{"id":26881,"date":"2016-03-31T16:38:49","date_gmt":"2016-03-31T15:38:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26881"},"modified":"2016-03-31T16:38:49","modified_gmt":"2016-03-31T15:38:49","slug":"racconti-nella-rete-2016-laurea-ad-honorem-di-donatella-mascia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26881","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2016 &#8220;Laurea ad honorem&#8221; di Donatella Mascia"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Arrivo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il cuore di Sebastiano, Seba per gli amici, batte all\u2019impazzata, se lo sente che urta contro il petto, mentre le pulsazioni gli scuotono le tempie. Eccola la citt\u00e0, a prendere forma e contorni, la sua immagine apparire e sparire ad ogni virata. L\u2019aereo compie la manovra di avvicinamento: si ode il gracchiare del carrello che si abbassa; il mare sotto, a perpendicolo, emana una luce accecante.\u00a0 Genova, Genova la Superba, almeno questo gli era stato insegnato fino dalla prima elementare. Seba sente contro la fronte la superficie fredda dell\u2019obl\u00f2 mentre cerca di allungare lo sguardo.\u00a0 Il monte di Portofino, \u00a0Santa Margherita, Camogli, Bogliasco, Nervi, Corso Italia che si snoda lungo la costa! Da quell\u2019altezza non si colgono grandi mutamenti.<\/p>\n<p>-Sono trent\u2019anni sa! Trent\u2019anni che manco dalla mia citt\u00e0. &#8211; esclama rivolto al suo compagno di viaggio. Lui gli risponde con un lieve cenno del capo e un sorrisino di circostanza. Inutile insistere! Che glie ne importa a quello l\u00ec, mai visto n\u00e9 conosciuto prima, che glie ne pu\u00f2 importare se lui manca o non manca?<\/p>\n<p>Ventisette aprile millenovecentoquarantacinque, \u00a0la sua non fu certo una partenza con la fanfara! Un vero miracolo avere salvato la pellaccia! Merito di Padre Luca, di Padre Luca e di Gemma! \u00a0Le bande dei partigiani scorrazzavano per tutta la citt\u00e0 a dargli la caccia, a lui e agli altri camerati. Li scovavano uno ad uno e li spazzavano via con una raffica, senza tanti complimenti.<\/p>\n<p>No, non avrebbe fatto mica la parte del vigliacco! Lo venissero a prendere, gli avrebbe fatto vedere come muore un fascista, se la sarebbe venduta cara la pelle lui!<\/p>\n<p>Gi\u00e0, ma intanto se ne stava nascosto in quel seminterrato, solo come un cane, senza sapere che pesci pigliare. Poi era arrivata la Gemma; era tutta scarmigliata e la voce le tremava. Aveva ai piedi le scarpe a fiori, quelle con la suola di corda.<\/p>\n<p>&#8211; Vieni con me! &#8211; aveva detto. Lui l\u2019aveva seguita senza fare domande, tanto che altro poteva fare?<\/p>\n<p>Avevano camminato nell\u2019oscurit\u00e0, avevano strisciato lungo i muri, le orecchie tese ad ogni rumore, sapevano che ogni suono avrebbe potuto essere l\u2019ultimo. Alla fine si erano infilati dentro la sacrestia, passando dall\u2019ingresso posteriore.<\/p>\n<p>Una volta l\u00ec, per un camminamento illuminato da qualche cero, \u00a0erano entrati dentro la chiesa; il parroco li stava aspettando.<\/p>\n<p>-Finalmente! Siete in ritardo! &#8211; aveva detto: -gli altri sono gi\u00e0 andati. La nave salpa tra un\u2019ora, un\u2019ora soltanto. Presto, indossa questo!-<\/p>\n<p>Gli aveva messo tra le mani un abito talare, con tutti i bottoncini attaccati l\u2019uno all\u2019altro.<\/p>\n<p>-Ma io mica posso abbandonare i camerati! &#8211; aveva risposto Seba con voce indignata.