{"id":26767,"date":"2016-03-18T12:36:54","date_gmt":"2016-03-18T11:36:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26767"},"modified":"2016-03-18T12:36:54","modified_gmt":"2016-03-18T11:36:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-a-pezzi-di-claudia-dalmastri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26767","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;A pezzi&#8221; di Claudia Dalmastri"},"content":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 il terzo squillo. Di solito al primo saltava su come una molla. Ma stamattina era proprio a pezzi. Strana. Via, non c\u2019era tempo per star l\u00ec a crogiolarsi. Bianca si gira verso il comodino e allunga la mano verso la sveglia. Che continua a suonare implacabile. Si avvicina ma la spalla si spalma sul cuscino. Rimane l\u00e0. Non c\u2019\u00e8 altro.<br \/>\n\u201cCazzo la spegni quella maledetta sveglia?\u201d<br \/>\n\u201cNon posso.\u201d<br \/>\n\u201cMa ti sei rimbecillita?\u201d<br \/>\nNon sia mai che dovesse fare uno sforzo di troppo, Aldo, gi\u00e0 si era girato dall\u2019altra parte, la testa ficcata sotto le coperte. Lui si alzava dopo. La sveglia toccava a lei con tutto quello che veniva appresso. Bianca prova a girarsi, non \u00e8 facile con quella spalla vuota, e cerca di allungare l\u2019altra mano.<br \/>\n\u201cNo, guarda, davvero non posso.\u201d<br \/>\n\u201cPorca miseria, ma che ti \u00e8 preso?\u201d.<br \/>\n\u201cE\u2019 che non ho le braccia.\u201d<br \/>\n\u201cIl cervello ti sei bevuta, altroch\u00e9!\u201d<br \/>\nLa sveglia squillava senza piet\u00e0, Aldo non si muoveva e si erano svegliati pure i bambini. Non era il caso che la vedessero cos\u00ec. Non all\u2019improvviso, almeno. Senza le braccia. Non uno, tutt\u2019e due. E come faceva ora senza? Chi la preparava la colazione? E Marco, a 7 anni che non sapeva allacciarsi le scarpe!<br \/>\n\u201cAldo accendi la luce.\u201d<br \/>\n\u201cPure!\u201d<br \/>\n\u201cHo detto accendi la luce.\u201d<br \/>\n\u201cTu sei pazza.\u201d<br \/>\nAldo accende la luce, si solleva assonnato e ringhioso, si avvicina alla sveglia dall\u2019altra parte e la spegne.<br \/>\n\u201cFatto. Posso dormire adesso?\u201d<br \/>\n\u201cSe vuoi. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 un problema. Guarda qua.\u201d<br \/>\nEra da un pezzo che non guardava sua moglie appena sveglio. Una volta bastava uno sguardo e gli si rizzava, ora stava l\u00ec moscio come le due maniche a fiorellini che ciondolavano dalle spalle di Bianca.<br \/>\n\u201cChe \u00e8 \u2019sta novit\u00e0?\u201d<br \/>\n\u201cDavvero non ne ho idea. Ieri sera c\u2019erano e ora no. Temo che dovrai alzarti prima\u201d.<\/p>\n<p>Bianca rimase a letto e li port\u00f2 Aldo i bambini a scuola. Disse che la mamma non stava bene ed era meglio non svegliarla. Marco e Cecilia si guardarono seri, poi guardarono il padre, sbuffava, non c\u2019era da preoccuparsi. Bianca invece era preoccupata eccome. Il letto per\u00f2 era bello caldo e la casa silenziosa, strano trovarsi l\u00ec da sola, lei non stava mai male ma anche adesso non stava malissimo, solo un po\u2019 pi\u00f9 stanca. Si svegli\u00f2 che erano le undici, la luce entrava dalle avvolgibili semi aperte e filtrava tra le tende, e lei si sentiva stranamente riposata dopo quel sonno profondo. Aveva un po\u2019 fame. Un problema. Quasi buffo\u2026 Da quando non chiedeva aiuto per s\u00e9? Ma c\u2019era poco da ridere. Lentamente, girandosi di fianco, piegate le gambe, ecco che riesce a sedersi e piano scivola gi\u00f9 in piedi. La sua immagine la aspetta nello specchio di fronte. Non sembra cos\u00ec diversa dal solito, anzi, pure senza trucco, il viso \u00e8 decisamente pi\u00f9 riposato, solo, niente braccia. Sarebbero ricresciute, inutile perder tempo a farsi domande. E nemmeno a pensare ad Aldo\u2026 Un altro si sarebbe almeno un po\u2019 spaventato a vedersela cos\u00ec, lui non aveva fatto una piega.