{"id":26357,"date":"2016-02-05T12:24:15","date_gmt":"2016-02-05T11:24:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26357"},"modified":"2016-02-05T12:24:15","modified_gmt":"2016-02-05T11:24:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-giorno-del-giudizio-di-mattia-sacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26357","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il giorno del giudizio&#8221; di Mattia Sacco"},"content":{"rendered":"<p>E mi fa male, male, male da morire senza&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Il famoso cantante italiano non fece in tempo a concludere il ritornello che, come ogni mattina, esclusi fine settimana e festivi, da 2 anni a quella parte, la saettante mano di Luigi lo tacque.<br \/>\nLa prontezza di riflessi nel chiudere la sveglia e nel prepararsi per andare a lavoro non rendeva \u00a0Luigi un uomo motivato, ambizioso e vitale. Anzi.<br \/>\nLa sua professione di contabile gli aveva risucchiato gli ultimi residui di umanit\u00e0, rendendolo una fredda e impersonale macchina calcolatrice.<br \/>\nLa vita di Luigi, tra partite doppie e altri freddi calcoli, stava scivolando via inesorabilmente, orfana di emozioni umane.<\/p>\n<p>&#8221; Sono 2 anni , ormai 2 anni&#8221;<br \/>\nQuesta frase, al netto del tempo che passa, era diventata un rito quotidiano e ossessivo; esattamente come la sveglia, esattamente come Luigi. Ma c&#8217;era un motivo. C&#8217;era un motivo se Luigi si era ridotto ad una sagoma di carne, mossa unicamente da riflessi condizionati: Luigi soffriva di depressione cronica. Ma non lo sapeva.<br \/>\nLui identificava quel dolore, che certosinamente cronometrava, con l&#8217;addio di Cinzia: la ragazza pi\u00f9 importante della sua vita.<br \/>\nUn dolore cos\u00ec acuto e improvviso che, di colpo, aveva fatto dimenticare a Luigi quante ingiustizie e sofferenze avesse subito dalla societ\u00e0\u00a0sin da bambino. Sofferenze, queste, molto meno acute, perch\u00e9 scandite nel tempo, e proprio per questo motivo pi\u00f9 profonde.<br \/>\nIn fondo, Cinzia, era servita proprio a questo; a proteggere Luigi da quell&#8217; essere spietato chiamato societ\u00e0. Chiamato famiglia.<br \/>\nUna volta che il tappo venne via, per\u00f2, tutto il marciume usc\u00ec fuori, pi\u00f9 putrido che mai, investendolo in pieno.<br \/>\nQuella mattina, per\u00f2, successe qualcosa, qualcosa di insolito&#8230;<br \/>\nGiunto al bagno, Luigi inizio&#8217; a lavarsi i denti con lo sguardo fisso sullo specchio.<br \/>\nImprovvisamente, dopo almeno un anno, il suo riflesso smise di essergli indifferente.<br \/>\nQuella barba incolta proprio lo disturbava. Bisognava darci un taglio.<br \/>\nRimossa minuziosamente quasi tutta la folta peluria nera che gli ricopriva il viso, ebbe un sussulto inaspettato quando si imbatte&#8217; nei baffi: i suoi occhi furono catturati da quell&#8217;accessorio naturale che non aveva mai preso in considerazione. Neanche quando era felice. Neanche quando c&#8217;era Cinzia.<br \/>\nDecise, senza la bench\u00e9 minima titubanza, che sarebbero rimasti li, folti e neri : le uniche creature sopravvissute a quel disboscamento improvviso.<\/p>\n<p>Uscito di casa, venne assalito da un attacco d&#8217;ansia soffocante, al confine con un attacco di panico, scaturito da quella nuova presenza sul suo volto, gi\u00e0 carica di significato. L&#8217;ora del giudizio era vicina.<\/p>\n<p>Domata l&#8217;ansia e rimosse le goccioline di sudore che avevano tempestato la \u00a0fronte prominente , si rec\u00f2, con passo claudicante, verso il bar di Giovanna per la consueta prima colazione.<br \/>\nGiovanna la barista, era una donna di mezza et\u00e0, formosa, dal temperamento istrionico e rinomata e temuta per la sua proverbiale schiettezza.<br \/>\nChi meglio di lei avrebbe potuto inaugurare il giorno del giudizio?<\/p>\n<p>In procinto di entrare dentro al bar, Luigi assunse un&#8217; insolita postura eretta, oscurata, in parte, dalle spalle curve e strette e dal petto incavato. Apr\u00ec la porta.<\/p>\n<p>Giunto al bancone ancora privo di clientela , Luigi si esib\u00ec in un saluto goffamente rumoroso. Giovanna contraccambio&#8217; senza scomporsi, servendogli il solito cornetto semplice amaramente accompagnato da un caff\u00e8 espresso senza zucchero.<\/p>\n<p>La colazione, per\u00f2, a dispetto delle aspettative di Luigi, segu\u00ec il solito corso: due scambi di battute formali e poco altro. I baffi non fecero breccia nel cuore della barista.<br \/>\nLa desolazione accompagn\u00f2 Luigi fuori dal bar, dirigendolo verso l&#8217;ufficio, sull&#8217;altro versante della strada.