{"id":26611,"date":"2016-03-08T12:55:36","date_gmt":"2016-03-08T11:55:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26611"},"modified":"2016-03-08T12:55:36","modified_gmt":"2016-03-08T11:55:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-la-cornice-di-luisa-m-c-sala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26611","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;La cornice&#8221; di Luisa M.C. Sala"},"content":{"rendered":"<p>La grande vetrata ad angolo colpiva immediatamente l&#8217;attenzione, ma ancora pi\u00f9, stupiva un pianoforte a coda, verniciato di blu che riempiva l&#8217;interno di quella porzione di perimetro trasparente: atmosfera surreale, muri che parevano sospesi perch\u00e8 la casa era in rifacimento.<\/p>\n<p>Fuori un cantiere in azione con travi, carriole, ferri, \u00a0mattoni, sacchi vuoti. Dentro: interruzione del tempo e quello strumento che assorbiva polvere e luce, ecco perch\u00e9 si notava il blu. Veniva voglia di scoprire a chi appartenesse quella casa.<\/p>\n<p>Questa curiosit\u00e0 aveva rapito l&#8217;attenzione di Elena, che passando di l\u00ec ogni giorno, aveva intravisto quel pianoforte che tanto si scontrava col disordine fuori.<\/p>\n<p>..<\/p>\n<p>La persona che aveva acquistato la casa si chiamava Karl Rubenn, pelle chiarissima con tratti esotici, capelli biondi e corti, occhi verde-bronzo. Le sue origini sprofondavano nella mitologia. Una miscela esplosiva di geni evidenti e nascosti. Un incrocio nordico e latino. Danimarca e Per\u00f9. Infine, era spuntato sulla terra lui, Karl che ora a trentadue anni, come da copione classico per coloro dalle radici sparse, aveva cambiato molti luoghi: Canada, Giappone, Argentina, Africa. Sapeva suonare vari strumenti.<\/p>\n<p>Non eccelleva tecnicamente in nessuno ma ultimamente, la tastiera bianca e nera lo appassionava. Ingombrante per il suo stile di vita ma indispensabile. I ritmi musicali erano nati con lui. Aveva studiato musica. Non s&#8217;era fatto sfuggire quel dono di natura ma non era famoso. Non ancora o forse, mai. Aveva insegnato musica, quello s\u00ec e l&#8217;esperienza lo aveva reso particolarmente cinico. Aveva notato che la gente tendeva a considerare la musica come un passatempo.<\/p>\n<p>O sull&#8217;Olimpo degli osannati o nessuno. Aveva tentato di spiegare le sfumature fra quei due estremi ed aveva suscitato un vespaio. Conclusione: dimissioni.<\/p>\n<p>Tutto questo accadeva in Europa, cos\u00ec part\u00ec per il Giappone da dove scapp\u00f2 dopo due settimane. Luodo non adatto al suo temperamento.<\/p>\n<p>Raggiunse quindi l&#8217;Africa. Forse l&#8217;odore del caldo, le dilatazioni orizzontali dei rami degli alberi d&#8217;acacia, qualcosa insomma gli era scattato dentro. Aveva conosciuto alcuni ragazzi inglesi ed adattandosi ai loro tempi riusc\u00ec a cogliere aspetti di vita che non aveva mai immaginato, ma nemmeno l&#8217;Africa faceva davvero per lui.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 da dire che in Karl, il concetto di vita era alquanto squilibrato: da una parte sognava l&#8217;avventura perenne, dall&#8217;altra si immaginava al riparo in una casa con oggetti suoi.<\/p>\n<p>Adorava ridere. L&#8217;idea del pianoforte nacque in Italia quando accompagn\u00f2 quei suoi amici britannici per un breve tour europeo.<\/p>\n<p>Si innamor\u00f2 dell&#8217;atmosfera italiana. Salut\u00f2 i compagni di viaggio, trov\u00f2 una sistemazione. Era un tipo fortunato. La famiglia gli aveva lasciato un patrimonio interessante e senza sperperare sapeva girovagare fra sogni, ambizioni, doveri, ecco perch\u00e9 poteva scegliere spesso, ma questo \u00e8 affare del destino. A lui era toccata una certa via e non si crogiolava nell&#8217;ossessione che qualcuno poteva stare peggio o meglio di lui. Semplicemente si adeguava a ci\u00f2 che la vita gli aveva dato. Riduttivo definirlo sfrontato. Occorre trovarsi in certe situazioni per sferrare giudizi. Karl era come era.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Elena non era una viaggiatrice. Abitudinaria si sentiva al sicuro fra forme conosciute e strade semplici. Viveva sul lago di Garda e preferiva muoversi in motoretta. Lavorava in un vivaio perch\u00e9 era capitato. Non aveva mai sognato grandi futuri.<\/p>\n<p>Amici di una vita, scuole regolari, poco inglese, poco tedesco, \u00a0nulla di altre lingue. Occhi scuri, capelli lunghissimi sempre lucidi. Ci teneva.<\/p>\n<p>Alcuni suoi amici la chiamavano &#8220;l&#8217;orientale per via degli zigomi marcati e gli occhi abbastanza allungati. Per quanto ne sapesse, era italiana da generazioni.<\/p>\n<p>Adorava i ristorantini della zona, gli aperitivi. Le piaceva lo stile europeo. Troppe notizie la infastidivano. A modo suo era bizzarra. Non si alterava visibilmente.<\/p>\n<p>Minimalista, a casa sua l&#8217;atmosfera era netta: pochi colori, poche forme.