{"id":26956,"date":"2016-04-11T18:16:05","date_gmt":"2016-04-11T17:16:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26956"},"modified":"2016-04-11T18:16:05","modified_gmt":"2016-04-11T17:16:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-nero-e-i-tre-fanti-una-novella-sbagliata-di-lorenzo-garzarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26956","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Nero e i Tre Fanti: una novella sbagliata&#8221; di Lorenzo Garzarelli"},"content":{"rendered":"<p>I notiziari vomitano l\u2019epilogo da minuti. Si susseguono frenetici i fotogrammi del cadavere di Nero, del ghigno dei Tre Fanti, del marcio di un\u2019assoluzione per legittima difesa. Abbracci di bigotti e conferenze stampa di avvocati. Osservo costernato dalla mia roccaforte in pietra. Magari potessi farmi uno scotch; dicono serva a rilassarsi. Riavvolgo il nastro, ricucio i fili strappati da uno scaltro mangiafuoco. Adesso viene il difficile: percorrere in controsenso i vicoli sconnessi di una novella sbagliata. Un sospiro, un sussulto, un accenno di lacrima. Sono pronto.<\/p>\n<p>Mi imbattei in Nero dopo decenni di onorata carriera alle dipendenze dello Stato.<\/p>\n<p>Una quiete da cinema all\u2019aperto galleggiava nel consueto acquitrino di volti scarni e filari di divise a strisce, alleggerendo gli strascichi conclusivi dell\u2019ora d\u2019aria. Sullo schermo di un cielo cobalto, ora stormi di gazze, ora brandelli di nuvole multiformi, ora svogliate scie di biplano scorrevano in dissolvenza come titoli di coda di una pellicola in technicolor. Recinzioni ispide di filo spinato vigilavano sul convulso andirivieni di condannati, che rimbalzava incontrollato tra i vertici del cortile come una colonia di formiche rinchiusa in una scatola.<\/p>\n<p>Appena i quattro cilindri in linea della pantera di servizio smisero di brontolare ed il nuovo detenuto fece capolino dallo sportello, il popolo di Orcaia trasal\u00ec incredulo. Che San Leonardo Abate mi trafigga se mento! Persino il Direttore farfugli\u00f2 durante tutto il discorso che il <em>protocollo accoglienza<\/em> impone in certe occasioni. Non per via delle forme spigolose, dell\u2019andatura dinoccolata o della mandibola equina dello spilungone che svettava tra la folla come uno spaventapasseri nel giallo del grano. Il colorito, l\u00ec stava il cruccio: il tipo era nero, nero tosto. Nero pece bollente. Nero Senegal, pigolava il pettegolezzo dei beninformati. Nero ricettazione, aveva sentenziato la stilografica di un giudice. NE-RO: un rintocco di sillabe per battezzare l\u2019unico inquilino di colore del Braccio A.<\/p>\n<p>Col trascorrere dei mesi imparai ad apprezzare il distacco che Nero manteneva dalla routine di galera. Mai una zuffa da mensa, una soffiata traditrice per ingraziarsi i piantoni o un sigaro di contrabbando spillato a suon di favori sessuali. Preferiva di gran lunga bighellonare coi piccioni, rimpinzarsi da bufalo e coricarsi all\u2019imbrunire come un poppante. Conversava a stento per di pi\u00f9. Se mal padroneggiasse il dialetto o prediligesse un cauto silenzio al chiasso di ciarle galeotte non lo ricordano neppure le mie sessanta estati scavate nella roccia. Il mascalzone di Barabba sosteneva di conoscere il suo segreto: \u201cGli hanno insegnato cos\u00ec: se tieni ai denti adoperali per frenare la lingua\u201d. <em>Inusuale e lampante modello di buona condotta<\/em>, avrebbe chiosato un anonimo rapporto della magistratura di sorveglianza.<\/p>\n<p>E i Tre Fanti? Sbircio gli editoriali e leggo di <em>pilastri dell\u2019ordinamento penitenziario scagionati per una difesa mai tanto legittima<\/em>. Da tutori di un ordine colluso ad eroi nazionali: meraviglie del diritto di cronaca. L\u2019assunzione dei Tre Fanti venne vivamente caldeggiata dall\u2019On. Ratti, membro di spicco della Commissione Permanente sulle Carceri. Uniformi lustre, distintivi da secondini appuntati sul petto e quei topi di fogna presero a squittire per i corridoi di Orcaia. Gironzolavano tronfi come pavoni in amore, sfollagente in bella vista su braghe inamidate, alla costante ricerca di un pretesto per infiammare gli animi e menar le mani, consapevoli che il seggio parlamentare del loro santo in paradiso avrebbe reso ogni sopruso impunito, ogni angheria tollerata, ogni regola inapplicabile. Intoccabili, violenti, codardi e bacia piedi. Uomini della peggior stirpe, se di uomini si pu\u00f2 parlare. Come i fanti delle carte insomma: scollata la consistente protezione in plastica anche Picche il moro, Fiori il bruno e Quadri il biondo erano null\u2019altro che un patetico schizzo di inchiostro.