<\/p>\n<p>-Senti ragazzo, quanti anni hai? &#8211;<\/p>\n<p>-Ventuno-<\/p>\n<p>-Allora sappi che quelli pi\u00f9 vecchi di te a quest\u2019ora sono gi\u00e0 sulla nave per l\u2019Argentina. E gli altri, quelli che non sono partiti, a quest\u2019ora saranno tutti morti. Non vorrai mica fare la guerra da solo! Avanti, vestiti, che non c\u2019\u00e8 un minuto da perdere. Diglielo anche tu Gemma. &#8211;<\/p>\n<p>-Avanti Seba, dai retta a Padre Luca! &#8211; Il suono della\u00a0 sua voce era quasi meccanico, costretto per non tradire l\u2019emozione. Doveva obbligarlo a partire, ad andare oltreoceano. Solo cos\u00ec forse il suo Seba si sarebbe potuto salvare. Doveva, in una sola notte, in poche ore, in una manciata di minuti, infrangere tutti i suoi sogni e spingere Seba lontano, verso nuovi destini\u2026senza di lei.<\/p>\n<p>Lui era rimasto l\u00ec, con la veste nera tra le mani, esitante. Si stava giocando il suo onore!<\/p>\n<p>-Dai, avanti! &#8211; aveva ribadito Gemma con tono pi\u00f9 accorato.<\/p>\n<p>Seba aveva cominciato ad armeggiare con i bottoni e le asole.<\/p>\n<p>-Ma non cos\u00ec! &#8211; era esploso Padre Luca con esasperazione. -Fallo passare dalla testa! &#8211;<\/p>\n<p>Poi, come parlando a se stesso, aveva aggiunto: -La nave parte e lui sta l\u00ec con i bottoncini! &#8211;<\/p>\n<p>Alla fine la porta della sagrestia aveva emesso un cigolio e i tre erano sgusciati fuori.<\/p>\n<p>-No, tu Gemma no! Tornatene a casa! E\u2019 pi\u00f9 sicuro.-<\/p>\n<p>Si erano incamminati, Padre Luca davanti, lui in coda. Si era voltato indietro due o tre volte, fino a che non avevano girato l\u2019angolo.<\/p>\n<p>Gemma era un\u2019ombra nera, immobile; solo la mano sembrava avere un piccolo movimento, forse un saluto, forse un\u2019illusione ottica!<\/p>\n<p>Quella era stata l\u2019ultima volta che l\u2019aveva vista.<\/p>\n<p>Una voce artefatta risveglia Seba dai suoi pensieri: Signori e signore, il comandante informa che stiamo atterrando a Genova. Il tempo \u00e8 buono, la temperatura al suolo \u00e8 di diciotto gradi. Nel ringraziarvi per avere usato i nostri servizi vi ricordiamo\u2026.<\/p>\n<p>E ora? Si chiede Seba. Ora che faccio? Che idea balzana accettare! Laurea ad honorem a me! Quei diavolo di professori! Un giorno si sono svegliati tutti assieme e hanno avuto l\u2019idea: perch\u00e9 non diamo la laurea ad honorem a Sebastiano Ivaldi? Gi\u00e0, perch\u00e9 no? Vero! Che idea! Ma lo sai che anche io avevo pensato la stessa cosa? Nessuno che abbia detto di no.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 proprio a me poi! Fra tanti italiani emigrati in Argentina, \u00a0a bizzeffe ce ne sono! Perch\u00e9 proprio a me?<\/p>\n<p>Ah, avesse detto subito di no! Ah, non ci fosse mai salito su quell\u2019aereo! Ora se ne starebbe seduto comodamente a casa sua, nel suo giardino, spaparanzato sotto la veranda, a guardare le barche passare sul fiume Tigre e a respirare il profumo della jacaranda.<\/p>\n<p>Ma come avrebbe potuto dire di no alla sua Gemma? Per trent\u2019anni se la era portata stretta nel cuore, per trent\u2019anni aveva sperato in suo scritto, per trent\u2019anni era rimasto in trepidante attesa! Gemma, amore mio, come avrei potuto dirti di no?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Benvenuto ingegnere<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Seguendo il flusso di persone Seba si ritrova nell\u2019atrio dell\u2019aeroporto: la valigia in una mano e la cartella nell\u2019altra, si guarda attorno disorientato. Che razza di aeroporto \u00e8 questo? Si chiede mentre osserva le misere strutture prefabbricate che tanto gli ricordano le baracche di cantiere.