{"id":26914,"date":"2016-04-08T18:03:45","date_gmt":"2016-04-08T17:03:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26914"},"modified":"2016-04-08T18:03:45","modified_gmt":"2016-04-08T17:03:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-lacqua-di-elena-pucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26914","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;L&#8217;acqua&#8221; di Elena Pucci"},"content":{"rendered":"<p>Nessuna luce e nessun colore. Ti senti estremamente leggera, quasi invisibile, quasi fossi scomparsa del tutto. Intorno a te il niente, nient\u2019altro che puro e semplice niente. E\u2019 stata quella parola. Deve essere stata lei. Complicata e imprevedibile \u00e8 l\u2019anima umana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cAhi!\u201d esclam\u00f2 Nora aprendo gli occhi all\u2019improvviso. Era ancora assonnata mentre con una mano si massaggiava la fronte. Quella maledetta fotografia polverosa si era staccata dal muro e le era caduta in testa, svegliandola. Doveva essere andata esattamente cos\u00ec, perch\u00e9 una sorridente se stessa la stava guardando dal basso verso l\u2019alto. Capelli lunghi incorniciavano un volto luminoso. Grandi occhi, nascosti da una macchina fotografica, fotografavano qualcosa che in quel momento non riusciva a ricordare. Amava quella cornice rossa in legno intagliato. Contrastava perfettamente il bianco e nero della fotografia. Fiss\u00f2 la foto, per un tempo che le parve lunghissimo, e poi l\u2019appese di nuovo al muro e si gir\u00f2 per guardare il mare. Era una notte senza stelle; lo si poteva vedere dal minuscolo obl\u00f2 appiccicato alla parete. Nora si gir\u00f2 verso destra e fece penzolare la sua testa proprio sotto di lei: Jared dormiva profondamente. Avevano discusso abbastanza. Ecco spiegato il motivo per cui non si era svegliata accanto a lui. Erano ormai alcune settimane che si rivolgevano appena qualche parola sussurrata.<\/p>\n<p>Chiuse e apr\u00ec di nuovo gli occhi stropicciandoli con le dita. Morfeo dispettoso, invece che cullare il suo sonno, si era divertito a svegliarla. Adesso doveva trovare qualcosa da fare per calmare la rabbia e il dolore che immediatamente erano riaffioratati in lei; piccoli spilli conficcati dentro la pelle che sanguinavano vistosamente. Con la mano sinistra si tocc\u00f2 prima il collo e poi le spalle, contemporaneamente la mano destra scivol\u00f2 sui suoi seni per poi scorrere lungo la pancia. Era sudata. Stiracchi\u00f2 le gambe, intorpidite dalla posizione nella quale si era addormentata e dette un\u2019ultima occhiata oltre l\u2019obl\u00f2: nessuna stella, solo la luna luminosa che si specchiava nel mare di carbone. Voleva alzarsi, cercando di non svegliare Jared. Non aveva nessuna voglia di parlarci adesso. Appoggi\u00f2 il piede sul primo scalino e scese piano, senza far rumore. Piedi nudi che appoggiano su un parquet caldo. Piedi senza calzini. Piedi spogliati di tutto. Un po\u2019 come si sentiva lei in quel momento. Nessuna identit\u00e0.<\/p>\n<p>Senza il minimo rumore spinse la porta lasciando alle spalle quel piccolo rifugio di sonno e sogni.<\/p>\n<p>Passi sicuri e decisi attraversavano un corridoio circondato dal buio. Conosceva fin troppo bene anche l\u2019angolo pi\u00f9 nascosto della sua abitazione galleggiante. Con entrambe le mani delineava i contorni di quelle pareti ruvide e sconnesse. Gli occhi si abituavano all\u2019oscurit\u00e0 e mano a mano che avanzava riusciva a intravedere la panca di legno e il tavolino, dove sempre si sedeva da ormai 273 giorni.