{"id":2657,"date":"2010-01-19T18:26:08","date_gmt":"2010-01-19T17:26:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2657"},"modified":"2010-01-19T18:26:08","modified_gmt":"2010-01-19T17:26:08","slug":"%e2%80%9cera-novembre-di-mille-giorni-prima%e2%80%9d-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2657","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2010 \u201cEra novembre di mille giorni prima\u201d di Gabriella Dalle Rive"},"content":{"rendered":"<p><span>Priscilla, la chiam\u00f2 cos\u00ec sua madre,\u00a0 <\/span><span>dopo aver letto con cura il calendario per nove mesi e qualche giorno\u2026<\/span><\/p>\n<p><span>Forse le augurava di vivere a Roma, <\/span><span>o di sposare un senatore\u2026<\/span><\/p>\n<p><span>spero non la volesse vergine per tutta la vita\u2026\u2026<\/span><\/p>\n<p><span>-Studio dott. Adua, buongiorno, sono Priscilla, chi parla?<\/span><\/p>\n<p><span>La Signora Maria Vittoria viaggiava molto, un marito impegnativo con una potente impresa da gestire e lei era parte attiva di quel mondo.<\/span><\/p>\n<p><span>Due figli e poi Nicolas, quel bambinetto di quattro anni, adottato con il\u00a0 cuore, bello, biondo,<\/span><\/p>\n<p><span>brasiliano e autistico.<\/span><\/p>\n<p><span>Nicolas stava l\u00ec, dalle suore, in quella struttura di periferia anni settanta\u00a0 e lei, la Signora, se lo godeva da tempo quel piccino dalla pelle ambrata, la mattina intera del pomeriggio settimanale che passava lento, tra la tristezza infinita e il desiderio di portarselo a casa, per sempre.<\/span><\/p>\n<p><span>Maria Vittoria sapeva che sarebbe stato impossibile.<\/span><\/p>\n<p><span>Quel giorno aveva davvero bisogno del dott. Adua, era tornata da New York dopo aver viaggiato<\/span><\/p>\n<p><span>per le Americhe innumerevoli ore di volo e la sua varice, questa volta la preoccupava davvero.<\/span><\/p>\n<p><span>Un breve controllo, sperava solo quello.<\/span><\/p>\n<p><span>Era una donna elegante, particolarmente felina e anche bella, un essere decisamente estroverso,\u00a0 indossava capi cos\u00ec metropolitani anche nella piccola provincia, ma lei sentiva di essere<\/span><\/p>\n<p><span>nata per vivere nella grande capitale, nella\u00a0 foresta d\u2019acciaio con i suoi giardini verticali,<\/span><\/p>\n<p><span>amava il cappello e la grande mela.<\/span><\/p>\n<p><span>Sfior\u00f2 quasi con timore il campanello dell\u2019ambulatorio, pensava alle sue belle gambe e l\u2019infastidiva<\/span><\/p>\n<p><span>l\u2019ipotesi di portare forzatamente quelle orribili calze elastiche\u2026fortunatamente la luna segnava la fine dell\u2019autunno\u2026poco male.<\/span><\/p>\n<p><span>Vestita di cappottino nero sciancrato, stivali in cocco e un cappello di taglio moderno in tessuto maculato, avvolta con charme nel suo profumo inconfondibile, Maria Vittoria\u00a0 sapeva di spezie e di agrumi.<\/span><\/p>\n<p><span>Priscilla le apr\u00ec e le sorrise.<\/span><\/p>\n<p><span>Arriv\u00f2 nello studio\u00a0 medico all\u2019ora prevista e come per magia non dovette aspettare, era l\u2019ultima paziente.<\/span><\/p>\n<p><span>Il dottore era un suo caro amico, una persona goffa e gentile ma estremamente meteoropatico e quel<\/span><\/p>\n<p><span>giorno pioveva\u2026se ne and\u00f2 di fretta.<\/span><\/p>\n<p><span>Alleluja, le sue gambe avevano\u00a0 solo bisogno di riposo e di docce fredde.