{"id":26936,"date":"2016-04-08T18:16:04","date_gmt":"2016-04-08T17:16:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26936"},"modified":"2016-04-08T18:16:04","modified_gmt":"2016-04-08T17:16:04","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-dopo-laurora-il-crepuscolo-di-giulia-rebola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26936","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Dopo l&#8217;Aurora il crepuscolo&#8221; di Giulia Rebola"},"content":{"rendered":"<p>Si incontrarono per la prima volta in Rue de L\u2019Huchette, sulla porta ancora chiusa del <em>George\u2019s Cafe<\/em>. Aurore era l\u00ec, dritta come i paletti che seguono la strada, con una sigaretta fra le dita. Osservava il movimento della gente che entrava ed usciva nel susseguirsi dei locali, facendone cadere la cenere.<\/p>\n<p>Dal lato opposto della strada, Chiara, che aveva appena lasciato\u00a0<em>le<\/em> <em>quai de la <\/em><em>Seine<\/em>, navigava in un flusso apparentemente statico, eppure in movimento. In Rue de l\u2019Huchette, le luci effimere della notte iniziavano ad accendersi. Immobili e lampeggianti colorate e poi nere.<\/p>\n<p>-Ciao ragazze io sono Chiara.<\/p>\n<p>-Celine piacere.<\/p>\n<p>-Diana piacere.<\/p>\n<p>Con un gesto della testa ed una voce secca \u2013Aurore.<\/p>\n<p>-Come scusa, Horror?<\/p>\n<p>-No. O-ro-r.<\/p>\n<p>Con un\u2019aria un po\u2019 mortificata Diana le rispose<\/p>\n<p>\u2013Sembra una stronza, ma non morde, dalle tempo che si addolcisce.<\/p>\n<p>In questa strada stretta e lunga il George\u2019s Cafe era l\u2019ultimo dei bar ed alle nove di sera il rituale cominciava. Il bancone si infuocava, il buttafuori gigantesco e con un\u2019espressione paurosa, sempre vestito di nero e con in mano una Coca-Cola, arrivava, schiacciando i cuoricini di carta rossa, che Chiara, tutti i pomeriggi, soffiava sui passanti. Per ultimo e sempre con un Kebab in mano, il Dj. Posava la sua borsa a tracolla e si posizionava davanti alla console, apriva il porta cd, bloccava la cuffia fra l\u2019orecchio e la spalla ed accendeva le sirene sparando fumo in ogni direzione. Fu bellissimo vedere il ripetersi di questa scaletta, che al culmine, scatenava la festa.<\/p>\n<p>-Sciara muoviti, che a sto cocktail cade la schiuma.<\/p>\n<p>-Ehi Sciara, hai dimenticato le noccioline.<\/p>\n<p>Non si capiva ne vedeva molto fra candele fontana, gente che urlava e ballava sui tavoli ed ovunque intorno a Chiara, mentre lei a due mani, portava pi\u00f9 bevande possibili, evitando di rovinare i cocktails fatti da Aurore, che nel frattempo, ballava sul bancone.<\/p>\n<p>-Sciara dai che il metro di shoot sta bruciando.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 in un balzo di fronte ai suoi occhi sbarrati, sbattendo una nuova comanda sul bancone appiccicoso di sciroppi succhi ed alcool e con voce ferma le disse<\/p>\n<p>&#8211; Io mi chiamo Chiara. Ki-a-ra.<\/p>\n<p>Bast\u00f2 la sua determinazione nel pronuncia il suo nome, per incantarla.<\/p>\n<p>Le settimane a ritmo incalzante, sfumavano in un cielo sempre meno grigio, e le due, che all\u2019inizio sembravano evitarsi, iniziarono, a sfide di ballo, a diventare sempre pi\u00f9 complici.<\/p>\n<p>Ben presto Chiara divent\u00f2 la sua droga. Cos\u00ec decise di proporle, nel momento in cui stava cercando casa, una convivenza, per non essere pi\u00f9 in astinenza di lei. Quando non lavoravano, uscivano sempre insieme in ristoranti nascosti nel cuore di Montmartre. l loro preferiti erano quello brasiliano dove si beve solo con il biberon ed il piano bar dai muri tappezzati di post-it.