{"id":26671,"date":"2016-03-15T11:00:12","date_gmt":"2016-03-15T10:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26671"},"modified":"2016-03-15T11:00:12","modified_gmt":"2016-03-15T10:00:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-la-balena-spiaggiata-di-antonio-fiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26671","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;La balena spiaggiata&#8221; di Antonio Fiore"},"content":{"rendered":"<p>La Signora Carla Martucci e sua figlia Chiaretta fecero il proprio ingresso nella mia stanza alle ore 12.40 in punto.<br \/>\nLa mia infermiera Caterina mi aveva avvertito che la signora si era presentata alle 8.30: con quattro ore di anticipo, dunque, rispetto all\u2019orario dell\u2019appuntamento.<br \/>\n\u201cSar\u00e0 la solita nevrotica apprensiva\u201d, avevo risposto, gi\u00e0 immaginando il peggio.<br \/>\nAppena la signora varc\u00f2 la porta, pensai: Che balena.<br \/>\nIndossava un vestitino elasticizzato lungo fino alle caviglie di colore marrone scuro, che metteva in risalto i tremolii e i ballonzolamenti dei suoi monumentali pannicoli adiposi, e la faceva apparire come un instabile budino al cioccolato sul punto di spiattellarsi. Per di pi\u00f9, impieg\u00f2 diversi secondi prima di arrivare in prossimit\u00e0 della mia scrivania, perch\u00e9 si muoveva in modo incredibilmente lento, con dei passettini che le consentivano un avanzamento di soli dieci centimetri ogni volta che uno dei suoi gonfi piedini bianchicci si posizionava davanti all\u2019altro: in effetti, compressi com\u2019erano nelle minuscole ballerine nere che la signora indossava quel giorno, quei piedi mi sembrarono dei maritozzi troppo farciti di panna.<br \/>\nCon lei, entr\u00f2 nel mio studio una ragazza sui 18 anni, che a occhio e croce misurava pi\u00f9 di un metro e settanta per non meno di 100 kg. Stava ruminando una gomma americana con ampi movimenti della mandibola ed era talmente presa dal proprio cellulare da non alzare nemmeno la testa per fare un cenno di saluto.<br \/>\nIndossava anche lei delle ballerine \u2013 rosse, nel suo caso \u2013 ma l\u2019aspetto pi\u00f9 stupefacente del suo abbigliamento consisteva nella micro\u2013gonna jeans, che metteva in risalto due gambe elefantiache, le cui cosce erano crivellate da buchi, cavit\u00e0 e crateri cellulitici di varia misura, tanto che mi ricordarono la superficie lunare.<br \/>\nA quel punto non potei fare a meno di sussurrare: \u201cDio mio, che ho fatto di male stamattina per meritare questi due scaldabagni?\u201d.<\/p>\n<p>Devo essere sincero: a me le donne grasse non erano mai piaciute.<br \/>\nSoprattutto per questa ragione mi erano sempre capitate, nella vita, donne magre o addirittura quasi anoressiche, con seni talora inesistenti e gambe secche come grissini.<br \/>\nLa ragione, non la so.<br \/>\nForse tutto nasceva dal fatto che ero cresciuto tra donne decisamente floride \u2013 mia madre, le mie nonne, e perfino mia sorella \u2013 e i miei gusti sessuali erano sempre andati nella direzione opposta alla ciccia.<br \/>\nAnche a scuola, durante gli anni del liceo, ricordo che tendevo a innamorarmi di ragazze magre, e mia moglie quando ci siamo separati\u00a0non raggiungeva i 60 kg di peso.<br \/>\nIn quel periodo, oltretutto, non mi sentivo di sicuro allegro.