<\/p>\n<p>Sgran\u00f2 il pi\u00f9 possibile gli occhi per riuscire a farsi strada nel buio. Immediatamente le venne voglia di bere e si mise a tastare con le mani il tavolino, in cerca di un po\u2019 d\u2019acqua. Era una notte d\u2019estate, e l\u2019aria calda le aveva seccato la gola. Trov\u00f2 subito il bicchiere e la bottiglia accanto ad esso. Mancava solo un ultima cosa. Mancava un pennarello per scrivere un messaggio. Che idiozia, parlare con l\u2019acqua. Nora se lo ripeteva ogni giorno da quando aveva iniziato quel rito propiziatorio, se cos\u00ec si pu\u00f2 chiamare. Qualcuno, di cui non ricordava il nome, gli aveva raccontato che se aveva un dubbio, se stava poco bene, se voleva ardentemente realizzare qualcosa; avrebbe potuto chiederlo all\u2019acqua, prima di berla. Cos\u00ec era andata e cos\u00ec lei faceva ogni volta da quando era partita. Prese il bicchiere e vers\u00f2 l\u2019acqua al suo interno. Poi con entrambe le mani tast\u00f2 ancora una volta il perimetro del tavolo e finalmente trov\u00f2 il pennarello che utilizzava ogni volta che voleva parlarle. Fiss\u00f2 per qualche secondo il bicchiere e l\u2019acqua al suo interno. Era davvero sicura di scrivere ci\u00f2 che il suo cervello pensava? E se l\u2019acqua l\u2019avesse ascoltata davvero? Ci\u00f2 che pensava era ci\u00f2 che voleva ardentemente? Scrisse, con una scrittura grande e sinuosa. Poi bevve e mentre beveva cominci\u00f2 una conversazione con se stessa. Preg\u00f2 per lei, vener\u00f2 quell\u2019acqua che ogni giorno accompagnava la sua esistenza. Jared le diceva sempre che il suo unico neurone rimasto stava lottando per sopravvivere e lei non faceva niente di sensato per tenerlo in vita, anzi alimentava la volont\u00e0 di ucciderlo al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>Finito di bere pos\u00f2 il bicchiere ed entr\u00f2 nell\u2019unica porta che si trovava alla fine del corridoio. Avanz\u00f2 piano verso la doccia. Si tolse gli slip e gir\u00f2 la manopola per azionare il getto dell\u2019acqua. Innumerevoli gocce di liquido bagnato cominciarono a scenderle lungo il corpo. Pi\u00f9 l\u2019acqua la toccava, pi\u00f9 lei si rilassava. Rabbia e collera sembravano a poco a poco abbandonarla per lasciar spazio ad uno stato di beata completezza. Era stanca di ogni cosa che ruotava intorno a lei. Era confusa. Desiderava ardentemente l\u2019unica persona che non avrebbe mai potuto avere. Il fuoco dentro di lei bruciava e presto non sarebbe pi\u00f9 riuscita a controllarlo. Lui avrebbe controllato lei, annientandola. Lo amava, ma non lo amava pi\u00f9 come aveva amato fino ad ora suo fratello. Adesso lei desiderava il suo corpo e amava la sua voce, il sorriso, i suoi occhi; amava persino i suoi polmoni, i reni e lo stomaco.\u00a0 Amava tutte le sue ossa, i muscoli, il suo sangue. Lei amava il suo cuore ed amava amarlo. Non lo amava pi\u00f9 come si ama un fratello. Quel tipo di amore se n\u2019era andato, scomparso, fuggito. Aveva lasciato la sua anima per sempre e adesso quel nuovo tipo di amore la faceva soffocare. E Jared amava lei allo stesso modo. Lei lo sapeva. Lei lo scopriva a guardarla di nascosto. Ladro ubriaco di vita, la ammirava con occhi incantati. Ma Jared \u00e8 riflessivo, ponderato, misurato. Jared \u00e8 la metratura di una stanza, Nora invece \u00e8 il caos che vi \u00e8 all\u2019interno. Lui \u00e8 religioso e crede nel potere del sangue. Due persone nate nel solito sangue non possono amarsi, o comunque non possono amare quel tipo d\u2019amore. Non ci saranno mai unioni di corpi tra loro. Non esisteranno baci, ne carezze; lui non potr\u00e0 mai toccarla, non nel modo in cui vorrebbe lei. Lui riesce a non desiderarla, lui riesce a farla sentire rifiutata. Lui l\u2019ammira, la venera, ma ha deciso che non pu\u00f2 averla e la sua mente si \u00e8 auto convinta di questo e lui lo accetta. Nora e Jared sono fratello e sorella e non possono amarsi, punto.