{"id":26863,"date":"2016-03-29T11:14:13","date_gmt":"2016-03-29T10:14:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26863"},"modified":"2016-03-29T11:14:13","modified_gmt":"2016-03-29T10:14:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-racconto-di-natale-di-cirino-crisci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26863","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Racconto di Natale&#8221; di Cirino Crisci"},"content":{"rendered":"<p>In quella grande e vecchia casa, nel cuore del Centro Storico di Napoli, il Natale si avvertiva presto.<\/p>\n<p>Non stava nelle cose, non veniva da fuori, non occorreva annunciarlo, erano le persone che lo rivelavano.<\/p>\n<p>Mio padre, siciliano nell\u2019anima, dall\u2019aspetto un po\u2019 burbero e severo, retaggio della sua vita militare, ma in realt\u00e0 di mitezza indicibile, diveniva pi\u00f9 aperto, pi\u00f9 incline al sorriso e alla disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Mia madre, napoletana verace, che definire casalinga sarebbe irriverente e riduttivo, abbandonava la sua dichiarata e denunciata \u201cfatica nel portare avanti la casa\u201d ed improvvisamente, quello che quotidianamente la opprimeva, diveniva fonte di gioia.<\/p>\n<p>Mia sorella, sempre pungente e provocatoria, interpretava il suo ruolo con insolita simpatia, facendo chiaramente intendere che il suo essere petulante e il suo indispettire, erano una volta tanto solo frutto di goliardia.<\/p>\n<p>Mia nonna, donna schiva e riservata, sempre china sul suo rosario ma presente ed attenta. I fatti di casa le appartenevano ma da essi manteneva un rispettoso distacco. Anche in questo periodo, non si smentiva, ma tuttavia il suo viso era aperto e gioviale pi\u00f9 del solito.<\/p>\n<p>Con noi viveva anche uno zio celibe, fratello di mia madre, e prediletto della nonna.<\/p>\n<p>Era un uomo fine e ricercato, un intellettuale. Viveva la nostra famiglia come la sua famiglia, ma consapevole del suo ruolo, per cos\u00ec dire \u201cibrido\u201d.<\/p>\n<p>Anche lui dava il suo contributo, partecipando con maggiore presenza al tempo che ci avvicinava al Natale, dispensando i suoi preziosi consigli per la gestione familiare, il cui timone restava, comunque, saldamente nelle mani di mia madre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si stava tanto insieme, si viveva caldamente la casa.<\/p>\n<p>Dalle soffitte e dai cassetti, venivano fuori i simboli serbati della festa.<\/p>\n<p>Cose semplici, a volte segnate dal tempo, testimoni di Natali passati e carichi di gioia. Dicevano con la loro modestia quanto facile fosse essere sereni vivendo di quello che si \u00e8 e si ha.<\/p>\n<p>Un vecchio portacandele con l\u2019anima d\u2019acciaio, con intorno del filo argentato avvolto in modo impossibile e cascante, ancora tempestato di gocce di cera delle tante candele che aveva sorretto.<\/p>\n<p>Una bottiglia verniciata\u00a0 e disegnata con i simboli della festa, consumata dagli anni, ma orgogliosamente esposta sulla vecchia credenza.<\/p>\n<p>Un centrotavola bianco di porcellana, a forma di stella, in qualche punto scalfito, fiera sentinella di un tavolo votato a trasformarsi improvvisamente in un luogo di gioco e accoglienza.<\/p>\n<p>Era pronto a farsi da parte per consentire di srotolare le tovaglie rosse e gioiose che mia madre, con devota accuratezza, riesumava dai pi\u00f9 nascosti angoli del com\u00f2.<\/p>\n<p>Si c\u2019era anche una piccola capanna, ed un esile albero, ma non erano i protagonisti. Rimanevano ai margini di quel calore, consapevoli che la loro simbologia, pur necessaria, non era per\u00f2 determinante.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che creava la festa erano le persone, i caratteri, gli entusiasmi, la voglia sana e sincera di stare insieme.