{"id":26970,"date":"2016-04-12T18:51:24","date_gmt":"2016-04-12T17:51:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26970"},"modified":"2016-04-12T18:51:24","modified_gmt":"2016-04-12T17:51:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-bambola-di-giulia-pedonese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26970","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Bambola&#8221; di Giulia Pedonese"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Arriv\u00f2 al campo una mattina che pioveva. Camminava strano, con il passo di chi non ha casa e non gliene importa pi\u00f9 di tanto, e aveva gli occhi di un altro pianeta. Per la curiosa inerzia della gente, fu subito nota come Bambola.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La sistemarono in una tenda alla bell&#8217;e meglio, da sola, perch\u00e9 nessuno aveva chiesto di lei e lei non chiese la compagnia di nessuno. Aveva con s\u00e9 soltanto una bambola col vestitino pulito e netto, scampato al diluvio, le lentiggini dipinte sul viso e un paio di trecce di lana marrone. A guardarla bene, sotto il nasino a punta, sbucava l&#8217;ombra di una bocca rosa che lei si divertiva ad aprire e chiudere come per fargli il solletico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Non sei un po&#8217; grande per queste cose?<br \/>\n-Quali cose?<br \/>\nAveva guardato l&#8217;impiegata dell&#8217;anagrafe con una lucidit\u00e0 allarmante. Attraverso i suoi sapienti occhiali la vecchia pens\u00f2 che, di tutte le stranezze che le sfilavano davanti, una ragazza di al massimo sedici anni con una bambola di pezza, in fondo, non era la peggiore.<br \/>\n-Hai parenti, amici, conoscenti?<br \/>\n-No.<br \/>\n-Bagagli?<br \/>\n-No.<br \/>\nCompilando la scheda, la matita a un tratto si spunt\u00f2. L&#8217;impiegata, che in un altro momento avrebbe lanciato improperi dell&#8217;altro secolo, fiss\u00f2 il foglio dove un attimo prima c&#8217;era la riga continua e fluida del lapis; le torn\u00f2 in mente la treccia di una bambola e il vestito a pois con la mantella rossa con tanto di cestino: la cappuccetto rosso di quando aveva quattro anni e che una mattina, svegliandosi, non trov\u00f2 pi\u00f9. Corse difilato dalla mamma, che rispose tranquillamente &#8216;l&#8217;ho buttata. Te ne far\u00f2 un&#8217;altra&#8217;. Si riscosse, guard\u00f2 la ragazza con un accenno di tenerezza e si accorse che aveva gli occhi di un altro pianeta. Poi domand\u00f2:<br \/>\n-nome?<br \/>\n-Lily.<br \/>\n-Anni?<br \/>\n-Ventuno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L&#8217;impiegata dell&#8217;anagrafe si blocc\u00f2 ancora, ma la matita stavolta non si era spezzata. Fulmin\u00f2 Lily con lo sguardo e cancell\u00f2 i suoi occhi di un altro pianeta. Pos\u00f2 la matita con tutta calma e con una mano sola, a cinque dita, distrusse il modulo di assegnazione mentre diceva un -si accomodi &#8211; pieno di stizza. I presenti si domandarono cosa avesse potuto fare di cos\u00ec grave una ragazza di al massimo sedici anni all&#8217;impiegata dell&#8217;anagrafe, che si era addirittura alzata per indicarle l&#8217;uscita.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Senza fare una piega, Lily se ne and\u00f2. La vecchia torn\u00f2 a sedersi sul suo scanno come sessantacinque anni prima si era seduta sul letto ad aspettare, ma l&#8217;altra bambola non era arrivata, n\u00e9 il giorno dopo, n\u00e9 mai.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Cos\u00ec si era beccata la tenda e il nome di Bambola, anche se non pareva farci caso. Si aggirava tra le baracche tenute su da fascette di plastica, cercando di cacciare qualche topo per la cena. Ogni giorno passava un camion carico di cibo liofilizzato e se ne andava la sera carico di immondizia. Ogni tanto il camionista si affacciava dal finestrino gridando: -Bambola!- mentre il camion sterzava lungo la via del bosco, spruzzando di fango la sua tenda.