{"id":27147,"date":"2016-04-27T22:37:53","date_gmt":"2016-04-27T21:37:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27147"},"modified":"2016-04-27T22:37:53","modified_gmt":"2016-04-27T21:37:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-consecutio-temporum-di-alessandro-perrella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27147","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Consecutio Temporum&#8221; di Alessandro Perrella"},"content":{"rendered":"<p>Le porte si chiusero e in un battito di ciglia pens\u00f2 come avesse fatto a non notare prima quanto il suo sorriso fosse rasserenante.<br \/>\nSi era sempre detto che non erano le persone a farsi notare ma gli occhi di chi le guarda a notarle e a farlo nel momento giusto, quando pronte a percepire.<br \/>\nForse il momento era arrivato e la capacit\u00e0 percettiva di prima era svanita alla luce di una nuova sensazione.<br \/>\nLa vita era assurdamente stressante adesso.<br \/>\nSeparazioni, perdite improvvise, il lavoro che non andava come avrebbe voluto.<br \/>\nTuttavia da tempo e con tenacia manteneva la direzione, solo che improvvisamente si era chiesto quale fosse la meta del viaggio che andava lungo quella direzione.<br \/>\nLe perdite improvvise a volte hanno un effetto dirompente sulla mente, illuminando luoghi dentro e fuori che prima erano invisibili o oscuri.<br \/>\nS\u2019interrogava spesso su queste cose.<br \/>\nAnche quando era preso da mille doveri del suo lavoro, una parte della sua mente lavorava sui pensieri essenziali, quelli che tutti fanno ma che spesso dimenticano spazzati via da una notte di sonno.<br \/>\nIl sonno, da quanto non ne faceva uno decente, uno ristoratore e capace di fornirgli la sua ricarica, senza dover attingere al suo Qi, che ormai si stava consumando..<br \/>\nLe porte si aprono e poi di nuovo si chiudono in una manciata di secondi, il tempo per lasciar entrare o uscire qualcuno dalla scena.<br \/>\nEra singolare la velocit\u00e0 e la frammentariet\u00e0 di un viaggio e dei protagonisti che si alternano in esso\u2026gli sembrava ora di essere spettatore di quel che accadeva piuttosto che protagonista.<br \/>\nIl telefono vibr\u00f2 nella sua tasca, incredibile come questo riuscisse ad interrompere sempre nel momento meno opportuno, cerc\u00f2 di ignorarlo.<br \/>\nTorn\u00f2 a vibrare quasi a voler prepotentemente richiamare l\u2019attenzione del suo possessore.<br \/>\nCon un gesto rapido ma delicato port\u00f2 all\u2019attenzione degli occhi il suo telefono ed il messaggio che veicolava, per lui ora ricco di superficiali e vuote parole anche se profonde per chi aveva una prospettiva diversa dalla sua.<br \/>\nAltri si affollavano nel viaggio e poi sparivano\u2026<br \/>\nLe porte si aprivano adesso di continuo e si richiudevano allo stesso tempo.<br \/>\nLa velocit\u00e0 era la stessa ed erano le persone che entravano o uscivano a doversi adattare a queste, mai il contrario.<br \/>\nEsattamente come doveva essere cos\u00ec andava.<br \/>\nDi nuovo prepotentemente il suo telefono torn\u00f2 a vibrare.<br \/>\nPensava che di fatto oggi, chiunque pu\u00f2 raggiungerti sempre in qualunque momento del tuo quotidiano.<br \/>\nAncora una volta prese il telefono con destrezza e ne lesse il messaggio che gli portava.<br \/>\nStavolta un mittente con una semplice richiesta che lui ed il suo lavoro avrebbero dovuto esaudire appena possibile.<br \/>\nAveva sempre odiato i rumori per questo usava la vibrazione, pi\u00f9 discreta e non sempre percepibile.<br \/>\nO meglio lui credeva che fossero percepibili solo quelle vibrazioni che contavano.<br \/>\nOvvero, quando chi volesse mettersi in contatto con lui, lo fosse veramente anche a livello empatico.<br \/>\nIn verit\u00e0 spesso accadeva cos\u00ec ma altrettanto spesso semplicemente che non sentisse il telefono mentre la vita era in movimento.<br \/>\nOra era fermo e quindi ogni vibrazione che arrivava era chiaramente percepibile, udibile dal suo corpo.<br \/>\nIl viaggio continuava con la stessa velocit\u00e0 del pensiero che ritornava sulle perdite, i nuovi eventi ed il lavoro, in un intreccio narrativo del pi\u00f9 complicato dei romanzi di Murakami, il quale ben rappresentava con la sua parola scritta la stessa complessit\u00e0 del suo antico paese, il Giappone.<br \/>\nDa l\u00ec fu subitaneo il salto indietro nel tempo con lo sguardo al futuro.<br \/>\nDa quanto mancava in Giappone?<br \/>\nSolo due anni, ma a lui sembravano un eternit\u00e0.<br \/>\nI tempi erano cambiati, non c\u2019era pi\u00f9 la libert\u00e0 di poter fare tutto come prima.<br \/>\nAdesso il lavoro e mille altri problemi sembravano non dargli tregua e quindi rendere impossibile la pianificazione di un tale viaggio, in realt\u00e0 la pianificazione di una qualsiasi cosa.<br \/>\nPensieri disordinati, un po\u2019 come le parole che scritte velocemente sullo schermo di un computer tramite la tastiera, sembravano dislessiche e sostituendosi erroneamente tra di loro senza avere in apparenza il giusto significato. Tuttavia, in realt\u00e0, quasi come in un enigma cifrato degno di Turing avevano senso per chi sapesse leggerle e pertanto essenzialmente non disordinate.<br \/>\nLe porte ancora si aprirono e si richiusero e qualcuno uscendo stavolta venne travolto da queste.<br \/>\nIn effetti la vita se non sei veloce nel afferrare quello che ti offre, via d\u2019ingresso o uscita che sia, pu\u00f2 travolgerti e sballottarti a destra e manca\u2026<br \/>\nIl suo viaggio era quasi al termine, il pensiero torn\u00f2 di nuovo all\u2019inizio di questo.<br \/>\nAveva ancor tanta voglia di vedere quel suo sorriso capace di illuminare tutto.<br \/>\nLe porte di nuovo si aprirono, il telefono vibr\u00f2 ma stavolta non vi fece caso pi\u00f9 di tanto\u2026si stava muovendo, concentrato sul suo momento in modo del tutto naturale, stava uscendo.<br \/>\nL\u2019ascensore aveva terminato il suo viaggio, era al suo piano, non uno specifico, il suo piano ed in lontananza, essendo stato gi\u00e0 visto, a sua volta intravedeva.<br \/>\nEra felice del viaggio, delle sue fermate e dei pensieri fatti, ma ancor di pi\u00f9 di incrociare quello sguardo e vedere il suo sorriso\u2026l\u2019attesa era valsa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27147\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27147\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le porte si chiusero e in un battito di ciglia pens\u00f2 come avesse fatto a non notare prima quanto il suo sorriso fosse rasserenante. 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