<\/p>\n<p>Era questo connotato che impregnava tutte le suppellettili della casa e che come una polvere magica, le avvolgeva sprigionando da esse una fantastica atmosfera.<\/p>\n<p>Non serviva la luce, non occorreva la musica, nessuno ci doveva intrattenere o ci doveva far divertire. Bastavamo a noi stessi e senza dircelo, n\u00e9 proporcelo, naturalmente, vivevamo questo tempo trasmettendoci il dono dell\u2019amore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che il Natale era prossimo lo capivo dai gesti di mia madre.<\/p>\n<p>Quasi inconsapevolmente, spinta dal \u201cfuoco\u201d dell\u2019innata vocazione domestica, cominciava i suoi riti colmi di affetto e premure.<\/p>\n<p>Apriva il cassetto centrale del mobile del soggiorno, che era grande, con uno sportello a ribalta verso il basso tenuto da una catenella dorata. Sul fondo, mi pare di ricordare che avesse uno specchio che ne aumentava virtualmente la profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Era il \u201ccassetto degli odori del Natale\u201d.<\/p>\n<p>Da esso si sprigionavano mille profumi che ben presto mia madre avrebbe materializzato realizzando i suoi dolci.<\/p>\n<p>Si avvertiva netto l\u2019aroma del liquore Strega, a tratti confuso con l\u2019essenza di acqua di millefiori, riposta in chiss\u00e0 quale di quei tanti barattoli. E poi ancora l\u2019odore dello zucchero del finto carbone, residuato di remote Epifanie, riposto in disparte in un sacchetto di velo rosso. Il lievito \u201cpaneangeli\u201d, delicato ma fiero nel confrontarsi con gli altri profumi per rivendicare il suo giusto ruolo.<\/p>\n<p>Inoltre effluvi di rhum, anice e brandy del \u201ccavallino rosso\u201d, col suo penzolante simbolo equestre, quest\u2019ultimo da guardare e assolutamente non toccare.<\/p>\n<p>C\u2019erano anche altri oggetti del tutto fuori luogo, che per\u00f2 visti da sempre in quel cassetto, erano diventati parte della coreografia e davano con la loro rassicurante presenza, un contributo fondamentale alla familiare immutabilit\u00e0 di quel luogo di sacre memorie olfattive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il gioco, prevalentemente quello delle carte, era un catalizzatore di entusiasmo e convivialit\u00e0.<\/p>\n<p>Si giocava spesso in quel periodo\u00a0 ed erano sufficienti anche solo due membri della famiglia a rendere una partitella un favoloso momento.<\/p>\n<p>Mia madre ne rimaneva fuori, a lei non interessava minimamente, tutta intenta a preparare per la buona riuscita della festa.<\/p>\n<p>Le bastava questo e si compiaceva della totale indifferenza dei futuri commensali, che incuranti si intrattenevano in ripetute e instancabili tenzoni.<\/p>\n<p>Era quella la sua bella famiglia, riunita intorno ad un tavolo, che lei poteva godere di tanto in tanto, facendo capolino dall\u2019infima cucina, dove creava i suoi memorabili capolavori.<\/p>\n<p>Anche noi, ci sentivamo tranquilli, senza sensi di colpa, intenti ad assaporare intensamente quel divertimento, che la escludeva.<\/p>\n<p>Eravamo convinti che quella nostra aggregazione era la sua gioia, era la sua felicit\u00e0, era il suo Natale.<\/p>\n<p>Ed ecco accusarci, apostrofarci, stuzzicarci. Maledire la fortuna dell\u2019uno, canzonare l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019altro, tacciare d\u2019imbroglio tal\u2019altro.<\/p>\n<p>Tutti insieme, pochi, ma sembravano tanti. Bastavano.<\/p>\n<p>Mia madre, con la sua capigliatura un po\u2019 in disordine e il\u00a0 grembiule vistosamente \u201cvissuto\u201d, faceva una breve apparizione, ci rimproverava bonariamente e poi tornava alle sue amate fatiche, senza che a noi sfuggisse l\u2019amabile carezza che traspariva da quell\u2019affettuoso rimbrotto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Avvicinandosi la \u201cVigilia\u201d, che mia madre definiva la pi\u00f9 bella delle feste natalizie, se non l\u2019unica che valesse veramente la pena di vivere, aumentavano gli entusiasmi e le aspettative.