{"id":26315,"date":"2016-01-30T19:50:30","date_gmt":"2016-01-30T18:50:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26315"},"modified":"2016-01-30T19:50:30","modified_gmt":"2016-01-30T18:50:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-ruscello-di-paolo-iezzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26315","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il ruscello&#8221; di Paolo Iezzi"},"content":{"rendered":"<p>Nonna Clelia era solita raccontare storie meravigliose e pi\u00f9 volte creature fatate e divinit\u00e0 antiche abitavano le sponde del piccolo ruscello Giocondo, che silenziosamente scorreva ai piedi della collina. La vecchia casa di legno, in cima all&#8217;altipiano, fu costruita prima della guerra, dimora sua e del suo prematuramente scomparso marito. Clelia abitava ancora la casa con suo figlio e il suo piccolo nipote Corrado, unico erede. Quando giunger\u00e0 il momento sar\u00e0 sua la casa, i mobili polverosi, la bianca collezione di porcellane, ma anche le antiche fiabe della nonna, che ormai gli hanno toccato il cuore, saranno parte inamovibile del suo lascito.<\/p>\n<p>Sulle sue gambe, curioso, si sedeva il fanciullo prestando orecchio al timbro magico della nonna. La sua voce riempiva i pomeriggi e la mente del piccolo Corrado, che la sera nel letto ripensava sognante alle epiche creature che popolavano la vallata sotto la collina.\u00a0Elfi, Alberi parlanti, dolci fate ed eleganti nani del sottobosco costruivano le loro case lungo il ruscello Giocondo e ogni sera cantavano, danzavano, rendevano grazie a Madre Natura. O magari per far fronte alle difficolt\u00e0 partivano alla ricerca del prezioso manufatto, dell&#8217;antico amuleto, della chiave per aprire il misterioso forziere,storie di piccoli eroi impavidi mossi dall&#8217;amore per i propri cari.\u00a0Corrado crebbe cos\u00ec, nutrito da buoni insegnamenti e mondi immaginari, passando i fine settimana lungo il ruscello, cercando la meraviglia, spinto dal vento e dal rumore dell&#8217;acqua continua.<\/p>\n<p>Gli anni passarono e per Corrado le vecchie storie della nonna lentamente cominciarono a perdere la magia. D&#8217;altronde si sa come, per fortuna dicono, con l&#8217;avanzare dell&#8217;et\u00e0 diventiamo sempre pi\u00f9 bravi a distinguere ci\u00f2 che \u00e8 vero da ci\u00f2 che \u00e8 falso, la realt\u00e0 autentica e importante dalle volatili fantasie.\u00a0E Corrado a 13 anni si affacciava a quella scomoda et\u00e0 di transizione, troppo grande per il mondo dei piccoli ma troppo piccolo per il mondo dei grandi. Aveva ormai intuito che non avrebbe mai trovato fate, elfi o allegri nani pronti a fargli la festa gi\u00f9 lungo il Giocondo, ma ogni tanto, senza farsi vedere, percorrendo la dolce discesa dell&#8217;altipiano si recava presso la sponda, si sedeva e si fermava. Gli alberi intorno al Giocondo regalano sempre una dolce suggestione, Corrado sentiva il suo cuore rallentare, il respiro farsi profondo&#8230; ma intorno a lui tutto sembrava tanto vivo quanto morto, tanto pieno quanto vuoto. Dov&#8217;erano le maestose, intelligenti, impavide creature del sottobosco che da sempre nei racconti della nonna abitano le rive del ruscello Giocondo ? Cos\u00ec ogni volta, risalendo a fatica la collina, rincasava deluso, con l&#8217;animo giorno dopo giorno pi\u00f9 pallido.<\/p>\n<p>Le leggende erano rimaste tali, lontane, da quando la nonna era andata ad abitare presso la casa famiglia in citt\u00e0. Le magiche creature rimanevano aggrappate alla vita nella sua giovane mente, ma i bambini vivono di forti emozioni, siano esse buone o negative, non conoscono mezze vie.\u00a0Quella salita diveniva sempre pi\u00f9 ripida ed aspra a causa di quelle piccole insoddisfazioni e in un giorno di Novembre le meravigliose storie della nonna rimasero a valle. Corrado aveva ormai 16 anni, liceale e adolescente a tutti gli effetti, aveva capito che andare alla ricerca di elfi nel bosco era inutile quanto imbarazzante per uno della sua et\u00e0.\u00a0Trascorse cos\u00ec il freddo e grigio inverno, tra un compito in classe e qualche batticuore, e a Marzo giunse la pazza verde primavera.