<\/p>\n<p>Doccia bollente per scrollarsi di dosso ogni cosa. Acqua che scorre. Pensieri che le assillano la mente e tanta voglia di lui. Voglia che ogni giorno diventa ossessiva, compulsiva, insopportabile. Voglia di vomitargli addosso tutte le sue paure e tutto quell\u2019amore che si tiene dentro ormai da troppo tempo. Cos\u00ec che infinite parole sono uscite dalle sue labbra solo pochi giorni fa. Lei gli ha sussurrato ogni cosa, ogni singolo pensiero. Lui adesso sa e questo sapere lo ha sconvolto, destabilizzato; ha ingarbugliato la sua mente con pensieri che adesso non sono pi\u00f9 solo pensieri, perch\u00e9 parlandone gli ha conferito fisicit\u00e0. Adesso sono reali. Mille parole sono uscite dalla sua bocca, come un fiume in piena che con forza annienta tutto ci\u00f2 che incontra sul suo cammino. Nora \u00e8 stata quel fiume. Jared non le parla da quel giorno. Solo silenzi tra di loro. Silenzi che fanno pi\u00f9 male di ogni singola parola che potrebbe uscire dalle loro labbra. Gir\u00f2 la manopola della doccia e il getto d\u2019acqua si spense immediatamente. Asciug\u00f2 il suo corpo con un asciugamano bianco. Prese dal cassettino che si trovava in basso alla sua destra, un paio di slip ed usc\u00ec dalla stanza. Piccoli passi e sal\u00ec le scalette che l\u2019avrebbero condotta al cospetto della luna.<\/p>\n<p>Fece capolino dalla piccola botola e la luce la invase. L\u2019asciugamano che aveva annodato sopra il seno si allent\u00f2 debolmente e cadde a terra. Riusciva a percepire l\u2019estasi di quel momento. Ora era nuda. Gli slip che indossava mettevano in risalto la sua carnagione perlata che illuminata dalla luna sembrava quasi brillare. Cominci\u00f2 a camminare.<\/p>\n<p>Passi lenti, misurati, pesati, e intanto la mente vagava sospesa tra mille pensieri. Si ferm\u00f2 ad ascoltare la melodia del mare. Il movimento oscillatorio la cullava e riusciva a far scomparire tristezza e paura. Solo pensieri felici le ricoprivano la mente. Si ferm\u00f2 a prua. Le gambe leggermente divaricate, le braccia aperte. I capelli venivano mossi dal vento, gli occhi erano chiusi. Cos\u00ec lei salutava la luna, immobile. Ricordi impregnati di odori le invasero la testa. Quel giorno Jared l\u2019aveva abbracciata, e in quell\u2019abbraccio lei aveva sentito qualcosa di diverso. Cresceva qualcosa dentro di lei, edera appiccicata ad alberi stanchi.<\/p>\n<p>A Nora mancava Jared. Quando erano solo Jared e Nora potevano stare un giorno intero abbracciati a guardare il mare e lei non sentiva questo bisogno che invece sente adesso. Non pu\u00f2 toccarlo, non pu\u00f2 sentire il suo respiro, quel respiro affannato di una persona immersa nell\u2019amore. Non pu\u00f2 nemmeno ascoltare i battiti del suo cuore. Pu\u00f2 solo immaginare di stringerlo forte e di sfiorare le sue labbra. Sente la sua risata, ma non pu\u00f2 toccarla. Jared \u00e8 diventato un fantasma accanto a lei. Solo un \u2018anima folle che gli siede accanto, invisibile e complicata, ma presente.<\/p>\n<p>Passi lenti, misurati, pesati, si fermarono a raccogliere un asciugamano bianco caduto a terra e all\u2019improvviso due mani si posarono sulle sue spalle a l\u2019avvolsero dentro a quell\u2019 asciugamano. Quelle mani non si limitarono ad avvolgerla, quelle mani la strinsero. Sent\u00ec il suo corpo a contatto con un altro corpo. Sent\u00ec quella voce, la sua voce e un sussurro ruppe il silenzio assordante di quel momento e di tutti i momenti precedenti:<\/p>\n<p>\u201cDevi coprirti, Nora!\u201d Jared era dietro di lei. I loro corpi gi\u00e0 parlavano e si sfioravano senza per\u00f2 toccarsi nel modo in cui lei avrebbe voluto; ma lui l\u2019aveva abbracciata. Era gi\u00e0 qualcosa.