<\/p>\n<p>La nostra famiglia, gi\u00e0 da sola armoniosa e festosa, poteva arricchirsi di due nuovi elementi, che davano con la loro significativa presenza il giusto completamento al momento cruciale della \u201cVigilia\u201d.<\/p>\n<p>Erano\u00a0 l\u2019altro fratello di mia madre con sua moglie, che non avevano avuto figli.<\/p>\n<p>Due persone straordinarie che per me erano la \u201ccertezza\u201d affinch\u00e8 il periodo natalizio da festa si trasformasse in \u201cevento\u201d.<\/p>\n<p>Mio zio era un uomo esuberante, sempre allegro, dalla battuta pronta ed arguta, un vero \u201cmastro di festa\u201d. Sua moglie la sua perfetta \u201cspalla\u201d.<\/p>\n<p>Quando si esibivano, i loro gustosi battibecchi coniugali suscitavano l\u2019esilarante divertimento degli astanti.<\/p>\n<p>Inoltre, questo zio, pur non vivendo con noi, lo sentivo molto vicino a me, sia perch\u00e9 mi voleva sfacciatamente bene, sia perch\u00e9 sentivo particolarmente vicini alcuni lati del suo pirotecnico carattere.<\/p>\n<p>Era un artista versatile e di doti straordinarie, che ne aumentavano il fascino ai miei occhi.<\/p>\n<p>La loro presenza era l\u2019incognita di ogni Natale.<\/p>\n<p>Tutti erano sicuri che alla fine ci sarebbero stati, ma quella suspance si scioglieva solo a ridosso della festa e quando ci\u00f2 accadeva era come un\u2019esplosione.<\/p>\n<p>Adesso eravamo veramente pronti a tuffarci nel momento pi\u00f9 bello dell\u2019anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mio padre si preoccupava della spesa. Non certo lasciata alla sua libera iniziativa, ma attentamente condotta dalle meticolose direttive di mia madre.<\/p>\n<p>Tuttavia lui era pieno di soddisfazione nell\u2019eseguire con puntualit\u00e0 le indicazioni.<\/p>\n<p>Le sue sortite in macelleria erano foriere di prede che, al rientro a casa, ostentava con l\u2019orgoglio e la fierezza di un cacciatore reduce da una fortunata battuta di caccia.<\/p>\n<p>Il mezzo capretto che avremmo consumato il giorno di Natale, il cappone ripulito delle interiora, che mostrava il vigoroso petto rigonfio e faceva presagire la succulenza delle sue carni magistralmente cucinate da mia madre.<\/p>\n<p>Le costolette di maiale pronte ad accoppiarsi alla minestra preparata da mia madre con una personale ricetta che era un misto di sapori del Regno delle due Sicilie. E variazioni sul tema, che ogni anno si affiancavano alla tradizione, frutto di graditi quanto inaspettati oboli, che in quel tempo si concretavano prevalentemente in doni culinari.<\/p>\n<p>Non da meno il pesce, che mio padre, da buon siciliano, amava particolarmente, contrariamente al ritroso atteggiamento di mia madre, colpevole quest\u2019ultimo di condizionarne pesantemente i men\u00f9.<\/p>\n<p>Pertanto ogni anno, a parte le immancabili vongole, il pesce da mettere al forno era incerto, cos\u00ec come le ricette per cuocerlo.<\/p>\n<p>Ovviamente non mancavano le anguille,\u201di capitoni\u201d, che mio padre acquistava vive con un giorno di anticipo, mettendole in una bacinella, anticamera della loro esecuzione.<\/p>\n<p>A questo rito assistevo sempre ammaliato poich\u00e9 la crudezza di quei gesti, che vedevano mio padre nell\u2019improbabile e scomodo ruolo di giustiziere, ne davano una connotazione di quasi liturgico cerimoniale.<\/p>\n<p>E ci\u00f2, tanto pi\u00f9, ove si consideri che la vittima di quell\u2019olocausto avrebbe incontrato solo il gusto di un esiguo numero di commensali.<\/p>\n<p>Poi un trionfo di ortaggi, frutta fresca e secca e verdure tutte pronte ad essere pazientemente mondate prima di essere consumate.