{"id":2634,"date":"2010-01-16T12:58:18","date_gmt":"2010-01-16T11:58:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2634"},"modified":"2010-01-16T12:58:18","modified_gmt":"2010-01-16T11:58:18","slug":"aquiloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2634","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2010 &#8220;Aquiloni&#8221; di Alessandra Ponticelli Conti"},"content":{"rendered":"<p>Erano le otto. Andreina apr\u00ec la finestra. La giornata era fredda. Un pallido sole stava facendo capolino tra i palazzotti di via dei Malcontenti. Indoss\u00f2 una giacca di lana, si tir\u00f2 dietro la porta e, con la sua andatura traballante, percorse il buio corridoio che dalla camera conduceva alla sala da pranzo. Si sedette al solito tavolo, e, come ogni mattina, aspett\u00f2 che qualcuno le portasse il suo caffellatte. Oggi facevano tre anni che si trovava l\u00ec. Una lacrima le rig\u00f2 il volto. Di fronte, sul muro, le parve di rivedere l&#8217;immagine di suo nipote che, con dolcezza, le diceva:&#8221;Vedrai, zia, qui ti troverai bene. Lo so che la propria casa \u00e8 la propria casa, ma questa \u00e8 un&#8217;ottima struttura; non \u00e8 il solito ospizio; e poi, lo sai&#8230;non c&#8217;erano altre soluzioni. Non potevi pi\u00f9 stare da sola!&#8221;. L&#8217;anziana donna ingoll\u00f2 a fatica qualche fetta biscottata, fin\u00ec di bere, e si alz\u00f2. Dall&#8217;altro capo della stanza, una vecchietta magra magra, sorridendo, la chiam\u00f2:&#8221;Che c&#8217;\u00e8, ti senti gi\u00f9? Dai, non abbatterti! Oggi \u00e8 giorno di tombola! Ci divertiremo! E anche di lasagne!&#8221;. &#8220;Lo so, lo so&#8221;, rispose irritata l&#8217;Andreina, mentre si affrettava a uscire dalla stanza. Arrancando, attravers\u00f2 il cortile interno che portava alla cappella.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;aria frizzante del mattino la fece sentire viva. Si volt\u00f2: qualcuno aveva aperto il grande portone che dava su via Thouar. Guard\u00f2 la strada. Ud\u00ec, in lontananza, schiamazzi vivaci di bambini. Un fugace sorriso illumin\u00f2 il suo viso stanco. Si rivide piccola. Una bella scolaretta dai lunghi capelli biondi, che, involtata in un lungo grembiulino nero dalla candida goletta bianca, con un magnifico fiocco rosso, recitava, compunta, a memoria<em>, L&#8217;aquilone<\/em>\u00a0di Pascoli:<\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 qualcosa di nuovo oggi nel sole, \/anzi d&#8217;antico&#8230;\/Si respira una dolce aria che scioglie\/Le dure zolle&#8230;\/Un&#8217;aria d&#8217;altro luogo e d&#8217;altro mese\/E d&#8217;altra vita: un&#8217;aria celestina\/Che regga molte bianche ali sospese&#8230;\/S\u00ec, gli aquiloni!<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>Non sapeva chi avesse spalancato il portone. Non era mai capitato prima, ma comunque non era importante. Mai, come quel giorno, aveva avvertito un desiderio tanto intenso di libert\u00e0. Nemmeno quando il suo babbo, punendola per qualche marachella, le impediva di uscire a giocare con gli amici gi\u00f9, tra le panchine di piazza Santo Spirito.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Aveva dimenticato il bastone. Non faceva niente. Lentamente s&#8217;avvi\u00f2 verso l&#8217;uscita; risal\u00ec quasi l&#8217;intera strada, svolt\u00f2 a sinistra e raggiunse l&#8217;Arno. Il sole rischiarava di una luce cristallina le torbide acque del fiume. Si affacci\u00f2 alla spalletta: la forte corrente trasportava rapida, con s\u00e9, qualunque cosa incontrasse. Gir\u00f2 gli occhi. Pi\u00f9 su, il suo Ponte Vecchio resisteva ancora, come lei, agli acciacchi degli anni. A quegli impetuosi, rapinosi flutti che, imperterriti, tentavano, ad ogni istante, di travolgerlo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Era tanto che non andava di l\u00e0 d&#8217;Arno. Forse non ci sarebbe pi\u00f9 ritornata. Segu\u00ec con lo sguardo un canottiere che, con forza, affondava i suoi remi in quella imponente massa tempestosa e ripens\u00f2 a tutta la sua vita. Rimase l\u00ec per ore a rimirare, attenta, lo scorrere veloce della fiumana.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Ormai era quasi mezzogiorno. Su una panchina, poco pi\u00f9 in l\u00e0, uno sconosciuto, assorto nei suoi pensieri, osservava il cielo. Andreina sent\u00ec improvvisamente un&#8217;enorme stanchezza. Lo raggiunse. Gli si sedette accanto. I due si guardarono, mentre lui, porgendole il braccio, disse:&#8221; Ti aspettavo; andiamo o faremo tardi&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Andreina chiuse per un attimo gli occhi; li riapr\u00ec. Finalmente era nella sua bella piazza Santo Spirito, l\u00e0, in mezzo agli alberi e a tanti bambini che, felici, lanciavano in alto i loro grandi aquiloni.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2634\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2634\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erano le otto. 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