<\/p>\n<p>Un giovane in jeans sta appoggiato al parapetto divisorio, tiene ben visibile tra le mani un cartello su cui sta scritto a grandi\u00a0 lettere: Ing. Sebastiano Ivaldi. Al suo sopraggiungere il ragazzo alza ancora di pi\u00f9 il cartello. Poi gli si fa incontro.<\/p>\n<p>-Ingegner Ivaldi? &#8211;<\/p>\n<p>-Ivaldi sono io, ma non sono ingegnere. &#8211;<\/p>\n<p>-Mi permetta &#8211; dice il giovane tendendogli la mano, &#8211; Il mio nome \u00e8 Iacopo Martini, sono stato incaricato dal Prof. Valente di condurla al suo albergo. Prego, se vuole seguirmi! Dia pure a me il bagaglio. &#8211;<\/p>\n<p>Seba si schermisce ma il giovane prende dalla sua mano la valigia con decisione e gli si mette a fianco.<\/p>\n<p>-Ha fatto buon viaggio? &#8211; chiede mentre si avviano verso l\u2019uscita.<\/p>\n<p>-Viaggio lungo! Sono partito ventitre ore fa, almeno credo, perch\u00e9 con i fusi orari ci si confonde. Comunque con una doccia sar\u00f2 come nuovo. &#8211; risponde Seba sorridendo.<\/p>\n<p>Salgono sul sedile posteriore di una Fiat centotrenta argentata che riluce come un brillante. L\u2019autista si toglie il cappello per salutare, richiude la portiera e si mette al volante.<\/p>\n<p>Seba prova improvvisamente una stanchezza mortale, la testa gli gira.<\/p>\n<p>Quando l\u2019auto imbocca la sopraelevata Iacopo si sente in dovere di commentare:<\/p>\n<p>&#8211; Questa \u00e8 la sopraelevata! Bella eh! L\u2019ha progettata il mio professore preferito, il professor Luciano Mascia. &#8211;<\/p>\n<p>Seba si guarda intorno incantato: da un lato il fronte del centro storico, tra le alte case lo svettare di cupole,\u00a0 campanili, torri merlate; dall\u2019altro il porto, con le navi affiancate l\u2019una all\u2019altra; di qua il palazzo del Principe, di l\u00e0 la stazione marittima, di qua la Commenda di Pre, di l\u00e0 la vecchia darsena. Tutti luoghi familiari, ma cos\u00ec diversi da come li ricordava! Quella notte, l\u2019ultima notte, quando assieme a Padre Luca aveva percorso gli stretti vicoli fino a Caricamento, tutto pareva irrimediabilmente distrutto;\u00a0 cumuli di macerie e fuochi sparsi, ovunque polvere, polvere che entrava negli occhi, polvere che seccava la gola, polvere che asciugava la pelle fino a farla bruciare.<\/p>\n<p>Ora invece tutto \u00e8 di nuovo al suo posto, esattamente dove doveva stare, un miracolo! Seba alza lo sguardo verso le colline; quelle le ricordava verdi, coperte dalla macchia mediterranea. Ora una coltre di casermoni le riveste. Peccato!<\/p>\n<p>Quando l\u2019auto lascia la sopraelevata e imbocca Corso Italia un sole rosso come il fuoco tinge di rosa e arancio nuvole trasparenti, leggere come garze.<\/p>\n<p>Corso Italia! Seba si rivede a passeggiare a fianco a Gemma, la sua mano tiene stretta quella di lei,\u00a0 sudata per l\u2019emozione. E\u2019 il dieci giugno millenovecentoquaranta, una giornata di sole. Stanno tornando dalla spiaggia, con l\u2019asciugamani arrotolato sotto il braccio, quando vengono sopraffatti da una moltitudine di gente con bandiere e striscioni. Tutti cantano \u00a0e inneggia, viva il Duce, viva il Duce! Siamo entrati in guerra, si urlano l\u2019un l\u2019altro come in una grande festa.