<\/p>\n<p>Tutto veniva stipato, qualche giorno prima, in un ripostiglio prossimo alla piccola cucina, che i miei chiamavano, con una punta di affettuosa ironia, il loro \u201cfrigorifero naturale\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 ancora nel mio cuore il momento mistico, quando mio padre, con complicit\u00e0 e bonomia, mi accompagnava davanti al \u201cfrigorifero naturale\u201d e, dopo un attimo di esitazione, ne apriva la porta, rivelandomi le \u201cricchezze\u201d del suo contenuto.<\/p>\n<p>Condivideva con me l\u2019infantile incredulit\u00e0 che traspariva dai suoi grandi occhi verdi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intorno al venti di dicembre, mia madre compilava la nota degli ingredienti occorrenti per i\u00a0 suoi leggendari manufatti dolciari.<\/p>\n<p>Puntualmente mi fiondavo in un laboratorio di pasticceria che era in uno dei vicini vicoli che intersecano i decumani.<\/p>\n<p>Con somma gioia depositavo l\u2019ordine e di l\u00ec a poco, sotto i miei occhi, veniva riempito il vassoio: naspro di zucchero, cedro, cocozzata, ciliegine candite, gocce di cioccolato, miele\u2026\u2026\u2026\u2026<\/p>\n<p>Quel vassoio lo riportavo a casa pieno di gioia e ogni volta si accresceva nelle quantit\u00e0. Mia madre, infatti, riscuoteva sempre nuovi consensi, che la inducevano di anno in anno, a premiare i novelli estimatori con le sue leccornie.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la notte precedente l\u2019antivigilia di Natale, preparava i\u00a0 numerosi pan di Spagna, che mano a mano che tirava fuori dal forno, allineava sul marmo della vecchia credenza. Erano soffici come le guance di una mamma, orgogliosi e coscienti di quello che sarebbero diventati.<\/p>\n<p>Tutto accadeva a notte fonda, tra il silenzio e l\u2019assenza degli altri membri della famiglia da tempo a letto.<\/p>\n<p>Solo io rimanevo a far compagnia a mia madre, pronto a dare il mio giudizio sulle sue creme e sui suoi deliziosi intingoli.<\/p>\n<p>Alle tre del mattino tutti i dolci erano finalmente pronti, non restava che decorarli.<\/p>\n<p>Ma tale adempimento era considerato un appendice e veniva rinviato al giorno dopo, quando i sapori e le forme di quelle prelibatezze si sarebbero assestati.<\/p>\n<p>Potevamo finalmente guadagnare il meritato riposo.<\/p>\n<p>Dietro di noi, in quella stanza, un paradiso di ghiottonerie pasticciere che avrebbero, come sempre, riempito di riconoscente meraviglia il risveglio di tutta la famiglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La piccola cucina straripava di cibi, alcuni gi\u00e0 pronti, altri ancora da preparare.<\/p>\n<p>I fuochi erano costantemente accesi e su di essi le pentole e le padelle si alternavano con operosa frenesia.<\/p>\n<p>Io e mia sorella indugiavamo in cucina, riducendo ulteriormente i pochi metri quadri di questo vano.<\/p>\n<p>I vetri della grande finestra,di dimensioni non coerenti alla cubatura dell\u2019ambiente, ben presto divenivano opachi per il vapore acqueo prodotto da quella promettente fucina. Accrescevano la singolare suggestione che si viveva in questo spazio realmente angusto, ma, ci\u00f2 nonostante, territorio infinito di sensazioni e percezioni che solleticavano tutti i sensi.<\/p>\n<p>Io e mia sorella con l\u2019indice teso, cominciavamo a \u201cpattinare\u201d su quei vetri, solcando il vapore acqueo per disegnare forme e parole.<\/p>\n<p>Ora una faccia, ora un W, ora un pupazzo di neve, ora un ?, ora un cuore trafitto, ora un fiore.<\/p>\n<p>Mia madre,appariva irritata da questa pratica vacua e del tutto inopportuna, lontana dalla sua fattiva alacrit\u00e0.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo felice di tenerci vicini.<\/p>\n<p>Intuiva\u00a0 che la nostra presenza e quel puerile esercizio, rivelavano tutta la nostra interiore serenit\u00e0.<\/p>\n<p>Allora mi guardava con gli occhi colmi di gioia e il sorriso appena abbozzato.