<\/p>\n<p>In un sabato dall&#8217;umidit\u00e0 tangibile, mentre il sole sorgeva, Corrado perdeva lo sguardo dentro il fitto banco di nebbia che avvolgeva la casa, da ogni parte. Guardando dalla finestra gli sembrava di stare sulle nuvole. Scese le scale puntando alla colazione ma la posta che ogni mattina appariva sull&#8217;uscio della porta quel giorno nascondeva qualcosa di speciale. Una cartolina argentata, bordi rossi, inviata dal centro citt\u00e0. Corrado la prese, stuzzicato, e lesse: \u201dIl sole sorger\u00e0 per tutti nipote caro. Che sia oggi il tuo momento? &#8211; Nonna Clelia.\u201d\u00a0Non era la prima volta che la nonna gli mandava qualcosa, ma mai era stata cos\u00ec misteriosa con lui. Il ragazzo rimase catturato dalle criptiche parole, incuriosito da questa cartolina specchiata opaca. La mise in tasca e con un sorriso accennato sulle labbra si rec\u00f2 in cucina.<\/p>\n<p>Il padre di Corrado era un uomo di poche parole, lavorava ogni giorno presso il giardino cittadino, curava il verde pubblico, nutriva le oziose oche del laghetto, raccoglieva le cartacce che i bambini lasciavano cadere, presi nella foga dei loro giochi. Era un onesto lavoratore e cercava sempre di non far mancare nulla a casa. Corrado lo sapeva, e mai gli aveva fatto notare che molte volte, l&#8217;unica cosa che realmente mancava in casa era la sua presenza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec anche quel nebbioso sabato mattina Corrado era solo, a casa. Usc\u00ec fuori e rimase nel porticato, seduto sulla sedia a dondolo. Non faceva particolarmente freddo, Corrado si sentiva bene e la sua testa poteva viaggiare con leggerezza. La nebbia fitta rendeva la collina un posto sconosciuto ed insolitamente interessante. Corrado si alz\u00f2 e mosso da un puerile sentimento si mise a camminare, avanzando goffamente, verificando lentamente che il prossimo passo fosse ugualmente sorretto dalla solida terra. La cecit\u00e0 momentanea aveva reso il tutto un mistero, aveva dato un colore nuovo ad un sabato mattina vuoto e ozioso. Passo dopo passo, aument\u00f2 la sicurezza e con essa la voracit\u00e0 della curiosit\u00e0, l&#8217;implacabile voglia di andare avanti. Corrado corse lungo la scoscesa pendenza della collina, arrestando la sua foga sulle punte dei piedi, svegliato dallo scrosciare del ruscello Giocondo, prepotente, ingrossato durante stagione delle piogge.\u00a0Il posto sembrava nuovo, la nebbia permetteva di intuire vagamente le nuove folte chiome degli alberi ma nascondeva avidamente l&#8217;acqua del ruscello e le rocce bagnate che ne costituivano l&#8217;ansa. Corrado tornato in s\u00e9, si arrest\u00f2 e prese un bel respiro. Era magico quanto sinistro essere l\u00ec, nel nulla. Tutto era sparito dietro la coltre, la realt\u00e0 autentica diveniva indefinita e confondibile con le sottili intuizioni, con i pensieri di fantasia. Corrado avvert\u00ec il vuoto e si lasci\u00f2 cadere sul prato bagnato che pi\u00f9 di chiunque altro esultava in quel giorno bianco. Gli occhi si chiusero, il cuore rallent\u00f2, il respiro profondo&#8230; Sembrava uno dei tanti sabati, la cui mattina porta solo pagine da studiare e silenzio, ma quando il ragazzo riapr\u00ec gli occhi i colori sbocciarono come fiori nel vasto prato bianco di nebbia. Il sole si era alzato fiero nel cielo, entusiasta di illuminare il pianeta un altro giorno. Le chiome erano verdi, i fusti marroni, le pietre grige, l&#8217;acqua cristallina. La rugiada bagnava ovunque gli esili fili d&#8217;erba, il cielo libero, di un azzurro profondo ospitava lo sguardo dei sognatori.\u00a0Corrado si sent\u00ec, in quel momento, a casa. Tutto divenne improvvisamente familiare e amabile. Si udiva il cinguettio dei passeri tra le fronde, il vento che dolcemente spirava mettendo in movimento le inanimate creature del paesaggio e il fragore delle acque del Giocondo primo violino di quell&#8217;orchestra naturale.\u00a0E Lui\u00a0era l\u00ec, felice ingranaggio di questo sublime paesaggio, silenzioso spettatore. Il suo sguardo seguiva, ammirato, l&#8217;oscillare dei fusti e delle chiome, lo scorrere dell&#8217;acqua, il volo del pettirosso e della libellula, il ronzare dell&#8217;ape, secondo naturale progressione.