<\/span><\/p>\n<p><span>2<\/span><\/p>\n<p><span>Priscilla le chiese con un filo di voce se si poteva fermare qualche minuto, il tempo per alcuni dati.<\/span><\/p>\n<p><span>Erano sole nello studio ampio e luminoso del medico amico e l\u2019infermiera la osserv\u00f2 attentamente.<\/span><\/p>\n<p><span>La Signora Maria Vittoria sentiva che Priscilla provava stima e spontanea simpatia per lei,<\/span><\/p>\n<p><span>le piacevano sempre le sue scarpe e anche i suoi copricapo che indossava rigorosamente nei mesi invernali.<\/span><\/p>\n<p><span>Quelle due donne cos\u00ec diverse e cos\u00ec speciali si conoscevano ormai da pi\u00f9 di quattordici anni<\/span><\/p>\n<p><span>ed era arrivato il momento in cui\u00a0 anche il tempo doveva risarcire. <\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span>La Signora Maria Vittoria pens\u00f2 che ogni mestiere ha i suoi precetti e Priscilla stava scrivendo con<\/span><\/p>\n<p><span>professionalit\u00e0, denotava buona pratica in quel lavoro di segretaria fac totum,\u00a0 brava infermiera pens\u00f2, potenziale ed eccellente medico\u2026<\/span><\/p>\n<p><span>Priscilla aveva le mani asciutte e belle, le unghie un poco ad uncino e la pelle bianca, troppo bianca, <\/span><\/p>\n<p><span>era in netto contrasto con quei capelli nero-bl\u00f9 ma la sensibilit\u00e0 era straordinaria. <\/span><\/p>\n<p><span>Maria Vittoria \u00a0 percep\u00ec solo allora\u00a0 che quell\u2019alga aveva saputo catturare la vita.<\/span><\/p>\n<p><span>A volte si verificano degli strani fenomeni che vorremmo assolutamente capire ma quel senso di troppo che \u00e8 insito in noi ci trattiene e cos\u00ec ci lasciamo trasportare dolcemente\u2026<\/span><\/p>\n<p><span>Erano sedute difronte, la Signora Maria Vittoria e Priscilla, in quel pomeriggio di un giorno qualsiasi della settimana, fuori pioveva e loro si osservavano in silenzio le mani, l\u2019una dell\u2019altra.<\/span><\/p>\n<p><span>Priscilla eruppe, non poteva osservare anelli che non c\u2019erano perch\u00e9 la Signora Maria Vittoria non<\/span><\/p>\n<p><span>indossava anelli, appesantivano le mani diceva, ma amava gli orologi, quelli s\u00ec, era un\u2019esperta<\/span><\/p>\n<p><span>conoscitrice e collezionista.<\/span><\/p>\n<p><span>-Signora Maria Vittoria,-<\/span><\/p>\n<p><span>le disse con tono fermo Priscilla,<\/span><\/p>\n<p><span>-ha delle belle mani,\u00a0 posso vederle e toccarle un solo istante?-<\/span><\/p>\n<p><span>Maria Vittoria arross\u00ec, fiss\u00f2 Priscilla con stupore e anche lei per la prima volta la osserv\u00f2 cos\u00ec bene da vicino.<\/span><\/p>\n<p><span>Era graziosa e strana, un cerbiatto\u00a0 in quel camice immacolato, esageratamente magra ma era perfetto quel tatuaggio delle sopraciglia.<\/span><\/p>\n<p><span>A volte si verificano strani fenomeni\u2026<\/span><\/p>\n<p><span>Priscilla colse il pensiero di quello sguardo indagatore e con una calma disarmante le raccont\u00f2 del suo incidente d\u2019auto, sotto il sole verticale nel mese del leone, di quel viso in parte rifatto e il destino di quelle sopraciglia tatuate nella pelle plasticata, dei nove lunghi giorni del coma ed ora aveva bisogno di toccare quelle mani belle e curate, segnate leggermente dalla saggezza degli anni.<\/span><\/p>\n<p><span>-Signora Maria Vittoria- le disse,\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 3<\/span><\/p>\n<p><span>-Lei ha una mano esoterica, misteriosa, saggia e diabolica e una mano psichica, \u00e8 una mano che si <\/span><\/p>\n<p><span>relaziona con la coscienza, con l\u2019anima e le dita rispecchiano una forte sensualit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span>E\u2019 successo qualcosa di molto speciale pochissimi giorni fa,oltreoceano,non \u00e8 vero?