{"id":26890,"date":"2016-03-31T16:45:56","date_gmt":"2016-03-31T15:45:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26890"},"modified":"2016-03-31T16:45:56","modified_gmt":"2016-03-31T15:45:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-quotidiane-follie-di-maddalena-frangioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26890","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Quotidiane follie&#8221; di Maddalena Frangioni"},"content":{"rendered":"<p>Milano, tram numero 52<br \/>\nUn rumore graffiante e stridente si allung\u00f2 sulle rotaie provocando un fastidio insopportabile. Il tram numero 52 si arrest\u00f2 alla fermata assiepata di gente che attendeva da un po\u2019 il suo arrivo. Appena le porte si aprirono, le persone si gettarono a pesce per salire e prendere un posto. Tutti spingevano in modo diverso, le donne con la borsa, gli uomini anziani col bastone, gli studenti con gli zaini. In pochi minuti fu il caos, mamme con carrozzine cercavano di riparare i bambini da gambe scattanti di giovani che cercavano di saltare sul tram senza badare a nessuno. Svuotato il marciapiede, l\u2019autista chiuse le porte e part\u00ec. Ci fu un brusio su tante bocche socchiuse, tutti avevano da dire qualcosa contro qualcuno nel sentirsi stipati come acciughe. Ci vollero diversi minuti prima che la calma tornasse. Fu allora che in un angolo cominciarono a volare, nell\u2019aria ferma e soffocante dell\u2019abitacolo, strane parole. Una signora anziana dai capelli argentati nel rivolgersi alla vicina cominci\u00f2 la sua arringa. Dando le spalle a un ragazzone dal volto scuro, capelli ricci e occhi impenetrabili, la donna non faceva che commentare con astio la presenza di quelle strane persone, alieni, quasi diavoli per lei, per quella pelle diversa, con cui era costretta a dover dividere il piccolo spazio sul tram. Non era possibile diceva all\u2019amica, una donna grassoccia, che se ne stava abbracciata a un sedile per non cadere, che la citt\u00e0 fosse stata invasa da gente tanto strana, che non si sapeva da dove venisse. La donna anziana parlava a ruota libera e pi\u00f9 parlava e pi\u00f9 prendeva forza, alzando pian piano la voce, come se ci\u00f2 che diceva fosse importante. Il ragazzo \u201cnero\u201d la sentiva agitarsi per qualche gomitata appuntita che gli arrivava nel fianco, ma stava tranquillo, non capendo tutte quelle parole, sciorinate da quella bocca agitata. Il comizio della donna non accennava a finire anche perch\u00e9, a ogni fermata, salivano altri ragazzi, molti con quelle facce buie come la notte. La donna si sent\u00ec a un certo punto circondata, non sapeva pi\u00f9 dove guardare, n\u00e9 con chi scambiare una parola oltre l\u2019amica, che sembrava assorta, gli occhi semichiusi sotto un raggio di sole che penetrava dal finestrino.<br \/>\nChe fare? A chi rivolgersi in caso di bisogno? La donna si sentiva persa, il conducente era troppo lontano dal posto in cui si trovava. Evitava di incrociare lo sguardo di quei ragazzi che le mettevano paura e che sentiva in cuor suo di disprezzare.<br \/>\nSentiva salire nel suo animo una forte rabbia e, a sostegno delle sue ragioni, pensava alla giustezza di certi discorsi di politici del momento, che sostenevano la cacciata di quegli invasori silenziosi, che minacciavano la vita di tutti di tutti quelli che, come lei, da sempre volevano vivere tranquilli nelle proprie case e non accettavano quegli esseri strani giunti fino alla porta.<br \/>\nLa donna contava le fermate, la paura aumentava, e nel sentirsi sola e indifesa, immaginava le cose pi\u00f9 strane. Rivedeva nella sua mente scene viste in tv di atroci delitti consumati da quei \u201cfiguri\u201d indecifrabili contro donne fragili e anziane come lei, magari per pochi spiccioli. .<br \/>\nNon stava pi\u00f9 in s\u00e9, voleva scendere. Il tram, nel percorso verso il centro citt\u00e0, continuava a riempirsi. Era difficile aprirsi un varco.