{"id":27112,"date":"2016-04-26T10:19:17","date_gmt":"2016-04-26T09:19:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27112"},"modified":"2016-04-26T10:19:17","modified_gmt":"2016-04-26T09:19:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-mi-dica-dottore-di-patrizia-scialoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=27112","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Mi dica dottore&#8230;&#8221; di Patrizia Scialoni"},"content":{"rendered":"<p>La donna entra nel mio studio come una ventata improvvisa, con una profusione di scuse per il suo ritardo, in uno sventolio di foulard colorati e capelli arruffati. Si scusa e nello stesso tempo si toglie l&#8217;impermeabile, e nello stesso tempo sposta la sedia, e nello stesso tempo cerca il posto dove poter appoggiare la borsa.<br \/>\n&#8221; Prego, si accomodi&#8221; le dico con calma facendo apparire il mio pi\u00f9 cordiale sorriso che si stampa sul mio faccione tondo per rimanerci tutto il tempo necessario. Mi sono allenato anni per farlo rimanere l\u00ec inalterato, rassicurante, inoffensivo.<br \/>\n&#8221; Grazie..&#8221; Lei finalmente finisce di fare tutto quello che deve fare e riesce quasi a mettersi a sedere, perch\u00e8 all&#8217;improvviso scatta in piedi gettandosi sulla borsa.<br \/>\n&#8221; Oh, scusi, non ho spento il cellulare&#8230;&#8221; e annaspa, rufola, sembra quasi che stia cercando un rifugio in quella enorme borsa nera.<br \/>\n&#8221; Ha paura&#8230;&#8221; penso &#8221; Non \u00e8 pronta&#8230;&#8221;<br \/>\nLei cerca ancora un p\u00f2 nella borsa, forse trova il cellulare, forse lo spenge, di sicuro se ne esce con una sonora soffiata di naso in un fazzolettino che le \u00e8 capitato in mano.<br \/>\n&#8221; Sta rimandando&#8221; mi dico, mentre per lasciarle un attimo di privacy controllo qualcosa da qualche parte su qualche foglio, facendo finta di non guardarla, ma tenendola sempre sott&#8217;occhio.<br \/>\nL&#8217;inizio \u00e8 sempre difficile, lo so, ma il discorso \u00e8 ben rodato, il sorriso regger\u00e0 fino alla fine e ad un certo punto cerco anche di empatizzare con loro, dopodich\u00e8 li abbandono&#8230; Li devo abbandonare&#8230;<br \/>\nUn piccolo movimento, un leggero abbassamento delle spalle, un impercettibile segno di resa, mi fanno capire che il momento si sta avvicinando. Ancora qualche secondo per ripiegare minuziosamente il fazzolettino che era gi\u00e0 appallottolato e buttarlo nella borsa. Poi inspirando ampiamente si gira e mi fissa negli occhi.<br \/>\n&#8221; Mi dica dottore&#8230;&#8221; e a quel punto vedo che tutte le scuse che mi ha raccontato prima sono false, che lei \u00e8 arrivata in ritardo perch\u00e8 semplicemente stamattina non riusciva a smettere di piangere, perch\u00e8 aveva bisogno di stare ancora un p\u00f2 accanto a chi ama, ad un figlio, un marito, un&#8217;amica, chiss\u00e0, e mentre la guardo il mio discorso parte implacabile, preciso, corretto.<br \/>\nLa donna \u00e8 seduta di fronte a me con le braccia e le gambe incrociate, un timido tentativo di difesa dalle mie parole che, seppur pacate e addolcite, la stanno tagliando a fette come la pi\u00f9 spietata delle lame.<br \/>\nParlo e vedo tutte le sue speranze sfumare via, mentre lei stessa \u00e8 diventata un fragile cristallo che sto prendendo a martellate riempiendo di schegge il mio pavimento a scacchi. Parlo e scruto in quel volto scarno tutti i segni del male che la sta divorando&#8230; quelle macchie sulla pelle delle gote, quell&#8217;alone bluastro che hanno le sue labbra, il colore spento dei suoi capelli. Tutte cose che anche lei vede allo specchio, ma che finora non aveva il coraggio di chiamare per nome.