{"id":26871,"date":"2016-03-31T11:02:49","date_gmt":"2016-03-31T10:02:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26871"},"modified":"2016-03-31T11:02:49","modified_gmt":"2016-03-31T10:02:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-una-barca-color-vinaccia-di-antonio-elia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26871","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Una barca color vinaccia&#8221; di Antonio Elia"},"content":{"rendered":"<p>Adriana si preparava per uscire con i suoi amici. Avevano programmato una serata a Santa Cesarea, in un locale sul mare, non lontano dal palazzo moresco che strapiomba dalla sua base nel mare, dove si poteva ballare e ascoltare musica in un\u2019atmosfera distensiva che conciliava le confidenze e la complicit\u00e0. Il Caicco evocava atmosfere orientaleggianti, tende che si muovono discrete al soffio della brezza marina, viaggi per mare tra Bisanzio e Otranto, e alzando lo sguardo verso occidente, stagliata contro il blu cobalto del cielo notturno, ti folgorava la nitida visione della cupola del palazzo illuminata dalla luna nel suo primo quarto, sospesa sopra la breve guglia tondeggiante.<br \/>\nEra la notte di S. Lorenzo, il dieci di agosto, la notte in cui un gran pianto nel concavo cielo sfavilla. Il cielo era terso, la fresca brezza che soffiava da sopra la serra infliggeva alla superficie del mare brividi intermittenti che rifrangevano la luna come una distesa di piccoli specchi semoventi; l\u2019aria era leggera, ideale per osservare lo sciame delle Perseidi, che d\u2019un pianto di stelle inonda la cupola celeste, ed esprimere desideri giammai esauditi, pronunciati con la convinzione e la segreta speranza che si avverino.<\/p>\n<p>Luigi e Tommaso avevano deciso di non seguirli. Essi non amavano la confusione dei locali affollati, preferivano il silenzio dei paesini deserti e lontani dai richiami dell\u2019estate o le manifestazioni popolari, tipo le feste patronali o le musiche e le danze tradizionali. Quella sera avevano in programma di recarsi a Corigliano dove si teneva un concerto dei Ghetonia, una delle tante serate preparatorie della \u201cNotte della taranta\u201d. Gli altri preferivano quello conclusivo del ventitr\u00e9 a Melpignano, dove si suonava e si ballava fino all\u2019alba, dove erano attese oltre centomila persone.<\/p>\n<p>La musica accarezzata dalla brezza si diffondeva tra i tavoli del Caicco come un flusso ondeggiante di alti e di bassi prima di disperdersi sulla scogliera e sul mare. Nessuno ballava sulla rotonda.<br \/>\nAdriana era taciturna. Il suo umore quella sera non era dei migliori. Aveva cercato di convincere Luigi a stare con lei, sarebbero andati da soli a cena in un locale tranquillo, una passeggiata romantica e per finire un posto appartato dove guardare in silenzio le stelle cadenti.<br \/>\n\u201cL\u2019occasione era favorevole: le stelle cadenti, un po\u2019 di romanticismo, magari si distraeva, gli tornava il desiderio di guardarmi, di fare l\u2019innamorato\u2026 dopo tanto tempo. L\u2019occasione poteva aiutarlo\u2026 dopo tanto tempo\u201d, pensava Adriana. Luigi aveva gentilmente declinato le avances, l\u2019aveva invitata a seguire gli altri. Gli aveva risposto che non le pesava restare con lui, avrebbe preferito anche lei un po\u2019 di tranquillit\u00e0 se solo lui l\u2019avesse voluta con s\u00e9.<br \/>\nNon l\u2019aveva voluta.<br \/>\n\u201cSi poteva andare insieme, io e lui, al concerto di Corigliano. mi invita ad andarmi a divertire con gli altri. Mi dice di approfittarne, che con lui mi annoierei\u201d<\/p>\n<p>\u00abA Melpignano ci saranno pi\u00f9 di centomila persone\u2026\u00bb, disse Gina, mentre la discussione era caduta sulla \u201cNotte della taranta\u201d;<br \/>\n\u201cPreferirei la compagnia di uno a quella di centomila. Poi con lui potrei stare anche in mezzo ad altri centomila, sarebbe ugualmente come stare da soli\u201d.