{"id":26708,"date":"2016-03-15T11:24:06","date_gmt":"2016-03-15T10:24:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26708"},"modified":"2016-03-15T11:24:06","modified_gmt":"2016-03-15T10:24:06","slug":"premio-racconti-per-corti-2016-il-dilemma-di-vito-nicassio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26708","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2016 &#8220;Il dilemma&#8221; di Vito Nicassio"},"content":{"rendered":"<p>1966. In un\u2019aula di una scuola elementare. Dinanzi al maestro Lofizzo, dieci bimbi di 5^ elementare in grembiule nero e fiocco bianco. I bimbi si cimentano nella recita di un difficile monologo dell\u2019Attilio Regolo &#8211; l\u2019eroe dell\u2019antica Roma che pur di non tradire la sua citt\u00e0 mor\u00ec per mano dei Cartaginesi &#8211; tratto da un libretto di Metastasio. Il migliore di loro impersoner\u00e0 quel personaggio nella grande recita di commemorazione dei caduti della 1^ Guerra mondiale del 24 maggio nell\u2019atrio della scuola davanti a tutte le Autorit\u00e0 del paese di Castropera. Si cimentano tutti, ma con pessime prove. L\u2019alunno Filippo Cirelli recita qualche frase con forte inflessione dialettale; L\u2019alunno Giuseppe Zanetti ne fa cantilena. L\u2019alunno Carlo Maria Baldovino Rossi, figlio del commendatore Rossi, a malapena riesce a farfugliare la parte balbettando frasi sconnesse. Infine, lo scolaro Libero Zanni recita alla perfezione: <em>\u201cRomani addio. Siano gli addii degni della nostra grandezza. Lode agli d\u00e8i vi lascio e vi lascio romani. Ah conservate l\u2019onest\u00e0 e la virt\u00f9 del gran nome di Roma; e voi sarete gli arbitri della terra; e il mondo intero diventer\u00e0 romano. Numi custodi\u00a0 di questo fertile terreno, d\u00e8e protettrici della stirpe d&#8217;Enea affido a voi questo popolo d&#8217;eroi; sian vostra cura questo suolo, questi tetti e queste mura. Fate che sempre in esse alberghi la costanza, la fede, la gloria, la giustizia, il valore. \u00a0E se giammai qualche astro maligno incuta minaccia al Campidoglio ecco Regolo o d\u00e8i\u2026\u201d\u00a0 <\/em><em>\u201cBasta, basta !\u201d <\/em>\u2013 lo ferma il maestro Lofizzo. Tutti i bimbi si congratulano con Libero. E\u2019 palese a tutti che \u00e8 stato il migliore. Il maestro li guarda e informa gli scolari che il nominativo del vincitore sar\u00e0 comunicato il giorno seguente.<\/p>\n<p>Il giorno successivo nella stesa aula, gli alunni attendono impazienti il maestro: \u201c<em>Ho scelto!<\/em> <em>Attilio Regolo sar\u00e0 Carlo Maria Baldovino Rossi<\/em>\u201d.\u00a0\u00a0Libero rimane impietrito. Giuseppe Zanetti, sfacciatamente: \u201c<em>Maestro, Libero \u00e8 stato il migliore. Perch\u00e9 non avete scelto lui ?!<\/em>\u201d Anche gli altri annuiscono. Ma il maestro, \u00e8 dapprima claudicante. Poi strizzando l\u2019occhio al figlio del commendatore: \u201c<em>Perch\u00e9 ? Perch\u00e9, ieri, Zanni ha rinunciato alla parte !\u00a0 <\/em><em>\u201cNon \u00e8 vero!\u201d \u2013 <\/em>esplode rabbiosamente Libero \u2013 P<em>erch\u00e9 mai avrei rinunciato ?! E\u2019 la cosa che desideravo pi\u00f9 di ogni altra cosa al mondo ?\u201d\u00a0 <\/em>Il maestro : \u201c<em>Me lo hai detto ieri. Forse non ricordi. Ora non puoi rimangiarti la parola. \u00a0E adesso basta. Il maestro sono io, e io ho sempre ragione\u201d.