{"id":26898,"date":"2016-04-04T18:14:14","date_gmt":"2016-04-04T17:14:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26898"},"modified":"2016-04-04T18:14:14","modified_gmt":"2016-04-04T17:14:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-come-una-farfalla-di-maddalena-frangioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26898","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Come una farfalla&#8221; di Maddalena Frangioni"},"content":{"rendered":"<p>Eccolo, lo vedo, il mio corpo \u00e8 davanti a me.<br \/>\nSi muove, si flette, si allunga, si piega, appare, scompare.<br \/>\nHo un corpo!<br \/>\nHo scoperto di avere un corpo.<br \/>\nE\u2019 stato per caso, cos\u00ec come capita, a volte, nello scoprire qualcosa, senza volerlo.<\/p>\n<p>Ferragosto, giorno del mio sedicesimo compleanno. Mi stavo preparando per uscire. Presi dall\u2019armadio il vestito, regalatomi dalla mamma e, con un semplice gesto, lo indossai.<br \/>\nEra un abito dritto, stretto sui fianchi, allacciato dietro, senza maniche, scollato davanti, lungo fino al ginocchio. Un \u201ctubino\u201d, tanto per meglio identificarlo.<br \/>\nEra la prima volta che mettevo un abito di quel tipo.<br \/>\nTirai su la cerniera e mi sentii piacevolmente avvolta dalla stoffa morbida e liscia, che mi aderiva come un guanto. Quella seta dal colore arancio, vivace e lucido, simile al frutto di una pesca appena colta dall\u2019albero, creava un perfetto contrasto con il colore castano dei miei lunghi capelli, che liberamente oscillavano sulle spalle, in un dondolio costante, coprendo e scoprendo il corpino di luce.<br \/>\nMi sembr\u00f2, per un attimo, di essere una piccola star, ammirata e bellissima.<br \/>\nLo specchio, nel rimandarmi l\u2019immagine del mio corpo, avvolto in quell\u2019abito aderente, castigato e nello stesso tempo seducente, mi sorprendeva e mi costringeva a guardarmi e a osservare anche i pi\u00f9 piccoli dettagli di me che mi erano rimasti oscuri fino allora.<br \/>\nEra da tempo che pregavo mia madre di regalarmi un vestito simile, ma, ora, che lo indossavo, stranamente, mi sentii insicura, temevo che mi stesse male e che tutti mi osservassero, pronti al sorriso, o a un\u2019occhiata obliqua.<br \/>\nCercai di capire se l\u2019abito fosse o no neutrale.<br \/>\nNon lo era.<br \/>\nMostrava un corpo diverso da quello che mi aveva fatto compagnia fino a quel momento.<\/p>\n<p>Il corpo era cambiato! Non lo riconoscevo. Se non fosse stato per quella fossetta sul mento, unico indizio della mia infanzia, cui ero sempre stata affezionata, avrei pensato che in quello specchio ci fosse un sosia, o un impostore che cercava di appropriarsi della mia identit\u00e0.<br \/>\nLa paura di quell\u2019inganno dur\u00f2 qualche minuto, poi con pacata serenit\u00e0 cercai di vedere meglio e di capire.<br \/>\nLo specchio mostrava nuove e particolari rotondit\u00e0 mai viste prima.<br \/>\nSembrava che il vecchio corpo informe e sgraziato dalle braccia lunghe, il busto piatto, senza sedere, si fosse completamente dileguato.<br \/>\nDov\u2019era finito il corpo infantile? Che cosa stava accadendo? Dov&#8217;era la fanciulla di un tempo con gonna a pieghe, calzini e maglietta?<br \/>\nEra in atto dentro di me, senza che potessi farci niente un duro corpo a corpo tra la mia infanzia in via di estinzione e la mia adolescenza che premeva per uscire allo scoperto.<br \/>\nDue corpi in uno!<br \/>\nQuella lotta intestina stava sovvertendo l\u2019ordine costituito e mi costringeva a parteggiare o per il vecchio, o per il nuovo.<br \/>\nNon ero mai stata coraggiosa e avrei preferito non dover scegliere. Ero stata bene fino a allora in quel corpo di bimba ingenuo e anonimo.<br \/>\nNon immaginavo una simile metamorfosi!<br \/>\nPer anni avevo ignorato lo specchio lungo e stretto appoggiato al muro nella camera dei miei genitori. Mi divertivo a prendere in giro mia sorella pi\u00f9 grande, quando lasciava la stanza, dopo aver dato l\u2019ultimo sguardo alla scollatura, prima di andare incontro al ragazzo che l\u2019aspettava in strada.<br \/>\nMa quel pomeriggio nello specchio c&#8217;ero io con un corpo, che sembrava \u201caver perso la testa\u201d. Stentavo a accettarmi e a riconoscermi in quelle forme, esplose dal nulla come per magia.<br \/>\nIl \u201ctubino\u201d cercava di contenere due piccole tette appena spuntate, un sederino ritto grassoccio e sodo che, nel muoversi provocava ilarit\u00e0.<br \/>\nLe gambe pi\u00f9 sostenute e le braccia dalla peluria sotto le ascelle testimoniavano la metamorfosi in atto. A completare occhi cerchiati dalla matita nera e labbra rosse.<\/p>\n<p>Era palpabile il trionfo dell\u2019adolescenza! Dell\u2019infanzia non rimaneva che un lontano, sbiadito ricordo. Quel pomeriggio lo specchio pose fine a quel corpo a corpo estenuante durato alcuni mesi e mise a posto le cose.<br \/>\nNon rimase che prendere atto del cambiamento straordinario avvenuto in tutta segretezza senza neanche aver avuto il tempo di accettarlo, o eventualmente di rifiutarlo. Sapevo, anche se in maniera confusa. che per crescere c\u2019era da pagare uno scotto, che crescere era faticoso e non sempre si arrivava al traguardo contenti. Mi arrabbiai con me stessa per aver lasciato fare, per non aver detto la mia. Ci volle del tempo prima di compiacermi e di sentirmi a mio agio in quel \u201ctubino\u201d che, nel mostrare a tutti il nuovo corpo di donna, sbocciato come un frutto maturo, mi rendeva felice. e nello stesso tempo fragile.<br \/>\nSperai allora di librarmi come una farfalla, ma mi ripromisi che d\u2019ora in poi avrei fatto molta attenzione a non cadere, n\u00e9 a bruciarmi le ali.<\/p>\n<p>Come una farfalla<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26898\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26898\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccolo, lo vedo, il mio corpo \u00e8 davanti a me. 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