<br \/>\nCon Laura avevo chiuso da poche settimane, e la ragione era in definitiva sempre la stessa: lei voleva una relazione \u2018seria\u2019. Come se venire a casa mia a fare l\u2019amore non fosse una cosa seria. O perlomeno: io la prendevo come una cosa serissima, non so lei.<br \/>\n\u201cHai 52 anni, oramai\u201d \u2013 mi aveva detto col solito tono da essere superiore e un\u2019espressione disgustata \u2013 \u201c\u00c8 ora che tu cresca. Se continuerai in questo modo, il tuo destino \u00e8 solo uno: rimanere solo\u201d<br \/>\n\u201cChe pacchia\u201d, avevo pensato, e l\u2019avevo guardata andar via senza dire una parola.<br \/>\nLa solitudine mi piaceva, insomma, e tutto sommato il mio unico vero problema era rappresentato proprio dal lavoro: troppe visite, troppa gente che mi cercava giorno e notte, troppe persone che avevano bisogno di me per le ragioni pi\u00f9 svariate e che pretendevano \u2013 non chiedevano \u2013 di essere curate, assistite, consigliate in modo sempre perfetto e inappuntabile.<br \/>\nNon le sopportavo pi\u00f9.<\/p>\n<p>Quando, perci\u00f2, la Signora Martucci e quella specie di gorilla ciancicante della figlia si posizionarono di fronte alla mia scrivania, gi\u00e0 provavo per loro una considerevole ostilit\u00e0.<br \/>\nGuardando la ragazza, che proseguiva imperterrita a digitare sul cellulare, esordii con: \u201cButtare la gomma nel cestino. Spegnere il telefonino. Please\u201d<br \/>\nChiaretta, che finalmente si accorse della mia esistenza al mondo, abbass\u00f2 le sopracciglia e guard\u00f2 prima me poi la madre. Quest\u2019ultima prese di corsa un fazzolettino di carta dalla borsa e con un \u201cButtala qui, dai\u201d si affann\u00f2 a porgerlo alla figlia prima che l\u2019interessata \u2013 che si stava guardando intorno alla ricerca del cestino \u2013 potesse sputarla da qualche parte. Poi, dopo aver requisito il cellulare, si rivolse finalmente al sottoscritto: \u201cLa scusi, dottore: sa come sono i ragazzi a quest\u2019et\u00e0\u2026\u201d<br \/>\nSono degli stronzi insopportabili e tua figlia, che meriterebbe di essere presa a schiaffi, ne \u00e8 un esempio classico, fu la mia considerazione mentale. Ma ovviamente la mia risposta fu vergognosamente ipocrita: \u201cLo so, signora. Anche io ho un figlio\u2026\u201d<br \/>\nLe invitai ad accomodarsi, e iniziai con la domanda di rito: \u201cCome mai siete qui?\u201d<br \/>\nGli occhi della Martucci si illanguidirono: \u201cBeh, dottore, abbiamo un problemino, e vorremmo che lei ci facesse una bella visita\u2026\u201d Si ferm\u00f2 un secondo prima di proseguire, sfregandosi le braccia \u2013 simili a prosciutti \u2013 con le mani: \u201cPosso chiederle la cortesia di chiudere la finestra, dottore? Qui fa un freddo terribile e non vorrei che la bambina mi si raffreddasse\u201d<br \/>\nOddio, nemmeno \u00e8 entrata e gi\u00e0 si lamenta. Non ce la posso fare, pensai, alzando gli occhi al cielo.<br \/>\nChiusi la finestra con un sospiro, dopodich\u00e9 mi sedetti e domandai: \u201cMi scusi, ma\u2026\u2019abbiamo un problemino\u2019 significa che ce l\u2019avete tutt\u2019e due?\u201d<br \/>\n\u201cNo, no. Il problemino ce l\u2019ha Chiaretta\u201d<br \/>\nMi dissi: Altro che problemino: ne ha una camionata, di problemi, per\u00f2 mi limitai a chiedere: \u201cDi che si tratta?\u201d<br \/>\n\u201cBeh, vede, dottore, forse lei mi considerer\u00e0 una madre esagerata ma\u2026\u201d \u2013 indic\u00f2 la figlia \u2013 \u201cabbiamo messo su qualche chiletto e vorrei che lei ci desse qualche consiglio per perderlo\u201d<br \/>\nSorrisi, pensando: Questa branda pesa come minimo un quintale e la mamma parla di \u2018qualche chiletto\u2019: \u00e8 matta, non c\u2019\u00e8 dubbio.