<\/em> Libero somatizza la delusione per aver subito un inganno. Il peggiore che un bambino potesse subire.\u00a0<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Atrio della scuola. Il giorno della commemorazione. Suona la banda. La recita \u00e8 preannunciata da un rullo di tamburi e un colpo di grancassa. Carlo Maria -preso dall&#8217;emozione &#8211; recita ancora peggio di come pietosamente lo aveva ascoltato in precedenza il maestro Lofizzo. Al termine, il maestro si lancia servilmente con la mano tesa e il capo chino verso il commendatore seduto in prima fila con il sindaco e altre Autorit\u00e0: <em>\u201cCongratulazioni, Commendatore, Suo figlio ne far\u00e0 di strada !\u201d <\/em>Libero guarda tra il pubblico. Scorge l&#8217;inaspettata presenza di suo padre. I due si osservano. Lo sguardo del bambino \u00e8 sintomatico della sua sofferenza.<\/p>\n<p>E\u2019 sera. In una umile stanza, Libero \u00e8 sveglio nel suo letto. Sotto le coperte. La porta si apre. Sopraggiunge il padre, quasi in punta di piedi. Gli sussurra: <em>\u201cLo so, quella parte era la tua\u2026 Il pap\u00e0 di Giuseppe Zanetti mi ha raccontato tutto. Non \u00e8 giusto &#8211; Lo so\u2026 &#8221;\u00a0 <\/em>Libero \u00e8 sorpreso. Esce fuori dalle coperte e rivolgendosi al padre: \u201c<em>Se sapevi tutto, perch\u00e9 sei venuto ? Lavori anche la domenica nei campi del commendatore. Perch\u00e9 hai preso un giorno di riposo per venire a vedere tuo figlio come veniva umiliato ? <\/em>Il padre con grande dolcezza: \u201c<em>Lo dovevo a mio padre. Libero come te. Non l\u2019ho mai conosciuto. Mor\u00ec gridando \u201cAvanti Savoia\u201d mentre dava l\u2019assalto al Col Moschin con il suo reparto durante la 1^ guerra mondiale. Avevo pochi mesi. L\u2019unica ricordo che ho avuto di lui l\u2019ho maturato osservando per giorni interi questa fotografia. <\/em>L\u2019uomo tiene tra le mani una fotografia in bianco e nero che ritrae un uomo in divisa. La mostra al bambino. Il padre: \u201c<em>Ora, io e lui vogliamo ascoltare la tua recita. Ti prego !\u201d.\u00a0 <\/em>Libero esita. Poi, chiude gli occhi. Comincia a vedere in quel buio la stessa platea in cui si sarebbe dovuto esibire. Ma gli spettatori non sono gli stessi. Ad ascoltarlo \u00a0ci sono soldati romani con cimieri e mantelli cremisi, uomini con indosso la toga praetexta. Tra di loro, Libero scorge anche l\u2019uomo della foto mostratagli dal padre: \u00a0il nonno con la divisa di soldato della 1^ guerra mondiale. Lo osservano. Libero recita l\u2019Attilio Regolo con sublime coinvolgimento.\u00a0\u00a0\u00a0<em>\u00a0\u00a0\u00a0A<\/em>l termine, il bambino riapre gli occhi e vede gli occhi del padre solcato dalle lacrime. Si abbracciano. Il padre dice sconsolato: &#8220;<em>Le guerre non hanno mai portato nulla di buono. A loro sopravvivono solo orfani, vedove &#8230; e tanti meschini\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>La mattina del giorno seguente. All\u2019ingresso della scuola. Il padre accompagna a scuola Libero. Il bambino entra in classe mentre il padre si incammina verso la stanza del direttore. Durante la mattinata, nell\u2019aula sopraggiunge il maestro. Sull\u2019uscio si congeda con il direttore. Ridono e scherzano tra loro a crepapelle. Quando la porta dell\u2019aula si richiude, il Lofizzo assume una smorfia malefica. Inizia a dileggiare Libero dinanzi a tutta la classe: &#8220;<em>Non sapevamo di avere tra noi un divo di Hollywood&#8221;<\/em>. Dopo averlo deriso, lo mette in castigo dietro la lavagna per tutto il resto della giornata. Il maestro beffardamente : <em>\u201cTi insegno io a raccontare in giro che il maestro \u00e8 un bugiardo. <\/em><em>I maestri hanno sempre ragione. Ricordatelo!