<\/p>\n<p>Io godevo di questa rassicurante disposizione espressiva.<\/p>\n<p>Fissavo mia sorella, altrettanto serena, ma per\u00a0 sua natura\u00a0 restia a far trasparire la condivisione di quei sentimenti.<\/p>\n<p>Con un complice cenno di intesa velocemente, di soppiatto, facevamo nostra una polpetta \u201cmessa in cassaforte\u201d in attesa di farcire chiss\u00e0 quale delle tante pietanze.<\/p>\n<p>Ma il furto non incontrava granch\u00e8 disapprovazione da parte di mia madre, che anzi si compiaceva del reato perpetrato, frutto di insopprimibile apprezzamento per la sua sublime arte culinaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mio zio, quello che viveva con noi, la mattina della Vigilia, talvolta mi\u00a0\u00a0 invitava a disertare l\u2019atmosfera domestica.<\/p>\n<p>Proponeva una veloce capatina sul lungomare per andare a visitare le pittoresche bancarelle dei pescivendoli che allettavano, con la loro \u201cpreziosa\u201d mercanzia, i numerosi avventori.<\/p>\n<p>Erano i nostri \u201cMercatini di Natale\u201d.<\/p>\n<p>Acconsentivo, un po\u2019 a malincuore, un po\u2019 lusingato, poich\u00e9 quando lo zio proponeva, normalmente valeva sempre la pena di accettare.<\/p>\n<p>Inoltre lo zio \u201cguidava\u201d e aveva l\u2019auto, circostanza non comune per l\u2019epoca. Dunque vi sarebbe stato il valore aggiunto di una irrinunciabile scarrozzata in auto.<\/p>\n<p>Giunti sul posto,ci trascinavamo lentamente sotto le tende e gli spazi di quell\u2019improvvisato mercato, precariamente e frettolosamente allestito che malcelava la propria occasionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Ammiravamo la freschezza di quella pregiata merce.<\/p>\n<p>Non dovevamo comprare nulla, la nostra spesa era gi\u00e0 nelle sapienti mani di mia madre.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 accresceva il piacere di guardare e curiosare.<\/p>\n<p>A volte lo zio, infidamente, mercanteggiava sul prezzo per qualcosa che non aveva alcuna intenzione di acquistare. Cos\u00ec, per diletto.<\/p>\n<p>Godeva della sensazione di chi gi\u00e0 appagato, vuol correre il rischio di avere di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Io assistevo piacevolmente coinvolto, complice di quella farsa, immerso nelle stesse sensazioni.<\/p>\n<p>Nel contempo non riuscivo a reprimere un senso di ammirazione per quei \u201ccoraggiosi\u201d che ritiravano enormi cartocci sgocciolanti a fronte dei quali versavano, con disarmante disinvoltura, ingenti somme di danaro.<\/p>\n<p>Paghi e divertiti tornavamo alla macchina per fare ritorno a casa dove intanto la festa \u201cmontava\u201d.<\/p>\n<p>Avremmo magari raccontato\u00a0 la nostra esperienza durante la cena, ma solo se ne avessimo avuto il tempo.<\/p>\n<p>In un momento di stanca, se mai ci fosse stato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rientrando in casa, appena varcata la soglia, venivo investito con veemenza dall\u2019insieme di profumi che si sprigionavano prepotenti dalla cucina.<\/p>\n<p>L\u2019olfatto, galeottamente ammaliato, mi suggeriva che ancor pi\u00f9 si approssimava il momento topico della festa.<\/p>\n<p>Man mano che mi addentravo giungeva all\u2019orecchio\u00a0 lo scroscio delle \u201cpizzette\u201d che venivano delicatamente adagiate nell\u2019olio bollente.<\/p>\n<p>Tale \u201csonorit\u00e0\u201d mi dava la rassicurante conferma che mia madre era ancora una volta all\u2019opera.<\/p>\n<p>Era in corso un altro dei nostri rituali.<\/p>\n<p>Non paga di tutte le fatiche gi\u00e0 accumulate, intorno alle 14.00 del giorno della Vigilia, preparava i mitici calzoncini ripieni di scar\u00f2la o di mozzarella.<\/p>\n<p>Erano fritti al momento e venivano voracemente gustati caldi, dorati e fumanti via via che sollevati dall\u2019olio bollente erano poggiati su un attiguo vassoio ricoperto di carta assorbente.