\u00a0 Sempre tenendosi per mano lui e Gemma si lasciano trasportare dalla folla fino a Piazza della Vittoria. Squilli di trombe echeggiano e rimbombano dagli altoparlanti. Poi gli squilli tacciono e la voce del Duce risuona stentorea: \u201cCombattenti di terra, di mare e dell\u2019aria\u201d; seguono grida di giubilo che percorrono come un\u2019onda la grande piazza gremita e le strade tutto attorno;\u00a0 \u201cl\u2019ora segnata dal destino\u2026\u201d ancora grida di gioia\u2026\u201dl\u2019ora delle decisioni irrevocabili\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Seba ricorda ancora le parole, le ricorda in disordine, in modo frammentario, forse certe neppure le aveva capite:\u00a0 Gran Bretagna e Francia\u00a0 democrazie plutocratiche e reazionarie, che significa? si era domandato. \u00a0Attorno a loro le persone saltavano e gioivano, cos\u00ec anche lui e Gemma si erano messi a saltare, trascinati nell\u2019esaltazione del motto \u201cparola d\u2019ordine una sola: vincere e vinceremo! \u201c<\/p>\n<p>Vedrai, aveva detto a Gemma, vedrai!\u00a0 Il popolo italiano correr\u00e0 alle armi e dimostrer\u00e0 la sua tenacia, il suo coraggio, il suo onore. Gemma lo aveva abbracciato forte e baciato sulla bocca.<\/p>\n<p>-Ingegnere, siamo arrivati al Park Hotel! &#8211; annuncia Iacopo scuotendo Seba dai suoi pensieri. \u00a0L\u2019auto attraversa un grande portone e si inoltra\u00a0 in un parco ombreggiato; posto da ricchi, pensa Seba. \u00a0Chi mai l\u2019avrebbe detto che un giorno avrei passato la notte qui.<\/p>\n<p>-Allora Ingegnere, la cerimonia \u00e8 fissata per domani mattina alle undici. Penso che si vorr\u00e0 riposare ora. Io sar\u00f2 qui alle dieci e trenta, se per lei va bene. &#8211;<\/p>\n<p>&#8211; Perfetto, grazie e a domani. &#8211;<\/p>\n<p>Al bancone del ricevimento un distinto impiegato gli d\u00e0 il benvenuto e gli porge un foglietto.<\/p>\n<p>-Ingegner Ivaldi, hanno lasciato un messaggio per lei. &#8211;<\/p>\n<p>Seba afferra il foglio con trepidazione. E\u2019 il prof. Valente, si scusa per non averlo potuto ricevere e gli d\u00e0 appuntamento per l\u2019indomani. Seba, deluso, appallottola il messaggio e si rivolge \u00a0all\u2019impiegato:<\/p>\n<p>-Avete un elenco telefonico per favore? &#8211;<\/p>\n<p>-Prego ingegnere! &#8211;<\/p>\n<p>Seba prende il voluminoso tomo, lo apre alla lettera gi. Trent\u2019anni, come si fa a pensare di trovare il numero dopo trent\u2019anni di silenzio? Guglieri\u2026 Antonino, Guglieri Cesare, Guglieri Diego\u2026.Guglieri Roberto\u2026 Infatti! Guglieri Gemma non esiste! Si sar\u00e0 sposata, avr\u00e0 cambiato nome! Supido! Come poteva pensare di trovarla sull\u2019elenco telefonico!<\/p>\n<p>Si avvia verso lo scalone sormontato dalle esili colonne, raggiunge la sua stanza, una grande camera con una finestra bifora affacciata sul mare. Si lascia ricadere sul letto soffice. Trent\u2019anni non sono una bazzecola, si ripete!<\/p>\n<p><strong><em>Cerimonia<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>L\u2019aula magna \u00e8 superba con gli affreschi che ne ricoprono interamente le pareti, l\u2019oro degli arabeschi incornicia i dipinti seicenteschi, maestose colonne binate si alternano ai grandi finestroni. In fondo alla sala gremita sono sistemati gli scranni. Un grande vociare rimbomba sull\u2019alta volta, anch\u2019essa ricca di nobili fregi e decori. Un repentino silenzio annuncia l\u2019entrata solenne dei professori che, con incedere grave, si vanno a sistemare ai loro posti; indossano toga e tocco, vesti antiche che riportano indietro nei secoli.<\/p>\n<p>Seguendo le istruzioni ricevute Seba si dirige verso una piccola pedana con leggio; uno scroscio di applausi accompagna i suoi passi.<\/p>\n<p>La cerimonia ha inizio. Seba scruta la folla assiepata, gente seduta, gente in piedi. Dove sar\u00e0 Gemma? Una dopo l\u2019altra le personalit\u00e0 ringraziano, per venire a loro volta ringraziate. Gemma dove sar\u00e0?