{"id":26365,"date":"2016-02-08T17:13:35","date_gmt":"2016-02-08T16:13:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26365"},"modified":"2016-02-10T19:37:02","modified_gmt":"2016-02-10T18:37:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-la-nostra-corsa-a-6-zampe-di-stefano-battaglini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26365","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;La nostra corsa a 6 zampe&#8221; di Stefano Battaglini"},"content":{"rendered":"<p>Se avete voglia di leggere la nostra storia, allora fermatevi un attimo e rubate solo qualche minuto alla vostra giornata, per ascoltare il mio racconto sul modo in cui, io ed il mio amico Ghigo, ci siamo incontrati. Leggendolo potrete capire come il nostro correre insieme, sia per noi due naturale e comprenderete come questa attivit\u00e0 ci abbia permesso di diventare amici inseparabili. Probabilmente posso essere uno dei pochi che pu\u00f2 affermare con certezza: \u201cIo ed il mio cane abbiamo sempre corso insieme \u2026 praticamente lo facciamo sin dal primo momento in cui ci siamo incontrati!\u201d.<\/p>\n<p>Era il 22 giugno dell&#8217;anno scorso ed io, di buon mattino, avevo deciso di fare una corsetta in giro per la campagne della mia zona. Volevo fare un bellissimo giro poco pi\u00f9 lungo di dieci chilometri, che ormai chiamo \u201cgiro del fontanile\u201d perch\u00e9 a circa met\u00e0 del tragitto, c&#8217;\u00e8 un bel fontanile con tanta acqua fresca.<\/p>\n<p>Avevo appena iniziato la mia corsa quando incrocio quattro ciclisti che pedalavano nella direzione opposta alla mia. Al loro fianco un bellissimo cane da caccia li scortava felice.<\/p>\n<p>Ho pensato che il cane fosse di uno di loro e senza dare troppa importanza alla cosa ho proseguito per la mia strada.<\/p>\n<p>Percorro poco pi\u00f9 di cinquecento metri da quell&#8217;incontro, quando sento alle mie spalle il rumore di alcuni passi accompagnati da un respiro ansimante. Mi giro per vedere chi o cosa fosse e vedo dietro di me, quel bel cagnolone incontrato poco prima. Dato che dei ciclisti non vi era traccia, ho subito capito che quel cane non era di nessuno di loro e che probabilmente stava prima seguendo loro, proprio come ora stava facendo con me, insomma si era unito al loro gruppo ma poi aveva deciso di venire con me.<\/p>\n<p>Per farla breve, quel bel cane roscio incomincia a corrermi vicino, anticipandomi a volte, seguendomi per qualche tratto ed aspettandomi quando necessario. Non so come spiegarlo ma sin da quei primi momenti si \u00e8 creato un certo feeling tra noi ed io da subito, ho iniziato a chiamarlo Ghigo. Non so da dove mi sia uscito, so solo che \u00e8 venuto cos\u00ec, un po&#8217; come se me lo avesse suggerito lui.<\/p>\n<p>Ovviamente anche se ho continuato a correre, ho leggermente modificando i miei piani per venire incontro alle esigenze del mio nuovo compagno peloso.<\/p>\n<p>Mentre corre al mio fianco mi accorgo che portava intorno al collo una specie di collare. Era qualcosa di molto simile alla \u201ccorda\u201d che si usa per tirar su le tapparelle. Guardando meglio noto che quel \u201ccollare\u201d non aveva alcun gancio di chiusura. Era semplicemente cucito con del filo. In pratica era un cappio permanente che poteva essere tolto solo usando le forbici !!!. Sia ben chiaro, era abbastanza largo e non gli creava alcun problema, ma restava comunque il segno di una sua condizione che, forse, non era troppo serena.<\/p>\n<p>Dopo qualche piccola e breve sosta all&#8217;ombra, arriviamo in prossimit\u00e0 del fontanile e a differenza del solito, mi fermo pi\u00f9 del dovuto perch\u00e9 penso che il roscio-pelosone debba avere qualche minuto per riposarsi. Lui si sdraia al fresco dell&#8217;ombra di una pianta di fico dalla chioma grande e folta, ed io mi siedo a poca distanza. Visto che fino a quel momento non ci eravamo ancora toccati, faccio un tentativo e provo a chiamarlo per vedere cosa accade. Lui, piano piano, si avvicina e mi permette di passare la mia mano sulla sua testa. Lo accarezzo. Lui, fidandosi, si lascia toccare. Bene! Fantastico! Adesso siamo veramente amici!<\/p>\n<p>Ok, si riparte. Muovo qualche passo, mi giro per guardarlo, lui risponde al mio sguardo, si alza e via, di nuovo al mio fianco verso la strada del ritorno.