<br \/>\nIl sudore freddo invase il suo volto, le mani tremavano, la donna con una voce strozzata chiese a quei ragazzoni scuri di farla passare. Voleva scendere. Il conducente, giunto alla fermata, in mezzo al frastuono di tanta gente, apr\u00ec la portiera, ma, non vedendo nessuno, schiacci\u00f2 il bottone per chiudere le porte. La donna, messa avanti la borsetta e allungata la gamba, fece per scendere, ma rimase incagliata nella morsa della portiera. Un grido di dolore misto a paura blocc\u00f2 l\u2019autista, che, subito, ristette. Fu allora che un giovane, grande e robusto, con forza apr\u00ec la portiera e presa la donna la sollev\u00f2, deponendola con gentilezza sul marciapiede antistante. La donna, il viso pallido per la paura, era stordita e confusa. A stento alz\u00f2 gli occhi per vedere chi fosse il suo salvatore. Incredibile! Due grandi occhi scuri in un viso tanto \u201cnero\u201d la stavano fissando. Si scosse per liberarsi da quelle mani invadenti, voleva fuggire, ma, quando un grande sorriso, improvvisamente, illumin\u00f2 tutto quel nero facendo apparire dei denti bianchissimi, avvenne il miracolo. Quel lampo di luce spacc\u00f2 in mille pezzi tutti i pensieri terribili che, fino a quel momento, avevano agitato il suo animo.<br \/>\nNel notare che il sorriso di quell\u2019alieno aveva qualcosa di umano, riprese fiato, la paura scem\u00f2 e ritrov\u00f2 la calma.<br \/>\n\u201cUna follia, una vera e propria follia era stata la sua\u201d, pens\u00f2, nell\u2019aggiustarsi la veste e piantare bene a terra i piedi.<br \/>\nLa donna strinse a s\u00e9 la borsetta e, presa da senso di colpa, senza neanche ringraziare il ragazzone sorridente che la salutava, s\u2019incammin\u00f2.<br \/>\nNell\u2019avanzare si rese conto che era stata preda della follia collettiva, che, da tempo, urlata dagli altoparlanti e in TV, non faceva che agitare gli animi delle persone.<br \/>\nNell\u2019entrare in casa, il ricordo di quel sorriso luminoso le fece ritrovare il buon umore.<\/p>\n<p>Il bambino dal cappello di lana<\/p>\n<p>Il tram 52 lasciata la piazza del centro si svuot\u00f2 di gente. Tutti erano arrivati al punto desiderato. Ciascuno si scosse per tornare a sentire i suoi muscoli vivi e riprendere fiato. Per il momento s potevano lasciarsi alle spalle tram e fermate, sedili e posti in piedi spintoni e sguardi di fuoco.cc. l tram era semivuoto in fondo sedute soltanto due donne anziane che chiacchieravano animatamente. \u201cHai sentito?\u201d, diceva una all\u2019amica, \u201c quella povera donna cos\u00ec giovane uccisa dal marito geloso! Terribile! Terribile!\u201d. \u201cPoveretta, poveretta\u201d, rispondeva l\u2019altra, \u201cnon \u00e8 ammissibile povera donna!\u201d. La conversazione lenta e meravigliata tra espressioni mista a dolore e rabbia procedeva senza scosse come il tram che ora nel tornare verso la periferia avanzava tranquillo. A un certo punto alla fermata vicino alla chiesa del corso principale la portiera si apr\u00ec e un passeggino fece la sua comparsa e rapidamente and\u00f2 a posizionarsi al centro del tram nello spazio apposito .I sedili erano vuoti le due donne dopo un veloce sguardo curioso rivolto a quel passeggino silenzioso continuarono a parlare tra loro. La strada era sgombra. Erano quasi le due del pomeriggio. Il passeggino era cos\u00ec silenzioso che si sarebbe detto fosse vuoto. Tanta compostezza del bambino seduto tranquillo gli occhi bassi incuteva quasi timore. Com\u2019era possibile che un bambino di forse tre anni potesse stare tanto tranquillo. La madre vicino a lui sembrava come assente. In piedi la testa coperta, una grande borsa di plastica nella mano destra, guardava fuori dal finestrino come per stare attenta alla fermata. I passeggeri nel salire e scendere davano una rapida occhiata, sembravano infastiditi da tanta educazione, fin troppa per i tempi in cui tutti cercavanodi farsi sentire a cominciare dal gridare nel telefonino.<br \/>\nLe due donne ciarliere si ammutolirono di fronte alla dolcezza degli occhi scuri di quella testolina nascosta da un pesante cappello di lana azzurra. \u201cChe strano\u201d, disse la pi\u00f9 giovane, \u201dvedere un bambino tanto coperto in questi primi giorni di ottobre con giornate ancora tiepide. Ma si sa questa gente \u00e8 cos\u00ec strana\u201d. \u201c Oh hai ragione\u201d, fece la pi\u00f9 anziana \u201c meglio lascarle stare queste donne<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26890\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26890\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, tram numero 52 Un rumore graffiante e stridente si allung\u00f2 sulle rotaie provocando un fastidio insopportabile. 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