<\/em><\/p>\n<p>La sera, nella casa di Libero, il padre rincasa e nota la profonda tristezza del volto del bambino. Chiede spiegazioni. Libero non risponde. Il padre insiste. Il bambino sbotta furente: \u201c<em>Ma cosa credevi ? Di avere giustizia dal direttore ?! I ricchi e i potenti hanno sempre ragione. Che stupido che sono stato a credere che il figlio di un contadino potesse essere preferito al figlio di un commendatore\u201d. <\/em>Il padre somatizza la sua ira. Afferra per mano il bambino e lo porta per strada. Strattonandolo si incamminano verso il centro del borgo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arrivano dinanzi alla porta del Circolo dei Letterati. Il padre: \u201c<em>Ora tu aspetta qua, buono buono. E ora, a noi !\u201d\u00a0 <\/em>L\u2019uomo entra. La porta si richiude. Da fuori, il bambino ascolta nitidamente la voce imperiosa del padre che urla: \u201c<em>Numi custodi di questo fertile terreno, cari maestri ho affidato a voi questa progenie di eroi; era vostra cura questo suolo, questi tetti e queste mura\u2026\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Libero, con lo sguardo attonito: \u201c<em>Pap\u00e0 recita l\u2019Attilio Regolo!<\/em>\u201d<\/p>\n<p>La voce del padre prosegue: \u201c<em>Avreste dovuto far si che sempre in esse albergasse la costanza\u2026 &#8211; la fede\u2026 la gloria\u2026 \u00a0la giustizia\u2026 \u00a0il valore\u2026. <\/em>E mentre intervalla ognuna di quelle parole segue un frastuono di vetri infranti e fragore di sconquassi. La porta si riapre. Dall\u2019uscio fuggono a gambe levate il direttore e il maestro. Il padre li insegue urlando: \u201c<em>Di strada ne farete voi, e tanta se non volete che vi acchiappi.\u00a0 Ciarlatani <\/em><em>!\u201d\u00a0 <\/em>Poi, l\u2019uomo si rivolge a suo figlio che lo guarda incredulo e fiero: \u201c<em>In teatro, gli attori sono liberi di impersonare il personaggio che vogliono. Nella vita i personaggi non hanno la stessa libert\u00e0: Vivono il drammatico dilemma se essere attori o essere buffoni. Sappi fare la scelta giusta nella tua vita\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Oggi. Il volto in primo piano di una persona anziana. E\u2019 Libero come \u00e8 adesso, il quale:\u00a0\u00a0 \u201c<em>Quello fu il pi\u00f9 grande ricordo che mi lasci\u00f2 mio padre\u2026 Forse, lo presi troppo alla lettera. Ancora oggi mi chiedo se abbia fatto la scelta giusta\u201d. <\/em>Un lento zoom indietro riprende l\u2019uomo. E\u2019 un attore rinomato. E\u2019 su un sipario. E\u2019 il sipario di un teatro gremito. Il pubblico inizia a applaudire dapprima timidamente. Poi, in maniera sempre pi\u00f9 calorosa.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26708\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26708\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1966. 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