{"id":27145,"date":"2016-04-27T22:14:06","date_gmt":"2016-04-27T21:14:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27145"},"modified":"2016-04-27T22:14:06","modified_gmt":"2016-04-27T21:14:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-ringo-di-savater-di-andrea-sciadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27145","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il Ringo di Savater&#8221; di Andrea Sciadini"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>PREFAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019importanza della trattazione argomentativa di questo scritto forse passer\u00e0 subito in secondo piano non appena i tuoi occhi avranno posato lo sguardo, e la tua mente focalizzato l\u2019attenzione, sull\u2019ambiguo titolo, che necessita di una spiegazione. Come il noto biscotto, conosciuto per il suo doppio gusto e per il suo strato cremoso che amalgama le due parti, anche Savater ha il suo Ringo, anzi, \u00e8 un Ringo.Con la paura che piano piano sale, non sapendo cosa potrebbe dire riguardo questa affermazione, la volont\u00e0 di questo credo di affermarsi \u00e8 sempre pi\u00f9 grande. Il filosofo spagnolo infatti, nasce da una dicotomia ,da un dissidio che prende in considerazione diversi aspetti della vita, della societ\u00e0 e della politica, i quali agli occhi di tutti potrebbero risultare divergenti, rette parallele che percorrono uno stesso piano ma in direzione diversa, non incontrandosi\u00a0 mai. Lo scrittore invece sa rendere omogeneo, attraverso un composto di sua creazione, i concetti discordanti che rappresentano il bianco e il nero, il bene e il male. Sa con certezza che non si pu\u00f2 apprezzare l\u2019uno senza confrontarsi con l\u2019altro. Il caos sensoriale e argomentativo, il dubbio, lo smarrimento \u00e8 dato proprio da quel composto, che senza, i due biscotti alla vaniglia e al cacao non sarebbero uniti, e perderebbero di gusto.<\/p>\n<p><strong>I <\/strong><\/p>\n<p><strong>Nascita<\/strong><\/p>\n<p>Non esiste nulla. Il vuoto pi\u00f9 totale. Rimani solo tu e il tuo Io, pronti a darvi battaglia per la conquista del controllo corporale, entrambi sentite un ronzio fastidioso provenire da fuori, un caos sensoriale vi travolge, lasciandovi senza fiato. Lampi improvvisi vi accecano, perdi la tua parte, ti senti piccolo, troppo piccolo. Di colpo una luce, un bagliore pi\u00f9 forte di tutti, ti fa vedere per la prima volta, non col cuore ma con gli occhi; \u00e8 gi\u00e0 qualcosa, un inizio promettente. Fasci di colori corrompono la tua vista, prima di adesso immacolata, immagini frastagliate ti si presentano meschine e accattivanti. Sei solo, svegliati, vai avanti.Apri quel libro, scorri le pagine, buttati, sei pronto per la caduta libera verso il mondo ?Forse \u00e8 cos\u00ec che Savater desidera che affrontassimo il suo Ringo, come un nascituro che scopre il mondo per la prima volta, che inizia a guardare, scrutare\u00a0 l\u2019orizzonte immerso tra le righe.<\/p>\n<p>Lasciarsi indietro tutto e portarsi con se nulla. Il biscotto bianco viene presentato subito, la realt\u00e0 \u00e8 come ci appare: pulita, conforme, omogenea. \u00c8 quello che vedi quando vai al lavoro, quando fai la spesa, quando leggi il giornale.<\/p>\n<p>Il reale si ferma l\u00ec, statico e perfetto, perch\u00e9 farsi delle domande ?<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 II <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L<\/strong><strong>\u2019algoritmo della societ\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Dopo aver provato quel gusto cos\u00ec soddisfacente e chiaro perch\u00e9 sentire il bisogno di andare oltre ? Eppure la mancanza di qualcosa inizia a farsi sentire, si fa largo tra la sicurezza e il controllo della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Non esisteva infatti un altro strato, molto pi\u00f9 consistente e invitante?<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo, lo scrittore ci apre una visione pi\u00f9 ampia della societ\u00e0: perch\u00e9 ? Essere affamati di domande \u00e8 l\u2019unica via d\u2019uscita da un caos primordiale, privo di sicurezze. La societ\u00e0 \u00e8 e sar\u00e0, il primo e unico ostacolo verso la conoscenza, che \u00e8 la naturale spinta vitalistica dell\u2019uomo. Rifacendomi al pensiero del filosofo svizzero Rousseau, convinto sostenitore dello stato di natura, che \u00e8 la dimensione sociale pi\u00f9 pura dell\u2019uomo, e della sua perdita causata da una progressione evolutiva inefficiente su piano idealistico, la societ\u00e0 attua un processo di alienazione sul soggetto, rendendolo estraneo, e perdendo la suddetta dimensione. La soluzione appare quasi chiara, tornare indietro infatti, ci farebbe capire quanto ci siamo allontanati dal nostro stato di partenza, e quanto noi non facciamo nulla per il corretto funzionamento dell\u2019organismo che seppur corrotto dall\u2019avidit\u00e0 ci mantiene in vita e che noi chiamiamo societ\u00e0. Bisogna essere sociali, avere spirito critico, capace di spodestare le verit\u00e0 assolute. La difficolt\u00e0 pi\u00f9 grande sta proprio qui: come fare a criticare idee e convinzioni credute ciecamente a cui anche tu hai potuto constatare la loro limpida precisione?