<\/p>\n<p>La prima volta di Nero e i Tre Fanti si consum\u00f2 tra gli ululati di un ventoso San Silvestro. Prelevarono il prigioniero in tarda serata e lo scaraventarono tra le lenzuola della lavanderia deserta, che sfiorate dal pastello della luna restituivano alla stanza una cera smorta, di teschio. La squadraccia fremeva per l\u2019eccitazione. Picche brandiva un tozzo randello. Fiori indossava un tirapugni. Quadri giocherellava con una cintura da cowboy. I festeggiamenti non tardarono.<\/p>\n<p>\u201cBuon anno negraccio!\u201d<br \/>\nUna mazzata da far vacillare un bisonte.<br \/>\n\u201cMa io\u2026\u201d<br \/>\n\u201cVuoi farmi gli auguri?\u201d<br \/>\nUn gancio a fracassare lo zigomo.<br \/>\n\u201cVi prego\u2026\u201d, piangendo.<br \/>\n\u201cE a me niente, merda?\u201d<br \/>\nRaffiche di cinghia a striare il costato.<\/p>\n<p>Picchiarono sodo, sporco, senza sosta. Fiori immobilizzava Nero da dietro mentre i complici, a turno, macinavano legnate pesanti come macigni. Di quando in quando lasciavano che la preda scivolasse sulle ginocchia, cos\u00ec da aver buon gioco per soffocarla con buste trasparenti o cacciarle in gola stracci luridi. Interrompevano solo per impedire che svenisse. Ai Tre Fanti premeva che il malcapitato non perdesse i sensi, che assaporasse appieno gli innumerevoli retrogusti della sofferenza. Una scrosciata di acqua gelida e si ripartiva con impeto e rabbia rinnovati. Ancora ed ancora. Finch\u00e9 il manzo non fu battuto a puntino, come una costata al mercato generale. La massima confidata a Barabba si dimostr\u00f2 un catastrofico fiasco: nonostante la lingua frenata, i denti non si trovavano al loro posto.<\/p>\n<p>Ben presto il guardia e ladri al massacro appassion\u00f2 i Tre Fanti, che trasferirono i linciaggi nel reparto di isolamento: con il caldo torrido nella \u201ccella estiva\u201d, priva di finestre e condotti di ventilazione; con i freddi rigidi nella \u201ccella invernale\u201d, dai vetri sfondati e l\u2019umidit\u00e0 tropicale. Affinarono addirittura la tecnica di pestaggio, i miserabili, accorgendosi che la carnagione di Nero si prestava ad occultare le malefatte. I lividi, estese paludi sulle lande di una figura bitorzoluta, si annacquavano con l\u2019ebano della pelle, confondendosi tra dozzine di gradazioni di nero che tenevano a distanza la curiosit\u00e0 degli impiccioni. Decisero quindi di colpire dal mento in gi\u00f9 per scongiurare vistosi sfregi o squarci, terreno fertile per i nasoni occhialuti dei medici.<\/p>\n<p>Nero, da par suo, abbandon\u00f2 gli amati piccioni per rifugiarsi nella solitudine. Incrociarlo divenne impossibile, tranne per gli infermieri a cui propinava inverosimili spiegazioni sulle lesioni che abitualmente riportava. Non profer\u00ec verbo con anima viva. Al tramonto, sgranocchiata qualche briciola controvoglia, sgattaiolava in cella, accendeva una candela e si sdraiava supino. Scrutava il serpeggiare della danza di ombre sul soffitto, che ai suoi occhi gonfi di angoscia pareva tratteggiasse profili di mostro ed artigli di bestia. L\u2019inquietudine ammazzava il sonno: regolarmente sveglio, attendeva abulico l\u2019inevitabile. Giorno dopo giorno. Fino al timbro grave di quel \u201cBarabba, mi rimedi un coltello?\u201d. Amen.<\/p>\n<p>La notte, la Sua Notte, fu gravida di aspre disillusioni ed albe mancate. Il sordo tamburellio della grandine copriva il respiro dell\u2019uomo acquattato nel buio della cella. Fiori, il primo ad entrare, non ebbe neanche il tempo di fiutare l\u2019aria vizza. Braccato alle spalle, venne bloccato da una serrata presa al collo e trascinato lontano da Picche e Quadri. Nero racimol\u00f2 coraggio sbandierando il serramanico a scatto che Barabba gli aveva procurato.<\/p>\n<p>\u201cChiamate il Direttore! Subito!\u201d. Il sudore scrosciava sul bavero slabbrato della camicia.<br \/>\n\u201cAltrimenti leone?\u201d. Quadri masticava tabacco. Impassibile.<br \/>\n\u201cAltrimenti lo faccio secco!\u201d. Premette con convinzione il pulsante sul manico del coltello per azionare il sistema a molla e liberare la lama. Non ud\u00ec alcun clack. Tent\u00f2 nuovamente in bal\u00eca del panico. Una, due, dieci volte. Niente. Il meccanismo di apertura era irrimediabilmente inceppato.