u2019altro, giorno dopo giorno: era venuto Natale, arrivata la primavera, finito l\u2019anno scolastico. In quel bar erano andati, appena usciti i risultati, a festeggiare la promozione di Carlotta.<\/p>\n<p>Federica era tranquilla, contenta della vita che conduceva, sicura della normalit\u00e0 che avvolgeva giorno dopo giorno la sua famiglia. Sicura di avere al suo fianco un marito che la amava.<\/p>\n<p>Massimo in quel periodo aveva dovuto dedicare maggior tempo al lavoro: era diventato pi\u00f9 distratto nell\u2019organizzazione di vita e nell\u2019impegno nei confronti dei figli, pi\u00f9 spesso fuori casa.<\/p>\n<p>Federica non ne era preoccupata.<\/p>\n<p>In quei giorni lui le aveva accennato di avere un cliente svizzero con cui aveva trattative riservate e complicate. Per questo aveva dovuto recarsi pi\u00f9 volte in Svizzera.<\/p>\n<p>Lei lo sentiva pi\u00f9 taciturno e pi\u00f9 impegnato. Aveva pi\u00f9 volte cercato di parlargliene ma senza successo.<\/p>\n<p>-Bisogna lasciarlo tranquillo. Non dargli fastidio!- si diceva.<\/p>\n<p>Altre volte Massimo appariva pi\u00f9 presente e attivo nella vita di famiglia, aiutava Carlotta a studiare, portava Luigi a pallavolo.<\/p>\n<p>Federica allora si tranquillizzava, un\u2019ombra per\u00f2 le rimaneva in fondo al cuore senza che lei ancora riuscisse a distinguerla.<\/p>\n<p>In estate tante cose erano capitate.<\/p>\n<p>Massimo aveva deciso di aprire uno studio a Losanna aiutato da quel cliente di cui le aveva parlato. Questo avrebbe richiesto una sua presenza in Svizzera pi\u00f9 assidua dall\u2019autunno.<\/p>\n<p>Avevano trascorso, come facevano ogni anno, le vacanze dai suoceri a Castiglione ma lui aveva dovuto recarsi spesso a Vercelli e a Losanna lasciandola sola.<\/p>\n<p>Federica cominciava a sentire sempre di pi\u00f9 su di lei il peso della famiglia.<\/p>\n<p>Un sabato pomeriggio quando lui era arrivato per il week-end avevano avuto una pesante discussione: lei gli aveva portato i suoi dubbi, le sue preoccupazioni,\u00a0 la richiesta di essere cauto.<\/p>\n<p>Massimo si era arrabbiato e di colpo si era messo a gridare forte attaccandola. Lei non lo aveva mai visto cos\u00ec.<\/p>\n<p>Si era zittita decidendo di non parlarne pi\u00f9. Si sentiva offesa, svilita, arrabbiata.<\/p>\n<p>In autunno Massimo era spesso a Losanna: parlava con foga di migliori guadagni, di riconoscimenti ufficiali delle sue capacit\u00e0 professionali\u2026 Non parlava della sua famiglia, dei suoi figli, sembrava tranquillo che Federica avrebbe continuato a sostenere senza problemi la vita familiare.<\/p>\n<p>Lei non era pi\u00f9 riuscita a dirgli nulla. D\u2019altronde tutto sembrava per lui facile e possibile, lavorare tra Vercelli e Losanna un gioco da ragazzi\u2026<\/p>\n<p>Le preoccupazioni e l\u2019amarezza sembravano assediare solo lei, non la lasciavano dormire, le occupavano i pensieri. Aveva paura che le cose non sarebbero andate bene come il marito diceva.<\/p>\n<p>Lui appariva tranquillo, sicuro, ma anche come sospeso, collegato ad un\u2019altra realt\u00e0.<\/p>\n<p>Le sembrava a tratti di non riconoscerlo pi\u00f9, lo sentiva lontano. Quando Luigi gli chiedeva maggiore attenzione si spazientiva.<\/p>\n<p>Federica pensava spesso che le energie e la passione del marito gradualmente migrassero oltre confine.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 i viaggi di Massimo in Svizzera non avevano intaccato troppo la vita familiare, avvenivano di solito vicino ai week-end. In questo modo Federica poteva pi\u00f9 agevolmente far fronte alla sua assenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto era stato moderatamente tranquillo fino a che un fredd nnmhgo luned\u00ec di novembre Federica era stata chiamata mentre lavorava. Luigi aveva avuto un incidente a scuola. Lo avevano portato in ospedale.<\/p>\n<p>Lei era corsa in pronto soccorso: dovevano operarlo d\u2019urgenza per una frattura scomposta al femore.