<\/p>\n<p>Ogni alba, dopo aver aperto il divano letto ed aggiustato la coperta a righe colorata, prima di addormentarsi si accarezzavano i capelli e respirando il loro profumo si perdevano nel buio pi\u00f9 intenso.<\/p>\n<p>Si capivano. Nonostante lingue diverse, si capivano. Ognuna si vedeva dentro gl\u2019occhi dell\u2019altra. Nel verde di quelli di Aurore, Chiara si sentiva libera e forte, nei castani di Chiara, Aurore era imprigionata ed invincibile. Sognavano il viaggio in terra straniera, con il Pandino <em>Les Bohemiennes<\/em> rosso, rosso come la terra che stavano per esplorare, decorato di fiori e sul cofano, che apriva la strada, un gabbiano in volo verso il sole.<\/p>\n<p>Erano libere.<\/p>\n<p>I loro capelli ondulati ballavano al vento mentre le loro voci stonate sbraitavano.<\/p>\n<p>Viaggiarono quattro giorni, per far affrontare a <em>Les Bohemeiennes<\/em>, che aveva gi\u00e0 pi\u00f9 di 250 mila chilometri, l\u2019insolita nuova vita. Si fermarono in una cittadina; \u201cBienvenido a Benidorm\u201d in un caldissimo pomeriggio di maggio, nel quale anche il volante scottava.<\/p>\n<p>-Ma dove siamo finite, sembra Miami.<\/p>\n<p>-Davvero, guarda quanti grattacieli. Facciamo un giro cosi vediamo se c\u2019\u00e8 movimento.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 era allungata sul mare, come una donna sul fianco che si tiene la testa.<\/p>\n<p>Dopo qualche giro fra i palazzi pi\u00f9 alti e lontani dal mare, appoggiati alle montagne, videro un cartello con scritto affittasi. Dopo aver parlato con il portiere Dino, scelsero quello che si trovava al nono piano con vista citt\u00e0, piscina e mare. Un piccolo rettangolo pulito ed arredato, con un bagno talmente piccolo che piegandosi per sciacquarsi i denti, il culo andava in cucina. Non volevano nulla di pi\u00f9 a parte posare tutto ed andare a festeggiare. Camminarono fino a tardi, studiando tutti i posti nei minimi dettagli. Fra un Agua de Valencia ed una birra, riuscirono anche a trovare lavoro nello stesso locale, Aurore come barista e Chiara come Gogo Dancer. Tutto ci\u00f2 dur\u00f2 poco. Chiara voleva la Spagna e l\u00ec, bench\u00e9 in Spagna, si trovavano nel quartiere inglese, dove c\u2019erano solo inglesi, si parlava in inglese, trovavi birre inglesi e camminavi sul vomito degli inglesi. A fine lavoro, Chiara port\u00f2 Aurore a bere un bicchiere nel locale in riva al mare dove avrebbe iniziato a lavorare come cameriera.<\/p>\n<p>Tutto era in equilibrio, come il vassoio pieno di bottiglie che Chiara faceva fluttuare al di sopra delle teste agitate a ritmo di musica. Avanzava fra la folla facendo scivolare il suo piede sotto quello degl&#8217;altri, e con una piccola leva e giravolta verso destra, riusciva a spostare qualsiasi corpulenza, uno di quei piedi era quello di Xavier.<\/p>\n<p>Si guardarono. Nei giorni successivi le loro labbra ed i loro cuori si accarezzarono, seguiti da-scusa ma non posso. Aurora che aveva finito prima pass\u00f2 a prenderla. Camminando sul lungomare con un Mojito in mano Chiara le raccont\u00f2, mangiandosi le parole talmente ne aveva, di lui e di tutto ci\u00f2 che provava. Aveva deciso di partire per la Svizzera a fine stagione. Sarebbe stata la loro nuova avventura, ma Aurora che aveva gi\u00e0 la testa a Londra, dove sarebbero dovute partire insieme, rifiut\u00f2 amareggiata.<\/p>\n<p>Dopo aver stretto Aurore alla stazione, Chiara part\u00ec correndo. Guidando ripensava, facendo scorrere i capelli fra l\u2019indice ed il medio in un movimento che sembrava un otto, al patto che fecero prima di partire. Dava ad entrambe un senso di continuit\u00e0, allontanando il sentimento di rottura.<\/p>\n<p>\u201cMai pi\u00f9 di ventiquattrore senza sentirci. Neppure dopo una litigata.