{"id":26802,"date":"2016-03-21T11:35:53","date_gmt":"2016-03-21T10:35:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26802"},"modified":"2016-03-21T11:35:53","modified_gmt":"2016-03-21T10:35:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-virginia-di-ester-arena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26802","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Virginia&#8221; di Ester Arena"},"content":{"rendered":"<p>Virginia era figlia unica. Era stata tanto attesa, una gioia ormai insperata.<\/p>\n<p>Quando era bambina, aveva i capelli corti, ricci, biondi. Le guance rosee, paffutelle. Gli occhi colore del cielo di primavera. Sembrava un angelo.<\/p>\n<p>La sua fotografia era in prima fila sulla ribalta del bureau all&#8217;ingresso di quella grande casa con i soffitti alti, le porte di noce scuro e le stanze arredate con mobili antichi.<\/p>\n<p>Virginia bambina era l\u00ec. Nel silenzio, nella penombra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Virginia era cresciuta come una principessa nella grande casa. Con lei erano cresciuti, in lunghe spirali d&#8217;oro, i suoi capelli, le labbra erano diventate rosse come il sangue, mentre, nascoste da abiti preziosi, forme generose e armoniche disegnavano il suo corpo. Solo i suoi occhi azzurri come il cielo di primavera, diventavano colore del mare in tempesta, quando era sola e nessuno poteva vedere lo stagno al posto del suo cuore.<\/p>\n<p>Nella sua camera da letto di bambola c&#8217;era un grande specchio. Era cresciuta specchiandosi ogni mattina ed ogni sera, perch\u00e9 le dicevano tutti &#8220;Come sei bella, come sei brava.&#8221;<\/p>\n<p>Per tutti Virginia era sempre bella e brava. Per tutti. Tranne per lei, che ora si specchiava ogni giorno e ogni notte, perch\u00e9 le erano sfuggite dalla mente se stessa e la sua immagine.<\/p>\n<p>Vedeva riflessa una sagoma a cui non sapeva pi\u00f9 dare forma, colore, nome. Cercava di delinearne i contorni con un Photoshop immaginario, ma non riusciva a vedersi e si voltava in lacrime dicendo &#8220;chi sei?&#8221;, con la voglia di spaccare quello stupido specchio che non sapeva aiutarla.<\/p>\n<p>Virginia era scomparsa dallo specchio quando, in un pomeriggio di agosto, il suo cuore aveva smesso di battere. Un pomeriggio caldo, senza vestiti preziosi a coprire le sue forme.<\/p>\n<p>Un pomeriggio caldo, cos\u00ec caldo da far impazzire la mente con l\u2019eco di quella voce che le aveva detto &#8220;Principessa, da oggi dovrai essere pi\u00f9 bella. Pi\u00f9 brava. Dovrai esserlo solo per me.&#8221;<\/p>\n<p>E aveva sentito quella mano prendere il suo cuore, strizzarlo, spremerlo e svuotarlo dei suoi sogni di ragazza. Quella mano che, fino ad allora, l&#8217;aveva sfiorata solo con tenere carezze. Quella mano strusciante. Sudata. Quella mano che sapeva di sporco. Di terra. Di animale.<\/p>\n<p>C\u2019era stato, poi, il fiato addosso, pi\u00f9 caldo del caldo di quel pomeriggio di agosto. L&#8217;odore della bestia uscita dalla tana, che si mischiava all&#8217;odore della sua paura, quello della preda braccata. Dopo, era rimasto solo freddo dentro di lei, anche in quel pomeriggio cos\u00ec caldo.<\/p>\n<p>Ed erano seguiti altri pomeriggi di appuntamenti uguali a cui non poteva, non sapeva sottrarsi nella sua camera di bambola nella grande casa.<\/p>\n<p>&#8220;Principessa, come sei bella, come sei brava&#8221; le diceva il maiale, mentre grugniva di piacere.<\/p>\n<p>E non c&#8217;erano pi\u00f9 stagioni in quei pomeriggi. Il mondo intorno si gelava e cos\u00ec Virginia.<\/p>\n<p>Ma, per tutti, Virginia era bella. Virginia era brava e lei nascondeva il suo segreto, perch\u00e9 una principessa pu\u00f2 essere solo felice. Ma piangeva di notte. Non voleva essere la schiava del re. Voleva solo una vita normale.<\/p>\n<p>Il suo ragazzo profumava di mare e, con lui, Virginia provava a dimenticare il tempo che separava i suoi giorni da quei pomeriggi. Passeggiavano abbracciati, parlavano guardandosi negli occhi. Sognava che un giorno, domani forse, o comunque molto presto, quel ragazzo l\u2019avrebbe portata via.<\/p>\n<p>Poi, un pomeriggio, anche lui le aveva detto &#8220;Come sei bella. Come sei brava&#8221;, mentre aveva cominciato ad accarezzarla sul suo letto di bambola.<\/p>\n<p>In quell\u2019istante, le erano tornati in mente e addosso l\u2019altra mano, il fiato, l&#8217;odore, la sua paura. Si era sentita la preda ancora una volta braccata. Era svanito ogni sogno, perch\u00e9 anche lui si era trasformato in un animale come il maiale. Cos\u00ec l\u2019aveva scacciato ed era rimasta sola.<\/p>\n<p>Nelle sue ore vuote, giocava ad intrecciare il filo di ferro. Voleva costruire una trincea per difendere il suo cuore. Costru\u00ec, invece l&#8217;anima di una bambola. Rivest\u00ec quell\u2019anima col pongo e fece una bambola senza forme, come la sua immagine nello specchio.