<br \/>\n\u201cMa che hai combinato?\u201d<br \/>\nAveva il tono un po\u2019 seccato,come di fronte ai contrattempi, cio\u00e8 quasi sempre.<br \/>\n\u201cPer\u00f2 non stai male, no?\u201d<br \/>\nLei era rimasta zitta e immobile.<br \/>\n\u201cSe serve ti porto all\u2019ospedale, ma non vedo sangue, insomma intanto vado che se no faccio tardi, dopo semmai chiama\u201d.<br \/>\nUna parola, chiama. Come li faceva i numeri al telefono, col naso? Certe volte si chiedeva se Aldo non fosse completamente cretino o piuttosto convinto che lei era onnipotente. Si fece coraggio e usc\u00ec sul pianerottolo a chiedere aiuto alla vicina. Almeno un po\u2019 di spesa per la sera. Pieg\u00f2 la testa per suonare il campanello.<\/p>\n<p>Bianca non si era persa d\u2019animo, Aldo bofonchiava ma aveva capito che toccava darsi una mossa e, soprattutto, i bambini l\u2019avevano presa bene. Cio\u00e8, il piccolo all\u2019inizio si era un po\u2019 impressionato, ma poi non ci faceva pi\u00f9 caso, comunque lei era sempre l\u00ec, anzi di pi\u00f9. Era venuto il medico fiscale e senza fare domande le aveva dato due settimane di malattia. Per la prima volta in tanti anni di onorato servizio alle poste. Sarebbe ripassato. Mai visto un caso cos\u00ec. Naturalmente le sue braccia le avevano cercate dappertutto, sotto al letto, in bagno, pure in cucina e in terrazzo, non sia mai per sbaglio ci fossero finite chiss\u00e0 come, perfino nella cesta dei panni sporchi e in tutti i bidoni della differenziata. Ma niente. Sparite.<br \/>\nDopo una settimana tocc\u00f2 alle gambe. Allo stesso modo, cio\u00e8 senza un modo n\u00e9 un perch\u00e9. Una mattina, appena sveglia, non c\u2019erano pi\u00f9. Bianca sente il vuoto e caccia un urlo. Non urlava mai, brontolava e basta, ma adesso era troppo. L\u2019urlo sveglia Aldo, e questa volta si spaventa un po\u2019. Niente 118 che tanto era inutile ma finalmente decide di dar retta a qualcuno.<br \/>\nLa sua amica Rita aveva insistito tanto per parlare con un professore che conosceva lei, tanto bravo, era pure venuto a casa, 200 euro senza ricevuta, Aldo rosicava in silenzio che con quei soldi ci voleva cambiare la televisione ma certo il luminare andava sentito, e infatti, eccolo l\u00e0, che guardava, tastava, auscultava, scuoteva la testa, sorrideva serio, e alla fine se ne era andato dicendo di aspettare, era questione di tempo. Forse.<\/p>\n<p>Certo, cos\u00ec era proprio brutta. Solo un tronco inservibile. Curioso che nemmeno sentiva il dolore dell\u2019arto mancante. Da qualche parte l\u2019aveva letto, che quando manca un braccio o una gamba certe volte fa male come se ci fosse e allora uno va l\u00ec per toccarlo e si ricorda di botto che non c\u2019\u00e8. Lei no. Tutt\u2019e quattro partiti e nemmeno un doloretto.<br \/>\nDicevano che aveva la soglia del dolore molto alta, da quando, con tutte le doglie, aveva guidato da sola fino all\u2019ospedale, scusandosi che non ce la faceva a parcheggiare meglio, e aveva mollato la macchina davanti al pronto soccorso prima di mollare l\u00ec pure la creatura.