<\/p>\n<p>Prova a pensare qualcosa di diverso, fuori dagli schemi, \u00e8 impossibile vero? gli schemi, quegli stessi schemi che si ampliano e si modificano ad una velocit\u00e0 impressionante, e stargli dietro diventa praticamente un\u2019impresa. Convinti seguaci di verit\u00e0 ufficiali, e tutti gli appartenenti a ciascuna categoria sono straconvinti di possedere e soprattutto di esercitare il proprio spirito critico. L&#8217;algoritmo della societ\u00e0 sfrutta questa nostra fallace convinzione e promuove e ci consiglia contenuti vicini alle tematiche dei nostri pensieri e tutti di fatto veniamo incentivati a cementificare le nostre fissazioni. Da qui alla morte definitiva dello spirito critico il passo \u00e8 breve.<\/p>\n<p>Come se ne esce? Provando a cambiare punto di vista sulle cose.<br \/>\nSolitamente chi lo fa lascia per un attimo il suo credo, per poi riprenderlo subito dopo, guardandosi intorno per paura che qualcuno abbia visto quel suo credo andar via, abbandonarlo. Sfortunatamente esercitare il proprio spirito critico vuol dire cercare di essere prima di tutto critici con le proprie convinzioni. Nella storia \u00e8 sempre stato difficile mettere in discussione le proprie idee ma nel mondo di oggi \u00e8 assai semplice, il via vai di micro idee o fast-food, usa e getta \u00e8 talmente amplio e articolato che perdersi risulta irrimediabilmente ironico e allettante.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>III<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ripeti com me<\/strong><\/p>\n<p>Quanti sogni, quante frasi, sparse in un connubio di elegante ingenuit\u00e0 e raccapricciante follia, ti porgono la mano, offrendoti un mondo migliore. Molti, compreso me, (diciamoci la verit\u00e0: tutti), hanno provato questa sensazione di semplicit\u00e0 e leggerezza, che alimentavano piano il nostro spirito narcisistico, che acutamente manifestava e sbandierava questo mondo come se fosse solo nostro. La teoria della caduta dell\u2019eroe presenta sempre uno spettacolo a cui assistere \u00e8 indispensabile. Quante volte infatti, per una persona che cambiava idea, che spargeva parole come se fosse sale sulla strada innevata per curare questa staticit\u00e0 mentale, il mondo si inchinava a lui, gli estremisti lo criticavano e i ruffiani e ipocriti lo idolatravano. Fa sempre un certo effetto cambiare, per di pi\u00f9 il modo di pensare; ma quanto peso bisogna dargli realmente? Da ci\u00f2 voltiamo pagina, proviamo a porci una domanda che capita ora spontaneamente: siamo liberi? La Storia del mondo, ma anche quella che viviamo sulla nostra pelle tutti i giorni, se qualcosa ci insegna \u00e8 che la parte migliore di un\u2019esistenza la passiamo quando rincorriamo degli obiettivi che sono di fondamentale importanza per l\u2019esistenza stessa. Ci\u00f2 vale anche per le cose pi\u00f9 futili, una semplice azione corrisponde ad una reazione, e il nostro inconscio ci dice che \u00e8 la libert\u00e0 a guidarci. Mentre lottiamo per questi obiettivi ci sentiamo vivi e ci\u00f2 che ci spinge in quei momenti, in quei periodi, \u00e8 la ricerca dell\u2019assenza di vincoli legati a norme o leggi. E questa vitalit\u00e0 che proviamo dentro di noi non \u00e8 altro che un senso profondo di Libert\u00e0. Una Libert\u00e0 positiva, che d\u00e0 un senso alle nostre azioni e alla nostra vita. Ma quando l\u2019obiettivo viene raggiunto, cosa succede? Ce lo godiamo forse per un po\u2019, ma poi accade che il nostro corpo, ingordo contenitore di sensazioni e obiettivi, incomincia a digiunare; quel senso di vuoto pervade l\u2019animo : la meta raggiunta non ci soddisfa pi\u00f9. Cos\u00ec accade che l\u2019asticella viene spostata sempre pi\u00f9 in alto, la nostra voglia insaziante di ricevere stimoli sempre pi\u00f9 grandi inizia ad occupare le nostre giornate. Avviene quindi un processo di anti-libert\u00e0, la natura umana per quanto complicata possa