<\/span><\/p>\n<p><span>Quella persona le cambier\u00e0 la vita.<\/span><\/p>\n<p><span>Nell\u2019equinozio di primavera avr\u00e0 il regalo pi\u00f9 bello e desiderato, l\u2019Amore.-<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span>\u201cEra novembre di mille giorni prima\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span>La Signora Maria Vittoria si osserv\u00f2 le mani senza fiato, l\u2019anima sconvolta , il viso sbiancato.<\/span><\/p>\n<p><span>Priscilla sapeva che il mondo era spinto da una forza invincibile,<\/span><\/p>\n<p><span>non era quello degli amori scontati e apparentemente felici ma di quelli contrastati, dannati e \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 profondi che non vogliono farsi riconoscere.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cERA UN GIORNO QUALSIASI DI MILLE GIORNI DOPO\u201d\u2026\u2026. <\/span><\/p>\n<p><span>Quel mattino la Signora Maria Vittoria si svegli\u00f2 con le mani piene di lacrime e si specchi\u00f2 dentro.<\/span><\/p>\n<p><span>In quell\u2019umida luce\u00a0 appannata\u00a0 e deforme si vide ragazza,\u00a0 i capelli ricci e scompigliati e con la pelle color cannella quasi non si riconosceva,<\/span><\/p>\n<p><span>ma era solo sua la fragranza di spezie e mandarino che imperava in quel cambiamento benefico, solo apparente , di due mesi di mare.<\/span><\/p>\n<p><span>Fece scorrere con dolcezza la vetrata che dava sull\u2019oceano e a piedi nudi assaggi\u00f2 il tiepido tepore<\/span><\/p>\n<p><span>che il sole dell\u2019alba tentava di lasciare sulle formelle di cotto irregolare,\u00a0 polveroso di salmastro sotto quel portico ventilato.<\/span><\/p>\n<p><span>S\u00ec, era magico quel luogo pens\u00f2, straordinario al mattino quando sul righello bl\u00f9, piatto ed immobile le prime barche dei pescatori pennellavano le loro scie di schiuma bianca, con magica leggerezza. <\/span><\/p>\n<p><span>Sublime, sotto il sole verticale, verde e turchese si contrastavano per poi fondersi e versare<\/span><\/p>\n<p><span>generosamente nel\u00a0 resto del mare preziosi smeraldi,\u00a0 fino in fondo all\u2019orizzonte, pi\u00f9 in l\u00e0, oltre. <\/span><\/p>\n<p><span>Era l\u2019Eden nel pomeriggio, quando il tramonto, ferito dai propri cristalli penetranti, si sedeva sopra il sole per poi spingerlo gi\u00f9,fin sotto il mare.<\/span><\/p>\n<p><span>La notte era uno spettacolo, un dono di Dio e lei le toccava quelle stelle, tutte le notti.<\/span><\/p>\n<p><span>Ora, quella ragazza dentro una\u00a0 t-shirt era l\u00ec, si guardava attorno il mondo perfetto.<\/span><\/p>\n<p><span>Il giardino armonioso, le palme superbe, l\u2019ibiscus rosa, la bouganville cos\u00ec generosa di bianco,<\/span><\/p>\n<p><span>l\u2019esuberante plumbago turchese orgoglioso gi\u00e0 dal mattino in quell\u2019angolo del terrazzo.<\/span><\/p>\n<p><span>Era la sua casa , tutto davvero bello ma lei\u00a0 svuotata da ogni sentimento.<\/span><\/p>\n<p><span>4 <\/span><\/p>\n<p><span>Che sinfonia dominava quella vista, le giare snelle di terracotta accostate con cura alla credenza in<\/span><\/p>\n<p><span>cirmolo, barocca e spagnola ammiccava con la specchiera di Java in frassino sbiancato, la lampada vestita di turchese, i divani bianchi, le pareti pervinca e il tappeto kilim color della terra.