<br \/>\nIl medico fiscale era tornato, continuava a non capirci niente e le aveva dato un mese. Il medico della mutua aveva spiegato ad Aldo come fare per l\u2019invalidit\u00e0 e l\u2019accompagno e lui, smoccolando nelle lunghe file alla ASL, aveva messo insieme tutti i documenti necessari. In compenso gli avevano dato tre giorni al mese di permesso speciale.<br \/>\nIn qualche modo le cose si stavano assestando. Passer\u00e0, pensava Bianca. Ma non passava.<br \/>\nAldo intanto aveva imparato a fare tante cosette, i bambini li portava e li riprendeva, se ne faceva un vanto che fossero sempre puntuali, e loro erano pure meno capricciosi. E quella santa donna della portiera la mattina saliva su un\u2019oretta e dava un aiuto in casa, poi se ne tornava gi\u00f9 in guardiola con qualche euro in tasca tutto per s\u00e9 e contenta in cuor suo che una disgrazia simile non fosse capitata a lei. Bianca guardava fuori dalla finestra e leggeva: teneva in bocca una pinza e ci girava le pagine da s\u00e9. A volte si assopiva finch\u00e9 qualcuno non rientrava. Ogni tanto Rita le faceva fare un giro sulla carrozzella di sua nonna, un pomeriggio l\u2019aveva portata pure al cinema. Con suo marito non ci andava da anni al cinema, manco di sera.<\/p>\n<p>Una mattina, il colpo. Aldo dormiva e lei aveva un disperato bisogno di bere, se non avesse avuto proprio la gola secca non l\u2019avrebbe certo chiamato, ma la voce non esce, non le esce nessun suono: A-l-d-o \u00e8 un tentativo che muore prima di nascere. Bianca apre la bocca, la richiude, sente un vuoto in fondo alla gola, sbatte i denti, come fai a sentire qualcosa se non c\u2019\u00e8 pi\u00f9? Con quell\u2019agitazione, Aldo si sveglia di colpo, accende la luce: la testa di Bianca \u00e8 rovesciata sul cuscino con la bocca spalancata e un buco nero al centro. La lingua non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<br \/>\nFortuna che aveva imparato a scrivere tenendo una penna in bocca, e anche a usare la tastiera del computer e telefonare con lo stesso sistema. Un po\u2019 lento, avrebbe dovuto perfezionarsi, ma non c\u2019era scelta. Certo, bel casino. Ma ora non brontolava pi\u00f9, sarebbero stati contenti. A Marco per\u00f2 mancavano le favole della mamma la sera, allora le guardavano insieme sui libri e leggeva lui, cos\u00ec imparava meglio. Bianca trovava sempre qualcosa di positivo, per forza. A Cecilia mancava proprio la voce della mamma, e l\u00ec non poteva farci niente. Accidenti, questa non ci voleva. Quanto le piaceva chiacchierare! E anche parlare. Lo capiva adesso, da come si disperava Rita.<\/p>\n<p>Quella mattina, Bianca apr\u00ec gli occhi e la prima cosa che vide fu il faccione di Aldo chino su di lei, lo sguardo terrorizzato, la bocca spalancata, paonazzo, urlava qualcosa. Ma lei non sentiva. Non sentiva la voce di Aldo, n\u00e9 quella dei bambini di l\u00e0, nessun rumore in casa. La finestra era aperta ma dalla strada non arrivava nessun suono. Erano sparite le orecchie. Tutt\u2019e due.