<br \/>\nParlo, e il mio rassicurante sorriso non abbandona mai il mio faccione bonario mentre cerco di tenere il suo sguardo ancorato al mio, anche se lei spesso guarda da un&#8217;altra parte e si nasconde dietro una ciocca di capelli&#8230;<br \/>\nMa \u00e8 importante che mi guardi negli occhi, che capisca che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente da fare, che dopo aver lottato per cos\u00ec tanto tempo insieme e aver provato tutte le strade, sperimentato tutte le strategie, \u00e8 arrivato il tempo di issare la nostra logora bandiera bianca&#8230;la guerra \u00e8 finita, abbiamo perso&#8230; Sono anni che cerco il modo migliore per dire ad una persona, che tra poco morir\u00e0, e il modo che mi sembra pi\u00f9 giusto \u00e8 sempre stato quello diretto, implacabile, togliendo loro ogni speranza, ogni appiglio, facendoli scivolare gi\u00f9, fino in fondo. Sono disumano? No, sono onesto, ed \u00e8 questa forse la parte pi\u00f9 difficile: guardarli negli occhi e dire la verit\u00e0, tutta questa orribile verit\u00e0&#8230;<br \/>\nLei incassa il colpo e torna finalmente a guardarmi. Si vede che sta facendo uno sforzo incredibile per non piangere, ma non ce la f\u00e0, e due lacrimoni pesanti cadono lungo le sue gote spigolose. Vorrebbe essere forte, ma non lo \u00e8. E&#8217; umana.<br \/>\n&#8221; Quanto tempo rimane dottore?&#8221; Su questa domanda inutile effettivamente mento. Dico sempre un p\u00f2 meno rispetto ai tempi delle statistiche perch\u00e8 ho notato che se a qualcuno pronostici due mesi di vita, il terzo se lo gode con un p\u00f2 pi\u00f9 di soddisfazione, sembra loro forse di poter beffare in qualche modo la morte, e questo periodo viene vissuto in maniera meno tragica, con un p\u00f2 pi\u00f9 di leggerezza, quasi normalmente. A parte il dolore, certo, il loro compagno inseparabile di questo breve tratto di vita.<br \/>\nIl mio discorso piano piano si esaurisce con parole di conforto senza per\u00f2 cadere mai in frasi fatte. Lei a questo punto \u00e8 svuotata di tutto, vorrebbe farmi magari altre cento domande, ma non sa da dove iniziare, ne cosa dire, e forse si accorge che non sono importanti davvero. Ma cerca il mio sorriso, \u00e8 l&#8217;unico posto della stanza dove sembra che i suoi occhi possano trovare un istante di pace, e io lo offro in silenzio, rendendolo ancora pi\u00f9 amichevole, accogliente e caldo.<br \/>\nAppena riesce a trovare un p\u00f2 di forza accenna ad alzarsi.<br \/>\n&#8220;Ah dottore&#8230;scusi&#8230;ma se io&#8230;&#8221; adesso \u00e8 un p\u00f2 pi\u00f9 lucida e inizia a snocciolare una serie di finali diversi per la sua storia che io cordialmente smonto, impacchetto e riconsegno al mittente.<br \/>\n&#8221; Questa storia finisce in un&#8217;unica maniera&#8230;&#8221; penso, mentre lei ancora intorpidita ripercorre i gesti dell&#8217;arrivo, ma all&#8217;incontrario: s&#8217;infila l&#8217;impermeabile, accende il cellulare, chiude la borsa, rimette a posto la sedia, tutto in un silenzio spento, che per\u00f2 non \u00e8 imbarazzante.<br \/>\nNel mentre mi sono alzato per accompagnarla alla porta, sperando fino all&#8217;ultimo che lei non dica altro, ma appena tocca la maniglia si gira verso di me, annuisce e mi dice con un piccolo sorriso, che in realt\u00e0 \u00e8 solo un tentativo di tirare un p\u00f2 su il labbro a destra.