<\/p>\n<p>-Hai la mia parola, anche se conoscendoti, dovessi sbagliare un giorno\u2026<\/p>\n<p>-Tu non sei tutti gl\u2019altri, tu sei la mia <em>Poup\u00e9e d\u2019Amour<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Separate da cinque mesi, sentivano il bisogno di riappropriarsi del loro mondo colorato.<\/p>\n<p>Chiara prese l\u2019aereo ed Aurore l\u2019aspettava. Cambiata, fredda come i primi giorni in cui si conobbero, come se le stesse nascondendo qualcosa. I giorni passarono e l\u2019ultima sera andarono in un locale sul Tamigi.<\/p>\n<p>-Ti trovo un po\u2019 strana. Devi dirmi qualcosa?<\/p>\n<p>-No. Va tutto benissimo. Vado un attimo al bagno.<\/p>\n<p>Chiara decise di seguirla, ma la perse nel caos.<\/p>\n<p>-Ma che cazzo fai <em>Poup\u00e9e<\/em>? Cazzo fai?<\/p>\n<p>-Mm\u2026 Ma, ma niente. Cos\u00ec, solo un attimo, poco poco.<\/p>\n<p>-Cosa dici? Vieni fuori, subito.<\/p>\n<p>-Ma chi ti credi di essere per dirmi quello che devo fare eh? Cos\u2019\u00e8? Arrivi qua e sputi sentenze sulla mia vita.<\/p>\n<p>-Ma cosa stai dicendo, ti fa gi\u00e0 effetto la cocaina? O le pastiglie? visto che c\u2019era di tutto.<\/p>\n<p>-Brava brava-inizi\u00f2 a battere le mani- continua cos\u00ec. Ti senti superiore a me? Poverina questa qua. Non mi toccare, lasciami.<\/p>\n<p>-Ehi <em>Poup\u00e9e<\/em>, guardami.<\/p>\n<p>-Mi fai schifo. Come ti permetti, non ho bisogno di te, aggiustati, l\u2019importante \u00e8 che te ne vai. Per sempre.<\/p>\n<p>&#8211; Stai calma, vestiamoci e usciamo a prendere un po\u2019 d\u2019aria fresca.<\/p>\n<p>-S\u00ec s\u00ec usciamo, ma vaffanculo. Sia te che Xavier se con lui sei pi\u00f9 felice.<\/p>\n<p>-Non ti fa bene sta merda, non ti riconosco pi\u00f9.<\/p>\n<p>-Io invece ti conosco benissimo. Naif, rincoglionita, credi sempre che tutto possa realizzarsi. Cos\u00ec, per magia.<\/p>\n<p>-Non credo nella magia, inseguo i miei sogni. Faccio mille sacrifici, forse te ne sei dimenticata. Sono sola, in un paese di stranieri, a Xavier ci sono voluti cinque mesi prima che si decidesse. Ho pianto tanto, al freddo in sto posto inculato. Ma sono sicuramente pi\u00f9 forte di quella merda che usi tu.<\/p>\n<p>-S\u00ec s\u00ec.<\/p>\n<p>-S\u00ec. Non ci stai pi\u00f9 con la testa.<\/p>\n<p>-Io ti dico una cosa sola. Devi partire subito, ritrova casa mia, svuotala delle tue cose e vattene per sempre.<\/p>\n<p>-Ma non so neppure dov\u2019\u00e8?<\/p>\n<p>-Cazzi tuoi, sei cos\u00ec forte.<\/p>\n<p>-Grazie.<\/p>\n<p>Senza meta Chiara inseguiva il ruscello che correva veloce lungo i bordi della strada. Si sentiva come i pacchetti di sigarette arruffati e fradici che interrompevano il flusso della pioggia, chiedendosi come fosse possibile tutto ci\u00f2. Dopo due temporali ritrov\u00f2 l\u2019appartamento di Aurore. Come una scheggia raccolse tutto e part\u00ec, dimenticando molto e prendendo un foglio non suo.<\/p>\n<p>Di ritorno a casa, mentre disfaceva le valigie, si accorse di quel foglio. Il freddo della pioggia di Londra arriv\u00f2 glaciale da lei, leggendo che Aurore aveva abortito. Prese il telefono. Emetteva dei regolari rumori a intermittenza, d\u2019un tratto ravvicinati e poi il vuoto. Inizi\u00f2 a scrivere con veemenza e invi\u00f2 la lettera insieme al foglio, bagnata fra lacrime e pioggia and\u00f2 a casa di Xavier, e ci rest\u00f2. Non smise mai di scriverle.<\/p>\n<p>Questo vuoto avrebbe avuto otto anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26936\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26936\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si incontrarono per la prima volta in Rue de L\u2019Huchette, sulla porta ancora chiusa del George\u2019s Cafe. 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