<br \/>\n\u00abChi ce la fa fare a immergerci in quella bolgia\u2026\u00bb, cerc\u00f2 di dire Assunta, timidamente.<br \/>\nLa sua perplessit\u00e0 fu contraddetta senza riserve dai pi\u00f9 giovani.<br \/>\n\u00abC\u2019\u00e8 Caparezza, con le sue interpretazioni sarcastiche e surreali\u2026\u00bb, disse Gianrocco:<br \/>\nVieni a ballare in Salento, Salento, Salento\u2026 il canto delle ultime estati;<br \/>\n\u00abChi non vuole venire pu\u00f2 sempre guardarla alla televisione, su Telenorba\u2026\u00bb, aggiunse sarcasticamente Riccardo.<br \/>\n\u00ab\u00c8 impareggiabile anche la magia del luogo, l\u2019atmosfera straordinaria che circonda l\u2019evento\u2026\u00bb;<br \/>\n\u00abLa chiesa e il convento degli Agostiniani immersi nell\u2019atmosfera della \u201cNotte della taranta\u201d sono una suggestione esclusiva, inimitabile\u2026\u00bb.<br \/>\nFrammenti di conversazioni che Adriana non ascoltava pi\u00f9. Sarebbe andata anche lei a vegliare la Notte della taranta; avrebbe preferito mete e occasioni pi\u00f9 tranquille che coinvolgessero anche Luigi, o solo lei e Luigi in compagnia di Assunta e Tommaso.<br \/>\nIl pensare divagante di Adriana fu interrotto dall\u2019inattesa proposta di Riccardo:<br \/>\n\u00abAndiamo a fare una gita in barca. Potremo guardare le stelle cadenti nel silenzio e nel buio assoluto del mare, lungo la costa\u00bb.<\/p>\n<p>Ci andarono con due barche. Sulla prima salirono Riccardo, Rita, Adriana e Rocco, sulla seconda gli altri cinque. Dal porticciolo tagliato nella roccia dove le barche, come in una bomboniera, si cullavano placide al ritmo della pigra risacca, si diressero a nordest, lungo la costa che va verso Otranto, oltre le luci che illuminano il paese, nei pressi di un\u2019insenatura dove il buio era pi\u00f9 fitto e si stava riparati dalla fresca brezza che soffiava dall\u2019alto della serra.<br \/>\nSulle barche si facevano confidenze. Si parlava piano per paura di disturbare la quiete del momento, quell\u2019atmosfera sospesa che era un misto di attesa e di tempo interrotto. Non si sentiva neanche lo sciabordio delle onde sulle carene. Nell\u2019insenatura il mare era liscio, privo di increspature, solo al di l\u00e0 del piccolo promontorio che riparava la baia dalla tramontana i riflessi argentini della luna facevano intuire l\u2019azione del vento. A intervalli irregolari da una barca all\u2019altra, distanti una ventina di metri, ci si scambiava qualche breve frase; dopo si udirono soltanto gli ooohhh di meraviglia a ogni scia di meteora intravista nel cielo.<br \/>\nAdriana e Rocco stesi a prua sul fondo della barca si scambiavano impressioni sulle loro letture preferite.<br \/>\n\u00abLa Maga, in Rayuela di Julio Cort\u00e1zar, racchiude in s\u00e9 il senso della vita e della morte. \u00c8 un personaggio vitale e tragico allo stesso tempo, pieno di risorse e problematico, enigmatico, sfuggente; ma \u00e8 l\u2019unica, come dice l\u2019Autore, che in fondo sa che \u201cper arrivare al Cielo servono solo un sassolino e la punta di una scarpa\u201d\u00bb, diceva Rocco, e mentre le parlava sentiva per Adriana una forte attrazione, un desiderio irrefrenabile di baciarla.<br \/>\nQuella sera la Maga era Adriana, enigmatica, sfuggente, che avrebbe saputo come far salire in cielo l\u2019uomo che le stava accanto. Avrebbe saputo ma non ne aveva alcuna intenzione e se ne stava immobile sul fondo della barca. Anche Rocco se ne stava immobile. I loro corpi si sfioravano, non osava toccarla e allora parlava. Le parlava della Maga e di Horacio Oliveira, loro ambedue sudamericani, portegno lui e uruguagia lei, della vita da bohemien negli anni Sessanta del secolo passato, trasportati dagli eventi, interamente assorbiti dalle vicende del piccolo circolo di intellettuali dove si parlava di metafisica, si ascoltava musica jazz, ci si ubriacava, del loro incontro parigino, dove niente era reale, tutto era simbolo e si scavava a fondo su qualsiasi questione senza arrivare a niente di concreto, stando sempre al di qua della verit\u00e0, inconsapevolmente. Solo la Maga sembrava conoscere qualcosa che sfuggiva a tutti gli altri, Horacio compreso.