<br \/>\n&#8221; Arrivederci dottore&#8230;e grazie&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8221; Arrivederci signora&#8221; Ecco l&#8217;ha detto, mi ha ringraziato&#8230; tutti quando escono dalla nostra terribile conversazione mi ringraziano e io non ho ancora capito perch\u00e8.<br \/>\nAdesso sono solo nella stanza, e quasi senza accorgermene inizio a stropicciarmi gli occhi, come a voler cacciare l&#8217;immagine di quella donna, che mi fissa negli occhi mentre le dico che sta morendo. Un attimo appena, poi un leggero tocco alla porta mi fa sussultare.<br \/>\n&#8221; Avanti&#8221; Sara, la mia segretaria entra in silenzio.<br \/>\n&#8221; Dottore, c&#8217;\u00e8 Antonio con la mamma.&#8221; E&#8217; un p\u00f2 rossa, imbarazzata, si morde nervosamente il labbro inferiore mentre un luccichio sospetto le fa brillare gli occhi. Lei sa tutto dei miei appuntamenti di oggi&#8230;<br \/>\n&#8221; Oh si, certo, falli entrare.&#8221; Ritorno dietro la mia scrivania cercando di scacciare tutta la mia frustrazione, tutto il mio disagio.<br \/>\nFaccio appena in tempo ad indossare il mio cordiale sorriso che la madre e il figlio sono gi\u00e0 dentro, un saluto appena sussurrato poi la donna punta dritto alla sedia tenendo il bambino per mano, si siede e lo prende in braccio stringendolo forte, come per paura che qualcuno lo porti via, anche se \u00e8 proprio questo quello che accadr\u00e0. Poi alzano insieme i loro sguardi verso di me, due paia di occhi grandi, azzurri e disarmanti che tremano un p\u00f2, occhi senza pi\u00f9 lacrime che mi fissano e implorano piet\u00e0: sono due condannati a morte schierati di fronte al plotone d&#8217;esecuzione senza nemmeno la misera protezione di una benda per proteggerli dal male, da tutto quanto il male che sta per travolgerli.<br \/>\n&#8221; Mi dica dottore&#8230;&#8221; E io deglutisco un attimo perch\u00e8 le parole tardano ad arrivare, anzi si rifiutano proprio di uscire dalla mia bocca per aggredire questa donna&#8230; Non posso dirle che il bambino che sta cos\u00ec amorevolmente stringendo al seno, ormai \u00e8 solo carne per i vermi e il prossimo natale l&#8217;unico regalo che ricever\u00e0 sar\u00e0 un mazzo di fiori colorati che l&#8217;inverno congeler\u00e0 sulla sua tomba bianca&#8230; Non posso, non posso proprio&#8230; Ma nel momento stesso che penso queste cose, il mio discorso parte da solo, semplice, esplicito, diretto con alcune parole dolcemente camuffate per la presenza del bambino&#8230; Di nascosto dal cuore al mia mano si \u00e8 armata e spara implacabile e precisa, dritta al cuore della donna, una, due, cento volte. E mentre la vedo sbriciolarsi davanti a me, il mio sorriso si espande cercando di essere qualcosa, qualsiasi cosa che possa aiutare questa donna, perch\u00e8 non ho nient&#8217;altro da offrirle, niente.<br \/>\nSpero vivamente che non mi ringrazi quando uscir\u00e0 di qui&#8230; Lo spero davvero.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_27112\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"27112\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La donna entra nel mio studio come una ventata improvvisa, con una profusione di scuse per il suo ritardo, in uno sventolio di foulard colorati e capelli arruffati. 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