<\/p>\n<p>Ah, scusate; dimenticavo di dirvi che durante tutto il tragitto, ogni volta che incrociavo qualche altro podista, gli chiedevo se per caso avesse gi\u00e0 incontrato quel cane da caccia e, come potete ben immaginare, la risposta che ho sempre ricevuto \u00e8 stata: \u201cNo, mai visto prima!\u201d.<\/p>\n<p>Ormai \u00e8 quasi un&#8217;ora che corriamo insieme quando mi dico: \u201cNiente, deciso! Vieni a casa con me e poi domani vediamo\u201d. Cos\u00ec \u00e8 stato e come se gi\u00e0 ben sapesse quello che stava accadendo, mi segue sino a casa, entra nel mio giardino, si sdraia sotto il porticato e si gode il meritato riposo.<\/p>\n<p>Il giorno successivo chiamo la ASL e parlo con un signore che mi da solo alcune informazioni. Non mi aiuta come immaginavo e l&#8217;unica cosa che mi suggerisce di fare, \u00e8 portare Ghigo da un veterinario, magari vicino casa mia, per verificare la presenza del microchip che come immaginavo e forse anche speravo, non era presente. Il passo successivo a quel controllo \u00e8 stato girare per tutti i dog-park, i negozi di animali ed i circoli cinofili della mia zona, chiedendo notizie e lasciando volantini del ritrovamento.<\/p>\n<p>Fino a questo momento tutto sommato la storia \u00e8 andata bene; un umano fortunato che ha il privilegio di incontrare un bellissimo cane che senza alcuna costrizione, rinuncia ad un pezzo della sua libert\u00e0 e decide spontaneamente di essere amico di quell&#8217;uomo incontrato per caso. Tutte le belle storie che si rispettino per\u00f2, hanno sempre un momento in cui qualcosa, improvvisamente ed inesorabilmente si complica.<\/p>\n<p>Due giorni dopo il nostro incontro, il mio amico breton incomincia a comportarsi in modo strano. \u00c8 mogio mogio e con lo sguardo un po&#8217; malinconico. Quell&#8217;atteggiamento per\u00f2 pensavo fosse dovuto alla sua sensazione di abbandono. Insomma trovarsi lontano dal proprio padrone ed in una casa nuova, non doveva essere una condizione cos\u00ec allegra. Altro fattore che ha ingannato la mia percezione della situazione che si stava verificando, \u00e8 che conoscendolo solo da pochi giorni, non avevo alcun termine di paragone. Per capire e notare un comportamento strano, bisogna prima conoscere quali sono le condizioni normali e ci\u00f2 \u00e8 possibile solo dopo essersi frequentati almeno per un po&#8217;. Insomma, io il suo comportamento normale non sapevo quale fosse!<\/p>\n<p>In quei primi giorni mangiava anche poco, ma anche qui davo la colpa al caldo ed alle \u201cnuove\u201d crocchette che gli proponevo. Mi dicevo: \u201cMagari sino a ieri ha mangiato pasta alla amatriciana ed involtini \u2026 come possono mai piacergli queste crocchette !?!?\u201d. C&#8217;era qualcosa che non mi tornava ma davo la colpa al suo sentirsi smarrito ed alle nuove pietanze non troppo succulente. A quel punto decido di provare con qualcos&#8217;altro; apro il frigo per vedere cosa posso \u201crimediare\u201d e noto che ci sono dei w\u00fcrstel di pollo. Ne prendo uno e glielo do \u2026 lui felice se lo mangia.<\/p>\n<p>\u201cTutto bene\u201d mi dico, e mi tranquillizzo un po&#8217;.<\/p>\n<p>La mattina dopo appena sveglio, scendo e mi accorgo che c&#8217;era del vomito sul pavimento. Anche se questo mi preoccupa, penso che la colpa sia del w\u00fcrstel del giorno prima. Ok, andiamo dal veterinario! Sveglio i miei bambini, era sabato mattina e la scuola non c&#8217;era, e gli dico che dobbiamo andare dal dottore del cagnolone perch\u00e9 dobbiamo curare il suo male al pancino. Mai avrei immaginato quello che stava per accadere.<\/p>\n<p>Ghigo \u00e8 sempre pi\u00f9 stanco e svogliato. Respira non troppo bene e non ha forze. Altri sintomi strani non ci sono e l&#8217;unica cosa anomala \u00e8 stato il vomito, che per\u00f2 non si \u00e8 pi\u00f9 ripresentato.<\/p>\n<p>Arriviamo dal veterinario, menomale siamo i primi. Entriamo e da subito la dottoressa mi dice che la situazione non la convince affatto. Metto il cane sul suo tavolo, lei alza il labbro superiore destro di Ghigo \u2026 e mi dice: \u201cHa le gengive bianco perlacee e ci\u00f2 significa che non sono pi\u00f9 vascolarizzate. Questo cane il sangue in giro non ce l&#8217;ha pi\u00f9. Sicuramente ha una grave emorragia interna!\u201d.