<br \/>\n\u201cNon faceva freddo, per\u00f2 il corpo della Maga gli scaldava la gamba e il fianco destro; si scost\u00f2 a poco a poco, pens\u00f2 che la notte sarebbe stata lunga\u201d.<br \/>\nRocco si avvicin\u00f2 al corpo di lei, sent\u00ec il suo calore; lei non si mosse. Ne fu incoraggiato; le accarezz\u00f2 la mano distesa lungo il fianco e si volt\u00f2 a guardarla. Adriana aveva gli occhi chiusi, lo ascoltava assorta, presa dalla figura della Maga che \u201csapeva come arrivare al cielo\u201d.<br \/>\n\u201cCome si arriva al cielo? \u2013 pensava Adriana \u2013 Quale forza magnetica devi possedere, quale pienezza per vivere almeno la vita che ti \u00e8 data, e comprenderla, per comprendere le pene di un uomo, per alleviarle e rasserenarlo facendolo camminare al tuo fianco? &#8230;\u201d.<\/p>\n<p>In quel momento un ooohhh prolungato si lev\u00f2 dall\u2019altra barca. Una lunga scia luminosa stava solcando il cielo da oriente a occidente, larga e resistente. Erano le 0.23 dopo la mezzanotte.<br \/>\n\u00abEsprimi un desiderio\u00bb, disse Rocco, e sullo slancio di quelle parole, senza pensarci, le diede un bacio sulla bocca. Adriana non oppose resistenza, gli offr\u00ec le sue labbra e con un gesto naturale del braccio destro port\u00f2 la sua mano sulla schiena di lui e ne accompagn\u00f2 il movimento. Dopo il primo bacio si guardarono negli occhi, increduli che fosse successo eppure consapevoli che fosse inevitabile. Non si dissero niente e continuarono a baciarsi in quel modo tenero e coinvolgente che sperimentano i ragazzi quando nel bacio esauriscono la loro sessualit\u00e0 adolescenziale.<br \/>\n\u201cUna barca color vinaccia, Maga, ma perch\u00e9 non ci siamo saliti quando eravamo ancora in tempo?\u201d<br \/>\nRocco e Adriana nei lunghi silenzi delle effusioni che si scambiavano, tra una stella cadente e un\u2019altra, non esaurirono il reciproco desiderio tra baci e tenerezze. Al riparo di un plaid steso sui loro corpi, silenziosamente, riparati dietro la piccola cabina di pilotaggio dagli sguardi della coppia che si era sistemata a poppa, ebbero un lungo-tenero-lento amplesso che li lasci\u00f2 senza forze e senza domande.<br \/>\n\u201cCi conoscevamo appena e gi\u00e0 la vita ordiva quanto era necessario per farci allontanare minuziosamente\u201d.<\/p>\n<p>Al termine del concerto Luigi e Tommaso si concessero un bicchiere di vino in un bar sulla piazza del paese.<br \/>\nAlle 0.23 la loro attenzione fu attratta da una vistosa scia luminosa che solcava obliquamente il cielo da est a ovest, appena appena sfocata dalle luci della piazza.<br \/>\n\u00abPer ogni stella che cade bisogna esprimere un desiderio\u00bb, disse Tommaso sorridendo, ripensando alle tante volte in cui lo aveva fatto da giovane insieme a qualche ragazza, nelle periferiche notti torinesi male illuminate.<br \/>\nLuigi non rispose subito. Prese il calice di vino ancora mezzo pieno, lo alz\u00f2 con un movimento solenne, quasi ieratico, ne centellin\u00f2 un sorso e si trov\u00f2 a esprimere un desiderio, pensando a sua moglie Adriana. Dallo stupore si riprese quasi subito e rispondendo all\u2019invito di Tommaso, in tono deciso, replic\u00f2: \u00abNon \u00e8 solo tempo di desideri, adesso; \u00e8 tempo di riparazioni\u00bb, e si meravigli\u00f2 ulteriormente delle sue parole.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26871\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26871\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adriana si preparava per uscire con i suoi amici. 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