essere, ha bisogno di un\u2019unica batteria: il continuo bisogno. Assaporare idee e pensieri, seppur banali, risulta l\u2019unico stimolo per considerare la vita viva. La libert\u00e0 quindi \u00e8 una conseguenza del bisogno. Perch\u00e9 quindi cercare costantemente la libert\u00e0? perch\u00e9 opporsi al controllo? Avremo sempre bisogno di un bisogno, che ci tenga incollati ad un dilemma, che ci faccia risolvere un problema, un dibattito. Tutto si riduce ad una semplice operazione matematica. L\u2019algoritmo della societ\u00e0 funziona anche qui, non credere che non funzioni, non credere che si manifesti all\u2019improvviso per annientarci moralmente quando meno ce l\u2019aspettiamo. Ne siamo sempre sotto il suo potere, il suo controllo, o meglio non controllo sulla libert\u00e0. Imprime infatti a questo concetto, una talmente elevata potenza vitalistica che evitare risulta quasi disumano. Vai a scuola, trova un lavoro, sposati, vai a votare, dubita, sbaglia, vinci, perdi, conformati, nega, urla,\u00a0 ora ripeti con me \u201cio sono libero\u201d.\u00a0\u00a0\u00a0<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>IV<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Fine dei giochi<\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Se sei rimasto a leggere e sei arrivato fin qui vuol dire che in fondo sai che tutto ha una fine, un punto di non ritorno. Vogliamo giocare a fare la guerra?<\/p>\n<p>Immaginiamoci questa frase, innocente in cuor suo, detta dai due pi\u00f9 grandi capi di stato del mondo. I giornali di tutto il globo terracqueo ne riportano la notizia, creando un sottile strato di ilarit\u00e0. Purtroppo la dura realt\u00e0 \u00e8 che \u00e8 cos\u00ec, questa frase \u00e8 vera, quanto me e te. \u00a0Giochi irrinunciabili di bambini capricciosi che si contendono strati di terra, e al di sotto di essa bambini ancora pi\u00f9 piccoli, che se ne avessero la possibilit\u00e0 giocherebbero volentieri lontano da loro. Eppure la convivenza nel parco giochi richiede la partecipazione di tutti, ognuno deve collaborare alla salvaguardia della stabilit\u00e0, e poco male se qualcuno si sporcher\u00e0 di fango nel farlo. Episodi cos\u00ec capitano tutti i giorni in giro per il mondo. E se si potesse fermare? Darci un taglio con queste battaglie crudeli e inutili? La domanda ovviamente \u00e8 retorica, certo che non si pu\u00f2, tutto si riduce ad uno scontro, che pu\u00f2 essere fatto di parole come di armi. E quindi iniziamola questa guerra: decine di bambini sporchi nel fango, alcuni si ritirano prima del previsto, chi perch\u00e9 deve tornare a casa per cena, o chi perch\u00e9 si \u00e8 fatto male.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>V<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 CONCLUSIONI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>P<\/strong><strong>anta rei, o quasi<\/strong><\/p>\n<p>Seppur questo mondo fatto di Ringo, offra solo una societ\u00e0 propagandistica, opportunista, dispotica e tirannica, una libert\u00e0 fatta di illusioni e di sogni, manipolatrice e meschina, e una guerra empia e insensata, questo stesso mondo non ha fatto i conti con il cambiamento, impercettibile sublime cambiamento, muta il cosmo in un battito di ciglia, elude prove scientifiche, leggi giudiziarie, credi e fedi, incurabile e incolpabile cambiamento. I Ringo esistenti non possono rimanere tali per sempre. Eppure le foglie cadono costantemente in autunno, in inverno appaiono i primi fiocchi di neve, e la primavera li scioglie, aprendo le porte al sole che scalda e fa sentire al sicuro. E allora cos\u2019\u00e8 che cambia: siamo noi, la societ\u00e0, la politica, l\u2019economia, il mondo? Forse \u00e8 l\u2019apparenza che cambia, ma la sostanza rimane la stessa. Non era infatti vero che non si pu\u00f2 discendere due volte lo stesso fiume, poich\u00e9 l\u2019acqua dello stesso \u00e8 in continuo cambiamento? D\u2019altro canto per\u00f2, il fiume in se, \u00e8 sempre uguale, anche se l\u2019acqua cambia. C\u2019\u00e8 una canzone che forse esprime al meglio il concetto qui presentato, uso il forse perch\u00e9 una canzone non pu\u00f2 fondare verit\u00e0, non pu\u00f2 legarsi all\u2019algoritmo della societ\u00e0, alla caduta dell\u2019eroe, alla libert\u00e0 o alla guerra, ma pu\u00f2 far sperare: The time they are a-Changin\u2019, Bob Dylan.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27145\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27145\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 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