<\/p>\n<p>Il mio di sangue a quel punto si gela, la guardo attonito, lei capisce la mia paura \u2026 mi tranquillizza un po&#8217; e mi dice che c&#8217;era bisogno di fare subito una trasfusione.<\/p>\n<p>Mi chiede se fosse successo qualcosa di strano ed io le racconto che non posso saperlo perch\u00e9, quel cane ed io ci eravamo incontrati soltanto pochi giorni prima. Per me il suo passato era appena iniziato. Lei mi guarda e mi dice che probabilmente prima che ci incontrassimo, sicuramente spinto dalla fame, si era accontentato di mangiare qualche esca avvelenata per i topi, trovata chi sa dove. Questo tipo di veleno ha purtroppo un effetto silenzioso ed \u00e8 studiato per uccidere con un&#8217;azione inesorabile ma poco evidente. Agisce sul sangue andando a modificarne la normale densit\u00e0 e nei cani il suo effetto pu\u00f2 manifestarsi anche molti giorni dopo l&#8217;ingestione. Le conseguenze sono purtroppo delle emorragie interne molto gravi che se non curate per tempo, risultano essere quasi sempre mortali.<\/p>\n<p>Mi faccio coraggio e cerco di capire bene le sue spiegazioni quando mi dice che per la trasfusione, avevamo pochissimo tempo e se non ci fossimo sbrigati, con molta probabilit\u00e0, il cane sarebbe morto.<\/p>\n<p>&#8220;OH MAMMA MIA! Che faccio?!?!&#8221;. Non dimenticatevi che mentre tutto questo accade, in sala d&#8217;attesa ci sono i miei due bambini di 12 e 5 anni che aspettano il loro nuovo cagnolone con il mal di pancia. Ok, stiamo calmi! La dottoressa mette una flebo a Ghigo e mi lascia andare ad accompagnare i ragazzi a casa. Li porto da mia madre alla quale spiego sommariamente la situazione ed incomincio ad andare in giro per tutti i luoghi frequentati dai cani, iniziando a chiedere aiuto per una trasfusione \u201ccanina\u201d. Anche se spiego che \u00e8 solo una donazione di sangue senza alcuna conseguenza per il donatore, proprio cos\u00ec come avviene per le donazioni \u201cumane\u201d, nessuno mi aiuta.<\/p>\n<p>Solo due ragazze romene molto giovani mi dicono di si ma una volta tornati all&#8217;ambulatorio veterinario, la dottoressa scarta il cane perch\u00e9 pur essendo della taglia giusta \u00e8 ancora troppo giovane. Porca miseria e adesso!?!?!? Il tempo stringe! Ho praticamente perso le speranze quando uscendo fuori dallo studio, alzo il mio sguardo e vedo una signora che passeggia con il suo bellissimo cagnolone simil-maremmano. Bello, grosso ed anche un po&#8217; sovrappeso ;).<\/p>\n<p>Mi avvicino, le spiego velocemente la situazione e lei molto educatamente e con naturalezza mi dice: \u201cCerto che ti aiuto, tu avresti sicuramente fatto la stessa cosa per me ?!?!?!\u201d.<\/p>\n<p>Rientriamo di corsa nell&#8217;ambulatorio \u2026 il cagnolone sovrappeso sul tavolo \u2026 il suo sangue rosso e vivo inizia a riempire una sacca \u2026\u00a0 adesso tocca al MIO Ghigo che, finalmente, inizia a riavere un po&#8217; di vita nelle sue vene.<\/p>\n<p>Anche se il peggio \u00e8 passato, la veterinaria mi spiega che avevamo bisogno ancora di parecchi giorni di cure molto importanti. Specialmente i due immediatamente successivi alla trasfusione erano da considerarsi di prognosi riservata e per quarantotto ore almeno, Ghigo doveva fare una puntura di vitamina K ogni quattro ore.<\/p>\n<p>Quei giorni sono stati duri ma Ghigo \u00e8 stato forte, anzi molto forte. Un piccolo cane da caccia che ha saputo fidarsi di me e che mi ha dato la possibilit\u00e0 di aiutarlo a diventare il fantastico amico a quattro zampe che adesso anche voi conoscete.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la nostra storia che con molto piacere ho voluto raccontarvi. Ve l&#8217;ho regalata con la speranza di riuscire a strapparvi qualche sorriso e sono sicuro che da questo momento in poi, quando mi sentirete dire che \u00e8 stato Ghigo a trovare me, riuscirete ad interpretare molto meglio questa mia strana affermazione &#8230; Ciao!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26365\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26365\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se avete voglia di leggere la nostra storia, allora fermatevi un attimo e rubate solo qualche minuto alla vostra giornata, per ascoltare il mio racconto sul modo in cui, io ed il mio amico Ghigo, ci siamo incontrati. 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