{"id":26265,"date":"2016-01-26T18:45:50","date_gmt":"2016-01-26T17:45:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26265"},"modified":"2016-01-26T18:45:50","modified_gmt":"2016-01-26T17:45:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-la-casa-delle-voci-di-stefano-morleschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=26265","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;La casa delle voci&#8221; di Stefano Morleschi"},"content":{"rendered":"<p>Abito un maniero che lunghe onde invisibili lambiscono silenziosamente, e sono solo. Almeno quanto pu\u00f2 sentirsi tale un essere umano in mezzo ad altre persone. Quindi infinitamente; come tanti altri, qui dentro.<\/p>\n<p>Ogni castello che si rispetti \u00e8 visitato da fantasmi, e cos\u00ec anche il nostro.<\/p>\n<p>Vediamo prima le loro ombre, allungarsi contro i vetri smerigliati della porta d&#8217;ingresso, fino a trovarceli, quasi di colpo, davanti.<\/p>\n<p>Creature strane, insieme caute e chiassose. Capitano a giorni fissi. Alla spicciolata, si spargono in mezzo a noi, spifferandoci storie dei loro mondi lontani, come se dovessero esserci di qualche sollievo e intanto ci sfiorano e ridono, oppure parlano forte. Sembrano fare a gara, eppure le loro voci ci giungono sbiadite.<\/p>\n<p>Capitano la domenica, perlopi\u00f9, quando veniamo consegnati a quelle entit\u00e0 stipati nel salone d&#8217;ingresso, in mezzo a un vero dedalo di sedie e poltrone con o senza rotelle, in silenziosa attesa, frammista di ansia e rassegnazione.<\/p>\n<p>Perlopi\u00f9 si tratta di ombre indistinte. Capita per\u00f2 che qualcuno di loro ci riveli il proprio volto, e allora si tratta di un momento terribile. Quello che lui crede di mostrarci, cio\u00e8 se stesso, noi non lo vediamo perch\u00e9 \u00e8 trasparente. Altro, riusciamo invece a distinguere dietro il suo fatuo sorriso, oltre al disagio o, perfino, al segreto fastidio, che talvolta esso esprime: lo scorcio di un paesaggio o una tappezzeria ingiallita, insomma l&#8217;ombra di un ricordo, magari un vecchio ritratto, o la piega amorevole di un caro volto perduto. Ed ogni cosa ci trafigge dolorosamente, penetrando nei nostri cuori come una lama sottile.<\/p>\n<p>Quelle nebulose presenze portano con loro, senza saperlo, minuscoli frammenti della nostra vita di prima, preziosi e taglienti come diamanti. Fin troppo rilucenti, per occhi ormai consumati. La stretta che proviamo, nel riconoscerli, cos\u00ec dolorosa e lenta, come una scia di lumaca, ci accompagner\u00e0, ogni volta, per i giorni a venire.<\/p>\n<p>Essere visitati da simili ectoplasmi, insomma, pu\u00f2 non essere piacevole. Senza rendersene conto, in fondo, essi sono cauti assassini. Meglio perci\u00f2 starne alla larga, soprattutto da quei loro discorsi, incomprensibili e astrusi, dove passato e presente si fondono senza costrutto.<\/p>\n<p>E&#8217; da un pezzo, ormai, che nei giorni delle visite preferisco rimanere nella mia stanza, dove c&#8217;\u00e8 anche un piccolo balcone.<\/p>\n<p>Di l\u00ec riesco a sbirciare una realt\u00e0 che per\u00f2 mi sfugge, dove perfino il cielo, sopra l&#8217;orizzonte, sembra aver voltato le spalle al mare. Solo il vento si muove, trascinando con s\u00e9 l&#8217;effluvio di quell&#8217;infinito azzurro; ed \u00e8 sotto la sua carezza che ogni volta frugo in basso, con lo sguardo, verso una macchia di rose, vaporose e bianche come ballerine, ben allineate nell&#8217;angolo di un piccolo giardino.<\/p>\n<p>E&#8217; quando poi si fa scuro, e magari gocce pesanti e fredde cominciano a tamburellare sopra quei petali, che tutti i fantasmi brancolanti per i diversi ambienti del castello via via si eclissano, guardinghi.<\/p>\n<p>Lo fanno con studiata lentezza, spesso tradita qua e l\u00e0 dalla fretta, scambiandosi attorno vaghi segnali che chiamano &#8220;saluti&#8221;.<\/p>\n<p>Molti fra noi tengono allora gli sguardi bassi, per non vederli, mentre spariscono come fossero inseguiti. Forse il nostro silenzio, li incalza.<\/p>\n<p>Pensare che la notte, invece, quando il vento batte sui muri, il vecchio maniero si trasforma e come in un bosco, sonnacchioso di giorno, la vita riaffiora, e lo fa incontrollata, sommergendo l&#8217;oscurit\u00e0 di mille e mille voci accorate.<\/p>\n<p>Tutti noi, qui dentro, parliamo nel sonno&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_26265\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"26265\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abito un maniero che lunghe onde invisibili lambiscono silenziosamente, e sono solo. 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