<\/p>\n<p>Un boato di grasse risate scosse le pareti: i Tre Fanti nascondevano nella manica il quinto asso, quello vincente.<br \/>\n\u201cDovremmo fare un regalo al buonanima di Barabba. E\u2019 un maestro nel manomettere armi!\u201d. S\u00ec, proprio lui. Barabba la spia, Barabba il Giuda, Barabba la marchetta delle guardie. Che sia dannato.<br \/>\n\u201cIdiota, pensavi di fotterci?\u201d.<br \/>\n\u201cTi coster\u00e0 cara scimmia\u201d, inveirono per un\u2019ultima volta.<\/p>\n<p>Prima di cavargli la luce dalle pupille.<\/p>\n<p>Il Direttore varc\u00f2 la soglia dell\u2019improvvisato mattatoio con glaciale indifferenza. Un penetrante odore di ferro lo distrasse abbastanza da non avvedersi della pozza che tinteggiava di sangue il pavimento.<br \/>\n\u201cPotevate fare meno casino\u201d. Scese col fazzoletto a ripulire il camoscio\u00a0di costosi mocassini.<br \/>\n\u201cCi siamo divertiti un po\u2019\u201d, rispose Fiori a trentadue denti.<br \/>\nI quattro accerchiarono il corpo esanime, che per le fratture scomposte assomigliava ad un burattino spezzato dalle bizze di un bimbo irrequieto.<br \/>\n\u201cFinite il lavoro\u201d.<\/p>\n<p>Due fanti, bravi cagnolini, uscirono dal cerchio zampettando. Quadri si appost\u00f2 sull\u2019uscio a gambe divaricate; Picche si piant\u00f2 sul versante opposto in compagnia di un revolver. Mir\u00f2 la coscia e spar\u00f2.<br \/>\n\u201cCazzo dovevi beccarmi di striscio!\u201d, imprec\u00f2 il ferito.<br \/>\nLa rivoltella fin\u00ec nei pressi di Fiori, che si cur\u00f2 di racchiuderne il calcio nel palmo destro del cadavere di Nero. Nel punto esatto dove l\u2019indomani fu rinvenuto dalla polizia.<\/p>\n<p>Il mosaico andava componendosi; mancava solamente il tassello finale: una Corte d\u2019Assise compiacente. Il cellulare squill\u00f2 tra le imprecazioni deliranti di Quadri.<br \/>\n\u201cSalve On. Ratti, qui tutto come da accordi. Chiami pure il Presidente del Tribunale. A risentirci\u201d.<br \/>\nII Direttore schiar\u00ec la voce allentando il nodo della cravatta: \u201ctrovate il dottore per il coglione bianco ed il cappellano per il coglione nero\u201d.<\/p>\n<p>La legittima difesa era servita.<\/p>\n<p>Pendo dallo scodinzolio di un reporter che idolatra il Guardasigilli. Quanti altri Picche, Fiori, Quadri, Barabba e Direttori ostruiranno le mie budella in calcestruzzo e silicone? Talmente tanti da rallentare la digestione. In barba alla scritta tatuata sopra la mia bocca, che per il mondo \u00e8 un cancello di ingresso arrugginito: <em>le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit\u00e0<\/em>. Gli umani la chiamano Costituzione. Uno smilzo manualetto, asfissiato nelle borse di un plotone di On. Ratti. Boccheggio nell\u2019impotenza. Se fossi in carne scalcerei, se potessi contestare alzerei educatamente il dito. Racconterei di dignit\u00e0 calpestata, rispetto negato, compassione sperduta per i vicoli sconnessi di una miriade di novelle sbagliate. Ma non mi ascolterebbero comunque; per la gente valgo meno di un soldo bucato. In fin dei conti sono soltanto un fatiscente carcere di periferia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26956\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26956\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I notiziari vomitano l\u2019epilogo da minuti. Si susseguono frenetici i fotogrammi del cadavere di Nero, del ghigno dei Tre Fanti, del marcio di un\u2019assoluzione per legittima difesa. Abbracci di bigotti e conferenze stampa di avvocati. Osservo costernato dalla mia roccaforte in pietra. Magari potessi farmi uno scotch; dicono serva a rilassarsi. Riavvolgo il nastro, ricucio [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26956\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26956\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":7688,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[359],"tags":[],"class_list":["post-26956","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26956"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7688"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26956"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26956\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26981,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26956\/revisions\/26981"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26956"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26956"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26956"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}