<br \/>\nA questo punto la decisione era inevitabile. Il Centro di recupero convenzionato aveva una discreta fama, il dottore l\u2019aveva consigliato come estremo tentativo ma si capiva che pure lui non aveva ben chiaro cosa si potesse \u201crecuperare\u201d. L\u2019avevano messa in macchina, dietro, tenuta con le cinture per non farla scivolare sotto al sedile, e dopo un paio d\u2019ore erano arrivati in questa specie di clinica di riabilitazione in mezzo alla campagna. Aldo l\u2019aveva consegnata a due infermieri e per la prima volta gli aveva visto due lacrime sul viso. La mattina la venivano a prendere ma c\u2019era poco da riabilitare, quindi mentre gli altri facevano fisioterapia, lei la mettevano in ammollo in piscina e siccome non poteva chiamare, certe volte se la scordavano l\u00ec fino a ora di pranzo. La ritrovavano beata con gli occhi chiusi e un sorriso serafico che galleggiava col suo tronchetto nell\u2019acqua tiepida. Aveva sempre sognato di fare il bagno nella vasca con la schiuma e le candele profumate come nei film, ma non c\u2019era mai tempo, solo una doccia veloce prima di andare a letto e piombare in un sonno senza sogni ma gi\u00e0 pronta per il giorno dopo. La doccia le sarebbe piaciuta di pi\u00f9 di mattina, anche per svegliarsi, ma non c\u2019era tempo. Con gli occhi chiusi, la testa poggiata su quella strana ciambella verde, Bianca partiva per mari lontani mai visti, c\u2019erano le palme invece degli ombrelloni sgangherati della spiaggia libera, e frutta tropicale fresca invece dell\u2019insalata di riso tiepida e leggermente inacidita nei contenitori di plastica, e voci basse invece che urla di ragazzini e di altre madri che quel mare sporco non riusciva a rilassare, non c\u2019erano telefonini con le loro orribili suonerie, solo il rumore di onde leggere, che arrivavano sulla spiaggia chiara e fina con la loro schiuma morbida che la avvolgeva e la massaggiava delicatamente.<br \/>\n\u201cSignora, vogliamo uscire o rimane l\u00ec fino a domani?\u201d<br \/>\nEvidentemente al nuovo bagnino non gliel\u2019avevano detto che era pure sorda, chiss\u00e0 da quanto stava l\u00ec che la fissava. Pur avendone gi\u00e0 viste di tutti i colori, una cos\u00ec non gli era mai capitata. Per\u00f2 a Bianca era parso di sentire la sua voce. E anche qualcosa che spingeva da dentro la spalla, una specie di punta che voleva uscire, non dolorosa, ma insistente. Guarda stupita il moncherino che spunta dalla spalla sinistra. Ringrazia il bagnino e un filo di voce le esce dalla bocca chiusa. Lui, ancora turbato dalla vista di quel tronco sorridente galleggiante, non nota n\u00e9 il moncherino n\u00e9 il filo di voce, la incarta nella spugna bianca e profumata e la riaccompagna dentro.<\/p>\n<p>La mattina dopo, nell\u2019acqua calda, le sue cellule atrofizzate riprendono lentamente vita, come in un liquido amniotico che ne protegga i primi passi, respirano, crescono, si dividono, e danno origine a un altro piccolo abbozzo a destra. Lo sente che spinge forte. Ancora \u00e8 minuscolo. Non se ne accorger\u00e0 nemmeno l\u2019infermiera che la mette sempre a letto.<br \/>\nNei giorni successivi, Bianca continua la sua personale e silenziosa terapia lontano da medici e specialisti che da tempo si erano arresi. Lei non fa niente. Dorme e basta. Di un lungo sonno sereno. Vicino quasi alla morte. Ma \u00e8 la vita che pian piano si reimpossessa di lei. Immersa nell\u2019acqua ricomincia a percepire i rumori e, sola, articola qualche suono, fino a riuscire a mettere in fila due brevi parole. Ma non chiama. Aspetta. Qualcosa si muove anche gi\u00f9, verso le gambe, ma ci vorr\u00e0 tempo. E lei si prender\u00e0 tutto quello che ci vuole.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26767\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26767\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 il terzo squillo. 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