<\/p>\n<p>Entrando in ufficio avvolto da un manto di scoramento, cerco&#8217; insistentemente lo sguardo dei colleghi, con scarsissimi risultati.<br \/>\nQuasi nessuno si accorse del suo ingresso, eccetto due colleghe con cui aveva spesso lavorato insieme, le quali, dopo aver accennato un saluto con il capo, tornarono alle loro ripetitive mansioni.\u00a0La giornata lavorativa trascorse e si concluse in un nulla di fatto. I baffi passarono completamente inosservati.<br \/>\nLuigi era affranto. Ora non restava che la famiglia, da cui si sarebbe recato a cenare quella sera stessa.<\/p>\n<p>Erano le 8 e mezza di sera: Luigi dopo essersi concesso una doccia rigenerante e dei vestiti informali per l&#8217;occasione, si diresse, a passo spedito, verso casa dei suoi, distante circa un chilometro.<\/p>\n<p>Durante il tragitto la sua mente viaggi\u00f2 per sentieri tortuosi:<\/p>\n<p>&#8221; Con Giovanna e con i colleghi non c&#8217;\u00e8 mai stato alcun tipo di confidenza e intimit\u00e0. \u00c8 legittimo che si siano astenuti da giudizi. Ma mamma e pap\u00e0 non hanno scuse. Devono emettere un giudizio.&#8221;<\/p>\n<p>Giunto a destinazione, suon\u00f2 il campanello. Dopo qualche istante la porta si spalanc\u00f2. La potente luce all&#8217;ingresso irradio&#8217; la sagoma ingobbita del padre.<\/p>\n<p>&#8221; Ciao Luigi, ben arrivato. Tua madre \u00e8 in cucina che sta finendo di apparecchiare.&#8221;<\/p>\n<p>Con nessun occhio di riguardo per i baffi, lo accompagno&#8217; in cucina, dove la madre e una tavola freddamente apparecchiata lo attendevano. Luigi pregava che anche qualcos&#8217;altro lo attendesse.<\/p>\n<p>La madre, a differenza del padre, lo saluto&#8217; con pi\u00f9 calore, regalandogli un abbraccio, ma del giudizio tanto atteso neanche l&#8217;ombra.<\/p>\n<p>Si sedettero intorno al tavolo e cominciarono a mangiare degli spaghetti conditi con del rag\u00f9 pronto.<br \/>\nLa madre, per niente attratta dalla sua opera culinaria, inizio&#8217; a fargli qualche domanda sul lavoro, mentre il padre, ipnotizzato dagli spaghetti, inizi\u00f2 ad ingurgitarli a capo chino, evitando qualsiasi forma di comunicazione.<\/p>\n<p>Luigi, in preda allo sconforto, si sporco&#8217; volutamente i baffi di sugo, per poi pulirli con movimenti plateali. I genitori non batterono ciglio.<\/p>\n<p>Dopo circa un&#8217;ora la porta si chiuse alle spalle di Luigi, che in compagnia dei suoi baffi si abbandon\u00f2 ad un pianto dirompente e prolungato.<\/p>\n<p>Ritornato a casa con le scorte di lacrime esaurite, si fece cadere a peso morto sul letto, iniziando a contemplare il soffitto.<\/p>\n<p>Dopo circa mezz&#8217;ora si alz\u00f2 di scatto e con espressione mai cos\u00ec risoluta e decisa si diresse in direzione della cassaforte situata in salotto.<\/p>\n<p>Digitato il codice segreto, la cassaforte si apr\u00ec. Dentro erano contenuti tutti i risparmi di una vita. Risparmi accuratamente accumulati nel tempo con l&#8217;obiettivo di pagare il mutuo ventennale della casa dei suoi sogni. La casa sua e di Cinzia. Sogni destinati a rimanere nel cassetto per l&#8217;eternit\u00e0.<br \/>\nMa a Luigi ,di quei soldi, ormai non importava assolutamente nulla.<br \/>\nCi\u00f2 che lo indusse ad aprire la cassaforte fu un oggetto riposto sul lato destro. La sua pistola P38.<br \/>\nLa afferr\u00f2 con decisione. Era carica.<br \/>\nSi diresse in balcone, il suo unico balcone, e guardando l&#8217;orizzonte con occhi rabbiosi e vendicativi, url\u00f2 con tutta la forza che aveva in corpo.<br \/>\n&#8221; I baffi non vi hanno distolto dal vostro egoismo, ora vediamo se una pallottola in gola vi lascer\u00e0 ancora indifferenti.&#8221;<\/p>\n<p>Premuto il grilletto senza esitazione, la pallottola gli trapasso&#8217; la gola, mettendo la parola fine a una vita che non era riuscita a liberarsi, fino a quel drammatico momento, dalle catene dell&#8217;indifferenza e dell&#8217;anonimato in cui era sempre rimasta intrappolata.<\/p>\n<p>Su una cosa Luigi, suo malgrado, \u00a0ci aveva visto lungo: era stato proprio quello il suo giorno del giudizio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26357\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26357\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E mi fa male, male, male da morire senza&#8230;&#8221; Il famoso cantante italiano non fece in tempo a concludere il ritornello che, come ogni mattina, esclusi fine settimana e festivi, da 2 anni a quella parte, la saettante mano di Luigi lo tacque. 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