<br \/>\nPuntai gli occhi sulla ragazza per un secondo esatto, cercando di apparire amabile, ma ne ricevetti in cambio uno sguardo caloroso quanto quello di una lucertola. Ma quanto le sto sul cazzo, a questa qui?, mi chiesi. Stranamente, poi, lei decise proprio in quel momento di accavallare le gambe, esponendo ai miei occhi la bianca superficie grumosa \u2013 simile a uno yogurt andato a male \u2013 delle sue cosce: immaginai per un istante di accarezzare quella massa informe di carne ma mi retrassi subito da quel pensiero, meravigliandomi di me stesso.<br \/>\nLa voce della Martucci mi riport\u00f2 alla realt\u00e0: \u201cPurtroppo negli ultimi tre anni la bambina non ha pi\u00f9 voluto praticare alcuna attivit\u00e0. Mi si \u00e8 un po\u2019 impigrita, insomma\u2026\u201d<br \/>\nDomandai: \u201cMa lei e suo marito fate qualche sport, signora? Vi muovete? Insomma, date il buon esempio alla ragazza?\u201d<br \/>\nLa donna scoppi\u00f2 in una risatina:\u201dIo di sicuro non posso fare nulla, dottore! Ho dei problemi alla schiena, soffro di colite spastica e ho perfino una serie di intolleranze alimentari. Per quanto riguarda mio marito, non credo che abbia mai praticato un\u2019attivit\u00e0 nemmeno da ragazzo. Di recente, poi, ha anche avuto un infartino\u201d<br \/>\nIl minimo che gli potesse capitare, con una come te, pensai, ma mi sforzai di essere ancora una volta comprensivo e professionale: \u201cMi dispiace molto\u201d<br \/>\nAndai avanti con le domande ancora per una decina di minuti, stancamente.<br \/>\nNon ne potevo pi\u00f9.<br \/>\nSentivo dentro di me sempre pi\u00f9 forte il desiderio di dire a quelle due ci\u00f2 che pensavo realmente di loro.<br \/>\nChiaretta, per di pi\u00f9, aveva iniziato ad assumere atteggiamenti molto strani: mi guardava con le sue piccole labbra atteggiate in quello che poteva anche sembrare un vago sorriso, e aveva cambiato posizione sulla sedia, spaparanzandosi a gambe aperte, al punto che non potei fare a meno di buttare uno sguardo sulle sue mutandine color fucsia. Feci caso alle sue mani, poi: malgrado le dita fossero simili a dei salamini cacciatori, aveva delle unghie lunghissime, dipinte di un rosso sgargiante.<br \/>\nMa guarda un po\u2019 che mi doveva capitare stamattina, pensai con un sospiro.<br \/>\nConclusa l\u2019anamnesi, mi alzai in piedi e mi avviai verso la bilancia, dicendo: \u201cBene, iniziamo allora da statura e peso\u201d<br \/>\nChiaretta si alz\u00f2 guardando in basso. Poi, sempre con la testa china, and\u00f2 a spogliarsi dietro il paravento, non prima di avermi lanciato un\u2019occhiata da dietro la spalla.<br \/>\nRicomparve alla mia vista scalza, indossando solo il reggiseno \u2013 che a stento conteneva due mammelle grosse come palloni da basket \u2013 e, soprattutto, un mini perizoma fucsia che si intuiva soltanto, nascosto com\u2019era tra le sue chiappe, le quali mi ricordavano due mongolfiere volteggianti in modo indipendente l\u2019una rispetto all\u2019altra.<br \/>\nAveva una strana espressione tra l\u2019umiliata e la lusingata.<br \/>\nPensai: Ma che palle. Devo proprio cambiare mestiere. E adesso che vuole questo pachiderma?<br \/>\nMalgrado, per\u00f2, quella scena mi irritasse, mi sorpresi a guardare di soppiatto, quasi affascinato, lo spettacolo di quel mastodontico culo.