{"id":26991,"date":"2016-04-13T16:22:50","date_gmt":"2016-04-13T15:22:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26991"},"modified":"2016-04-23T18:50:05","modified_gmt":"2016-04-23T17:50:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-corredo-di-giusi-scerri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26991","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il corredo&#8221; di Giusi Scerri"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oltrepassavano i muri con i loro suoni, cadenzati e acuti, inseguendosi nell\u2019aria fino ad arrivarle alle orecchie. Ascoltarli, era quello che pi\u00f9 le piaceva sentire, quando la mattina tornava su questa dimensione. Ogni giorno era l\u2019inizio di una avventura nuova, non si aspettava niente, ma era certa che tutto fosse l\u00e0 ad aspettarla. Un tintinnio di porcellana, due donne, le loro voci lontane quel che bastava per non sentire le parole. Profumi di timo, pomodoro a soffriggere, odori che arrivavano lenti e intensi fin dentro il sonno della domenica. Uno sbattere di sportello, frammenti di risate, rumori di passi, in cucina la vita era gi\u00e0 iniziata, mentre, accovacciata tra le lenzuola, assaporava le impronte dei sogni appena lasciati.<\/p>\n<p>La luce filtrava decisa dalle persiane verdi a indicare che ora di alzarsi, eppure, Caterina, preferiva indugiare, come se avesse paura di consumare troppo in fretta la giornata, o che essa, vivendola, deludesse le aspettative che in quel momento erano l\u00ec custodite e da ammirare.<br \/>\nEra un rito alzarsi, poggiare i piedi sulle mattonelle fresche, indugiare a sentire l\u2019aria sulle gambe, il tempo fresco e dilatato dei giorni di festa.<br \/>\nL\u2019armadio bianco a tre ante era posto davanti al letto, leggero e incombente allo stesso tempo.<br \/>\nCaterina apriva le finestre per lasciare entrare la luce naturale del giorno e il cinguettio degli uccelli sembrava invadere la camera insieme al caldo del sole dei primi giorni d\u2019estate.<br \/>\nOra avrebbe avuto tutto il tempo per \u201cammirare\u201d quel piccolo tesoro, distribuito, sui due ripiani a sinistra dell\u2019armadio.<br \/>\nNel momento in cui si aprivano le ante il profumo di lavanda e di canfora anticipava, alla vista, quello spettacolo di colori.<br \/>\nScatole fiorite, buste lucide, pile di asciugamani rilegate con fiocchi rosa e bianchi, lenzuola ricamate, \u201cstrofinacci\u201d da cucina, con disegni naif, che portavano lontano la fantasia.<br \/>\nQuando le mani arrivavano a poggiarsi sulla prima pila di spugna, indugiavano ad accarezzare quella morbidezza, ogni colore pareva dare sulla pelle una sensazione diversa.<br \/>\nPoi con cura, Caterina, cominciava ad appoggiare le scatole ancora chiuse sul letto, alcune contenevano camicie da notte ricamate, forse da riservare ai viaggi o a quando sarebbe diventata mamma. Le camicie di seta, invece, scappavano dalle mani un po&#8217; tremanti per la paura di sciuparle, cangiavano alla luce e la voglia di indossarne qualcuna e guardarsi allo specchio era troppo grande ogni volta.\u00a0 Ve ne era una in particolare, color amarena, che metteva in risalto la sua pelle bianca, sembrava un vestito da sera, era bello specchiarsi e riconoscersi.<br \/>\nSuccessivamente, con lentezza e soddisfazione, le riponeva nelle scatole raccogliendole nella velina, uno scricchiolio lieve nel ripiegare i suoi tesori.<br \/>\nA seguire tirava fuori i completi da cucina e le lenzuola, quando voleva essere pi\u00f9 audace, le portava al viso per annusarne l\u2019essenza fiorita della vita futura.<br \/>\nQuali tavole avrebbero apparecchiato quelle tovaglie? quali letti avrebbero abitato le lenzuola?<br \/>\nIl cuore sembrava scorrere dal petto alla gola e dalla gola al petto, quando sentiva un rumore arrivava inaspettato, indugiava qualche minuto e quando era certa di non essere sentita, con delicatezza, riponeva tutto al suo posto nell&#8217;armadio: \u201ci loro incontri dovevano rimanere segreti\u201d.<\/p>\n<p>Quando la nonna portava a casa un nuovo pezzo del corredo, Caterina si sentiva orgogliosa, sapeva che ella aveva fiducia in lei, che la riteneva importante come donna e come portatrice di vita. La nonna sapeva che avrebbe mutato forma un giorno, che forse sul momento non l\u2019avrebbe capito appieno quel gesto, ma sentiva che ne stava cogliendo l\u2019importanza.<br \/>\nAveva traslocato dalla casa della sua infanzia ormai da anni e fu cos\u00ec impegnata a vivere, che non si accorse del tempo che passava veloce, parte del corredo fu usato, altro and\u00f2 materialmente perduto, eppure, si rese conto che il ricordo che restava di esso lo sorpassava, oltre le stagioni e i ricordi, il gesto, restava indelebile.<br \/>\nCaterina aveva sviluppato la consapevolezza che il \u201ccorredo\u201d non sarebbe mai andato perduto, che la cura con la quale era stato messo da parte, anno dopo anno, fino ad arrivare a lei una volta diventata grande, le aveva dato la sicurezza e la fiducia, che le generazioni che l\u2019avevano preceduto la stessero pensando e le dessero sostegno.<br \/>\nSpostandosi in uno spazio speciale ringrazi\u00f2 sua nonna e cap\u00ec quando le diceva: \u201cTi verr\u00f2 in mente tante volte e dirai, la mia nonna aveva ragione\u201d. La nonna ne aveva gi\u00e0 fatto esperienza e con amore lo comunicava a quella bambina che con gratitudine avrebbe tramandato il suo corredo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26991\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26991\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Oltrepassavano i muri con i loro suoni, cadenzati e acuti, inseguendosi nell\u2019aria fino ad arrivarle alle orecchie. 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