<\/p>\n<p>La guardava ogni giorno e poi guardava s\u00e9 riflessa, senza vedersi. E pensava.<\/p>\n<p>Pensava a come fare per dare una forma alla bambola e a se stessa. Perch\u00e9 Virginia voleva cambiare pelle, carne e le sarebbe andato bene anche marcire, putrefare, pur di essere diversa.<\/p>\n<p>Un po\u2019 per volta aveva smesso di mangiare. Forse in quel modo sarebbe riuscita a non essere pi\u00f9 bella. A non essere pi\u00f9 brava. E magari quella mano non l&#8217;avrebbe pi\u00f9 toccata. Perch\u00e9 non avrebbe avuto pi\u00f9 nulla da toccare.<\/p>\n<p>Un chilo. Poi un altro. Virginia lentamente scompariva. E, con lei, il pongo dalla sua bambola, che raschiava via con le unghie dopo essersi assicurata che l\u2019immagine indecifrabile di s\u00e9 nello specchio si stesse assottigliando.<\/p>\n<p>&#8220;Virginia, che succede?&#8221; Le chiedevano tutti. Nel silenzio della sua risposta, sentiva le voci dire &#8220;Mah, che avr\u00e0? Era cos\u00ec bella. Era cos\u00ec brava.&#8221;<\/p>\n<p>Allora Virginia era felice. Non era pi\u00f9 bella, non era pi\u00f9 brava come prima. Lentamente prendeva forma. Una forma che non piaceva pi\u00f9. Magari, prima o poi, non sarebbe piaciuta pi\u00f9 nemmeno al maiale, che grugniva ancora di piacere e non capiva che Virginia stava cambiando pelle e carne per non sentirlo pi\u00f9 su di lei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intorno al filo di ferro, ormai, era rimasto solo un po\u2019 di pongo. Virginia cercava di scalzarlo, ma le si rompevano le unghie. Allora piangeva, perch\u00e9 voleva che non restasse pi\u00f9 nulla di quella bambola senza forma, se non il suo scheletro. Cos\u00ec come piangeva, guardando nello specchio l\u2019immagine di s\u00e9, con la pelle ancora addosso.<\/p>\n<p>Quel pomeriggio di agosto, Virginia aveva chiuso gli occhi mentre tutto intorno tornava a gelarsi come nel suo cuore. Ma il fiato caldo e fetido del maiale non lo aveva sentito quasi pi\u00f9. Come non sentiva quasi pi\u00f9 i suoi grugniti di rabbia, ora che, dopo averle rovistato tra le ossa alla ricerca di un piacere che non trovava, si allontanava urlando \u201cPrincipessa, non sei pi\u00f9 bella. Non sei pi\u00f9 brava\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSono Virginia. Solo Virginia.\u201d<\/p>\n<p>Aveva sussurrato cos\u00ec, sorridendo alle spalle del maiale, perch\u00e9, ora che non era pi\u00f9 bella, ora che non era pi\u00f9 brava anche per lui, sentiva finalmente di aver ritrovato la sua immagine persa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella sala arredata con mobili antichi, le tende erano state chiuse. Faceva caldo, troppo caldo, quasi da impazzire. Ma il sole filtrava ugualmente tra i teli.<\/p>\n<p>Un raggio si era posato sulla bara bianca.<\/p>\n<p>Virginia sembrava dormire. Accanto al suo scheletro, rivestito di pelle e coperto da abiti preziosi, c\u2019era lo scheletro di filo di ferro della sua bambola, rivestito da frustoli di pongo. Sembravano uguali. Ma Virginia aveva ancora rade spirali d\u2019oro a ricordare i suoi lunghi capelli da principessa.<\/p>\n<p>La stanza era piena di fiori. In quel pomeriggio cos\u00ec caldo di agosto, i gambi marcivano nell\u2019acqua e l\u2019odore ricordava quello della frutta che macera nel porcile.<\/p>\n<p>Nell\u2019angolo il maiale, dagli occhi colore del cielo di primavera come quelli di Virginia, era raggomitolato sulla poltrona, che sembrava il trono di un re.<\/p>\n<p>\u201cDovevi essere bella. Dovevi essere brava. Per me. Solo per me.\u201d<\/p>\n<p>Grugniva e piangeva di rabbia. La sua principessa non c\u2019era pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Virginia bambina sembrava un angelo.<\/p>\n<p>La sua fotografia era in prima fila sulla ribalta del bureau all&#8217;ingresso della grande casa con i soffitti alti, le porte di noce scuro e le stanze arredate con mobili antichi.<\/p>\n<p>Era l\u00ec, nel silenzio, nella penombra.<\/p>\n<p>Tutti quelli che arrivavano per portarle l\u2019ultimo saluto, si fermavano a guardare quell\u2019immagine.<\/p>\n<p>\u201cCom\u2019era bella. Com\u2019era brava.\u201d Nell\u2019ingresso risuonava\u00a0l\u2019eco di quelle parole, che stridevano con l\u2019immagine di Virginia addormentata nella bara.<\/p>\n<p>Ma Virginia, nel suo sonno profondo, sembrava che sorridesse, felice di non essere pi\u00f9 bella, di non essere pi\u00f9 brava, di non essere pi\u00f9 una principessa, ma di essere finalmente solo Virginia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26802\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26802\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Virginia era figlia unica. 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