{"id":26820,"date":"2016-03-23T18:11:29","date_gmt":"2016-03-23T17:11:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26820"},"modified":"2016-03-23T18:11:29","modified_gmt":"2016-03-23T17:11:29","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-vista-sui-tetti-di-claudia-dalmastri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26820","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Vista sui tetti&#8221; di Claudia Dalmastri"},"content":{"rendered":"<p>La cosa pi\u00f9 bella dell\u2019attico era sempre stata la vista spettacolare sulla citt\u00e0: correva su tetti e terrazze fino all\u2019orizzonte, dove le cime innevate ancora brillavano al sole. Rocco Valenti, sbracato nella comoda poltrona di vimini dell\u2019elegante salotto da esterni che arredava un angolo dell\u2019ampia terrazza, si godeva la sua posizione privilegiata. In cima alla collina, il lussuoso palazzo in cortina rossa, quattro piani pi\u00f9 attico, l\u2019aveva costruito lui come tutti quelli l\u00ec intorno, era stato il primo a capire che quel posto era una miniera d\u2019oro, il centro di Roma si allargava in tutte le direzioni e lui aveva acchiappato la direzione giusta. Mica quegli orridi palazzoni sulla Casilina o Tiburtina, no, lui era il signore dell\u2019edilizia, solo palazzine eleganti che all\u2019epoca del boom i nuovi ricchi avevano giustamente bisogno di un luogo adeguato dove abitare. E lui sapeva come accontentarli, cazzuola in mano a 16 anni, geometra a 19, soldi a palate dai 25 in poi. Anche ora con tutta la crisi le sue case si vendevano a peso d\u2019oro. Le sue creature. Se le abbracciava con lo sguardo, qualcuno ci aveva messo del suo, terrazze coperte di gusto discutibile, verande di acciaio inox o legno o simil legno\u2026 ma insomma, la libert\u00e0 prima di tutto, che ognuno a casa sua facesse pure come gli pareva, e pure quelle parabole, tutti a criticarle ma poi chi non ce l\u2019aveva? Almeno lui non ci trovava niente di male, anzi, belle aperte verso il sole mettevano pure allegria. Ai Parioli non si vedono, diceva sua moglie, ma ci sono, si per\u00f2 non si vedono, bisogna saperci fare a nascondere le brutture, l\u2019aveva messo in croce per trasferirsi e non glielo perdonava che non gliel\u2019aveva mica data vinta, dio quanto aveva strepitato, con la storia che era pi\u00f9 chic, ma lui adorava stare l\u00ec, signore e padrone del suo feudo. Che ne sapeva di che vuol dire sgobbare tutta la settimana lei abituata a fare la signora, grazie a lui. Il quale ora si godeva il sole di un tranquillo pomeriggio di domenica, cazzo se se lo meritava, pure Dio si era riposato dopo sei giorni al chiodo. Rocco guardava avanti, girava lo sguardo all\u2019orizzonte e riabbassava gli occhi a quel maledetto cubo di Rubik, l\u2019aveva lasciato cos\u00ec domenica scorsa e se l\u2019era ritrovato ancora pi\u00f9 incasinato, se lo rigirava tra le mani ma non c\u2019era verso. Assurdo, aveva tirato su mezza Roma, e ora si bloccava davanti a uno stupido cubetto a colori. Lui che si era fatto dal nulla come si dice, che nemmeno ci pensava pi\u00f9 ormai, non fosse che per quel nome un po\u2019 vecchiotto preso dal nonno, Rocco, avesse potuto cambiarlo che sembrava messo apposta per ricordargli da dove veniva e soprattutto per sbandierarlo a tutti, ma se l\u2019era dovuto tenere che per quello proprio non poteva farci niente, e ora era perfino di moda, qualche attrice ci aveva chiamato il figlio, e comunque ormai lui era il Commendator Rocco. In fin dei conti andava pi\u00f9 che bene. Solo il cubo lo faceva impazzire. Dicono che rilassa, col cavolo. Si scervella a cercare di farlo venire. Domenica prossima arriva Tommaso e se non riesce a finirlo che figura ci fa? Il cubo gliel\u2019aveva regalato lui, l\u2019adorato nipotino di otto anni. L\u2019unica cosa buona fatta da sua figlia Paola. L\u2019aveva coperta d\u2019oro fin da piccola, ma niente, ribelle e scocciata e sempre l\u00ec a fare domande, bellina s\u00ec ma meno della madre e poi non ci metteva nemmeno un po\u2019 di impegno, brava a scuola questo s\u00ec ma chissenefrega, ogni tanto se la portava al cantiere, lei ci teneva tanto, finch\u00e9 aveva visto buttar gi\u00f9 una casetta di contadini sulla Cassia, una delle tante catapecchie da demolire, li pagavano a quei morti di fame e infatti il vecchietto era tutto contento che quando mai li aveva visti tanti soldi tutti insieme, la moglie invece, una donnetta rattrappita stava l\u00ec che piangeva manco le avessero tirato gi\u00f9 palazzo Barberini, e Paola aveva fatto una scenata proprio l\u00ec davanti a tutti, ingegnere, capomastro e operai, poi da allora aveva smesso di parlargli. Strana, strana e testarda. Ma tanto che se ne faceva di una figlia in cantiere, roba da uomini, se solo suo figlio Fabrizio si fosse raddrizzato un po\u2019\u2026 A calci in culo per fargli prendere una laurea ma niente, in compenso ci sapeva fare a compravendite, a qualcosa era pur servito il suo esempio e Fabrizio in questo campo era proprio un mago, tutti \u2019sti bei ristoranti nuovi erano roba sua, anzi no, meglio, passavano per le sue mani e poi finivano in quelle di qualcun