<\/span><\/p>\n<p><span>Oggetti e ricordi di viaggi lontani abbellivano il suo regno, <\/span><\/p>\n<p><span>ovunque c\u2019erano libri che nobilitavano quel Paradiso oltreoceano.<\/span><\/p>\n<p><span>Era la fuga dal mondo, qualunque oggetto scelto con cura e amore ma quel sof\u00e0 di giunco con i cuscini di canapa bianchi che guardava il mare era il suo mobilio preferito.<\/span><\/p>\n<p><span>Stava da sempre sotto il portico ventilato e veniva spostato quasi nel mare in quelle sere di festa, destinate quasi sempre al gran finale di ballo.<\/span><\/p>\n<p><span>Era l\u00ec dove lei si saziava gli occhi di colori.<\/span><\/p>\n<p><span>Che generosa\u00a0 sa essere la vita !\u00a0 \u201c le feste pi\u00f9 belle sono quelle che finiscono prima\u201d pensava\u2026<\/span><\/p>\n<p><span>Alea iacta est, s\u00ec, era arrivato il momento di andare, senza paura\u2026..<\/span><\/p>\n<p><span>Che sinfonia dominava l\u2019orizzonte, ricordava quel giorno, tra onde e schiuma\u2026 <\/span><\/p>\n<p><span>\u201dAmore, se solo tu fossi qu\u00ec con me sarebbe tempesta\u201d\u2026gli aveva scritto\u2026.<\/span><\/p>\n<p><span>Ma poi quei quadri che aveva dipinto con la gioia nel cuore solo per lui, erano polvere.<\/span><\/p>\n<p><span>Con un sacro rituale li aveva sentiti crepitare il nove di settembre, nella casa di campagna.<\/span><\/p>\n<p><span>Era sola\u00a0 in quel tardo pomeriggio innanzi al camino, la porta chiusa e il viso venato di lacrime, perle grigie di dolore e di fumo, lo stomaco ermetico nelle stanza impregnata dell\u2019odore acre delle tempere che si consumavano con parsimonia.<\/span><\/p>\n<p><span>Bruciavano lentamente e quel \u201c ti amo\u2026.\u201d incastrato\u00a0 tra gli alari del camino gridava al calore del fuoco.<\/span><\/p>\n<p><span>Addio turchese del mare, <\/span><\/p>\n<p><span>Addio ocra della terra<\/span><\/p>\n<p><span>Addio poesia del Petrarca \u2026.<\/span><\/p>\n<p><span>Benedetta sia per sempre quella citt\u00e0,<\/span><\/p>\n<p><span>quel luogo ove incontrai i tuoi occhi,\u00a0 che legato mi hanno\u2026.Addio.<\/span><\/p>\n<p><span>Il fuoco ti ridona la libert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span>Rimangono solo braci odoranti di gioia del passato.<\/span><\/p>\n<p><span>Della loro casa rimane solo qualche bottiglia di vino pregiato e due camice con nobili iniziali.<\/span><\/p>\n<p><span>Ora la Signora Maria Vittoria vuole solo l\u2019oblio rasserenatore dell\u2019acqua, vuole scivolare gi\u00f9<\/span><\/p>\n<p><span>con gli anelli della promessa,\u00a0 i capelli sciolti e un sorriso.<\/span><\/p>\n<p><span>Con la calma del vento debole si vest\u00ec con il costume, semplice e bl\u00f9 e dentro a quella maglietta della grande mela, scalza, leggera e lenta si avvi\u00f2 verso il mare.<\/span><\/p>\n<p><span>Erano freschi i pensieri della sua anima.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cDio Pan fa che queste onde e questa schiuma mi sciolgano e mi fondino con l\u2019immenso marino\u201d pens\u00f2 Maria Vittoria, <\/span><\/p>\n<p><span>quelle onde erano suoni diversi tra le dita<\/span><\/p>\n<p><span>.<\/span><\/p>\n<p><span>Tra le ciglia il pianto.<\/span><\/p>\n<p><span>Pens\u00f2 ancora\u00a0 una volta alla sua vita, una rassegna di colori intensi, affastellava oggetti, \u00a0 \u00a0 \u00a0 5 ricordi,affetti, libri, frasi e\u00a0 bugie.