<\/p>\n<p>Sovente mia sorella era la prima a \u201cgradire\u201d e addentandone uno mi guardava beffardamente, con gli occhi divertiti per l\u2019impertinente anticipo.<\/p>\n<p>Di li a poco avrei fatto lo stesso, e cos\u00ec mio padre, mio zio, mia nonna.<\/p>\n<p>Godevamo con un profondo e condiviso sentimento di soddisfazione di quell\u2019ennesimo atto d\u2019amore, che, ancora una volta, ci teneva uniti in un cerimoniale che riconoscevamo solo nostro, facendoci sentire speciali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intorno alle 18.00 ci raggiungevano finalmente anche l\u2019altro mio zio e la moglie.<\/p>\n<p>Lo scorgevo dal balcone dal quale mi ero ripetutamente affacciato al fine di coglierne per\u00a0 primo l\u2019arrivo e diffondere entusiasta la lieta notizia.<\/p>\n<p>Correvo all\u2019ingresso per accoglierli e gi\u00e0 al primo impatto era un tripudio di abbracci e amenit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci scambiavamo gli auguri con sincero affetto e partecipazione.<\/p>\n<p>Poi qualche commento per gli addobbi della casa, qualche irriverente epiteto per commentare l\u2019abbondanza che tracimava da ogni ripiano, qualche fugace racconto che vedeva protagonisti parenti e conoscenti pi\u00f9 o meno vicini.<\/p>\n<p>Mia madre si allontanava momentaneamente dal focolare, per partecipare anch\u2019essa all\u2019accoglienza, ma poi vi tornava repentina e con ancora pi\u00f9 impegno.<\/p>\n<p>A questo punto si \u201clanciavano guanti di sfida\u201d per riprendere vecchi duelli lasciati in sospeso.<\/p>\n<p>Un assaggio di pokerino, o una veloce partita a tresette, giusto per affilare le lame, preludio di pi\u00f9 accanite disfide.<\/p>\n<p>Il tutto per scaldarci e per avvicinarci ancor pi\u00f9 affiatati e compatti alla \u201cCena della Vigilia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il momento era giunto.<\/p>\n<p>Ciascuno abbandonava senza rimpianto ci\u00f2 a cui era intento, per accomodarsi, pregno di contentezza, alla tavola sapientemente imbandita con sfarzo e sontuosit\u00e0.<\/p>\n<p>Si prendeva posto.<\/p>\n<p>Mia nonna, come sempre, aveva alla sua sinistra lo zio celibe, mentre alla destra sedeva l\u2019altro zio e a seguire la moglie.<\/p>\n<p>Poi mia sorella, poi io e alla mia destra mio padre. Dopo di lui il posto di mia madre.<\/p>\n<p>Era, quest\u2019ultima, una postazione occupata precariamente, a mezzo di brevi ma intense apparizioni.<\/p>\n<p>Mia madre neanche adesso riusciva a placare il suo frenetico andirivieni dalla cucina.<\/p>\n<p>Solo a mio padre era consentito un qualche ausilio, ma in punta di piedi e con la massima circospezione.<\/p>\n<p>Si avvicendavano le succulente portate in un vulcanico crescendo di risate, invocazioni, burle, sbigottito stupore per tanta opulenza.<\/p>\n<p>Mio zio, quello ammogliato, dispensava le sue perle di saggezza minimalista:<\/p>\n<p>\u201cPer me Natale non \u00e8 tale senza il baccal\u00e0 fritto\u201d.<\/p>\n<p>\u201c Il pane \u00e8 il migliore di tutti i panettoni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer digerire nulla \u00e8 meglio di un po\u2019 d\u2019acqua e limone con una punta di bicarbonato\u201d.<\/p>\n<p>Il tutto condito da gustose gag con la moglie.<\/p>\n<p>Mia sorella, provocatoria come sempre, pungolava mia madre, denigrando irriverente una qualche pietanza.<\/p>\n<p>La reazione era scomposta e rabbiosa suscitando l\u2019ilarit\u00e0 dei commensali che non tardavano a solidarizzare con lei nell\u2019inveire contro mia sorella.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima, come consuetudine, trovava quale difensore d\u2019ufficio lo zio celibe, che da sempre ne apprezzava lo spirito ribelle e controcorrente.