altro, mo\u2019 per\u00f2 doveva aver combinato qualche pasticcio pi\u00f9 grosso, domani avrebbe sentito il suo amico avvocato per vedere di sistemare la faccenda. Diceva che i precedenti non lo aiutavano, ma che precedenti, qualche sprangata tra ragazzini? Roba passata, accidenti, possibile che uno in gamba come suo figlio non lo lasciassero lavorare in pace? Certo stavolta gli sarebbe costata assai, molto pi\u00f9 che per i \u201cprecedenti\u201d ma vabb\u00e8 per il suo ragazzo questo e altro. Che palle, e questo cubo non vuole saperne\u2026 accidenti pure a Tommaso, il piccolo genio di casa ma che si crede che non ci riesce suo nonno, proprio lui, a mettergli a posto \u2019sto giochetto da imbecilli. Che razza di regalo di merda da fare a uno che gi\u00e0 passa la vita a combattere. Gi\u00e0, e domani giornata di avvocati, c\u2019\u00e8 pure l\u2019appuntamento per la questione della sicurezza della collina che pare che viene gi\u00f9. Ora ci pensano\u2026 Sempre qualche rompiscatole rampante al comune, si svegliano e devono venirti a sfracassare a te che gi\u00e0 lavori come un matto tutto il giorno. Vent\u2019anni sono passati da quando aveva costruito quel condominio, bello elegante, venduto tutto in un batter d\u2019occhio. Piani regolatori manco l\u2019ombra, lavoravi che era un piacere. E ora qualcuno si fa venire in mente che forse sotto la collina frana? E che era colpa sua se a Roma da qualche anno pioveva come ai tropici? Buttar gi\u00f9 tutto e ricominciare daccapo? S\u00ec, e i proprietari se li portava a casa sua? Roba pesante dice il suo avvocato, stavolta sembra davvero preoccupato, la cosa va oltre le solite speculazioni. E gi\u00e0, secondo loro senza qualche mazzetta come le faceva tutte \u2018ste belle casette? Comprese quelle dove abitano comodi comodi lui e tanti altri principi del foro, o no? Dopo tutto quello che ha fatto sembra che gli si stiano mettendo tutti contro, e pure \u2019sto cavolo di cubetto si \u00e8 rimescolato peggio di prima! Ma ti sistemo io a costo di farti a pezzi e rifarti daccapo, Rocco lo sbatte con forza sul tavolino accanto alla poltrona, il legno si scheggia e la tazzina si rovescia, c\u2019era ancora un po\u2019 di caff\u00e8 che cola gi\u00f9. Rocco si sistema meglio sulla sua poltrona, questi pensieri gli fanno venire l\u2019affanno, ah gi\u00e0, domani deve pure andare dal cardiologo, ha pensato a tutto sua moglie, insisteva da mesi con questa storia dell\u2019affanno e pure per tenerlo a dieta, sai che gliene importa a lui di un po\u2019 di pancetta, ma lei no, lo controlla, lo spia, e ha pure telefonato a Giacomo il luminare, e quello probabilmente per non sentirla pi\u00f9 gli ha infilato un appuntamento la mattina tra i suoi mille impegni, e ora gli tocca andarci, ma forse meglio cos\u00ec, quest\u2019affanno \u00e8 davvero fastidioso. Colpa di questo accidenti di cubo, porca miseria uno sta qui a smaltire i casini di tutta la settimana e questo \u00e8 peggio di una mandria di assessori e avvocati assatanati, Rocco continua a rivoltarlo con rabbia e senza seguirne pi\u00f9 i movimenti che tanto \u00e8 talmente idiota che si gira come gli pare. Meno male che ci pensa sua moglie alla sua salute. E tanto di guadagnato per Susanna. Porca miseria, da quando c\u2019era lei era rinato. Quarant\u2019anni di meno, pure pi\u00f9 giovane di sua figlia, ma tutta un\u2019altra cosa. Domani c\u2019\u00e8 anche Susanna tra le cose da fare, deve chiamarla che ritarder\u00e0 un po\u2019, con l\u2019avvocato non sar\u00e0 una passeggiata ma dopo, dopo sar\u00e0 ancora meglio stare con lei. Un brivido lo percorre rapidamente, il respiro si fa serrato, ma si diffonde dal basso un senso di calore che gli sale su fino alla testa ed ecco che le strisce si allineano, il giallo col giallo, il blu col blu, e Susanna, no cazzo di nuovo il rosso, lo rigira cos\u00ec, s\u00ec, ci sta quasi, s\u00ec Susanna\u2026 un gran pezzo di\u2026 no, gli piace pensare anche quanto \u00e8 dolce, s\u00ec, e poi appassionata, mai avuta una donna cos\u00ec, ci doveva arrivare a settant\u2019anni per farsi davvero qualche bella scopata, a Susanna si vede che proprio le piace, quando si inginocchia davanti a lui e lo guarda con quei suoi occhi sognanti, le labbra socchiuse e poi si abbassa, i capelli sparsi sul suo ventre, non le importa della pancetta, apre la bocca e comincia a succhiare e Rocco sente la sua erezione salire, lo sguardo annebbiato su tetti e parabole, il respiro ancora pi\u00f9 affannoso, la sua mano si apre sui pantaloni, il desiderio interrotto da un dolore pi\u00f9 forte al braccio, il cubo gli cade e finisce per terra. Cade di spigolo e il blu va col blu, il rosso col rosso. Rocco non sbaglia un colpo. Gli occhi vuoti ora fissano i tetti.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26820\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26820\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cosa pi\u00f9 bella dell\u2019attico era sempre stata la vista spettacolare sulla citt\u00e0: correva su tetti e terrazze fino all\u2019orizzonte, dove le cime innevate ancora brillavano al sole. 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