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lily non ci badava. Il suo carattere serio e la sua stirpe nordica l&#8217;avevano abituata a ben altri freddi che non fossero le occhiate di un&#8217;umanit\u00e0 ostile. Veniva dall&#8217;est e viaggiava da sola. Il diluvio l&#8217;aveva trovata sulla via di casa, quando da lontano si poteva gi\u00e0 vedere la Manica. Aveva perso tutto: le calze di ricambio, il vestito buono, lo zaino e il bollitore, ma, in fondo, aveva preso l&#8217;imprevisto come l&#8217;opportunit\u00e0 di vedere un pezzo di mondo sconosciuto e che le ricordava tanto i campeggi estivi. Anche l\u00ec c&#8217;erano baracche e tende e bambini che si lavavano nudi nei secchi, e panni stesi ad asciugare prima che fossero del tutto puliti, per non consumare troppo il sapone di marsiglia. Anche allora aveva la sua bambola e la vestiva con la sua coperta, la sera, davanti al fuoco, quando il cibo non mancava e si arrostivano i marshmallow.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Poi, una sera, mentre era di ritorno alla sua tenda con tre furasacchi legati per la coda, Lily sent\u00ec un sasso rimbalzare sulla lamiera. Si ferm\u00f2 e vide l&#8217;ombra del camion dei rifornimenti dietro i primi alberi del boschetto. Riprese a camminare. Un altro sassolino rimbalz\u00f2 sulla baracca di destra, senza che la consueta nuvola di bambini volasse tra le pozzanghere, nell&#8217;ultimo gioco della sera. Sapeva di non doversi voltare. La tela blu del camion ormai riluceva tra i rami secchi e le incandescenze del crepuscolo. Impercettibilmente, Lily port\u00f2 una mano dietro la schiena e strinse un piedino della bambola, che teneva legata alla cintura come le maman africane si portano nei campi, sotto il sole subsahariano, i loro bambini color del buio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Portatela, Mark, potrebbe farti il woodoo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Le bambole woodoo somigliano alle vittime, imbecille!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Appunto, vedi come ti stanno le trecce!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Prendi quei topi che ti ha lanciato sul muso, piuttosto, che sono buoni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Dai su, muoviti che ci hanno sentito&#8230;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Tanto meglio. Noi portiamo a questa gente del cibo e puliamo via la loro merda. Scommetto che se anche quelli dell&#8217;amministrazione lo sapessero, ci darebbero ragione. Ce n&#8217;\u00e8 da metter su un bel traffico di puttane.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Scherzi? Quella della terza divisione ha messo su casa che \u00e8 un gioiello, \u00e8 riuscita anche a coltivare fiori. Te la sbatti un paio di volte e ci fa da mezzana.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Sicuro come l&#8217;oro- disse Mark tirandosi su i pantaloni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Questa la prendo io. E tu, tesoro, cresci.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Uscirono, sputando in terra. Tornando verso la citt\u00e0, Mark lasci\u00f2 il suo amico all&#8217;angolo tra la strada sterrata e l&#8217;inizio dei primi ruderi. Percorse un lungo rettilineo, svolt\u00f2 sotto un cavalcavia da cui pendevano braccia di borragine e parcheggi\u00f2. Una volta a casa, Christie, la sua bambina, fu felicissima della bambola e la tenne stretta per tutta la cena. Poi se la port\u00f2 nel letto e, il giorno dopo, a scuola.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Fu sorpresa, tornando a casa, che un amico di suo padre le offrisse un passaggio. Non lo aveva mai visto prima, ma le aveva suonato il clacson e aveva sorriso come se la conoscesse. Aprendo la portiera, l&#8217;aveva invitata a salire e aveva gridato:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">-Bambola!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"JUSTIFY\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26970\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26970\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arriv\u00f2 al campo una mattina che pioveva. 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