<\/p>\n<p>Fu in quel momento che tra le acque, danzante sugli scuri e umidi sassi not\u00f2 una creatura dalle forme sconosciute, dalla postura inusuale. Corrado si alz\u00f2 immediatamente e in punta di piedi si mosse, avvicinandosi il pi\u00f9 possibile. Aveva un vestito verde, cappello con piuma, stivali alti, marroni, un grande naso, una spilla importante sul petto, mezzo metro di altezza e una leggerezza straordinaria. I salti erano alti e ampi da sponda a sponda e Corrado non stava pi\u00f9 nella pelle. Si alz\u00f2 in piedi e a voce alta, non controllata chiese :\u201dChi sei tu, creatura selvaggia ?\u201d. \u201cOh giovane uomo, sono un Elfo, guardiano del ruscello, cosa ti riporta qua sulle rive del Giocondo ?\u201d rispose il magico essere. Corrado spalanc\u00f2 gli occhi, incredulo a quelle parole, sorpreso dalla speciale voce della creatura. \u201cSono anni che vi cerco, anni che vi aspetto qui sulle rive del Giocondo e finalmente ho la conferma ! Ho sempre sperato che le favole della nonna narrassero del vero\u201d rispose il giovane Corrado, tempestato da alterne emozioni. \u201cLa speranza \u00e8 la chiave figliolo, la stavi perdendo. Se non mi fossi oggi manifestato avremo perso anche te&#8230; Perch\u00e9 per voi umani \u00e8 cos\u00ec difficile percepire la magia, la bellezza?\u201d.\u201dPercepire? Ora che ti vedo davanti a me so. Le creature del sottobosco sono vere, Elfi, Nani, Fate, in tutta la loro leggendaria bellezza\u201d.\u201dAh, vedere tu dici&#8230; voi umani dovete vedere, dovete dare forma e colore a tutto. Anche la magia con voi diventa una noiosa stilizzazione. Corrado, giovane uomo, ritieni necessario vedere per sapere, quando non ti accorgi della bellezza che \u00e8 sempre stata intorno a te. Fai silenzio&#8230; Non \u00e8 forse il rumore del vento tra le fronde dolce poesia? O lo scrosciar dell&#8217;acqua tra le dolci rocce? Non \u00e8 forse il rumore dei soffici passi sui manti erbosi o il canto dell&#8217;usignolo a impreziosire la giornata? Non senti il profumo del ranuncolo e della salvia, come colora l&#8217;atmosfera? E ancora, non ti compiaci del quotidiano lavoro dell&#8217;ape e della formica, non ti senti provocato dall&#8217;ulular dei cani o dal profondo richiamo del gufo? La luna e le stelle che ogni notte illuminano benefiche il cielo non ti rendono meravigliosa la vita? Non \u00e8 forse questa prova sufficiente della bellezza del mondo, della magia della Natura? Noi siamo frutto della vostra immaginazione, giochi per bambini, Elfi e Fate esistono per loro, le farfalle al tramonto e la rugiada cristallina per voi pi\u00f9 grandi. Piuttosto che rinchiudervi dietro alte barriere cementate di fretta e superficialit\u00e0 riuscirete ad aprire il cuore alle cose veramente preziose?. Piccolo umano son io, l&#8217;Elfo del Bosco che ti pone queste domande, rifletti e se capisci, beati dell&#8217;inestimabile valore del tuo Pianeta\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come apparve fugace, L&#8217;elfo si dissolse nell&#8217;aria frizzante di quel Sabato mattina. Corrado non sapeva cosa provare, una montagna russa di emozioni che improvvisamente terminava la sua corsa. Come avrebbe potuto spiegare ai suoi amici, a suo padre quello che aveva vissuto quella mattina? Chi mai gli avrebbe dato ascolto, chi non l&#8217;avrebbe definito pazzo?. Fu in quel momento che facendo cadere le braccia sui pantaloni sent\u00ec qualcosa nella sua tasca. Una cartolina argentata con su scritto :\u201dIl sole sorger\u00e0 per tutti nipote caro. Che sia oggi il tuo momento?\u201d. Corrado si lasci\u00f2 cadere a terra, ripensando, rimuginando su quelle parole&#8230;\u201dE&#8217; davvero sorto il sole stamattina?\u201d pensava, mentre sotto di se distingueva, sentiva, il forte battito del cuore di Madre Terra, viva.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26315\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26315\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonna Clelia era solita raccontare storie meravigliose e pi\u00f9 volte creature fatate e divinit\u00e0 antiche abitavano le sponde del piccolo ruscello Giocondo, che silenziosamente scorreva ai piedi della collina. 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