<\/span><\/p>\n<p><span>L\u2019acqua alle caviglie sottili era gelida, piacevolmente gelida.<\/span><\/p>\n<p><span>Inspir\u00f2 profondamente sciacquando il viso rigato nel sale, le bruciavano gli occhi.<\/span><\/p>\n<p><span>Che freddo, che gelo sentiva\u2026ed ora gi\u00f9, decisa, senza respirare.<\/span><\/p>\n<p><span>Entr\u00f2 lentamente in quello spazio misterioso che separa la veglia dal sonno.<\/span><\/p>\n<p><span>Piano entr\u00f2 nella notte.<\/span><\/p>\n<p><span>Addio alla vita.<\/span><\/p>\n<p><span>Che sensazione straordinaria il mondo marino, stava penetrando nel regno dove non arriva il dolore e alla percezione della pace \u00e8 difficile dare una forma.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span>Scendeva velocemente e sentiva che la pressione e la corrente dell\u2019acqua la spingeva con forza \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 senza direzione precisa mentre le alghe sinuose si dimenavano deliranti e isteriche attorno a lei.<\/span><\/p>\n<p><span>Gi\u00f9, ancora pi\u00f9 gi\u00f9, dove il sole non arriva ,ormai con poca aria nei polmoni.<\/span><\/p>\n<p><span>Sentiva che stava morendo\u2026stava morendo\u2026.NOOO !!!<\/span><\/p>\n<p><span>Nicolas !!!\u00a0 il suo bambino autistico,l\u2019elettroshock tra pochi giorni,<\/span><\/p>\n<p><span>\u201c devo essere con lui!\u201d <\/span><\/p>\n<p><span>Che dono grande la vita !<\/span><\/p>\n<p><span>Le rimaneva ancora un po\u2019 di forza per pensare.<\/span><\/p>\n<p><span>Con un colpo di reni secco si gir\u00f2 verso Dio,<\/span><\/p>\n<p><span>lentamente inizi\u00f2 a risalire la scala che porta in Paradiso,<\/span><\/p>\n<p><span>il Sole le porgeva la mano.<\/span><\/p>\n<p><span>Le entr\u00f2 la luce nell\u2019anima dagli occhi,<\/span><\/p>\n<p><span>mentre le alghe sinuose gridavano prigioniere sotto di lei cercando di braccarla.<\/span><\/p>\n<p><span>S\u00ec, voleva l\u2019aria, la luce, la vita.<\/span><\/p>\n<p><span>Le bruciavano gli occhi e la gola, era sfinita ma non importava.<\/span><\/p>\n<p><span>Nicolas aveva bisogno di lei.<\/span><\/p>\n<p><span>\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2657\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2657\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 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sua madre,\u00a0 dopo aver letto con cura il calendario per nove mesi e qualche giorno\u2026 Forse le augurava di vivere a Roma, o di sposare un senatore\u2026 spero non la volesse vergine per tutta la vita\u2026\u2026 -Studio dott. Adua, buongiorno, sono Priscilla, chi parla? La Signora Maria Vittoria viaggiava molto, un [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2657\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2657\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":709,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-2657","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-per-corti-2010"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2657"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/709"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2657"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2657\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2657"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2657"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2657"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}