<\/p>\n<p>Seguiva corsi di yoga e taiji. Quando le capit\u00f2 di notare il pianoforte in quella casa che dava sulla strada che frequentava ogni giorno, le accadde qualcosa dentro. Una sorta di immaginazione involontaria ed incontrollabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 logico per la storia, intuire che Elena conoscer\u00e0 Karl, che fra loro nascer\u00e0 una passione od un equivoco, che i due cambieranno il mondo e che magari Elena diventer\u00e0 una viaggiatrice. Forse Karl, con lei arriver\u00e0 al punto di realizzare il suo sogno abbozzato di famiglia. Potrebbe anche starci che Elena abbia nascosto una passione per la musica fino a questo momento.<\/p>\n<p>Intrecci discutibili. Pappagalli policromi che parlottano mentre tutto intorno gira.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Karl ed Elena non si sono conosciuti.<\/p>\n<p>Karl ha lasciato la casa che Elena ha notato, da pi\u00f9 di un mese, dopo aver imballato tutto ci\u00f2 che gli pareva fondamentale. Il pianoforte non rientrava pi\u00f9 nella lista delle priorit\u00e0. Sarebbe rimasto l\u00ec quale eredit\u00e0 di un momento solcato.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 gi\u00e0 in Canada anche se dovr\u00e0 ripassare in Italia per definire certi dettagli sulla vendita.<\/p>\n<p>La burocrazia pu\u00f2 giocare brutti scherzi a chi \u00e8 abituato a scivolare in discesa, ed a volte i brutti scherzi si tramutano in spettacolari occasioni.<\/p>\n<p>Il Canada \u00e8 la destinazione che si era prefissato nell&#8217;ultimo periodo, dopo una chiamata di un parente di sua madre. Le sue origini, il suo sangue lo ha condotto l\u00e0. Nulla di pi\u00f9, nulla di meno.<\/p>\n<p>&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>Il giorno in cui Elena, con coraggio, aveva deciso di entrare e chiedere informazioni, non vide altro che scatoloni e polvere.<\/p>\n<p>Tocc\u00f2 il pianoforte, fece un giro intero intorno, sfior\u00f2 la tastiera e per pochi minuti si lasci\u00f2 sedurre dall&#8217;incanto di quella massa lucente. Per quel che ne sapeva poteva appartenere ad un vecchio, ad una donna in carriera, ad un bimbo prodigio. Forse era stato un semplice decoro. Capita.<\/p>\n<p>Aveva indugiato alcuni secondi davanti una cornice bianca che stava sul pavimento. Fece passare la sua mano attraverso il vuoto in mezzo. Rise. Una strana risata. Ritir\u00f2 il braccio e poi lo introdusse nuovamente. Vide un chiodo sulla parete dietro il pianoforte e fu naturale appendere quella cornice. Non stava affatto male in quel contesto. Un vago senso dell&#8217;infinito, ma Elena non era un&#8217;intellettuale. Aveva pensato in quei termini giocando con i dettagli dell&#8217;istante.<\/p>\n<p>Poco dopo Elena usc\u00ec riprendendo la medesima strada di sempre per andare al suo solito lavoro. Avrebbe chiamato la sua amica pi\u00f9 tardi per raccontarle quella pausa sognante. Una cornice appesa al muro seguendo l&#8217;istinto.<\/p>\n<p>Aveva avuto il coraggio di spruzzare un sogno entro un limite decorato. aveva osato, secondo i suoi standard di pensiero e questo l&#8217;aveva inebriata lungo il midollo. Entrare, spiare, toccare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Karl ed Elena non si sono incrociati. Non sospettano dell&#8217;esistenza l&#8217;uno dell&#8217;altra. Ma tutto potrebbe ancora accadere.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 mancato poco questa volta.<\/p>\n<p>Potrebbe ancora accadere.<\/p>\n<p>Qualcosa nell&#8217;aria lo prevede.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26611\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26611\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La grande vetrata ad angolo colpiva immediatamente l&#8217;attenzione, ma ancora pi\u00f9, stupiva un pianoforte a coda, verniciato di blu che riempiva l&#8217;interno di quella porzione di perimetro trasparente: atmosfera surreale, muri che parevano sospesi perch\u00e8 la casa era in rifacimento. Fuori un cantiere in azione con travi, carriole, ferri, \u00a0mattoni, sacchi vuoti. Dentro: interruzione del [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26611\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26611\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":8259,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[359],"tags":[],"class_list":["post-26611","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26611"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8259"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26611"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26611\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26626,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26611\/revisions\/26626"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}