<br \/>\nLa misurai. \u201cUn metro e settantaquattro per 107 kg\u201d \u2013 fu il responso della bilancia, che annunciai a voce alta.<br \/>\nLa Signora Martucci emise un gemito addolorato, ma la ignorai e iniziai la visita.<br \/>\nAiutai Chiaretta a posizionarsi sul lettino di legno, facendola prima sedere e poi prendendola per le caviglie, in modo di sollevare le sue gambe per consentirle di ruotare dalla posizione seduta a quella sdraiata. In ogni caso, il lettino era troppo piccolo per le dimensioni della ragazza e scricchiol\u00f2 in modo sinistro sotto quel peso.<br \/>\nCominciai a palpare il suo addome. Il contatto con quella vasta spianata di protoplasma biancastro mi diede una sensazione mai provata: in altri termini, mi resi conto come, per la prima volta nella mia vita, tutto quel grasso non stava suscitando in me l\u2019abituale ripulsione.<br \/>\nProseguii con l\u2019ascoltazione cardiaca, e tentai di infilare il fonendoscopio tra quelle immense mammelle, facendomi strada attraverso il reggiseno. Per ascoltare la punta del cuore, per\u00f2, con l\u2019aiuto dell\u2019infermiera dovetti sollevare la mammella sinistra quel tanto che mi consentisse di posizionare lo strumento sotto di essa, a livello dello spazio intercostale.<br \/>\nPercepii il respiro un po\u2019 accelerato della ragazza, mentre il dorso della mia mano, che reggeva il fonendoscopio, stava sotto la superficie della mammella: pensai stupefatto che il calore di quel contatto tutto sommato mi piaceva, e indugiai qualche secondo di pi\u00f9 in quella manovra semeiotica.<br \/>\nLei continuava a scrutarmi e, quando le afferrai il braccio per applicarle il bracciale dello sfigmomanometro, mi sfior\u00f2 per un secondo il pube col dorso della mano.<br \/>\nIn quel momento accadde qualcosa di sorprendente, perch\u00e9 quel gesto, all\u2019apparenza del tutto casuale, mi provoc\u00f2 qualcosa che non mi era mai accaduto nel corso di una visita: una violenta erezione.<br \/>\nMi resi conto di essere diventato paonazzo ma cercai di non girarmi verso la scrivania alle mie spalle, in prossimit\u00e0 della quale era seduta la Signora Martucci.<br \/>\nChiaretta, invece, ora sorrideva in modo plateale: Ti stai divertendo molto, eh, barile di lardo?, pensai.<br \/>\nProvai ad andare avanti concentrandomi su qualcos\u2019altro, e mi dedicai all\u2019elettrocardiogramma.<br \/>\n\u201cRitmo sinusale, asse elettrico equilibrato, PQ e QT normali. Tutto perfetto, signora\u201d \u2013 dissi \u2013 \u201cla ragazza \u00e8 solo parecchio agitata, ma non ha problemi: il cuore \u00e8 sano\u201d.<br \/>\nA quel punto, ne approfittai per tornare a sedermi e assestarmi dei colpetti delicati sulla patta dei pantaloni, sotto la scrivania, nel tentativo disperato e velleitario di ridurre il gonfiore che percepivo. Poi andai avanti, proponendo alla signora: \u201cChe ne dice se le facciamo anche un test da sforzo, cos\u00ec verifichiamo la cilindrata?\u201d<br \/>\n\u201cCe n\u2019\u00e8 proprio bisogno?\u201d, domand\u00f2 la madre.<br \/>\n\u201cBeh, signora, se dobbiamo iniziare un programma di dieta e attivit\u00e0 sportiva, una valutazione sotto sforzo \u00e8 opportuna e utile. La sottoporr\u00f2 solo a un semplice step\u2013test: durer\u00e0 meno di cinque minuti\u201d<br \/>\n\u201cVa bene, dottore. Se proprio \u00e8 indispensabile\u201d<br \/>\nGuardai la ragazza, che ricambi\u00f2 il mio sguardo. Ora ti faccio sudare un po\u2019 e sputare l\u2019anima, stronzetta.