<\/p>\n<p>Il Magnifico Rettore, le spalle avvolte nella mantella di emellino, d\u00e0 inizio alla cerimonia; poi \u00e8 la volta del \u00a0Presidente del senato accademico, seguito dal Preside della Facolt\u00e0 e dal direttore del dipartimento\u2026 Dove sar\u00e0 Gemma?<\/p>\n<p>Ora tocca a Seba parlare: che ha fatto lui in tutti questi anni? Lui, figlio di un pollivendolo. Ha cominciato dal niente, un diploma di geometra in tasca e un carretto rimediato per miracolo; non si \u00e8 risparmiato fatica, giorno dopo giorno, notte dopo notte. La sua impresa di costruzioni \u00e8 ora tra le pi\u00f9 grandi dell\u2019Argentina, porti, strade, gallerie\u2026 Ecco la Lectio magistralis\u2026Dove sar\u00e0 Gemma?<\/p>\n<p>Un grande applauso chiude il suo intervento. Legge la motivazione il prof. Valente:<\/p>\n<p>Sebastiano Ivaldi\u2026.per essersi distinto\u2026per avere costruito\u2026per avere realizzato, per \u2026Ma Gemma dove sar\u00e0 finita?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Suono di campanello<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La villa \u00e8 silenziosa, si ode solo il ritmico ticchettio dell\u2019orologio, e in lontanza lo\u00a0 scoppiettio di qualche battello che risale il delta del Tigre. Un raggio invade la stanza, filtrato dai tendaggi di seta grezza, sfiora la cassettiera in legno naturale, sormontata da uno specchio dorato,\u00a0 si riflette sulla parete color crema.<\/p>\n<p>Seba giace abbandonato sul grande letto di raso, gli occhi chiusi.<\/p>\n<p>Improvvisamente,\u00a0 scosso dal suono ripetuto e insistente\u00a0 del campanello, \u00a0si mette a sedere di scatto. I ricordi del sogno interrotto evaporano rapidi; Seba li agguanta, li porta indietro e cerca di ficcarseli nuovamente nella \u00a0memoria. Ma certo! Genova! Stava volando su Genova. E poi? Ah ecco, la cerimonia! La sala piena di gente e lui che parlava, parlava\u2026 Che altro?<\/p>\n<p>Il campanello strimpella ancora, con rinnovata energia.<\/p>\n<p>Che ore sono? Si chiede Seba, Si alza, infila le infradito, \u00a0si dirige con passo strascicato verso la porta e la apre, la mente ancora annebbiata.<\/p>\n<p>&#8211; Signor Ivaldi, una lettera per lei. &#8211; Gli porge una busta leggera, bordata di rosso e di blu.<\/p>\n<p>Seba prende la lettera, la soppesa, esamina i caratteri minuti dell\u2019indirizzo. Poi osserva il timbro postale. Italia! Chi potr\u00e0 mai essere? No, non il cugino Vittorio, quella non \u00e8 la sua scrittura e poi Vittorio che scrive una lettera? Al massimo, ma proprio al massimo, i saluti su una cartolina. Una folata di Pampero porta con s\u00e9 la frescura mattutina e gli strappa la busta dalle mani. Seba la insegue, la sta per afferrare, ma quella, dopo una finta e uno svolazzo, riprende a librarsi nell\u2019aria, finch\u00e9 le foglie rossastre di un croton non la fanno prigioniera. Seba agguanta la lettera, deciso a non rischiare ancora, e si dirige deciso verso il portico. Si siede sul divanetto di vimini e guarda la busta, esitante. Deve solo girarla e vedere il mittente. No, non \u00e8 ancora il momento; ha bisogno di riflettere. Davanti a lui il grande prato all\u2019inglese declina dolcemente verso il fiume, luccicante dopo lo scrosciare della pioggia notturna. Tanta ne \u00e8 venuta che l\u2019odore \u00e8 ancora nell\u2019aria. Seba guarda lontano, ancora turbato dai sogni recenti: il volo, l\u2019arrivo a Genova, la cerimonia\u2026Tutto cos\u00ec vero, tutto cos\u00ec finto! Che stupido sogno! Stupido come tutti i sogni.<\/p>\n<p>Alla fine rompe un lembo della busta ed estrae un foglio leggero, scritto fitto su di una sola facciata. L\u2019occhio corre all\u2019ultima riga, Gemma! La firma \u00e8 di Gemma, perdio!