{"id":26967,"date":"2016-04-12T18:27:22","date_gmt":"2016-04-12T17:27:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26967"},"modified":"2016-04-12T18:27:22","modified_gmt":"2016-04-12T17:27:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-sonni-di-sogni-di-mattia-tortelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26967","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Sonni di sogni&#8221; di Mattia Tortelli"},"content":{"rendered":"<p>Nottetempo, gli avventori di quei vicoli sporchi di periferia sono drogati e prostitute. \u00c8 un quartiere del quale Dio si \u00e8 dimenticato in fretta, da quando la cementificazione delle nuove aree vicino al centro ha portato via fino all\u2019ultima persona felice. L\u00ec sono rimaste le persone tristi, i relitti di quella societ\u00e0 che divora, succhia, spolpa, e poi, semplicemente, sputa. Sono quelle inutili vite gettate dal caso sulla terra e assegnate fin da principio a una sorte misera. Le case hanno facciate sporche di piscio e abitanti pi\u00f9 sporchi di quelle stesse facciate. Una drogata, a cui rimangono pochi denti, si spara in vena la sua dose davanti alla televisione, accesa sulla Rai, mentre dalla culla della stanza accanto arriva il pianto smorzato del bambino, avuto da un uomo sparito nel buio di una notte sbagliata. Sotto il loro balcone una ragazza in minigonna e tacchi a spillo vende il suo sesso per poco o niente. In giro dicono che faccia i prezzi migliori del quartiere.<\/p>\n<p>Per quei vicoli cammina un uomo distinto: ha un cappello in testa, un paio di occhiali con lenti pulite e un vestito da ufficio. Ha addirittura una cravatta, la barba curata e lascia dietro di s\u00e9 una forte scia di acqua di colonia. Avanza a passo deciso nelle sue scarpe laccate, come conoscendo esattamente la meta. Sembra convinto di essere lontano dallo squallore e dal muto dolore di quel posto. Ha guanti di pelle nera e banconote nel portafoglio. Le regole dei vicoli bui imporrebbero che a un tale personaggio qualcuno, sbucato da dietro un angolo, puntasse un coltello al collo e lo derubasse di ogni suo avere. Ma non a lui. Tutti l\u00ec conoscono il signor Fileo: quarant\u2019anni compiuti da poco e una moglie bellissima, rannicchiata in un letto freddo che tenta di scaldare da sola, e due bambini, che ora stanno riposando, riempiendo sonni di sogni. La loro casa \u00e8 rimasta calda e vuota: Fileo ora si aggira tra i vicoli con passo sempre pi\u00f9 veloce. All\u2019odore acre di piscio \u00e8 ormai abituato, alle persone che si fanno la dose sul marciapiede ancora no.<\/p>\n<p>La luna nel cielo stasera ha deciso di non mostrarsi e sono solo due i lampioni funzionanti nella via in cui svolta. Gli altri sono stati rotti per gioco dai pochi bambini rimasti e dalla loro voglia di uccidere la noia del giorno. Le porte rovinate dal tempo e dall\u2019incuria corrono insieme ai civici alla sua destra e alla sua sinistra. Gli involucri di mattoni che racchiudono storie di vita appaiono impenetrabili dall\u2019esterno, come prigioni di massima sicurezza da cui \u00e8 proibito ogni contatto con il mondo esterno. L\u2019ombra del signor Fileo si ferma, all\u2019improvviso, come fosse un treno arrivato al capolinea. Di fronte a lui c\u2019\u00e8 la solita porta nera, con l\u2019angolo destro in alto scrostato che lascia intravedere il legno sotto, e la maniglia arrugginita, una volta dorata. La serratura \u00e8 piena di graffi, lo spioncino ha il vetro crepato. Le sue nocche bussano una sequenza in codice, quasi un motivetto. I secondi che passano fino all\u2019apertura della porta rimangono sospesi, proprio come la vita, in quel nulla. Poi la serratura scatta quattro volte, la maniglia si abbassa e la porta si apre. Dietro c\u2019\u00e8 una donna di colore, le labbra carnose tinte di rossetto cremisi e gli occhi scuri e profondi, leggermente celati dai capelli mossi. Appena vede il signor Fileo lo riconosce, gli sorride e lo fa entrare.<\/p>\n<p>La casa si trova nelle stesse condizioni della sera precedente: la polvere accumulata sotto il divano e negli angoli, in cucina i piatti sporchi e ammassati nel lavello e il cesso ancora intasato. Le due figure salgono le scale nell\u2019oscurit\u00e0 e arrivano alla camera da letto. Le tende di cretonne sono tirate, la stanza \u00e8 illuminata soltanto dalla flebile luce delle due abat-jour sui comodini e le lenzuola sono accartocciate sul materasso sfondato. Due ombre varcano la soglia. Lo fanno in silenzio, nessuno ha ancora detto una parola. Quella sera si scambieranno solo vite sporche e stanche della vita stessa. Fuori dalla sua casa il signor Fileo lascia il sonno della moglie e dei figli, insieme a tutti gli altri pensieri. Pensieri che allontana lentamente, percorrendo i vicoli di quella periferia. Finalmente \u00e8 solo, solo con la sua ombra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mano sfila di tasca trenta euro e li passa alla donna di colore con un gesto che lei conosce bene e che contraccambia con quel solito mezzo occhiolino. Il signor Fileo rimane disteso sul letto qualche secondo, tentando disperatamente di non affogare. Trattiene il fiato in apnea. Poi si lascia salire lentamente a galla, abbandonando sul fondo ogni emozione. Riesce a mettersi seduto. Guardandosi intorno cerca di evitare la propria immagine sfuocata nello specchio. Si alza, raccoglie i vestiti e si ricompone. Scende gradino per gradino, come immerso in una moviola al contrario. Cammina nei vicoli a ritroso lungo quella strada imparata a memoria. Il respiro \u00e8 regolare, le narici percepiscono l\u2019odore di piscio. L\u2019anima sembra essergli rimasta appiccicata ai piedi ormai solo debolmente. Quell\u2019anima che ha scelto cos\u00ec di proteggere i sogni dei suoi bambini. Lui, il padre cattivo e triste di giorni sprecati, non lo vuole essere. Quella \u00e8 la strada che lo porta ogni notte lontano da casa. Quella \u00e8 la strada dello svestimento, della menzogna giornaliera alla sua bella famiglia, verso un\u2019evasione a pagamento. Il signor Fileo compra l\u2019amore, un amore che non dovrebbe \u00a0mancargli. E lo fa di nascosto, lo fa in fretta. Lo fa nel tempo di una notte.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26967\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26967\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nottetempo, gli avventori di quei vicoli sporchi di periferia sono drogati e prostitute. \u00c8 un quartiere del quale Dio si \u00e8 dimenticato in fretta, da quando la cementificazione delle nuove aree vicino al centro ha portato via fino all\u2019ultima persona felice. 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