<\/p>\n<p>Improvvisamente il bisogno di toccarlo fu disarmante, dissacrante, cos\u00ec da scollegare completamente il cervello da qualsiasi altro organo presente all\u2019interno del suo corpo: cuore scollegato, fegato, reni, pancreas, tutti scollegati. I polmoni continuano a funzionare altrimenti lei sarebbe gi\u00e0 morta. I muscoli non rispondono agli input che il cervello gli manda. Nora se ne sta ferma, immobile a guardare il vuoto e basta. Il cervello elabora l\u2019azione ma non pu\u00f2 risolvere il problema, quello rimane. Nora vorrebbe girarsi verso di lui, ma i suoi piedi sono incollati al pavimento e non si muovono. Colla sotto di lei che la tiene salda a terra. Paura di un suo sguardo. Paura di non volersi pi\u00f9 fermare. Paura di andare oltre. Paura di morire amandolo.<\/p>\n<p>Jared ruota il suo corpo delicatamente e lei gira il suo corpo con lui. Materia leggera, volteggia, quasi sospesa da terra. Ora lei \u00e8 davanti a lui e lui davanti a lei. Ora lei lo guarda e lui a sua volta guarda lei. Ora lei sorride e lui muove la sua mano verso di lei e con un dito le sfiora la guancia, per spostare un ricciolo ribelle mosso dal vento. Ma quando lui la sfiora i loro corpi ormai traboccanti di passione, tormentati da una voglia incontenibile di toccarsi, sfiorarsi, sentirsi, non riescono pi\u00f9 a pensare lucidamente e quando Nora lo tira a se, Jared dimentica il sangue che scorre nelle loro vene, un sangue che pesa come un macigno sui loro corpi. Lui dimentica ogni cosa. Adesso sono solo Nora e Jared. Le loro bocche si sfiorano ed un incastro perfetto improvvisamente si crea. Le loro lingue si toccano e sinuosamente cominciano a danzare accompagnate da un ballo meraviglioso. Morsi e baci, mentre le loro lingue comandano un gioco magico. E lei lo bacia, avida di passione, lo stringe e poi lo ribacia. Allontana la sua lingua per poi riavvicinarla e baciarlo di nuovo. Uno, due, sette, undici, quattordici, ventidue, ventisette, trentacinque, quarantasette, troppi baci. Nora ha perso il conto. Nora lo stringe a se con tutta la forza che possiede. Una mano immersa nei suoi riccioli scuri mentre con l\u2019altra gli stringe i fianchi. Le mani di Jared rimangono immobili. A volte la stringono, ma non nel modo in cui lei stringe lui. Ma i suoi baci parlano da soli. La sua lingua si muove veloce leccandola. Lui la bacia ovunque. Sul collo. Nell\u2019orecchio. Bacia i suoi occhi e le sue guance. Baci calmi, appaganti per poi tornare alla foga di prima. Ma lui \u00e8 bloccato. Non riesce ad andare oltre. Ha paura. Una paura immensa di sciogliere per sempre quegli stupidi dogmi che gli sono stati imposti da piccolo. L\u2019amore invece non ha sesso, n\u00e9 et\u00e0. L\u2019amore non ha religione, n\u00e9 obblighi. Unione perfetta di due anime folli, l\u2019amore non conosce tempo, n\u00e9 tradizioni. L\u2019amore \u00e8 soltanto amore.<\/p>\n<p>Improvvisamente Nora pensa a ci\u00f2 che ha chiesto all\u2019acqua: \u201cFa che non si avveri, fa che non si avveri, fa che non si avveri. Non adesso, non adesso, non adesso&#8230;\u201d<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un bicchiere sul tavolo sotto coperta. C\u2019\u00e8 un bicchiere sul quale vi \u00e8 scritta una parola. La calligrafia \u00e8 decisa, il tratto \u00e8 marcato. La parola SCOMPARIRE urla nel suo silenzio assordante per riuscire ad impedire&#8230;ma ormai \u00e8 tardi. L\u2019acqua esaudisce sempre ogni cosa tu voglia chiederle. Basta solo crederci e ogni tuo desiderio verr\u00e0 realizzato. Volere \u00e8 potere.<\/p>\n<p>E cos\u00ec Nora svan\u00ec nel nulla lasciando solo un asciugamano bianco.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26914\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26914\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessuna luce e nessun colore. 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