<\/p>\n<p>Aveva cercato tante volte di chiamare il marito a Losanna ma il suo cellulare era spento. Si era resa conto di colpo che non aveva il numero telefonico del nuovo studio. Affannata aveva cercato la segretaria a Vercelli ma neanche\u00a0 lei aveva il numero.<\/p>\n<p>Nel giro di 5 minuti Massimo aveva richiamato: si era fatto spiegare cosa era successo, le aveva detto che sarebbe partito il prima possibile.<\/p>\n<p>Per fortuna l\u2019operazione era andata bene, anche Carlotta l\u2019aveva raggiunta in ospedale.<\/p>\n<p>Erano poi arrivate le insegnanti di Luigi preoccupate, l\u2019amica di Carlotta.<\/p>\n<p>Era stato importante per Federica sentire le persone intorno a lei.<\/p>\n<p>Quando Massimo era giunto a met\u00e0 pomeriggio lei aveva detto senza emozione:<\/p>\n<p>-Siamo riusciti a farcela da soli!<\/p>\n<p>Era stato solo nel silenzio della notte che un pensiero si era fatto spazio nella sua mente.<\/p>\n<p>La segretaria le era sembrata in imbarazzo\u2026 come poteva non avere a portata di mano il numero dello studio di Losanna?<\/p>\n<p>Da quel momento Federica era diventata pi\u00f9 vigile e attenta. Voleva capire di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Se chiedeva al marito qualcosa sulla Svizzera otteneva sempre risposte gentili, ma che a lei sembravano troppo evasive.<\/p>\n<p>Cos\u00ec aveva cercato di avere pi\u00f9 informazioni dalla segretaria, dal suo socio: non tutto era cos\u00ec lineare come faceva credere Massimo.<\/p>\n<p>Aveva cos\u00ec pensato che in Svizzera suo marito si occupasse di affari sospetti e segreti di cui era meglio non sapere.<\/p>\n<p>Ma anche questo non la convinceva del tutto.<\/p>\n<p>Un\u2019idea remota l\u2019aveva sfiorata ma non voleva in realt\u00e0 tenerne conto e preferiva lasciarla nascosta e distante.<\/p>\n<p>Fino a che, qualche mese dopo, aveva deciso di andare a Losanna.<\/p>\n<p>Si era cos\u00ec trovata di fronte a quello che tanto temeva: c\u2019era uno studio, ma era in un gran bell\u2019appartamento e nell\u2019appartamento c\u2019era una gran bella donna, occhi scuri, capelli neri, forme sensuali.<\/p>\n<p>Non aveva reagito con rabbia come si sarebbe aspettata. Una sensazione di nausea e di disgusto le aveva preso la gola &#8211; La sentiva ancora! &#8211;<\/p>\n<p>Con lucidit\u00e0 aveva pronunciato poche parole:<\/p>\n<p>-Buongiorno, sono la moglie di Massimo, immagino che lei sia la sua puttana!<\/p>\n<p>E al marito che stava uscendo dalla doccia aveva detto che non gli avrebbe pi\u00f9 permesso di mettere piede a casa, avrebbe preparato lei tutta la sua roba e l\u2019avrebbe portata nel suo studio.<\/p>\n<p>E cos\u00ec aveva fatto. Aveva impiegato pi\u00f9 giorni per inscatolare tutto con zelo e precisione, per cominciare ad accettare la realt\u00e0. Il suo cuore era diventato di ghiaccio, impermeabile ad ogni dolore.<\/p>\n<p>Aveva messo in mano la separazione ad un avvocato, chiesto e ottenuto l\u2019affido dei figli. Aveva perso il suo uomo.<\/p>\n<p>Una sensazione di schifo la assaliva spesso da allora le rare volte in cui pensava a questa storia o quando era costretta a riparlare con lui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al bar del parco in un oasi di silenzio i pensieri corrono nella sua mente: si rende conto che non \u00e8 consueto per lei ripensare al passato. I figli, gli affanni e l\u2019organizzazione del presente di norma riempiono tutta la sua mente\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I ragazzi stanno uscendo da scuola. Ecco Carlotta! si ferma un istante, ha un ragazzo al suo fianco, gli sorride, lo saluta. Lui le prende il viso e la bacia sulla bocca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Federica senza accorgersene accenna un sorriso, dopo tanto tempo un po\u2019 di tenerezza le riscalda il cuore\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27216\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27216\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si era seduta al tavolino di un bar: da l\u00ec poteva guardare all\u2019esterno al di l\u00e0 della grande vetrina. 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