<br \/>\nDiedi inizio all\u2019esame, ma Chiaretta era talmente goffa che non riusciva nemmeno a coordinare i movimenti delle gambe per salire e scendere sulla panca.<br \/>\nChe razza di orso di marmo \u2013 mi dissi \u2013 non sa nemmeno eseguire un movimento semplice come questo.<br \/>\nGi\u00e0 dopo il primo minuto, la ragazza inizi\u00f2 a sbuffare come una locomotiva a vapore. Arriv\u00f2 subito a 180 di frequenza cardiaca e un paio di volte rischi\u00f2 di inciampare, riprendendo l\u2019equilibrio solo grazie al sostegno mio e dell\u2019infermiera che le tenevamo le mani, da una parte e dall\u2019altra.<br \/>\n\u201cCerca di controllare il movimento\u201d \u2013 esclamai \u2013 \u201cE stai attenta a dove metti i piedi\u201d<br \/>\nNel frattempo la mia erezione non accennava a regredire. Mi accorsi all\u2019improvviso che Chiaretta, malgrado fosse impegnata nella prova da sforzo, aveva puntato lo sguardo sul rigonfiamento che si intravedeva attraverso i miei pantaloni e sorrideva compiaciuta.<br \/>\nPer questa ragione, mi affrettai a lasciare la sua mano per abbottonarmi il camice e impedirle quella vista.<br \/>\nLa mancanza improvvisa del mio appoggio, per\u00f2, le fece perdere l\u2019equilibrio.<br \/>\nInciamp\u00f2 ancora, ma questa volta Caterina da sola non riusc\u00ec a reggere i 107 kg della ragazza quando cadde a faccia in avanti. L\u2019infermiera, perci\u00f2, fu trascinata a sua volta nella caduta e le due piombarono entrambe al suolo ma, prima di atterrare, Chiaretta sbatt\u00e9 con violenza la fronte contro il muro, producendo un rumore sordo.<br \/>\nQuando si rialz\u00f2, una larga macchia di sangue si era gi\u00e0 formata sulla sua fronte, e il liquido rosso iniziava a gocciolare lungo il suo corpo e per terra, formando una chiazza.<br \/>\nVidi subito che sulla fronte c\u2019era un taglio profondo, lungo almeno tre centimetri, ma non feci in tempo a intervenire in alcun modo perch\u00e9 quasi contemporaneamente scoppi\u00f2 la reazione isterica della Signora Martucci, la quale inizi\u00f2 a gridare \u201caiuto!\u201d, saltando su dalla sedia con le mani ai capelli.<br \/>\nLa signora tent\u00f2 poi di andare verso la ragazza, che nel frattempo aveva iniziato a piangere e a urlare. Nel farlo, pass\u00f2 di corsa davanti alla finestra ma mise male un piede, scivol\u00f2 all\u2019indietro e, nel tentativo di reggersi a qualcosa, si aggrapp\u00f2 alle tende strappandole dai sostegni.<br \/>\nCadde pesantemente per terra, prima sul culone e poi sulla nuca, avvolta nelle tende: un vortice di panni svolazzanti e lardo.<br \/>\nIl tonfo fu talmente forte da far vibrare il pavimento, e la Signora Martucci perse immediatamente conoscenza, rimanendo l\u00ec ferma, col pancione all\u2019aria.<br \/>\nSembra una balena spiaggiata, mi venne da pensare all\u2019istante.<br \/>\nDovetti decidere in un secondo cosa fare, mentre Chiaretta urlava sempre pi\u00f9 forte.<br \/>\nAnche Caterina, per di pi\u00f9, invece di fare qualcosa per aiutarmi se ne stava seduta per terra tenendosi il braccio con l\u2019altra mano, e si lamentava piagnucolando: \u201c\u00c8 rotto!\u201d<br \/>\nIniziai ad esaminare la Martucci, cercando di capire l\u2019entit\u00e0 dei danni e il da farsi.