<\/p>\n<p><em>Caro Seba, <\/em>caro Seba! <em>Sono trascorsi molti anni, <\/em>eh gi\u00e0, trenta e pi\u00f9, una vita, la nostra vita, le nostre vite,\u00a0 <em>gli echi delle tue imprese hanno trasvolato l\u2019oceano e ci hanno raggiunto<\/em>, ci? Ci a chi? Poi, di quali imprese parli?<em>Tu sei un uomo affermato, una celebrit\u00e0<\/em>, <em>un esempio per tutti noi. <\/em>Gemma, che dici? <em>Padre Luca, ti ricordi di lui vero? <\/em>Tu Gemma mi domandi se ricordo Padre Luca? Giorno dopo giorno, notte dopo notte ho rivissuto quella notte, quella stramaledetta notte mille volte e mille volte ancora. <em>Qualche giorno fa<\/em> <em>Padre Luca<\/em> <em>mi ha contattata. Mi ha detto che ti vogliono dare un\u2019onorificenza! <\/em>A me un\u2019onorificenza? Chi mi vorrebbe dare un\u2019onorificenza? <em>Una questione importante, una laurea ad honorem in ingegneria! Hanno deciso cos\u00ec perch\u00e9 sei un italiano che ha reso onore al paese. <\/em>Paese? Una volta la si chiamava patria. Comunque io non ho reso niente a nessuno, ho soltanto lavorato, lavorato e basta, lavorato per dimenticare, lavorato per dominare la nostalgia, lavorato per impedire ai ricordi di riaffiorare, lavorato per non soffrire troppo. <em>Mi hanno incaricato di portarti questa missiva<\/em>, <em>chiedono se saresti disposto a venire a Genova per ricevere l\u2019onorificenza. Naturalmente ti riserverebbero la dovuta accoglienza! <\/em>Genova, adorata mia citt\u00e0, Gemma, adorata mia Gemma! Quale sar\u00e0 la tua accoglienza? Ma che dico?\u00a0 Forse sto ancora sognando! <em>Torna Seba<\/em>, <em>ti prego torna! <\/em>Come si fa a dirti di no Gemma, Gemma, Gemma\u2026gemma, amore mio!<\/p>\n<p>. <strong><em><br \/>\nManovra di avvicinamento<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il cuore di Sebastiano, Seba per gli amici, batte all\u2019impazzata, se lo sente che urta contro il petto, mentre le pulsazioni gli scuotono le tempie. Eccola la citt\u00e0, a prendere forma e contorni, la sua immagine apparire e sparire ad ogni virata. L\u2019aereo compie la manovra di avvicinamento: si ode il gracchiare del carrello che si abbassa,\u00a0 il mare sotto, a perpendicolo, emana una luce accecante\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26881\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26881\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arrivo Il cuore di Sebastiano, Seba per gli amici, batte all\u2019impazzata, se lo sente che urta contro il petto, mentre le pulsazioni gli scuotono le tempie. Eccola la citt\u00e0, a prendere forma e contorni, la sua immagine apparire e sparire ad ogni virata. L\u2019aereo compie la manovra di avvicinamento: si ode il gracchiare del carrello [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26881\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26881\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":8122,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[359],"tags":[],"class_list":["post-26881","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26881"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26881"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26881\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26894,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26881\/revisions\/26894"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26881"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26881"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26881"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}