<\/p>\n<p>Mia nonna fingeva turbamento per le colorite espressioni di mio zio, quello sposato, ma nel contempo ne rideva grassamente, insolitamente coinvolta.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come l\u2019altro zio, che comunque non si asteneva dal far trapelare una fraterna disapprovazione per tanta trivialit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche mio padre era trascinato in questa euforia e vi partecipava felice.<\/p>\n<p>Si sentiva un privilegiato, lui ormai lontano da sempre dalla sua terra natia e dai suoi cari, aveva avuto in ogni caso la ventura di poter vivere questi momenti esaltanti con una famiglia \u201callargata\u201d che sentiva profondamente sua.<\/p>\n<p>Mia madre gli si rivolgeva con affettuoso sussieguo, quasi a voler rivendicare il merito di avergli consentito, con la loro unione, la partecipazione a tale ambito consesso.<\/p>\n<p>Mio padre, a fronte della\u00a0 sua benevola indulgenza, lungi dall\u2019indispettirsi per tale atteggiamento, lo condivideva divertito e ne rideva.<\/p>\n<p>L\u2019allegria, corroborata dal cibo e dal vino, si accresceva di minuto in minuto, e rinvigoriva i nostri cuori straripanti di felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Il mondo fuori da quella casa era come se non esistesse, eravamo totalmente coinvolti in questa eruzione di esaltanti sensazioni, del tutto lontani da ogni affanno o preoccupazione.<\/p>\n<p>La famiglia metteva in scena il suo spettacolo pi\u00f9 autentico e sano.<\/p>\n<p>Ciascuno aveva il proprio ruolo e lo interpretava con impegno, senza rubare la scena, in un gioco di equilibri che rendeva la rappresentazione perfetta.<\/p>\n<p>A fine cena, finalmente anche mia madre si accomodava e occupava stabilmente il suo posto.<\/p>\n<p>Raccoglieva, stanca ma radiosa, i consensi e gli encomi per tutto il lavoro realizzato.<\/p>\n<p>Era tanto appagata quanto pronta a ricominciare.<\/p>\n<p>Il suo sguardo, tenero e semplice, raggiungeva ognuno di noi e svelava la sua gratitudine per la felicit\u00e0 che le procuravamo con i nostri apprezzamenti e con la pace che regnava tra di noi.<\/p>\n<p>Mai come in quell\u2019occasione sentivo il calore della casa e della mia famiglia.<\/p>\n<p>Avevo la certezza che in quel preciso istante non sarei voluto essere in nessuna altra parte se non li.<\/p>\n<p>Sotto l\u2019albero esile non vi erano doni, non un pacco da scartare, non una busta da aprire.<\/p>\n<p>Non ve n\u2019era alcuna necessit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26863\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26863\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg 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Non stava nelle cose, non veniva da fuori, non occorreva annunciarlo, erano le persone che lo rivelavano. Mio padre, siciliano nell\u2019anima, dall\u2019aspetto un po\u2019 burbero e severo, retaggio della sua vita militare, ma in realt\u00e0 di mitezza [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26863\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26863\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":8374,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[359],"tags":[],"class_list":["post-26863","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26863"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8374"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26863"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26863\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26866,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26863\/revisions\/26866"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26863"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26863"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26863"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}