<br \/>\nPrima mi accertai che respirasse. Poi, le sollevai delicatamente il capo, quel tanto che mi occorreva per verificare se ci fossero danni evidenti a livello dell\u2019occipite. Passai una mano sulla zona e la retrassi quasi subito zuppa di sangue: anche la signora, dunque, si era prodotta un grosso taglio a livello della nuca, e nel giro di pochi secondi sul pavimento sotto la sua testa inizi\u00f2 a formarsi una pozza scura.<br \/>\nAvevo tre persone ferite nel mio ambulatorio, quindi, di cui una svenuta con un serio trauma cranico, e le altre due che piangevano e urlavano senza tregua.<br \/>\nIl volto di Chiaretta, per di pi\u00f9, era oramai una mostruosa maschera di sangue gocciolante, e mi sorpresi a pensare: Certo, se qualcuno entrasse in questo momento e la vedesse, gli prenderebbe un colpo.<br \/>\nA quel punto, udii un \u201cMa che succede?\u201d, si apr\u00ec di botto la porta dell\u2019ambulatorio e apparve un signore calvo e magrissimo con gli occhi dilatati simili a quelli di una civetta, il quale rimase per qualche istante a bocca aperta, cercando di comprendere il massacro sanguinolento che aveva davanti a s\u00e9.<br \/>\nDopodich\u00e9, anche lui inizi\u00f2 ad urlare: \u201cChiaretta! Carla! Oddio!\u201d<br \/>\nEra, con ogni evidenza, il Signor Martucci.<br \/>\nPensai: Ecco, ci mancava solo questa, ora.<br \/>\n\u201cSi calmi, signore, e mi dia una mano piuttosto! Chiami subito il 118!\u201d, esclamai.<br \/>\nMa il Signor Martucci non fece in tempo a digitare i tre numeri sulla tastiera del cellulare che aveva estratto dalla tasca della giacca, perch\u00e9 si mise una mano sullo sterno, emise una specie di grugnito e si accasci\u00f2 al suolo con gli occhi ancora spalancati e le labbra retratte a mostrare i denti, portando gi\u00f9 con s\u00e9 un tavolino col ripiano di vetro \u2013 colmo di strumenti ed oggetti di ogni tipo \u2013 al quale si era appoggiato nel tentativo di reggersi in piedi.<br \/>\nQuando il ripiano si frantum\u00f2, cadendo a terra col fragore di una bomba, una nube di schegge di vetro si proiett\u00f2 in tutti gli angoli della stanza, andando a depositarsi perfino sul pancione della Signora Martucci ancora svenuta.<br \/>\nE che cazzo\u2026 \u2013 pensai \u2013 questa \u00e8 sfiga vera.<br \/>\nLasciai per un secondo la Signora Martucci e mi accoccolai sul marito: non respirava.<br \/>\n\u201cQuesto se ne va\u2026\u201d, mormorai, e iniziai subito il massaggio cardiaco.<br \/>\nNel frattempo, urlai a Caterina: \u201cCazzo, Caterina, anche se hai un braccio rotto una mano puoi darmela! Chiama il 118 e prendi il defibrillatore, dai!\u201d<br \/>\nContinuai a massaggiare il Signor Martucci per almeno un minuto, fin quando l\u2019infermiera mi port\u00f2 il defibrillatore semiautomatico e iniziai a posizionare sul torace dell\u2019uomo gli elettrodi adesivi.<br \/>\n\u201cSta in fibrillazione ventricolare\u201d \u2013 dissi a Caterina, la quale nel frattempo aveva recuperato un po\u2019 di calma \u2013 \u201callontanati\u201d.<br \/>\nPart\u00ec la scarica e, dopo qualche secondo, l\u2019uomo emise un sospiro e riprese a respirare regolarmente.<br \/>\nForse ce l\u2019abbiamo fatta, pensai.<br \/>\nMi riavvicinai alla Signora Martucci e iniziai a tamponarle con delicatezza la ferita con delle garze sterili, fin quando un gemito flebile mi indic\u00f2 che anche lei stava riprendendo conoscenza.<br \/>\nGli operatori del 118 arrivarono un paio di minuti dopo.<br \/>\nQuando entrarono nella stanza, anche loro rimasero a bocca aperta, perch\u00e9 sembrava il teatro di un attentato terroristico.<\/p>\n<p>Per fortuna, sia i coniugi Martucci che Chiaretta se la cavarono senza troppi danni.<br \/>\nIl capofamiglia riprese a lavorare dopo un mese e sia lui che la signora riuscirono ad ottenere un grosso indennizzo dall\u2019assicurazione: in altri termini, quell\u2019evento fu per loro una manna dal cielo, perch\u00e9 frutt\u00f2 diverse decine di migliaia di euro.<br \/>\nCi\u00f2 che pi\u00f9 conta, per\u00f2, \u00e8 che da quel giorno la mia vita \u00e8 cambiata, perch\u00e9 mi \u00e8 successa una cosa assai strana: ho perso ogni interesse per le donne magre mentre, viceversa, ho iniziato ad apprezzare e a ricercare solo donne decisamente obese.<br \/>\nQuanto a Chiaretta, la rividi circa un anno fa.<br \/>\nPass\u00f2 a trovarmi in ambulatorio e ci ritrovammo a ricordare quell\u2019episodio del passato, sganasciandoci dalle risate.<br \/>\nNel corso del tempo lei aveva preso qualche altro kg, e in quel momento il suo peso aveva superato i 120: il che aveva portato allo spasimo il mio interesse per lei.<br \/>\nNelle settimane successive, perci\u00f2, ci rivedemmo diverse altre volte e \u2013 non so bene nemmeno io come successe \u2013 una sera la invitai a casa mia e passammo la notte insieme.<br \/>\nFu meraviglioso, e devo ammettere che nessun\u2019altra donna mi ha mai gratificato sessualmente quanto lei.<br \/>\nIl semplice pensiero delle sue enormi gambe burrose mi provoca tutt\u2019ora un\u2019erezione violenta e poi, chiss\u00e0 perch\u00e9, quella cicatrice sulla sua fronte accresce ulteriormente la mia attrazione erotica nei suoi confronti.<br \/>\nLei diceva di amarmi, malgrado la differenza di et\u00e0.<br \/>\nA letto, una volta mi aveva rivelato una cosa: che le ero piaciuto fin dal primo momento in cui mi aveva visto.<br \/>\nLa nostra storia, per\u00f2, fin\u00ec dopo un paio di mesi quando Chiaretta decise inspiegabilmente di mettersi a dieta. Degli amici comuni mi hanno detto di averla vista di recente: pare che abbia perso pi\u00f9 di cinquanta kg e che si sia fidanzata col suo istruttore di ginnastica. Ma a me non interessa pi\u00f9, non torno pi\u00f9 indietro, non mi potr\u00f2 pi\u00f9 accontentare di una donna di meno di 120 chili.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26671\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26671\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Signora Carla Martucci e sua figlia Chiaretta fecero il proprio ingresso nella mia stanza alle ore 12.40 in punto. La mia infermiera Caterina mi aveva avvertito che la signora si era presentata alle 8.30: con quattro ore di anticipo, dunque, rispetto all\u2019orario dell\u2019appuntamento. \u201cSar\u00e0 la solita nevrotica apprensiva\u201d, avevo risposto, gi\u00e0 immaginando il peggio. [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26671\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26671\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":5937,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[359],"tags":[],"class_list":["post-26671","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26671"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5937"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26671"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26671\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26728,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26671\/revisions\/26728"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}